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Test Aprilia Tuono V4 APRC ABS: la supersportiva col manubrio alto

La supersportiva con il manubrio alto è stata resa più comoda ed ancora più potente, ma un dubbio si solleva: è una moto da pista o una moto per tutti i giorni? Scopriamolo insieme!

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TEST_TUONO_16Tester professionista su strada chiusa al traffico

Diciamolo subito e diciamolo chiaramente: se pensate che l’Aprilia Tuono V4 R APRC ABS possa essere la vostra prima moto o, quanto meno, un’ottima moto per coniugare divertimento e urban commuting, avete sbagliato qualcosa. Se vi piacciono le moto, ma non scorre nelle vostre vene il demone delle corse, se ritenete che le impennate e le staccate al limite siano cose passate di moda, se amate le moto intelligenti, dove per intelligente si sottintende una moto con cui farci un po’ tutto, da soli e in coppia, magari anche con un occhio al portafoglio, be’, allora risparmiatevi questi 16.790 € f.c., iva inclusa, e cercatene un’altra… una Shiver potrebbe essere la risposta giusta alle vostre esigenze, di sicuro non una Tuono.

Per carità, sulla rete troverete anche filmati di gente che fa gare di enduro con supersportive o chi va a fare la spesa con una Lamborghini, ma sono certo che non ritenete cose simili esattamente normali. La Tuono V4 è per chi ama le moto, per chi ama la velocità, la pista ed ha una discreta esperienza di guida. Per chi non esce di casa se non ha paraschiena, stivali e giacca di pelle con protezioni.

Forse troverete esimi colleghi che vi diranno il contrario, che in realtà ci potete pure portare vostro figlio a scuola ma, se continuerete a leggere quest’articolo, capirete che sì, hanno ragione, quanta ne potrei avere io sostenendo che potreste anche fare i pony express con un Eurofighter… ma prima, facciamo un po’ di storia.

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Dalla prima Tuono alla V4 M.Y. 2014

Per quanto il debutto sul mercato della prima Tuono risalga a “soli” dodici anni fa, ossia al 2002, per capirne la filosofia ispiratrice bisogna fare un ulteriore passo indietro, fino al 1998, anno in cui la casa veneta irruppe nel segmento delle supersportive da 1.000 cc con la mitica RSV. Fino ad allora, infatti, la casa di Noale, nonostante avesse ottenuto tantissimi successi in diverse discipline e categorie sportive, ancora non disponeva di una supersportiva con cui andare a disturbare, soprattutto nel campionato SBK, le più note quattro cilindri giapponesi. La creazione del motore fu affidata all’austriaca Rotax, cui si chiese un bicilindrico a V di 60° capace di sviluppare più di 100 cavalli e così, i ligi austriaci, crearono il famosissimo “pompone” da 112 cavalli.

Se nella SBK la RSV non ottenne i successi sperati dall’Aprilia, nel mondo degli appassionati dei cordoli si sparse subito la voce che era nata una bomba di moto e l’Aprilia  RSV divenne subito un mito, una delle più desiderate dagli appassionati.

All’alba del nuovo millennio sembrava che le supersportive sarebbero diventate il segmento più presente sul mercato e cominciarono quindi ad essere pensate e realizzate delle moto che coniugassero la grande sportività con la semplicità di guida e la fruibilità anche al di fuori della pista. Motivo che spinse molti costruttori a dar vita ad alcune delle maxi-naked più famose, come appunto la prima Tuono che debuttò nel 2002, appunto.

Il cupolino e la coda richiamavano direttamente quelli della RSV, ma la mancanza della carena, ed un peso leggermente minore, la rendevano adattissima allo scopo. Nel 2004 la RSV cambia radicalmente aspetto e carattere, passando a 133 cavalli di potenza e subendo un drastico cambio estetico che ne conteneva pesi e misure: un paio d’anni ed anche la Tuono viene modificata analogamente, sempre rivestendo il ruolo di “sorella nuda” della supersport. Così anche la Tuono supera i 130 cavalli di potenza e si conferma una delle naked più agguerrite e cattive sul mercato.

