Connect
To Top

Nuova Vespa Sprint 125: un TEST… in fondo

Un fatto increscioso. Un ignoto si è imbucato alla presentazione della nuovissima Vespa Sprint a Roma, al posto nostro. Ecco la cronaca dei fatti e soprattutto la versione Sprint dell’intramontabile mito di Pontedera.

[divider]

Prova_vespa_sprint_1

Mi sono sempre imbucato. Ovunque. Una volta perfino ad una cena di stato. Volevi che non m’imbucassi alla presentazione della Vespa Sprint?!

È così, è il mio stile di vita. Quando arriva l’ora di pranzo, punto una comitiva di turisti in centro e m’imbuco con loro, sparendo opportunamente prima che ci sia da pagare il conto. Ormai sono un esperto, scientifico, non agisco a caso sull’onda dell’improvvisazione. Non sono un guascone, ma un imbucato professionista. Ci sono occasioni, però, in cui bisogna cogliere la palla al balzo e lì, dimostro la mia scaltrezza.

Capite da soli che, quando mi ritrovo a passeggiare vicino a piazza della Repubblica, a Roma, e realizzo che stanno allestendo la presentazione stampa della nuova Vespa, il mio cervello istantaneamente comincia ad immagazzinare informazioni utili all’imbucarmi, ma soprattutto splendidi buffet e bibite gratis.

Non sono povero, intendiamoci, non sono un emarginato, un accattone o un disperato, la mia è una scelta di vita: per principio non spendo soldi. Mai!

Mi fingo in attesa di un ipotetico amico, passeggio sul posto vicino a dove stanno parcheggiando decine di Vespa: sembrerebbero appena uscite di fabbrica. Sono tantissime, di colori accesi: bianche, rosse, gialle, azzurre… perfino nera sembra luminosa per quanto è nuova e scintillante.

VESPA Sprint

Su una chiappa dello scooter e sulla parte frontale brilla la scritta Sprint, con la S in rosso a contrastare con la cromatura delle altre lettere. Prendo lo smartphone e cerco.

Nuova Vespa Sprint – ecco finalmente la versione sportiva del mitologico scooter italiano, che va a sostituire la versione S, come la Primavera ha sostituito la LX. La nuovissima Sprint è la Vespa “small body” più sportiva e dinamica che ci sia.”

Non è che capisca proprio tutto quello che la rete mi sputa in risposta come fosse un oracolo, però riesco ad intuire il senso e, soprattutto, il tipo di linguaggio che dovrò adottare per mescolarmi agli “addetti ai lavori”.

Quello che capisco bene, invece, è che tra un’ora qui sarà pieno di giornalisti, ci sarà sicuramente un buffet, ottimi vini e cibi squisiti in uno strepitoso hotel del centro di Roma. Devo muovermi. Ho giusto il tempo di arrivare a casa, acchiappare il casco e un paio d’altre cose e tornare. Una vecchia giacca e dei guanti dovrei trovarli, il casco è integrale, ma nuovo. Dovrebbe andare per mescolarmi all’ambiente e defilarmi verso il buffet.

Prima di avviarmi, però, do un’occhiata a questa Vespa Sprint.
Il faro quadrato e la coda sono le cose che mi colpiscono subito. Il primo mi riporta immediatamente alla mente il Vespone che mi lasciò mio cugino mentre stava militare: cromato quadrato… che poi non è esattamente quadrato… è un esagono irregolare, và…

La coda invece è affusolata proprio come il nome vorrebbe e com’era in origine. Gli specchietti, dei triangoli smussati, hanno invece una forma molto moderna, contemporanea. Anche le tre prese d’aria sulla parte frontale sono futuristiche; fregiate in rosso, presumo, a sottolineare la sportività del mezzo.

Anche la molla rossa, probabilmente, serve a “conferire una maggiore sensazione di sportività al design già accattivante della piccola, ma briosa dueruote”… sì, l’avrebbero detto così, più o meno.

Mentre mi avvio verso casa, vedo provvidenzialmente arrivare l’autobus, quindi mi ci fiondo e sfrutto le cinque fermate di tragitto per approfondire la lettura del mio suggeritore portatile, altre sì noto come telefono.

