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SBK 2013, Phillip Island: 3580 gomme per 56 piloti. Pirelli sbarca in Australia!

Mondiale SBK 2013 ai nastri di partenza. Pirelli pronta al debutto in gara con la nuova copertura da 17″. Si parte con i primi test ufficiali di Lunedì 18 e Martedì 19

Dopo aver trascorso la scorsa stagione e un intero inverno tra prove e studi, arriva il momento per tutti di mettere da parte calcoli e tabelle e lasciare la parola al cronometro. Un esame di quelli tosti, quello che attende Pirelli sul sempre ostico tracciato di Phillip Island. Ma come uno studente diligente, che non si vuol far trovare impreparato al momento di un esame, la Casa  milanese ha dato fondo a tutte le sue risorse per presentarsi in grande spolvero alla “Prima” del mondiale SBK. Oltre alle caratteristiche del tracciato australiano, a tenere in apprensione i tecnici sarà il comportamento dei nuovi pneumatici nella misura da 17″, che prende il posto, da questa stagione, della “gloriosa” gomma da 16,5″.

Insieme al circuito di Monza, Phillip Island è da sempre croce e delizia per gommisti e maghi del setting. Il punto più insidioso per gomme e ciclistica è senza dubbio rappresentato dalla lunga parabolica Left hand Run, il curvone che immette sul rettilineo del traguardo. Qui il fianco sinistro dello pneuamtico sopporta notevoli stress meccanici, a causa della lunga percorrenza a moto inclinata, e delle forze di deriva che mettono a dura prova mescole e carcasse. I picchi di temperatura raggiunti  possono, inoltre, determinare repentini deterioramenti del battistrada, oltre alla comparsa del famigerato fenomeno del “blistering”, la formazione di bolle d’aria che causano lo scoppio della fascia superficiale della gomma. Un buon settaggio si rivela quanto mai fondamentale per terminare la gara e farlo, possibilmente, senza arrivare sulle tele.

Quest’anno poi, si presenta il problema ulteriore del fondo riasfaltato, che genera quindi maggiori attriti, il che obbliga a prestare attenzione anche alle problematiche legate ad una precoce usura dell’anteriore. Una pista di quelle “toste”, Phillip Island. Lo sa bene Giorgio Barbier, Racing Director Pirelli Moto, che spiega in breve la difficoltà ad affrontare una pista così:

“È uno dei più ostici e impegnativi tracciati per tutti i costruttori di pneumatici che vi si trovano a gareggiare, per via del particolare layout del tracciato che stressa gli pneumatici soprattutto sul lato sinistro . Quest’anno si aggiunge un’ulteriore incognita, ovvero il nuovo asfalto che nessuno, compresa la Pirelli, ha potuto provare finora. Se da un lato, questo, assicurerà una superficie in grado di offrire un grip ottimale, dall’altro la severità ed aggressività sugli pneumatici sarà maggiore. Per via degli ingressi veloci in curva, presenti in particolare nella prima parte della pista; oltre agli pneumatici posteriori quest’anno saranno messi a dura prova anche quelli anteriori. Pirelli ha dovuto spedire gli pneumatici in Australia con largo anticipo, ancor prima che i lavori di rifacimento dell’asfalto fossero terminati, pertanto per ovviare alle dinamiche tipiche di questo circuito abbiamo progettato delle soluzioni di sviluppo che si differenziano nella struttura e nelle mescole (pur essendo tutte della stessa misura) che garantiranno ai piloti di poter portare a termine le gare. Il circuito australiano sarà una sfida anche perchè vedrà il debutto in gara dei nuovi pneumatici da 17 pollici, il che rende il round australiano sicuramente un appuntamento molto importante”.

Le gomme per il GP

Per la Superbike, Pirelli ha portato in Australia quattro soluzioni slick da asciutto per l’anteriore, e altrettante per il posteriore. Queste si sommano alla gomma posteriore da qualifica che i piloti potranno utilizzare nelle tre sessioni della Superpole del sabato, e alle soluzione “WET”  intermedia e “FULL WET” da pioggia disponibili sia per l’anteriore che per il posteriore. All’anteriore, Pirelli prevede una  SC1 morbida e tre soluzioni SC2  medie, di cui una standard e due evoluzione più robuste progettate ad hoc per affrontare il nuovo asfalto. Per il posteriore, invece, ci sono quattro soluzioni “evoluzione”, due SC1 in mescola media e due SC2 in mescola dura.

Per quanto riguarda la Supersport, i criteri di scelta si posizionano sulla falsariga della Superbike. A disposizione dei piloti ci saranno due soluzioni da asciutto (SC1 morbida e  SC2 media) per l’anteriore e tre soluzioni per il posteriore, una SC1 media e due SC2 in mescola più dura


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