Connect
To Top

Visita al Museo Nicolis di Villafranca: uno scrigno di tesori

Automobili, motociclette, biciclette, strumenti musicali, macchine da scrivere e macchine fotografiche conservate come vere e proprie opere d’arte.

Il Museo Nicolis di Villafranca, ridente cittadina alle porte di Verona, è tutto questo. Un museo che colpisce ancor prima di entrarci. Impossibile non restare affascinati dall’imponente struttura, un capolavoro di architettura moderna con le facciate in vetro, sulla cui sommità trova posto un aeroplano. Questo museo, fortemente voluto dall’imprenditore veronese Luciano Nicolis, è stato inaugurato il 9 settembre del 2000.

 “Io son quel matto che ha fatto tutto questo” ripeteva spesso, con il sorriso sulle labbra, Luciano Nicolis, mentre faceva da guida ai visitatori. E a chi gli domandava se quelle “opere” appartenessero alla sua collezione privata, deciso rispondeva “Noi non siamo i proprietari di tutto questo, ne siamo i custodi per il futuro…”.

 Non abbiamo resistito, e qualche giorno fa siamo andati a visitarlo. Ecco, in breve, il racconto della nostra visita.

L’ampia e luminosa sala, posta a piano terra, ospita alcune Rolls-Royce d’epoca e altri gioielli a quattro ruote. Ma quello che ha fatto subito sussultare il nostro cuore di Riders è stata quella piccola “vetrina” di veicoli a due ruote. Tra Vespe e Lambrette, sempre e comunque molto affascinanti, fanno capolino alcuni veicoli molto originali e di particolare interesse storico, tra cui una bellissima Vespa sidecar, un curiosissimo esemplare di Rumi Formichino e una stupenda AJS del 1933. Spostandosi, e restando sempre sullo stesso piano, è possibile ammirare il primo triciclo a motore, un De Dion et Bouton del 1898, ed una rossa e fiammante Indian munita di carrozzino, anch’essa, ovviamente, molto datata, ma conservata in modo maniacale.

Lasciato il piano terra, abbiamo continuato la nostra visita al piano superiore, interamente dedicato alle quattro ruote. Tra le tantissime auto in esposizione, e sono veramente tante, due hanno catturato particolarmente la nostra attenzione: l’elegante Isotta Fraschini Tipo 8/AS del 1929 e la futuristica DeLorean DMC 12 Coupé del 1981, l’auto protagonista della trilogia di Ritorno al Futuro.

Salendo al secondo piano si resta subito colpiti da quell’immenso motore a scoppio posto di fronte ai nostri occhi. Si tratta del motore di un aeroplano, per l’esattezza, quello di un Boeing. Ma ci lasciamo conquistare anche dal richiamo vintage del juke-boxe, che ricorda tanto i tempi di “Happy Days”. Dai juke-boxe alle macchine da scrivere, dalle macchine da scrivere alle macchine fotografiche, qui al Nicolis c’è veramente parecchio da sbizzarrirsi.

Un’altra bella arrampicata e conquistiamo la “vetta” del museo. Finalmente eccole lì, le nostre amate due ruote. E subito l’occhio cade su quelle quattro motociclette, che da sole valgono il viaggio: la Gilera Saturno Piuma 500 del 1957, una rara Gilera Saturno Piuma 600 del 1990, il siluro Bianchi Tonale 175 del 1956 e la Norton Manx 500 Corsa Corta del 1962. Ma anche la MBA 250  ex Guido Paci e la ROC-Yamaha 500, con cui il pilota mantovano Lucio Pedercini prese parte al mondiale della 500 nel 1996, non ci lasciano di certo indifferenti.

Da non perdere, inoltre, lo spazio espositivo dedicato alle biciclette, tra cui spunta una curiosa bici dei pompieri munita di manichetta antincendio.

Avremmo potuto raccontarvi molto di più, ma preferiamo fermarci qui. In fondo volevamo solo stuzzicare il vostro appetito! Per maggiori informazioni potete consultare il sito internet www.museonicolis.com.


1 Comment

  1. Batti

    2012/06/08 at 12:32 PM

    Sono andato l’anno scorso a visitare questa affascinante esposizione permanente di auto, motociclette, biciclette, ma anche macchine fotografiche, macchine da scrivere, etc.
    Sono rimasto impressionato e ancora oggi credo sia il più bel museo di “storia” in cui abbia messo piede.
    Consiglio a tutti di andare a fare una visita.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in luoghi da Riders