Non ho il tempo di leggermi tutto l’articolo, quindi cerco di immagazzinare quante più informazioni possibili, saltando di neretto in neretto, leggendo tronconi di frase o singole parole. Mentalmente mi ripeto quelle più esotiche per inserirle nel mio vocabolario da giornalista specializzato.

“La Vespasmall body” con i cerchi più grandi di sempre, 12 pollici infatti… la marmitta a siluro richiama la ET3… nuova strumentazione d’ispirazione anni ’60 che consente l’adozione di un manubrio più snello e blocchetti più piccoli… capacità di serbatoio di 8 litri… vano sottosella da 16 litri… vano sottosella da 16 litri… vano sottosella da se-di-ci litri”.

Mentre continuo a mandare a memoria i dati, scorgo due figuri che, in fondo all’autobus sono diventati il centro di un capannello. Pare che siano controllori e che, mentre m’ero estraniato nella Vespa, abbiano subito beccato un vecchietto senza biglietto che ora strepita paonazzo, mentre tutti intorno intervengono contro di loro… era dall’87 che non ne vedevo uno… di controllore, intendo. Poco male, manca solo una fermata, mi fiondo in strada indisturbato e proseguo a passo svelto, ma con un occhio sullo schermo del telefono, cosa che comporta un’andatura piuttosto incerta.

Completamente nuova la sella piatta, con elegante cucitura bianca… nuova pedana rastremata al centro, per consentire a tutti un’ottima posizione dei piedi a terra…. rastremata… rastremata… rastremata… freno a disco anteriorefreno a tamburo al posteriore… luci di posizione anteriori e posteriori a led… 3 motorizzazioni… 125 3V 4T da 3.900 euro fc cim, 50 2T da 2.890 euro fc cim e 50 2T 4V da 2.990 euro fc cim…”

E ora che diavolo vuol dire sta formula?!

Faccio le scale a tre a tre, apro casa e mi fiondo nella stanza degli orrori, così amabilmente soprannominata quella che una volta era lo studio della mia ex e che ora contiene, in un ordine assolutamente casuale, tutto ciò che non so bene dove collocare altrimenti.

125 3V 4T da 3.900 euro fc cim, 50 2T da 2.890 euro fc cim e 50 2T 4V da 2.990 euro fc cim

ok… i costi delle tre motorizzazioni sono chiari, come le cilindrate: 125 e 50. Ma il resto? E i prezzi fc cim?
Ci metto poco a trovare il casco, un X-Lite X-702 vinto ad un concorso radiofonico e mai utilizzato, la giacca dello scooter della Tucano Urbano di mio cugino e guanti, lasciati chissà da chi a casa mia, della Dainese.

Mi fermo appena racimolati tutti i pezzi e la prima illuminazione mi premia. 2T e 4T saranno 2 Tempi e 4 Tempi e 3 o 4V, saranno le valvole, come per le auto.

Contento della soluzione parziale del mio piccolo rompicapo mi rituffo giù per le scale e di nuovo in strada. Di nuovo la fortuna mi assiste e vedo arrivare l’autobus per tornare indietro: lo prendo. Stavolta niente controllori.
Sono di nuovo davanti all’hotel.

L’ingresso adesso è arricchito dalla presenza di una ventina di persone, divise a capannelli, che parlano, si salutano, gironzolano attorno alle Vespe e scattano foto coi telefoni. Gli addetti dello staff, quelli con cui devo cercare di non interagire, sono facilmente riconoscibili: hanno tutti la maglietta blu con la scritta “Vespa” bianca.

Indosso il casco per superare i primi due, che tengono una cartellina in mano, facendo finta di toglierlo mentre cammino, per poi trovarmi un angolino, sparire nell’ombra e studiare un attimo la situazione. I due Vespidi mi guardano mentre avanzo, accenno un saluto come se qualcuno mi chiamasse da dietro a loro e procedo. Non mi fermano. Mi sfilo lentamente il casco e punto un angolo delimitato da due grandi vasi, ma appena sono a viso scoperto, vedo venirmi incontro un tipo sorridente che stende la mano destra per salutarmi.

