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Leggende del motociclismo: Eddie Lawson, lo spietato “ragioniere”

Dalle vittorie con Honda e Yamaha, alla rinascita con la Cagiva. Vita e carriera di uno dei più grandi campioni del Motociclismo: Eddie Lawson

Aveva chiuso il 1983 sul podio, il quarto di quella stagione che lo aveva visto esordire tra i grandi del motociclismo. Ma Eddie Lawson, nonostante tutto, teneva il volto basso, cercando di evitare lo sguardo risentito del suo caposquadra Kenny Roberts, che gli aveva rimproverato di non essere riuscito a tenere a freno quello “sfacciato” ragazzino della Louisiana il cui nome era Freddie Spencer. Perché per Kenny, quello del 1983, avrebbe voluto dire il quarto titolo mondiale. La Yamaha e Roberts avevano scommesso su Eddie e gli avevano affidato un compito difficile, forse troppo. Anche per un esordiente di lusso come lui. Era venuto meno al suo dovere di scudiero, e questo lo fece sentire inadatto ad un ruolo così importante. Un uomo sbagliato al posto sbagliato. Una sola gara era bastata a cancellare quanto di buono era stato fatto fino ad allora.

Ma quel giorno, dentro di lui, qualcosa scattò. Qualcosa di grande, che lo portò a vincere, nei sei anni successivi, ben quattro titoli mondiali nella classe regina (1984-1986-1988-1989). Prima contro Spencer e poi contro Gardner. Prima con la Yamaha e poi con la Honda.

Pilota “pulito”, veloce e molto costante, cadde pochissimo nella sua decennale carriera in 500, e proprio per questo era stato soprannominato “steady”. Ma Eddie era, soprattutto, un “ragioniere” delle due ruote. Maniacale nella messa a punto della moto, non scendeva mai in pista senza una tattica ben precisa. Che spesso si rivelava vincente. Come testimoniano i 78 podi ottenuti in carriera sulle 130 gare disputate, di cui 31 sul gradino più alto.

Nel 1990, Kenny Roberts lo chiamò nel suo team per guidare la Yamaha ufficiale. Eddie accettò, convinto anche di poter restituire al suo amico Kenny quel titolo perso nel 1983 a causa della sua “inadeguatezza”. Ma il grave incidente di Laguna Seca, secondo appuntamento della stagione mondiale, lo mise fuori dai giochi per sei Gran Premi. E quando tornò si trovò nuovamente nello scomodo ruolo di scudiero, proprio come sette anni prima. Ma questa volta andò diversamente e il suo compagno Wayne Rainey si aggiudicò il titolo mondiale.

Saldato, seppur indirettamente, il debito con Kenny Roberts, nel 1991 accettò l’offerta della Cagiva di sviluppare la nuova C591. Per Eddie fu come nascere una seconda volta. E proprio con la “rossa varesina” ottenne, nel 1992, l’ultimo successo della sua brillante carriera. Aveva vinto la sua scommessa:  trasformare la Cagiva in una moto vincente.

Nato a Upland, in California, l’11 marzo 1958, Eddie cominciò prestissimo a cimentarsi con le due ruote. Era, infatti, il 1965 quando partecipò alla sua prima gara di minimoto. Dodici anni più tardi, invece, cominciò a vincere sulle piste da dirt-track con una Yamaha 750. E agli inizi degli anni ottanta cominciò a vincere anche sui circuiti di velocità, aggiudicandosi più volte la “100 Miglia di Daytona” e il Campionato AMA Superbike. Poi, nel 1983, l’ingresso nel “Gotha” del motociclismo…


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