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Doriano Romboni: un guerriero piegato dalla sfortuna

Con Biaggi e Capirossi aveva trasformato la 250 nella classe regina del Motomondiale. Si è spento a Latina un mito, a cui la sfortuna ha negato ciò che la sua classe gli poteva regalare.

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Erano gli anni ’90, gli anni delle staccate al “Motodrom” di Hockenheim, dei salti del Salzburgring, delle sportellate al Nurburgring. Gli anni del Corsaro, del baby prodigio Capirossi… gli anni di Rombo (o Rambo, per il cuore e coraggio nella lotta).

Il mito di Doriano Romboni viaggia di pari passo con le gesta degli altri due illustri compagni di lotta. Ma, se Max e Loris sono riusciti a dar compimento al loro talento, con il nome ben stampato sull’Albo del Motomondiale, per Doriano le cose non sono purtroppo andate come meritava.

Doriano Romboni da Lerici, classe ’68, è stato un campione vero, dotato di classe e coraggio, ma perseguitato da una sfortuna nera, che ne ha troppo spesso castrato le (legittime) ambizioni.

Primi passi e moto ufficiale in 250

Debutta nel Motomondiale nel 1989, con una Honda Rs125. Per lui, un anno di apprendistato e poi, nel ’90, la consacrazione con la prime vittorie (Germania ed Olanda) ed il 4° posto in classifica. A Phillip Island, nell’ultimo appuntamento della stagione 125, fa parte di quella “muta inferocita” di piloti italiani che regala di fatto il titolo ad un 16enne Capirossi, stoppando le velleità dell’olandese Hans Spaan.

L’anno dopo arriva il passaggio in 250 con la Honda RS clienti ed il Team HB di Tony Merendino. Per lui, stagione dura, con un mezzo poco competitivo. Un anno di apprendistato, come in 125. L’anno successivo, siamo nel ’92, sempre con la Honda clienti, regala sprazzi di puro talento, agguantando un podio a Donington e meritandosi sul campo le attenzioni di Yoichi Oguma, boss della HRC che, per la stagione seguente, gli metterà a disposizione la NSR ufficiale.

È il 1993, e proprio quando per Doriano le cose sembravano volgere al meglio, la sfortuna ci mette lo zampino. Due vittorie consecutive (Austria e Germania) lo portano ad insidiare il capoclassifica Tetsuya Harada, leader con la Yamaha 250. Ad Assen, però, arriva una caduta con conseguente frattura alla gamba destra e stop per quattro gare. Speranze per il titolo morte sul nascere. Chiude 5° in campionato.

Le frecce tricolori

Il ’94 è carico per la riscossa, ma Romboni trova sulla sua strada il duo Capirossi-Biaggi. E’ l’anno delle frecce tricolori. Lotte gomito a gomito con i due rivali, ma a Doriano sembra mancare quel pizzico di fortuna (sempre lei), per consentirgli un confronto alla pari. Arriva una vittoria a Laguna Seca, podi e buoni piazzamenti, ma il Mondiale va a Biaggi con l’Aprilia, dopo aver piegato le Honda di Capirossi e Okada.

Il ’95 è un anno duro. Rombo perde team e sponsor, ma non si da per vinto. La Honda gli metterà a disposizione la NSR e lui, insieme a Giacomo Agostini, mette su una squadra con cui riuscirà a disputare la stagione. Arriva una sola vittoria in Brasile ed il passaggio in 500 a fine stagione.

Arriva la 500. Storico podio con l’Aprilia V2

È l’Aprilia ad affidargli l’ambiziosa 500 V2, orfana di Reggiani ritiratosi l’anno prima, per il grande salto in 500. Moto complicata da sviluppare, con cui centra uno storico podio nel ’97 in Olanda ad Assen. Il ’98 è l’anno della tedesca MZ, con la sua 4 cilindri 500: solo una gara e poi stop, causa frattura dello scafoide.

Addio al Motomondiale. SBK e poi il ritiro

Per Doriano è l’addio alle 2 tempi. Qualche stagione amara in SBK, con un brutto incidente a Monza, che gli costa un’altra frattura alla gamba destra; 5 stagioni, dal ’99 al 2004, poche soddisfazioni ed arriva il momento di dire basta. Per un po’ di lui si sa poco. Si tiene fuori dall’ambiente delle corse, trovando lavoro come assicuratore per qualche tempo. Nel 2012 il rientro in “bagarre” con il Team Puccetti Racing ed il ruolo in FMI come talent scout. Il resto, purtroppo, è storia recente di questi giorni.

Doriano Romboni, un mito per tanti. Un protagonista che fa parte di quella schiera di fenomeni che ha reso grande il Motociclismo italiano.

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