Arriva il V4

Arriviamo ai giorni nostri: l’Aprilia dopo qualche anno di assenza torna alle gare con l’eccezionale RSV4, una moto piccolissima, dalle dimensioni di una 600, un motore incredibile, non più un bicilindrico a V di 60°, ma un 4 cilindri a V di 65° con ben 180 cavalli che, nel giro di poco, vince e domina la SBK… oltre a diventare il nuovo riferimento della categoria. Il design della nuova RSV4 viene affidato a Miguel Galluzzi che, ancora una volta, disegna una moto completamente diversa da tutte le altre, che divide il pubblico e conquista proprio per la sua unicità. Ci vuole qualche anno prima che arrivi la nuova Tuono, versione svestita del mostro da pista RSV4, sempre affidata alla matita di Galluzzi. Questa volta, dal punto di vista progettuale, lo sforzo è maggiore, perché non è facile riuscire a far scaricare a terra 180 cavalli ad una moto senza protezioni aerodinamiche ma, alla fine, grazie all’elettronica, ad una riduzione di potenza ed all’adozione di piccole fiancatine laterali, debutta anche la Tuono V4 e nel giro di poco ci troviamo a testarla sul circuito di Valencia. Sembrava ieri che rimanevamo emozionati da tanta sportività, eppure, eccoci qui a descrivervi la seconda versione e scoprire insieme come si sia evoluta.

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CARATTERISTICHE E FILOSOFIA DEL MEZZO

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Innovazioni al motore

Abbiamo fatto questo lungo excursus storico per vedere in che linea si sia evoluta la Tuono. Come dicevamo all’inizio, questa moto nasce per soddisfare le esigenze di motociclisti esperti, che amano la pista e le uscite domenicali veloci e che, solo controvoglia e raramente, si piegano a portare qualcuno sul sellino posteriore. La nuova Tuono V4 R APRC ABS, quindi, così come la sua progenitrice, cerca di coniugare la potenza e l’efficacia tra i cordoli, con la comodità e praticità di una naked… ma come?

Per quanto riguarda la parte tecnica, la nuova versione 2014 è stata rivista nel motore seguendo le modifiche apportare alla RSV4: riduzione degli attriti interni, riprogettazione della fluidodinamica, nuovo scarico e centralina aggiornata, così da portare la cavalleria totale di questo 4 cilindri a V a 170 cavalli a 11.500 giri, con una coppia di 111 Nm a 9.500 giri: una potenza esagerata!

Ciclistica implementata

Qualche ritocco anche alla ciclistica, da sempre fiore all’occhiello di Aprilia, per cui ora troviamo una forcella a steli rovesciati da 43 mm della Sachs, completamente regolabile, oltretutto con una regolazione di fabbrica rivista per risultare più dolce in strada. Anche l’impianto frenante è stato migliorato e quindi ora troviamo pinze monoblocco ad attacco radiale della Brembo su dischi da 320 mm. Molte di queste soluzioni si trovano difficilmente su una naked stradale, proprio a testimonianza che questa Tuono nasce tra i cordoli, per poi esser stata resa fruibile anche in strada.

Un po’ più stradale?

In cosa, esattamente, è stata ammorbidita per un uso stradale? La sella innanzitutto. Se in pista infatti non si sta quasi mai seduti e quindi si sopporta di buon grado un piano morbido come il marmo, quando invece si viaggia in strada le cose cambiano radicalmente. È proprio per questo che la nuova sella è più morbida ed imbottita, per garantire una qual certa comodità anche su strade non perfettamente curate e lisce. Sempre in un’ottica stradale, dove un serbatoio non è detto che possa bastare per un bel giro, è stata aumentata anche la capienza, portandola adesso ad un massimo di 18,5 litri.

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Tanta elettronica

170 cavalli non vi sembrano abbastanza da farci affermare che questa moto si trovi più a suo agio in pista? Allora andiamo a dare un’occhiata anche all’elettronica. In questo campo Aprilia si è da subito distinta, testimoniando una grandissima capacità nel progettare e sviluppare sistemi elettronici che coadiuvino la guida, soprattutto in pista. Ovviamente troviamo il Ride by Wire, che ha debuttato, nel mondo delle moto, proprio su un’Aprilia, come troviamo le ormai tradizionali mappature del motore: Sport, Touring e Rain sono infatti i tre parametri di potenza con cui si può tenere sotto controllo l’enorme potenza della Tuono. Non manca l’ABS, questo affidato al leader del settore, la tedesca Bosch, che garantisce un’eccellente frenata in qualsiasi condizione d’utilizzo, dalla pista in giù, ed in qualsiasi condizione di asfalto.

