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Leggende del Motociclismo: John Surtees, il Figlio del vento

Lo chiamavano “il Figlio del vento” quando ancora Carl Lewis non era che un bambino alle prese con i primi passi. Ma John Surtees, che ragazzo proprio non sembrava mai esserlo stato, visto che a 21 anni aveva già tutti i capelli bianchi, sapeva far correre fortissimo il proprio mezzo, auto o moto che fosse. Perché il campione britannico è stato l’unico pilota al mondo capace di conquistare il titolo mondiale, sia con le moto da Gran Premio, che con le monoposto da Formula1. Sette i titoli conquistati con le due ruote, quattro in 500 e tre in 350, e tutti con  le moto del Conte Domenico Agusta. Sconfisse avversari forti, campioni come Geoffrey Duke, Libero Liberati, Ray Amm e Mike Hailwood. Quando esordì, nel 1952, all’Ulster GP, sul tracciato stradale di Clady, in sella ad una Norton, nessuno lo conosceva, ma la sua grinta conquistò tutti.

Nel 1953, a causa dell’eccessiva pericolosità dello stradale di Clady, l’Ulster GP fu trasferito a Dundrod. E proprio su questo tracciato John Surtees costruì la sua fortuna. Vinse per la prima volta nel 1955 con una NSU 250, e riuscì a ripetersi per altre cinque volte tra il 1958 e il 1960. Memorabile fu la stagione 1959 quando, sia nella 350 che nella 500, conquistò il gradino più alto del podio in tutte le prove iridate.

Nel 1960 si divise tra auto e moto, e anche con le quattro ruote si mise subito in evidenza. Esordì al Gran Premio di Monaco alla guida di una Lotus, ma fu costretto al ritiro per noie meccaniche. Si rifece a Silverstone, in Inghilterra, alcune gare dopo, dove arrivò secondo. Dopo aver rifiutato una prima offerta della Ferrari nel 1963, Surtees accettò di correre con la scuderia di Maranello l’anno seguente. E conquistò il titolo mondiale. John Surtees, il campione con la faccia da vecchietto, entrò così nella leggenda del “motorismo”.

Passione, rigore e una dettagliata analisi dei circuiti e degli avversari furono i suoi punti di forza, che gli permisero di trasformare la sua carriera in un continuo successo. Non a caso, infatti, Enzo Ferrari di lui diceva

[quote]“Surtees aveva le caratteristiche tipiche degli ex motociclisti… viveva alla minuziosa ricerca del particolare da sfruttare a proprio vantaggio.”[/quote]

L’eclettico Surtees sembrava facesse diventare oro tutto ciò che toccava! Dopo di lui, altri grandi campioni delle due ruote, tra questi Mike Hailwood e Giacomo Agostini, tentarono l’avventura con le auto, ma non ottennero gli stessi risultati.

Il 16 febbraio 2012 John Surtees è stato annoverato nella Hall of Fame, l’unico titolo prestigioso che ancora gli mancava…


6 Comments

  1. Fabio Avossa

    2012/11/27 at 3:30 PM

    Da non dimenticare che ebbe poi una discreta carriera come costruttore di auto da competizione, anche di Formula 1; con Mike Hailwood come pilota conquistò il Campionato Europeo di Formula 2 del 1972

  2. Leonardo Battaglia via Facebook

    2012/11/27 at 3:53 PM

    ci fu un’altra leggenda che ci provò, e andò anche forte ma senza mai vincere su 4 ruote. Mike Hailwood!

  3. Leonardo Battaglia via Facebook

    2012/11/27 at 3:53 PM

    senza mai vincere il mondiale F1 per la precisione

  4. Pianeta Riders via Facebook

    2012/11/27 at 3:54 PM

    Si Leonardo, è citato a fine articolo insieme al nostro Ago 😉

  5. Leonardo Battaglia via Facebook

    2012/11/27 at 3:54 PM

    ops …. pardon XD

  6. Pianeta Riders via Facebook

    2012/11/27 at 3:55 PM

    😉

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