“Ecco fatto!”, penso. Rimango calmo.

– Ciao, io sono Paolo, tu devi essere Carlo, il ragazzo nuovo di Pianeta Riders.

Carlo. Poteva andarmi peggio, sia come situazione, che come nome. Annuisco, lui subito riprende, con un notevole accento toscano: quell’etereo pronunciare le doppie, tipico dei discendenti degli Etruschi. Per un istante mi viene in mente il detto che l’italiano perfetto sia il toscano in bocca ad un romano e m’immagino Aldo Fabrizi che bofonchia qualcosa con un sigaro in bocca.

–  Hai già fatto l’accredito? Ma no, sei appena arrivato, allora, guarda, intanto prendi le chiavi di questa, prima che finiscano le 125, poi mettiti il casco e fatti fare una foto da lui e poi mi compili questo.

Mi tende un modulo e mi indica un fotografo intento a scattare a una piccola fila di tipi col casco che tengono, a m’ di foto segnaletica, un foglio col proprio nome all’altezza del petto.

Allora, ricapitoliamo. Questo Paolo, che dev’essere un qualche pezzo grosso della Vespa, m’ha dato una Sprint 125 4T 3V e già questo mi piace… va ben al di là del cibo che intendevo arraffare, ci facessi anche solo un giretto del palazzo. Però vuole che gli compili un modulo. La bella notizia è che lo devo compilare io e non devo presentare loro un documento, quella cattiva è che non so il cognome del Carlo di cui sto usurpando l’identità. Vedo che non sono rimasti molti fogli in mano all’assistente del fotografo, quindi spero di cavarmela facendo il distratto e quando mi chiederanno chi sia, dirò semplicemente “Carlo, il ragazzo nuovo di Pianeta Riders”.

Ed effettivamente, quando ho detto “Carlo”, il fotografo aveva in mano solo 3 fogli, quindi me la sono cavata.

Ora che so il cognome posso compilare il modulo: la patente faccio finta di ricopiarla, ma in realtà invento tutto e improvviso una firma credibile, poi, tolto il casco, vado a rendere il foglio a Paolo che, di nuovo, quasi mi spinge appena mi nota.

–  Oh, bravissimo, vai ora, metti in moto, segui l’apripista e andate che è tardissimo.

Senza farmi vedere m’infilo gli auricolari che m’ha dato il mio amico Glauco e di nuovo calzo il casco. Qua è tutto un infila e sfila il casco, penso. Inserisco la chiave e accendo, senza perder tempo a calcolare da quanti anni io non salga su due ruote. Allaccio i guanti simulando spigliatezza nei movimenti. Nessun inconveniente. Le altre Vespa dai colori sgargianti si mettono in movimento e costituiscono una fila dietro ad uno di quegli scooter a tre ruote, guidato da un tipo con un fratino giallo. Mi accodo anch’io, l’apripista mi vede nello specchietto e parte: tutti dietro, io dietro a tutti, e un altro tre ruote per ultimo, a chiudere la carovana.

Procediamo spediti per via Nazionale, devastata da anni di lavori mal eseguiti e con i sampietrini che sembrano trappole da orso modificate per inesperti centauri come me. Mi sarei aspettato di ballare di più, più contraccolpi. Evidentemente le ruote più grandi fanno la differenza, oltre ad una frase che il mio inconscio deve aver memorizzato dal telefono e che ora riaffiora alla mente: “nuova sospensione anteriore: aumenta il comfort di marcia e la capacità d’assorbimento delle imperfezioni stradali”… che frase!

Lo Sprint ce l’ha. Ora, si sarà capito, io non è che sono Valentino Rossi, o quello nuovo, quel ragazzino spagnolo, però in mezzo alle macchine, per stare dietro a tutti quanti, tenevo la manopola sempre tutta girata e mi sembrava che filassimo bene. Per fortuna sono solito imbucarmi anche in settimana bianca, quindi mi trovavo a mio agio a svicolare nel traffico, sfiorando gli specchietti, come fossero i paletti dello slalom.

