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Test Ducati Monster 821 ABS: solo una moto da bar?

Prova Ducati Monster 821: in fondo, è solo una moto da bar? Scopriamolo insieme in un real-test libero da preconcetti






È con questo interrogativo ridondante sotto al casco che mi ritrovo a scorrazzare di mattina presto sul Grande Raccordo Anulare di Roma, in sella ad una fiammante Ducati Monster 821 rossa come mamma l’ha fatta. Davanti, diverse centinaia di chilometri da percorrere e svariate cose da chiarirmi su uno dei modelli più rappresentativi della Casa bolognese…

Perché, nonostante gli anni passino (e le oltre 300.000 unità vendute), il Monster continua ad essere un modello molto amato, sempre uguale, eppure… assai diverso, al punto che in tanti lamentano una certa perdita di “carattere” rispetto alle versioni di qualche anno fa. Insomma, una di quelle moto che, in parte, sembra aver trovato l’elisir di lunga vita ma che, allo stesso tempo, non sembra convincere tutti fino in fondo, tra chi la stronca senza pietà – additandola malamente come “moto da bar” – e chi ne difende strenuamente le ragioni.

Da qui, dubbi e quesiti: cosa rende un Ducati Monster – nello specifico questa versione 821 – così speciale per tanti? Ma soprattutto, sarà speciale per davvero?
L’unico modo per rispondere seriamente a queste domande è spogliarsi dei preconcetti e “toccare” con mano. Prendete il casco e partiamo…

Test Ducati Monster 821 | sfrontato profilo gibboso

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Sapete cosa ricordo benissimo dei primi Monster, quando uscirono, tanti anni fa? Che in molti – dico sul serio – li consideravano davvero brutti. Inguardabili. C’era persino chi era pronto a scommettere che, con quella forma lì, le strane naked col telaio a traliccio sarebbero state un clamoroso flop per la casa bolognese.
La storia, come tutti sappiamo, è stata ben diversa. Una vicenda simile a tante altre, in cui le linee sognate da un ispirato designer (Miguel Galluzzi) sono riuscite ad anticipare i gusti delle persone, oppure a modellarli… a seconda dei punti vista.
Fatto sta, che il layout inconfondibile del “mostro” bolognese, da quel lontano 1992, è giunto ai giorni nostri senza tradire l’impronta iniziale. Il caratteristico faro tondo, col tempo, si è fatto più stiloso e hi-tech, mentre le linee della moto, ora più smilze e compatte, hanno visto incrementare notevolmente l’effetto gibboso dato dal prominente serbatoio, eppure… il Monster è sempre il Monster. Dopodiché, questa 821 non potrà vantare forse il fascinoso monobraccio posteriore che caratterizza la versione 1200, ma l’appeal estetico del mezzo è fuori discussione.
Ducati Monster è un oggetto innegabilmente bello da vedere: un punto a favore nell’utilizzo “da bar”.

Test Ducati Monster 821 | ma cos’è una moto da bar?

Una moto da bar è un mezzo che, per fascino estetico o esclusività del marchio, attira l’attenzione generale, quando parcheggiata davanti ad un locale o luogo di ritrovo preferito. Un’accezione negativa, per i Riders duri e puri, che nasconde però un errore di fondo: non esistono le moto da bar, ma i “motociclisti” da bar.
Sono loro, con i capi tecnici perennemente intonsi come fossero stati acquistati il giorno prima, e quel contachilometri che avanza pigro di 100 km al mese, a gettare la triste etichetta sull’ultima 2 ruote “attira sguardi” giunta in listino. Ma la povera 2 ruote, che colpa ne ha?

Test Ducati Monster 821 | Mostro di nome…

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Questa versione 821, di intrinsecamente “mostruoso”, ha in effetti ben poco. Bastano i primi chilometri per rendersene conto. La posizione di guida è ora votata maggiormente al comfort. In sella (che per inciso può essere regolata su diverse altezze, per adattarsi proprio a chiunque) si sta meno “stesi” in avanti che in passato, a tutto vantaggio di ergonomia e controllo generale del mezzo. E sebbene il carattere del bicilindrico da 821 cm3,  112 cavalli di potenza e 9,1 kgm di coppia a 7.750 giri/min, stia lì a ricordarti il blasone impresso sul serbatoio, di fatto – complice anche l’efficace dotazione elettronica – ci si ritrova a guidare un mezzo equilibrato, che diverte alla guida senza mai intimorire. Un mezzo che mi sento di consigliare tranquillamente anche al neofita che non voglia correre il rischio di avvertire subito il desiderio di “qualcosa di più” dopo il primo periodo di apprendistato. In poche parole: facile e gestibile all’inizio, sfruttabile e divertente anche quando l’esperienza di guida aumenta.

Test Ducati Monster 821 | tra le curve

Mi infilo lungo uno dei miei percorsi tutte curve preferiti. Una veloce scaldatina alle gomme, riding mode selezionato su “Sport” (una delle tre opzioni insieme a Touring e Urban) e via. Il testastetta 11° – come da copione – si dimostra generoso sin dai regimi medio/bassi, con una piacevole risposta al comando del gas, robusta ma mai ruvida. Una mappatura sport, quindi, grintosa e pienamente utilizzabile, senza patire strappi o bruschi cambi d’erogazione: non male!