Il meraviglioso mondo dell’APRC

Tutto il resto dell’elettronica è evidentemente di derivazione Racing, come si capisce chiaramente dall’acronimo APRC – Aprilia Performance Ride Control. Cominciamo dall’ATC – Aprilia Traction Control. Il traction control è regolabile in 8 posizioni mediante due appositi comandi sul blocchetto sinistro. In prossimità del pollice avrete un bottone con un grosso “più” disegnato sopra, mentre in posizione comoda per l’indice un bel simbolo “meno”. Questa soluzione è nata proprio per la guida in pista dove, a seconda delle curve che si vanno ad affrontare, si può voler disporre di un diverso livello d’intervento per ogni singola curva, abbassandolo o aumentandolo senza lasciare mai le mani dal manubrio e senza dover chiudere il gas. Se non fosse chiara la natura sportiva della Tuono, ecco a chiarire le idee gli altri tre dispositivi elettronici del pacchetto APRC: AQSAprilia Quick Shift, AWC – Aprilia Wheelie Control e ALC – Aprilia Launch Control.

Elettronica da SBK

Magari non tutti sono così in confidenza con la lingua inglese, quindi una breve spiegazione è d’uopo. Il Quick Shift è il cambio elettronico che consente di inserire la marcia superiore senza tirare la frizione né chiudere il gas, riducendo così i tempi di cambiata a pochi millesimi di secondo, con evidenti vantaggi sui tempi riportati quando si gira in pista. Il Wheelie Control è un sofisticato sistema (disinseribile) che rileva quando la ruota anteriore si stacca dal suolo e la moto comincia ad impennare, riportandola delicatamente, quasi planando, a terra, senza far perdere preziosi cavalli erogati a causa dell’involontaria manovra. Infine, il Launch Control è un sistema specificamente studiato per le partenze in una gara: una volta inserito si mette la prima, si tira la frizione e si tiene il gas girato “a martello”, come dicono gli smanettoni; quando si lascia repentinamente la frizione, invece che ritrovarsi la Tuono per cappello, il sistema regola la potenza espressa facendo accelerare la moto con la massima spinta, senza che si spenga o che, appunto, decolli.

Sembra assolutamente evidente che questi dispositivi non trovino una reale applicazione nella vita quotidiana, quando una persona, ad esempio, si reca in ufficio la mattina, ma possano venir sfruttati solo in pista, se non addirittura solo nel contesto di una gara o di un trofeo. Ma, per avere un definitivo riscontro, prendiamola questa Aprilia Tuono V4 R APRC e portiamola ovunque tranne che in pista, per vedere come si comporti la supersportiva dal manubrio alto e se la si possa usare, magari in due o con una ventiquattrore al seguito.

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LA PROVA SU STRADA

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Fate largo: arriva la Tuono!

Ed eccoci alla prova del nove: una bellissima settimana di sole si preannuncia sulla Capitale, abbiamo una Tuono V4 fiammante parcheggiata nel garage della Redazione e i soldi per farle il pieno nel portafoglio. Cos’altro volere?

Appena saliti in sella, senza nemmeno accenderla, facciamo le prime considerazioni. Chi vi scrive non ha certo il tipico fisico del pilota, anzi, arrivando a sfiorare i due metri trovo spesso difficoltà a salire su moto troppo estreme, troppo pistaiole, mentre sulla Tuono le mie lunghe gambe trovano comodo spazio negl’incavi del serbatoio ridisegnato e non mi sento affatto “un orso sul triciclo”, indipendentemente da come venga percepito da chi mi vede.

Ho uno zaino ed una rete elastica con me, vorrei simulare il classico “moto-lavoratore” medio a cui non va di portare il peso sulla schiena e cerco quindi di legarlo sul sellino posteriore: una volta trovati gli appigli cui assicurarlo lo scuoto un po’, per assicurarmi che rimanga fermo, ma non mi convince troppo e, inoltre, copre il bellissimo e minimale stop, quindi via la rete e lo zaino finisce tradizionalmente in spalla.

In moto!

Quando giro la chiave, e premo il tasto d’accensione, un brivido mi scuote e mi giro di scatto a guardare lo scarico, convinto di non essermi accorto che la Tuono monti uno scarico Racing di qualche blasonata casa di materiale da corsa e invece no, è il normale scarico di serie che produce un ringhio forte e basso. La reificazione sonora dell’immensa potenza che il V4 promette di esprimere.

Rompo gli indugi, scelgo di tenere il display in modalità standard (perché ci sarebbe anche una versione da pista), lascio la mappa Touring, butto dentro la prima e si parte. Nei primi 3.500/4.000 giri, il motore ha qualche incertezza: abituato come sono ai bicilindrici mi devo ricordare che questa moto ne ha invece quattro ed è quindi normale che non esploda subito, soprattutto avendo messo la mappa intermedia, ma come l’aghetto arriva in prossimità dei 4.000, una vera e propria esplosione sembra far schizzare in avanti la moto, con una progressione rapidissima e lineare, arrivando a velocità così elevate che viene spontaneo cambiare la marcia ben prima del raggiungimento del fuori giri, ben oltre i 12.000.