Mentre vado a tutta velocità per recuperarli, un semaforo rosso ferma la carovana e devo frenare rapidamente. Tiro i due freni e la Vespa tiene, decelera velocemente: un po’ mi spavento ma mi diverto anche, come poche volte negli ultimi tempi.
Si riparte a tutto gas e alla frenata successiva mi sento già più sicuro: come da ragazzino, tiro forte il freno di dietro per bloccare la ruota, facendo pattinare ed un po’ scodare la Vespa. Attimi di gioia, ma lo stridio della gomma ha richiamato l’attenzione della comitiva che mi guarda interrogativa. Alzo una mano in segno di scusa, si rigirano senza degnarmi d’alcun cenno di risposta e si riparte.

Certo, se ora potessi defilarmi dal gruppo e godermi la Vespa Sprint per i fatti miei, sarebbe meglio. Ma come fare?

Ero partito per scroccare un buffet e mi sto facendo un giro in Vespa per Roma. Il buffet è andato, non posso tornare a riconsegnare la Vespa col rischio che ad attendermi ci sia il vero Carlo. Questo è il momento d’improvvisare: o la va o la spacca!

L’apripista si ferma sullo slargo del Fontanone, sul Gianicolo e tutti gli si accodano, io capisco che questo è il momento giusto e continuo a dar gas, superandoli come non li avessi nemmeno notati. Nello specchietto vedo i due tipi col fratino che mi guardano e parlottano, tra poco uno dei due verrà a riacchiapparmi, quindi giro verso Monteverde e do tutto il gas possibile.

Faccio un paio di strade col cuore in gola, sentendomi come Luke Skywalker nel corridoio della Morte Nera, fino a che non giro su via del Vascello e inchiodo. Ingorgo inestricabile davanti a me. Guardo lo specchietto e vedo che il “triruotato” mi ha raggiunto; i miei sogni di scooteristica libertà vanno in pezzi. Guardo dritto davanti a me. Fisso il nulla, imperturbabile, immobile. Dall’altra parte della strada, oltre il nodo gordiano di auto, scooter e moto, un Bar Tabacchi.

Si affaccia nel mio campo visivo il tipo col casco. Mi dice che dovevo fermarmi allo scooter, si scusa, ma dovremmo ritornare dagli altri.  Io mi aspettavo una maggiore aggressività. Chiedo scusa con una mano e mimo che non sento e che mi scappa la pipì, poi indico il Bar Tabacchi e gli faccio cenno di aspettarmi. Lui si apre il casco e sorride.

– Aaaaaahhh… ma poteva dirlo che le serviva un bagno… la aspetto, faccia pure, abbiamo pochi minuti però, dobbiamo tornare dagli altri.

Lo rassicuro a gesti e mi avvio verso il bar, levandomi il casco.
Arrivato dall’altra parte della strada, mi giro a dare un’ultima occhiata alla Vespa Sprint, rossa e scintillante, ora abbandonata sul ciglio di un ingorgo, presto recuperata da qualcuno dell’organizzazione.

Peccato, m’ero talmente immedesimato nella parte del giornalista che già immaginavo cosa avrei potuto scrivere di questa Vespa Sprint:

“la nuova versione Sprint non solo richiama tutto il fascino e la sportività dello scooter di Pontedera, ma migliora anche le sue doti dinamiche, come abbiamo appurato nel test metropolitano. Sebbene lo scatto non sia da gara d’accelerazione, in ripresa la Vespa tira fuori la cavalleria necessaria per meritarsi la dicitura Sprint. Migliora il comportamento delle sospensioni che, assieme all’adozione delle ruote da 12 pollici, consentono di avvertire meno le asperità del terreno. Ottima la posizione in sella e abbondante lo spazio per le gambe, anche per i più alti. Forse si potrebbe migliorare la frenata, per quanto il tamburo lavori egregiamente, ma probabilmente con il prossimo arrivo dell’ABS anche la frenata sarà Sprint. Ottimi i consumi.”

Peccato, sì, ma bisogna sempre capire quand’è il momento di mollare, se vuoi essere un imbucato professionista come me. C’è un momento preciso in cui si deve mollare la presa. Per quanto mi stessi divertendo, nonostante non scoprirò forse mai che significano fc e cim dopo il prezzo, di quest’imbucata posso dirmi soddisfatto. Una storia particolare vale come un pranzo sbafato.

