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Live@ Monza SBK 2011: intervista a Michel Fabrizio “i risultati di Checa? Non me li spiego”

(di Fabrizio Farinoni)

Dopo la Superpole di Ieri, decido di rimanere nel box Suzuki per provare a fare due chiacchiere con Michel Fabrizio. C’è una domanda che muoio dalla voglia di fargli, anche se immagino che sia stanchissimo dopo una giornata così intensa.  Durante le libere l’ho visto entrare persino nei panni del meccanico con la seconda moto che stentava a partire; Michel non ci ha pensato due volte, ha preso in mano il motorino d’avviamento e ha provato ad accenderla lui stesso.

Mi avvicino, in effetti è stanco, ma è gentile e due chiacchiere me le concede lo stesso.

1)Innanzitutto ti faccio i miei complimenti per il risultato di oggi, sei andato molto bene. Ti aspettavi un risultato come questo dopo le difficoltà incontrate nella giornata del venerdì?

 Sono andato benino, dai. Fino a stamattina non ci credevo. Oggi pomeriggio abbiamo cominciato a prendere il nostro passo e sono molto molto soddisfatto.

2) In queste gare ti abbiamo visto costantemente a ridosso dei primi, però sembra che ti manchi sempre qualcosa…

Domani partiamo davanti. E’ la prima volta che occupiamo la seconda fila. Siamo sempre partiti dalla terza, quarta fila e da questa posizione inizia a diventare difficile stare vicino ai primi. Quindi staremo a vedere domani mattina, sai, un conto è passare dieci piloti un conto quattro, cinque; l’obbiettivo è quello di accodarsi e cercare di non perdere contatto con i piloti di testa. Poi Monza è un circuito a cui sono particolarmente legato perché ho vinto la mia prima gara SBK, un circuito congeniale per me, giro molto bene.

3) Quest’anno Checa in sella alla Ducati sta andando veramente forte nonostante il team sia privato, mentre l’anno scorso tu e Haga eravate in difficoltà con alle spalle una struttura ufficiale. Cosa ci dici in merito?

Il team privato… semi-privato direi. Non so che dire. Vanno veramente molto forte. Oggi è stata una giornata difficile anche per loro.

Io mi riferisco alla scorsa stagione. E’ strano che nel 2009 i piloti Ducati concludono secondo e terzo al termine del campionato – rispettivamente Haga e Fabrizio – e l’anno successivo siano finiti entrambi dietro, qualcosa che non andava nel team c’era. Che poi Checa sia andato più forte di noi lo conferma.

4) Magari pensi ad eventuali aggiornamenti alla moto?

Non so cosa sia successo. Quest’anno sta andando più forte dell’anno scorso perché ha iniziato subito bene. Siamo solo alla quarta trappa, staremo a vedere.

5) Il ritorno in Suzuki per te può essere considerato un ritorno in famiglia visto che nel 2003 hai vinto con la medesima casa un europeo STK 1000?

Beh sì, un bel ritorno in famiglia. Batta mi ha voluto, io volevo Batta, quindi ci siamo trovati e vorrei continuare con loro. E’ una bella squadra che lavora bene, vedremo.


5 Comments

  1. Duca Rosso

    2011/05/08 at 10:03 AM

    condivido, il problema di Ducati, lo scorso anno, fu soprattutto nel box. Un problema di squadra, non di moto, a riporva del fatto che il fattore umano conta e tanto. Altrimenti non si spiega come Checa vada forte sulla Ducati, e neanche come piloti che lo scorso anno sembravano sull’orlo di una crisi totale, Fabrizio e Haga, oggi riescano comunque add ottenere risultati con moto non certo al livello della Ducati ufficiale dello scorso anno, come la Suzuki e l’Aprilia Pata

  2. Alesanto

    2011/05/08 at 10:37 AM

    Speriamo che Fabrizio becchi un podio. Se lo merita ma dovrà scavalcare Biaggi, Haslam e Rea che secondo me sono quelli più probabili oggi sui tre gradini

  3. Yankee

    2011/05/08 at 10:58 AM

    Duca Rosso Ha Scritto:

    condivido, il problema di Ducati, lo scorso anno, fu soprattutto nel box. Un problema di squadra, non di moto, a riporva del fatto che il fattore umano conta e tanto. Altrimenti non si spiega come Checa vada forte sulla Ducati, e neanche come piloti che lo scorso anno sembravano sull’orlo di una crisi totale, Fabrizio e Haga, oggi riescano comunque add ottenere risultati con moto non certo al livello della Ducati ufficiale dello scorso anno, come la Suzuki e l’Aprilia Pata

    un Team è un ecosistema molto complicato che va ben oltre il binomio pilota/moto come vogliono farci credere certe volte. Basta che qualcosa non funzioni e si rischia di naufragare.
    Le Ducati, di per sé, sono, sono state e continuano ad essere le regine delle derivate di serie. Punto!

    (bella l’intervista a Michel, uno che con Ducati poteva fare tanto ma è stato sfortunato, proprio quello che poteva essere il suo anno è diventato un’annata storta. Gli auguro di poter mettere in mostra tutto il suo talento anche con Suzuki)

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