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Supermono: la ricetta contro la crisi di mercato delle moto Sportive?

È di qualche settimana fa la notizia che a Mattighofen, cittadina austriaca dove ha sede la KTM, qualcosa di nuovo bolle in pentola.

Si tratta di una sportiva monocilindrica spinta dal propulsore della Duke 690, che dovrebbe debuttare sulle strade nel 2013. Il prototipo della RC4, così dovrebbe chiamarsi, sarebbe stato avvistato lo scorso marzo sul tracciato spagnolo di Alcarras.

 E subito mi balzano alla mente le Supermono, molto diffuse agli inizi degli anni novanta. Ve le ricordate?

Dapprima feudo incontrastato di piccoli artigiani, veri e propri artisti nel forgiare metalli, e capaci di realizzare intorno a dei propulsori monocilindrici a quattro tempi dei telai degni di una vera GP. Poi, in seguito, grazie ad un regolamento di gara che lasciava ampia libertà all’estro dei progettisti – gli unici vincoli erano praticamente la cilindrata massima fissata a 800 cc, il divieto di utilizzare il titanio e il magnesio per la costruzione di telaio e forcellone, e del solo titanio per quella della forcella anteriore – anche le grandi case motociclistiche strizzarono l’occhio verso questa nuova categoria e realizzarono alcuni modelli destinati esclusivamente a questo tipo di competizioni. Tra queste vanno ricordate, soprattutto, la Gilera e la Ducati.

Nel 1990 la casa di Arcore presentò la Saturno Piuma 600, una vera e proprio moto da competizione costruita in pochissimi esemplari. La Piuma, che derivava dalla Saturno 500 Bialbero realizzata per il mercato giapponese, e drasticamente rivoluzionata nella ciclistica e nel motore (derivato dalla enduro RC 600) si ispirava alla più piccola SP02 125.

Tre anni più tardi fu la volta della splendida Ducati Supermono 550 disegnata da Terblanche. Utilizzando una fetta del V4 desmodromico, inserito in un telaio a traliccio simile a quello della Superbike 888 , la Supermono 550, con i suoi 70 cv e un’accelerazione capace di fare impallidire le maxi sportive plurifrazionate, si poneva al vertice della categoria.

Ma l’interesse per le Supermono non si limitò al solo mondo delle corse, e a metà degli anni novanta debuttarono sulle strade di tutti i giorni la Bimota Supermono 650 motorizzata BMW e la Yamaha SZR 660. Più ricercata e costosa, com’era lecito aspettarsi, l’italiana, più pratica e versatile la giapponese.

Purtroppo la F.I.M. non istituì mai un vero e proprio campionato mondiale dedicato a queste gustosissime “super single” e, nel breve volgere di qualche anno, scomparvero, rimanendo solo un bellissimo ricordo. E fu un vero peccato!

Perché veder correre le Supermono era uno spettacolo, gare serratissime dove l’esito, fino all’ultima curva, non era mai scontato.

Oggi a raccogliere l’eredità delle Supermono (si fa per dire) sono arrivate le Moto3, le monocilindriche a quattro tempi 250 che hanno soppiantato le 125 nel Motomondiale, anche se la monocilindrata, il monogomma e gli altri vincoli imposti dal regolamento lasciano poco spazio alla genialità dei tecnici.

Auguriamoci quindi che la KTM RC4 non rimanga solo un prototipo e che possa essere fonte di ispirazione per altre case motociclistiche. Perché un ritorno delle Supermono smuoverebbe le acque ormai stagnanti di un segmento, quello delle supersportive, da diverso tempo in profonda crisi.


3 Comments

  1. Mauro Casali via Facebook

    2012/04/26 at 8:10 PM

    secondo il mio modesto parere la moto 3 è stata un occasione sprecata,mi riferisco alla cilindrata di soli 250 cc,io l’avrei preferita decisamente con i mono da 450 come minimo,divenendo di fatti delle vere supermono,categoria che a me affascina non poco,ricordo tanti anni fà di tali motori montati su cagiva mito e aprilia rs,stupende!

  2. Mauro Casali via Facebook

    2012/04/26 at 8:10 PM

    secondo il mio modesto parere la moto 3 è stata un occasione sprecata,mi riferisco alla cilindrata di soli 250 cc,io l’avrei preferita decisamente con i mono da 450 come minimo,divenendo di fatti delle vere supermono,categoria che a me affascina non poco,ricordo tanti anni fà di tali motori montati su cagiva mito e aprilia rs,stupende!

  3. giuseppe

    2012/04/28 at 8:39 AM

    La moto 3 è una categoria degna di una sagra regionale! Ormai è solo una gara di contorno. E sportive mono, leggere, con ciclistiche equilibrate e buona elettronica farebbero divertire parecchia gente magari un po impiccata su plurifrazionate.

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