Ed ecco che faccio una prima riflessione. Certo, in modalità sport probabilmente “la botta” arriverebbe anche prima, ma ad ogni modo in una partenza in pista si userebbe il Launch Control, con la moto che parte direttamente dai 5.000 e quindi non si noterebbe affatto questo deficit di potenza ai bassissimi regimi.

Niente cordoli, ma semafori e traffico

Siamo in città, quindi non ci vuole molto perché mi ritrovi a dover zigzagare tra le macchine incolonnate. Qui la Tuono è veramente una moto eccellente: grazie alla sua lunghezza ridotta ed al manubrio alto la si riesce a controllare e far svicolare anche in spazi molto ristretti, si riesce a fare quello che una volta facevamo con il Piaggio Zip, andando a scuola, con la sola differenza che ora abbiamo un trionfo di cavalli che il piccolo scooter si sognava solamente. Semaforo rosso, siamo in prima fila, davanti ci si prospetta un rettilineo: sappiamo che dobbiamo fare i bravi, ma come scatta il verde è la moto stessa che chiede più potenza ed anche cambiando le marce, a 6.000 giri, ci si ritrova a desiderare di veder sparire tutto intorno a noi per lasciare spazio a vie di fuga… cordoli e spalti osannanti l’Aprilia.

Il cambio elettronico, poi, è una vera droga: appena lo si comincia ad usare non si vorrebbe più smettere, cambia velocissimo ed il suono è in tutto e per tutto uguale a quello della RSV4 di SuperMacio Melandri, altra cosa che contribuisce non poco a farci esaltare come non dovremmo. In città non ci passa nemmeno per la testa di mettere la mappa Sport, già quella Touring è un’istigazione al superamento dei limiti imposti dal codice ed è praticamente impossibile riuscire a tirare le marce, figuriamoci richiedendo al motore la piena potenza e massima velocità d’erogazione. Capita l’antifona, lasciamo il centro abitato e ci dirigiamo su una strada di solitaria campagna, piena di curve, dove poter contare anche su alcuni tratti di strada privata, chiusa al traffico: il terreno ideale per mettere alla prova la moto.

IN_TEST_TUONO_3ATTENZIONE: tester professionista su strada chiusa al traffico

La ciclistica, neanche a dirlo, continua ad essere il massimo mai provato su una moto, si avverte tutta l’esperienza e la precisione della casa di Noale, tanto in staccata quanto in percorrenza curva, in accelerazione, dritti o piegati la Tuono è sempre incollata al terreno, non si scompone minimamente ed è sempre un pelo sopra le più rosee aspettative. I freni sono a dir poco incredibili: si possono strizzare anche con repentina decisione e la Tuono continua a garantire la massima sicurezza, al massimo facendo avvertire leggermente l’entrata in funzione dell’ABS.

Potenza senza controlli

Non riusciamo a pensare ad un utilizzo “tranquillo” di questa moto, ci sembrerebbe di farle violenza se non la lasciassimo urlare impazzita di gioia, così accostiamo da una parte e decidiamo di levare l’elettronica e vedere come si comporta. L’accesso al menù non è propriamente intuitivo e forse potrebbe essere un po’ migliorato il software di gestione e visualizzazione. Ad ogni modo, dopo un po’, abbiamo la meglio sui dispositivi di sicurezza e riusciamo a disattivarli. Risultato? Se siete capaci, se avete dimestichezza alla guida, vi ritroverete sotto mano una moto con cui poter fare i principali trick da stunt: impennate, stoppies, traversi e burn out sono normale amministrazione per la Tuono che, grazie al peso e lunghezza contenuti, è sempre maneggevolissima, oltre che iper-reattiva, grazie al motore degno di un caccia militare: a dir poco eccezionale!

ATTENZIONE: tester professionista su strada chiusa al trafficoATTENZIONE: tester professionista su strada chiusa al traffico

E con il passeggero?

Sfogata la voglia di adrenalina, ci ricordiamo che questa moto viene venduta per un uso stradale e che, in fin dei conti, è quello che dobbiamo provare, quindi decidiamo di fare un ultimo test: chiamiamo una nostra amica, le diciamo di farsi trovare con il casco pronta sotto casa e andiamo a prenderla. Premesso che dovrete sempre avere uno zaino con voi, perché nel sottosella non ci stanno nemmeno i documenti, arriviamo all’appuntamento, spegniamo il motore, apriamo le pedane del passeggero e facciamo segno alla nostra amica di salire.

