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Ritratto di Pilota: Bergamonti, la caduta di un Angelo e la fine di un’epoca


(articolo di Andrea Adorni)

Pioveva forte quel giorno a Riccione, il 4 aprile 1971. Maledettamente forte! L’asfalto, reso viscido dallo scrosciare ininterrotto della pioggia, costringeva i piloti a manovre impossibili per restare in equilibrio. La tragedia si consumò in un batter di ciglio, la MV Agusta numero 6 schizzò via come impazzita disarcionando il proprio scudiero che terminò la sua corsa contro il marciapiede. Fu così che si spense per sempre la “fiamma” di Angelo Bergamonti, per tutti “il Berga”.

Una tragedia quasi “cercata”, la sua. Cercata nel disperato ed inutile tentativo di raggiungere il compagno di squadra Agostini che, fin dall’inizio, si era involato verso la vittoria. Ma Bergamonti era così, troppo orgoglioso e troppo battagliero per arrendersi di fronte alla fuga del Campionissimo. Lui, che sfruttava fino all’ultimo millimetro di gomma disponibile, non accettava di essere considerato una seconda guida, sebbene il conte Agusta non avesse mai dato disposizioni di squadra. Voleva dimostrare a tutti che con la moto giusta anche lui avrebbe potuto trionfare. Come a Barcellona l’anno precedente, quando, nell’ultima gara stagionale, aveva collezionato le prime due vittorie in 350 e 500. Quel maledetto giorno, a Riccione, si chiuse anche un’epoca leggendaria per il motociclismo, quella delle corse su strada. Da allora i circuiti cittadini, ritenuti troppo pericolosi, vennero aboliti per sempre e consegnati alle pagine dei libri di storia.

(foto di Epimaco Zangheri detto “Pico”)

Il “Berga” è stato uno di quei personaggi che hanno fatto bene al motociclismo e, ancora oggi, ti sembra di poterlo incontrare ad una delle tante rievocazioni storiche con il suo marcato accento lombardo. Un pilota estroverso e coraggioso che, nella sua pur breve carriera, è riuscito a trasmetterci la vera passione per le due ruote.

Angelo Bergamonti è nato a Gussola, in provincia di Cremona, il 18 marzo del 1939. Dopo aver corso con Moto Morini, Paton (moto con la quale esordì nel mondiale al Gran Premio delle Nazioni del 1967) e Aermacchi, il 13 settembre del 1970 gli venne offerta la grande occasione, quella che avrebbe potuto cambiare la sua vita: partecipare al Gran Premio delle Nazioni di Monza in sella alle due “tre cilindri ufficiali” di Cascina Costa, la 350 e la 500, già iridate con Agostini. Bergamonti arriverà secondo, dietro al Campionissimo, in entrambe le classi. Si ripeterà anche la settimana successiva alla Conchiglia d’Oro Shell a Imola e poi le vittorie di Barcellona.

Il 1971 avrebbe dovuto essere l’anno della sua consacrazione, ma quel terribile 4 aprile, durante la Temporada di Riccione, tutto andò in frantumo: i sogni del “Berga” e quelli degli appassionati.


3 Comments

  1. Sante

    2011/03/01 at 11:25 AM

    gente che ha “fatto” il motociclismo!

  2. mikethebike

    2011/03/05 at 12:20 AM

    beautifull bike! 😯

  3. wim

    2011/05/11 at 11:27 PM

    the mv agusta 350 6 only national races from 1970 to 1972! very beautiful bike and sound!

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