A proposito, è quasi ora di pranzo. Bisogna che m’imbuchi da qualche parte.

[review] [toggle title=”Scheda Tecnica VESPA SPRINT 125” state=”close” ]
  • Motore: monocilindrico 4 tempi a iniezione elettronica
  • Distribuzione: monoalbero a camme in testa SOHC, 3 valvole
  • Alimentazione: nuova Iniezione Elettronica PFI (Port Fuel Injection)
  • Raffreddamento: ad aria forzata
  • Lubrificazione: carter umido
  • Avviamento: elettrico
  • Frizione: automatica centrifuga a secco con tamponi smorzatori
  • Cambio: variatore automatico CVT con asservitore di coppia
  • Struttura portante: scocca in lamiera di acciaio con rinforzi strutturali saldati
  • Sospensione anteriore: monobraccio con molla elicoidale e monoammortizzatore doppio effetto – corsa assiale 78 mm
  • Sospensione posteriore: molla elicoidale con precarico regolabile in 4 posizioni e monoammortizzatore idraulico a doppio effetto – corsa assiale 70 mm
  • Cerchio ruota anteriore: in lega di alluminio pressofusa 2,50×12”
  • Cerchio ruota posteriore: in lega di alluminio pressofusa 3,00 x12”
  • Pneumatico anteriore: Tubeless 110/70-12”
  • Pneumatico posteriore: Tubeless 120/70-12”
  • Freno anteriore: a disco in acciaio ø 200 mm con comando idraulico
  • Freno posteriore: a tamburo ø 140 mm con comando meccanico
  • Lunghezza/larghezza: 1.860/735 mm
  • Altezza sella: 790 mm
  • Passo: 1.340 mm
  • Capacità serbatoio carburante: 8 litri
  • Emissioni gassose e acustiche: Omologata secondo Multidirettiva Euro3
[/toggle]

6 Comments

  1. Mauri

    2014/03/28 at 8:52 AM

    Decisamente originale uahuahuah. Cmq uno scooter così a questo prezzo non mi pare sensatissimo. Yamaha alla stessa cifra offrirà una novità supertecnologica come il tricity……per non parlare dei vari SH e roba varia che costano sensibilmente meno. Boh

  2. Asia

    2014/03/28 at 9:59 AM

    di certo non si può dire che sia la stessa cosa di un SH. Io la trovo elegante e trendy. Gialla mi fa morire 🙂

  3. TNT

    2014/03/30 at 5:34 PM

    Ma ditemi un pò, come mai di vespa nuove se ne vedono così poche in giro? Firenze Bologna mai vista una per strada

  4. Diana

    2014/04/08 at 8:10 AM

    È uno scooter maneggevole? Mi piace molto ma non ho particolare esperienza con gli scooter. Il modello 125 è troppo impegnativo rispetto al 50? Grazie

  5. il ragazzo nuovo di pianeta riders

    2014/04/08 at 5:11 PM

    La Vespa è per sua stessa natura sinonimo di “prime esperienze sulle due ruote”, Diana, quindi puoi mettere da parte i tuoi timori. E’ maneggevole sia da fermi che in movimento al punto che ti consiglieremmo la 125 che è comunque facile e ben gestibile all’inizio e, dopo poco, una volta presa un po’ di dimestichezza, potrà darti qualche cavallo extra ed un litro di serbatoio in più… se te ne pungesse vaghezza.
    Come ben saprai, come in molti t’avranno detto, la miglior cosa è andare, o imbucarsi meglio, da un concessionario e salirci, starci un po’ su e, magari anche facendo “brum brum” con la bocca, immaginarcisi sopra… se ne trovi una parcheggiata, non farti sfuggire l’occasione e salici, un modo per uscirne se arrivasse il proprietario, t’assicuro si trova…

  6. Diana

    2014/04/09 at 9:19 AM

    Ahahahah…..grazie. Non sono tipa da fare così, ma cercherò di provarla in una concessionaria

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in prove