La scalata non si dimostra semplicissima: il suo piede sinistro si punta sulla pedalina, la sua gamba è molto piegata a causa dell’altezza del sostegno, si tiene alle mie spalle e trova posto sulla sella. Le sue gambe sono abbastanza piegate, come solitamente avviene su una supersportiva, mentre le sue mani si infilano nelle apposite fessure della coda, che hanno la funzione di maniglie. A proposito della sella, la nostra tester ci dice che è comoda, imbottita e grande, ma la posizione troppo avanzata delle fessure-maniglie la rende un po’ precaria quando apriamo il gas o freniamo, considerando anche che le aperture di gas non sono mai troppo soft con questo mezzo. Il risultato è che la mia amica alterna l’afferrarsi ai miei fianchi al prendermi a cascate. Facciamo quindi un giretto, riconsegniamo la giovin fanciulla sana, salva ed entusiasta per il giro sulla moto – che dice essere una delle più belle che abbia mai visto e su cui sia salita – e ci avviamo a tirare le conclusioni di questo test.

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CONCLUSIONI

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Certo, come dicevamo all’inizio, tutto si può guidare ovunque, ma da qui all’affermare che la Tuono sia ottima come prima moto, o per fare il tragitto casa-ufficio-casa, ce ne passa. Sicuramente le ultime implementazioni fatte dagli eccellenti tecnici di Noale hanno reso la naked V4 più comoda e più vivibile: la sella più imbottita, il manubrio alto e largo e la nuova forma del serbatoio consentono anche di farci delle gite più lunghe… ma la natura della Tuono rimane quella di una supersportiva capace di mettere a tacere moto sportive anche molto blasonate. L’elettronica riesce a rendere fruibili i 170 cavalli, ma non è la città il suo ambiente ideale, come testimoniano le alte temperature che raggiunge il motore nel traffico cittadino, arrivando a far essere rovente perfino il telaio. Anche i difetti riscontrati sulla Tuono sono tali solo se la si giudica una moto prettamente stradale, perché nel mondo delle corse non sarebbero assolutamente tali. Lasciamo in ogni caso da parte l’idiosincrasia dell’Aprilia per i cavalletti che, da almeno vent’anni, li fa troppo corti e verticali, ossia perfetti per lasciare la moto sempre in precario equilibrio, come ho scoperto a mie spese sulla mia ormai datata  Aprilia Falco. Il buco di potenza fino ai 3.500 giri in mappa Touring, la non facile accessibilità ai menu per settare l’elettronica e la difficoltà ad inserire la folle da fermi sono difetti solo per moto che viaggiano in strada, in pista sarebbero caratteristiche del tutto irrilevanti, ampiamente bilanciate da prestazioni eccezionali, un’elettronica da SBK ed una ciclistica assolutamente fuori scala per precisione, affidabilità e reattività.

Questi sono i motivi fondamentali che ci portano a porvi alcune domande, affinché possiate valutare se la Tuono valga o meno la pena d’esser comprata: siete dei buoni piloti? Avete esperienza di guida, la testa sulle spalle e sapete gestire una moto sportiva? Non amate particolarmente portare ospiti in moto, quello che cercate è l’adrenalina e di guardare il paesaggio vi interessa poco o nulla? Se le vostre risposte sono tutte affermative, difficilmente troverete una moto come la Tuono V4 APRC ABS. Ne potrete provare a bizzeffe, ma così comoda (nel senso più sportivo del termine) e dalle prestazioni così elevate, non ne troverete; il connubio 170 cavalli e manubrio alto vi farà impazzire dal divertimento e la pista diventerà il vostro sogno ricorrente. Se così non fosse, è probabile che vi divertirete comunque tantissimo con la Tuono, troverete spesso qualcuno che la stia ad ammirare e sarete comunque felicissimi possessori di un mezzo incredibile, ma vi rimarrà sempre un rimpianto: non riuscirete mai a portarla neanche lontanamente vicina al suo limite.

IN_TEST_TUONO_19ATTENZIONE: tester professionista su strada chiusa al traffico

A seguire, il tasto per accedere alla speciale Super-Gallery, dove rivivere “in grande formato” le emozioni del test (una volta aperto il link, premere F11 per una visualizzazione ottimale “a tutto schermo”; poi ancora F11 quando avrete finito). E ancora, i nostri voti alla Aprilia Tuono V4 APRC ABS 2014.

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1 Comment

  1. Claudio De Vita

    2014/09/14 at 12:59 PM

    che goduria. Motore, elettronica, ciclistica e derivazione sbk. La concorrenza è dietro anni luce

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