Il Monster 821 è agile tra le curve. Non un fulmine di guerra in senso assoluto, ma sufficientemente reattivo e con un ottimo rigore direzionale una volta impostata la piega. Merito anche del nuovo telaio a traliccio in tubi d’acciaio, direttamente fissato alla testa del motore, che raddoppia la rigidità torsionale del mezzo concorrendo a migliorare la resa sui tratti più guidati. Le sospensioni, nonostante la forcella non regolabile, lavorano correttamente: assorbono bene le imperfezioni del manto stradale e comunicano chiaramente quel che accade sotto le gomme.

Il ritmo sale. La strada – con splendide curve a vista – è praticamente deserta. Tento un paio di ingressi in curva assassini. Nelle staccate più violente, la forcella sostiene a dovere senza particolari scompensi d’assetto, soprattutto considerando il particolare carattere del freno anteriore, che tende a mordere “tutto insieme” dopo una prima corsa della leva poco incisiva. Una volta raggiunto il punto di corda – grazie al traction control di serie – ci si può godere percorrenza e uscita di curva senza paura di spalancare il gas in vista della successiva.
Finalmente un rettilineo dove provare a snocciolare velocemente le marce una dietro l’altra. La frizione è morbida e ben modulabile. Un po’ meno (morbida) la pedalina del cambio. Il Monster 821 allunga bene per essere un bicilindrico, e quando il limitatore – intorno ai 10.000 – ti dice “basta!” sei già pronto a cambiare una frazione di secondo prima.

Test Ducati Monster 821 | a prova di lago, a prova di bar

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La giornata è bella e, dopo svariate centinaia di chilometri “affilati”, decido di puntare al lago per godermi le ultime luci del giorno. Cambio ritmo e imposto su “touring” sia il riding mode che il polso destro. Il numero di cavalli e il rombo del motore rimangono gli stessi – a proposito, ve l’ho detto che questo Monster 821 romba davvero niente male? – ma l’erogazione si ammorbidisce quel tanto che basta da consentirmi di trotterellare allegro, rendendo piacevole anche il semplice passeggio.
Decido di fermarmi a bere una cosa. I chilometri percorsi si fanno sentire. il Monster è abbastanza comodo ma non è certo un mezzo da millemila miglia al giorno.
Mi lascio andare sulla poltroncina di vimini del locale, stanco ma soddisfatto. Strade belle e moto efficace. Seduto al tavolino, con la mia bibita ghiacciata, guardo il Monster. Anche chi gli passa affianco lo guarda. Gli gira attorno. Fa commenti. Qualcuno dice “mi piacerebbe…
E mi sento come un Motociclista, con la moto AL bar!

Test Ducati Monster 821 | colorazioni e prezzi

Ducati Monster 821 ABS è disponibile nelle seguenti colorazioni: rosso, a 10.740 euro; star white silk (con telaio e cerchi rossi) a 10.940 euro.

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Scheda Tecnica

Cilindrata 821,1 cc
Tipo motore termico
Tempi 4
Cilindri 2
Configurazione cilindri a V
Disposizione cilindri longitudinale
Inclinazione cilindri n.d.
Inclinazione cilindri a V 90
Raffreddamento a liquido
Avviamento elettrico
Alimentazione iniezione
Alesaggio 88 mm
Corsa 67,5 mm
Frizione multidisco
Numero valvole 4
Distribuzione desmodromica
Ride by Wire
Controllo trazione
Mappe motore n.d.
Potenza 112 cv – 82 kw – 9.250 rpm
Coppia 9 kgm – 89 nm – 7.750 rpm
Emissioni Euro 3
Depotenziata
Tipologia cambio meccanico
Numero marce 6
Presenza retromarcia No
Consumo medio VMTC n.d.
Capacità serbatoio carburante 17,5 lt
Capacità riserva carburante n.d.
Trasmissione finale catena
Telaio Traliccio in tubi di acciaio fissato alle teste
Sospensione anteriore Forcella a steli rovesciati da 43 mm
Escursione anteriore 130 mm
Sospensione posteriore Progressiva con monoammortizzatore regolabile. Forcellone bibraccio in alluminio
Escursione posteriore 140 mm
Tipo freno anteriore doppio disco
Misura freno anteriore 320 mm
Tipo freno posteriore disco
Misura freno posteriore 245 mm
ABS
Tipo ruote integrali
Misura cerchio anteriore 17 pollici
Pneumatico anteriore 120/70 ZR 17
Misura cerchio posteriore 17 pollici
Pneumatico posteriore 180/60 ZR17
Lunghezza 2.170 mm
Larghezza 784 mm
Altezza 1.045 mm
Altezza minima da terra n.d.
Altezza sella da terra MIN 785 mm
Altezza sella da terra MAX 810 mm
Interasse 1.480 mm
Peso a secco 179,5 Kg
Peso in ordine di marcia 205,5 Kg

4 Comments

  1. Randy

    2015/04/27 at 10:57 AM

    Bè che dire, la solita ducati iper costosa che non regge il confronto con le sorelle giapponesi. Insomma un riciclo del moster vecchio… poveraccio chi la compra e la paga il doppio di una di concorrenza.

  2. gianka200

    2015/05/02 at 12:39 AM

    Poveraccio chi scrive senza sapere nulla di motociclismo…ridicolo commento senza un minimo di fondamento tecnico!!!

  3. desmo86

    2015/05/22 at 2:13 PM

    Poveraccio te che molto probabilmente non puoi averla e quindi subito ad elogiare le moto “elettriche” giapponesi…io sono un felice possessore, é una gran moto!

  4. Xadren

    2016/08/12 at 10:39 AM

    La trovo più bella della maggior parte della concorrenza, ma il suo vero valore aggiunto per quel che mi riguarda sta nel motore bicilindrico e nelle emozioni che sa dare, un altro universo rispetto ai cilindri paralleli.

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