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Modelli leggendari: Suzuki GSX-R 1100… l’esagerata!

Ve la ricordate la Suzuki GSX-R 1100? Potentissima, velocissima, bellissima e sportivissima, la maxi di Hamamatsu era proprio “issima” in tutto.

Creata ad immagine e somiglianza della più piccola settemmezzo, rispetto alla quale mostrava però più “muscoli”, arrivò in Italia nel 1986. E subito infranse numerosi record. Da quello della potenza, 130 cavalli, a quello della velocità, quasi 260 km/h effettivi. Da quello del peso, 197 kg a secco, a quello dell’accelerazione, poco più di 10 secondi per coprire il classico quarto di miglio con una velocità di uscita di oltre 210/km.

Ovviamente, per tenere sotto controllo tanta cavalleria occorreva una ciclistica adeguata. Ecco perché i tecnici Suzuki dotarono la GSX-R 1100 di alcune raffinatezze tecniche come il sistema elettromagnetico NEAS (New Electrically  Activated System) che controllava la forcella anteriore in staccata e l’ammortizzatore di sterzo, vera e propria “chicca” per l’epoca.

Il propulsore, già fluido fin dai bassi regimi, spingeva forte fino agli 11.000 giri/min, innescando “folkloristiche” impennate di potenza nelle marce più basse. Solamente la Kawasaki GPZ 1000 RX era stata in grado di avvicinare la GSX-R 1100 nelle prestazione assolute, per le altre non era rimasto altro da fare che stare a guardare.

Tre anni più tardi, nel 1989, furono apportate le prime importanti innovazioni tecniche. L’aumento di cilindrata da 1.052 cc a 1.127 cc e l’adozione di nuovi carburatori di maggior diametro fecero salire la potenza a 143 cavalli e la velocità ad oltre 265 km/h. Per quel che riguardava la ciclistica, oltre ad un nuovo telaio sempre in alluminio, c’erano da segnalare l’impiego di nuove forcelle e, soprattutto, di nuovi cerchi da 17 che permettevano di ospitare pneumatici di maggiore sezione (120/70 e 160/60 in luogo dei “vecchi” 110/80 e 150/70). Più corta d’interasse, la GSX-R ’89 risultava più reattiva nonostante l’incremento del peso, 210 kg a secco. Infine la linea. Più tondeggiante ed armoniosa, richiamava sempre più le moto da competizione del periodo.

Poche ma importanti, invece, le modifiche che riguardarono il modello 1990. Interasse leggermente più lungo, forcella anteriore upside-down e nuovi cerchi con pneumatici 130/60-17 e 180/55-17. La nuova forcella e i nuovi cerchi avevano però portato ad un aumento del peso di 9 kg.

Ma l’evoluzione della GSX-R 1100 non sembrava conoscere sosta. E dopo un solo anno la maxi sportiva Suzuki fu sottoposta a nuovi ed importanti interventi di carattere tecnico. La potenza, grazie a nuovi carburatori da 40 mm di diametro ed altri piccoli accorgimenti, era salita a 150 cavalli, mentre ciclisticamente si era intervenuti sulla forcella anteriore, sostituendo la vecchia con una più professionale Kayaba pluriregolabile. Crescevano le prestazioni, quasi 270 km/h, ma crescevano anche i chili, 226 kg a secco.

Nel 1993 il vecchio sistema di raffreddamento misto aria-olio SACS, che fino ad allora aveva sempre caratterizzato la GSX-R 1100, fu abbandonato a favore del nuovo sistema di raffreddamento a liquido. La cilindrata effettiva scendeva a 1.074 cc, mentre aumentavano potenza, velocità e peso: 155 cavalli, 280 km/h e 231 kg rispettivamente.

L’ultima evoluzione della GSX-R 1100 arrivò nel 1995. Addolcita e dimagrita di ben 10 kg, la maxi di Hamamatsu si era ormai trasformata in una velocissima “hypersport” più adatta ad un utilizzo stradale che non agonistico. Del resto per correre c’era la più piccola 750! Al termine del 1997 fu mandata in pensione e fu sostituita dalla bicilindrica TL 1000 R ad iniezione elettronica, che però non ebbe gran successo. Per vedere nuovamente la Suzuki ai vertici bisognerà attendere il 2001, quando fece la sua comparsa la nuova GSX-R 1000.


16 Comments

  1. Cosimo

    2013/03/07 at 9:03 AM

    mito assoluto. Una sportiva di razza come ce ne sono state poche!!!!!

  2. William Merendino via Facebook

    2013/03/07 at 11:29 AM

    io ho quella del 91 in perfette condizioni tutta originale….

  3. Vittorio Massimo Coppola via Facebook

    2013/03/07 at 11:46 AM

    Provata ai tempi…un mostro…

  4. Pianeta Riders via Facebook

    2013/03/07 at 12:44 PM

    william… tienitela ben stretta 😉

  5. Andrea Scarponi via Facebook

    2013/03/07 at 11:10 PM

    Sí, ma sono tutti vecchi catenacci, spesso sottomotorizzati.

  6. daniele

    2014/04/20 at 11:12 PM

    Mio padre ha quella dell’86 e anche essendo un ragazzo che ama le moto di oggi, questa moto mi fa battere il cuore come nessun altra. E’ tutta originale tranne specchietti e marmitta (quella originale non si poteva guardare) sostituita con una artigianale con un sound bellissimo, rabbioso che ti fa salire un l’emozione che neanche una r1 di oggi con scarico akrapovic riesce a dare 😉

  7. riccardo

    2014/08/04 at 11:01 AM

    Si, sottomotorizzati, certo. Come no.

