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Ducati Supermono e Robert Holden: cose di un altro pianeta

Un incontro inaspettato mi ha portato alla riscoperta di un campione del passato e di una moto tanto unica quanto formidabile: Robert Holden e la Ducati Supermono

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Ducati-Super_RAC1

Quello che sto per raccontarvi è accaduto in questi giorni, più precisamente in una notte fresca e umida. Mi trovavo per caso a Borgo Panigale, proprio davanti agli stabilimenti Ducati, quando un bagliore accecante mi investe in pieno. Mi sento sollevare da terra e, in men che non si dica, mi ritrovo in una fredda stanza dalle pareti di metallo. Poi, una voce dall’alto si affretta a spiegare:
Salve terrestre, veniamo dal pianeta Pistonia e abbiamo scopi pacifici.
Cosa cercate?“, chiedo io.
Sul nostro pianeta seguiamo il Tourist Trophy ogni anno, captando i segnali video dell’isola di Man: abbiamo visto Robert Holden arrivare secondo con la Supermono e adesso vogliamo vedere quella moto. Vogliamo saperne di più!
Temo che il segnale arrivi sul vostro pianeta con vent’anni di ritardo“, dico sconsolato, “la gara di cui parlate si è svolta nel 1994. Però avete buon gusto: che moto la Supermono Desmoquattro! 

Fu Massimo Bordi a volere una monocilindrica da corsa, attirato dalla categoria Supermono, che lasciava ampia libertà allo sviluppo della moto. Nel 1991, l’ingegner Domenicali si mise al lavoro per costruire un motore competitivo e, quello che due anni dopo fu montato sotto la carena disegnata da Pierre Terblanche, lo era eccome. Infatti, al suo esordio, nel 1993, la Supermono bruciò tutte le altre monocilindriche, arrivando prima nella classifica costruttori e in quella piloti con Mauro Lucchiari, sia nella categoria mono del Campionato Italiano Velocità che nel Campionato Europeo Supermono, allora legato alla Superbike.

Il motore superquadro 550cc era molto avanzato per l’epoca: la testa bialbero con quattro valvole desmo, ispirata a quello della 888, e il famoso “batacchio”, ovvero una seconda biella montata allo scopo di abbattere le vibrazioni, erano le due innovazioni maggiori. La frizione era a dischi multipli, il raffreddamento a liquido e l’iniezione gestita elettronicamente; 75 cavalli per 118 chili di moto, cosa chiedere di più?
Il telaio era composto dal classico traliccio, con forcella anteriore e ammortizzatore posteriore di marca Ohlins, mentre l’impianto frenante Brembo comprendeva due dischi flottanti da 280mm per l’anteriore e un disco flottante da 220mm per il posteriore. Completavano l’opera lo scarico Termignoni e le ruote Marchesini in magnesio.

Supermono_Rac5L’anno successivo, fu aumentato l’alesaggio da 100mm a 102mm, portando la cilindrata a 570cc e la potenza a 81cv a neanche 10.000 giri.
Fu proprio nel 1994, che Robert Holden raggiunse il secondo posto nella categoria Singles TT del Tourist Trophy, ma la consacrazione definitiva per la monocilindrica di Borgo Panigale arrivò l’anno successivo, quando Holden riuscì a trionfare sull’Isola Di Man nell’edizione del 1995, proprio mentre la produzione della Supermono si interrompeva, lasciando al mondo solo 65 esemplari. Purtroppo, durante le prove del TT del 1996, il pilota neozelandese morì a causa di un incedente in sella ad una Ducati 916, lasciando il ricordo di un coraggioso campione.

Ma un’altra cosa che gli appassionati ricordano di Robert Holden, è uno spettacolare incidente avvenuto anni prima del suo successo al TT: durante una corsa in Nuova Zelanda, Holden cadde a 200 km/h con una Suzuki GSX 1135; la moto iniziò a carambolare, fino a piombare addosso ad un cartellone pubblicitario, trapassandolo da parte a parte. Il fatto curioso fu che sul cartellone c’era scritto proprio “Holden”. Il pilota rimase illeso e uscì camminando tra gli applausi del pubblico.

Non trovate tutto questo incredibile?”. Quando finisco di raccontare, l’alieno rimane in silenzio per qualche secondo. Poi prende fiato e dice: “Bravo, sei proprio un sapientone: adesso sappiamo come finisce il Tourist Trophy, che sul nostro pianeta sarà trasmesso solo l’anno prossimo. Complimenti!”.

Ma dai, non vi scaldate”, ribatto io, “nel TT ci sono tante categorie e poi… per altri cinque anni ci sarà un certo Joey Dunlop a farvi divertire!



1 Comment

  1. Mercuri Salvatore

    2015/05/12 at 11:13 AM

    Tanta roba d`altri tempi…..

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