    Ho iniziato ad utilizzarne un esemplare del 1986, blu scuro e rossa. Non è una moto, è LA moto.
    Basta il rumore ad evocare sensazioni di altri tempi.
    E va forte, fortissimo, quasi come una supersport odierna.
    Ma va guidata con lucidità. Non ha gli spigoli addolciti da controlli elettronici o pippate. Ci sei tu, il polso, il cavo, i quattro mikuni. E poi c’è lui, un motore aria/olio da 130 cv e 50000 km senza mai nulla oltre che il controllo gioco valvole.

    I cerchi da 18 creano un effetto strano. In curva va lasciata cadere come vuole lei, uno sforzo di fiducia per un motone da 240 kg, e poi fatta rialzare di gas.
    Ho amici che guidano da anni R6 e daytona e CBR, ma su una moto così vera vanno come se avessero le rotelline.

  8. max

    2014/12/13 at 8:00 PM

    io ho il modello del 1995 una bomba ogni volta che ci salgo sopra ho una sensazione strana ma
    non mi abbandona mai, peccato sia pesante nel misto stretto!

  9. Cesare

    2015/07/23 at 6:10 PM

    Io ho appena acquistato il modello del 1993, sono ansioso di guidarla

  10. Rexor

    2015/08/08 at 11:42 AM

    Oh, yes !!!!!!!!!!!!!
    L’ho avuta anch’io (prima versione 1986-88).
    Nessuna era alla pari allora per la guida estremamente precisa e il rabbioso motore.
    L’elaborai fino a 1300cc e 185 Hp (170 alla ruota). Quante emozioni e ricordi !!!!!!!!!
    (Comunque anche originale era fantastica !!!!!).

  11. Rexor

    2015/08/08 at 11:47 AM

    Non era facile da guidare come i giocattoli di oggi.
    A domarla ti sentivi veramente un Macho !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Queste sono le cose che contano. Che per colpa di troppa tecnologia abbiamo perso.
    E sta succedendo anche sulle auto : fott.ti controlli di trazioe e stabilità per handicappati !!!!!!!!!!!

  12. Cesare

    2015/10/09 at 10:05 PM

    Io ho una bellissima gsx r 1100 del 1993 completamente ORIGINALE! E ho pure il libretto di uso e manutenzione ORIGINALE stampato nell’ ottobre del 1988, devo dire che è una moto eccezionale, comoda e veramente potente, per me non ci sono parole per descriverla se non una sola… ECCEZIONALE!!

  13. Alex

    2016/07/18 at 8:58 PM

    Io ho una gsxr 1000 k7,moto fantastica che non cambierei con nessuna.. Ma ho nostalgia della mia ex gsxr1000 del 92.. Moto unica

  14. Patrick

    2016/08/09 at 10:00 PM

    Poco fa mi sono comprato una gsx-r1100 del 89 nelle colorazioni rosso e nero.Stupenda! Ha solo 16676km,tutta originale.E la mia 3. gsx-r.Anche se la piu vecchia,ma ne vado fiero.

  15. Fredrik

    2017/05/20 at 9:03 AM

    Ho avuto il ’96, de ora penso di ricomprarla. Solo a dare un colpo d’acceleratore mi sono emozionato. Mi costa meno della moto per il figlio di 16 anni. Così potremo fare qualche giro assieme.

  16. Albi

    2017/08/06 at 1:16 PM

    https://scontent-frx5-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/20479823_10213275587625033_8941611087248997535_n.jpg?oh=15c24c1321ed878c08ed3bafe990571c&oe=59ECC3C9
    La mia bimba del’92 fresca di restauro (a causa di uno stupido incidente in città _mancata precedenza da parte di un imbecille- subito nel 2012), 25 anni, 70000 km e non sentirli! Sul dritto sino a tutta la terza (220 km/h) tiene tranquillamente il passo di qualsivoglia 1000 attuale, dalle quali le prende solo in allungo. Nel misto fatica a causa del peso, ma sui curvoni veloci va sui binari e dà la paga a molte moderne in quanto a stabilità, precisione e velocità di scorrimento. E poi, la cattiveria del motore è qualcosa che solo alcuni bicilindrici e tricilindrici attuali (ma nessun quadricilindrico) possono avvicinare. Mio padre ha la sua unica degna avversaria dei tempi, la altrettanto mitica Yamaha FZR 1000 ex-up modello ’90, altro gran ferro ma per i miei gusti e stile di guida meno divertente da guidare. E’ più scorrevole, più dolce e progressiva e per certi versi più raffinata, oltre che più veloce, più cattiva agli alti e con più allungo e ancora più bella ed equilibrata stilisticamente, ma è ancora più macchinosa nel misto a causa del passo più lungo e meno precisa in inserimento a causa di una forcella tradizionale meno rigida ed efficiente, ed in più manca della prodigiosa schiena ai medi e della prontezza del motorone aria-olio. Una volta io e mio padre ci divertimmo a fare delle prove di accelerazione, sia in partenza da fermo che ripartendo in seconda da 50. Nella partenza da fermo andammo via appaiati, mentre nella seconda prova non ci fu storia: la Suzukona umiliò letteralmente la Yamaha! Comunque altri mezzi ed altre epoche, personalmente non la cambierei con una superbike attuale per nulla al mondo!

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