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Test Ducati Diavel 2015: tra Batman e Wolverine

Arriva il nuovo Diavel, pensato per Batman e scelto da Wolverine. Nuovo look e motore rinnovato, per chiunque coltivi velleità da misterioso supereroe: prova, opinione, voti, scheda tecnica e Super-Gallery foto

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Copertina_Diavel

Forse non tutti lo sanno, ma parrebbe che il Ducati Diavel sia nato da un’idea di Batman e che la nuova versione, invece, sia finita nelle mani di Wolverine, membro degli X-Men. Parrebbe infatti che il multimiliardario di Gotham City, Bruce Wayne (più noto al mondo per il suo alter ego mascherato Batman), avesse chiamato la Ducati commissionando la creazione di una moto speciale per non ben definiti scopi operativi. Voleva che avesse un’accelerazione ed una velocità da sportiva, ma un look aggressivo che incutesse timore ed al tempo stesso richiamasse l’idea dell’eroe solitario al galoppo verso il tramonto… e che, ovviamente, disponesse dell’elettronica necessaria per diversi utilizzi, ottimizzata con sistemi di sicurezza attiva. Pare che poi Wayne abbia sviluppato da sé il veicolo che desiderava, con risultati estetici e pratici abbastanza discutibili, mentre la Ducati abbia proseguito lo sviluppo del progetto e dato vita ad una vera moto da supereroe: il Diavel.

Diavel_Super

Il Diavel Model Year 2015 è stato così scelto dal membro canadese degli X-Men Wolverine che, in una delle sue rare dichiarazioni, avrebbe affermato: “sono il migliore in quello che faccio, ma quello che faccio non è ammesso dal codice della strada!”. Lasciamo quindi da parte i supereroi e vediamo come si presenta la versione commercializzata per il resto del mondo.

Il Ducati Diavel M.Y. 2015 è disponibile in versione Dark Stealth, ossia completamente nera, a 17.990 euro, oppure Matt Carbon, a 21.490 euro. Questa versione (più ricca) si presenta con cinque chili in meno, coprisella, parafango anteriore e cover serbatoio in carbonio, cerchi forgiati neri, marmitte in acciaio satinato e duplice  colorazione: con telaio e banda su parafango, serbatoio e coda in rosso per la Red e in bianco per la Star White.

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DESIGN E FILOSOFIA DEL MEZZO

Design_Diavel

Il nuovo look del Diavel

Il carattere, l’aggressività e la propensione all’azione di questa moto, talmente unica da fare segmento a sé, si manifesta nelle nuove adozioni estetiche che presenta, primo fra tutti, il fanale anteriore. Il vecchio fanale tondeggiante e tagliato, lascia il posto ad un fanale full led a forma di scudo che proietta una futuristica luce tendente all’azzurro. Uno sguardo più aggressivo, maggiormente incastonato tra le prese d’aria, ora più grandi. Nuove anche le frecce a led, le cover delle prese d’aria e del radiatore, il nuovo deflettore sopra al fanale, il manubrio ed i supporti dello stesso. Il tutto, frontalmente, acuisce quella sensazione di “pronto a divorare il mondo”. Anche gli scarichi hanno ora una forma più dinamica e filante, mentre per il resto i cambiamenti sono meno evidenti, come il portatarga e la sella. Quest’ultima, per quanto non così evidente, come vedremo, rappresenta uno dei punti chiave nell’evoluzione di questa moto. Rimane esiguo lo spazio sottosella, ma è pur vero che avete mai visto un supereroe mettere il bloccadisco o infilarsi la cerata?!

Arriva il Testastretta 11° DS

Il motore rappresenta il vero cambiamento del Diavel. Per quanto alcuni non fossero in totale accordo con Ducati, e mi riferisco principalmente a Batman e Wolverine, l’azienda bolognese ha comunque voluto migliorare l’erogazione ai bassi regimi, adottando l’evoluzione del vecchio Testastretta 11°, ora con accensione a doppia candela Dual Spark, DS appunto. Rimane quindi invariata la dimensione di 1.198 cc, così come la potenza di 162 cv a 9.250 giri mentre la coppia sale a 130 nm a 8.000 giri, un +4.5% sul vecchio motore. Assieme all’adozione della doppia accensione, per una combustione più rapida, si è lavorato per ottenere una maggiore omogeneità di miscela aria/benzina e si è adottato  un sistema d’aria secondario. Tutto questo per conferire più morbidezza e stabilità ai bassi regimi ed una maggior risposta di guida.

Ciclistica che vince…

L’adozione del nuovo motore non ha richiesto modifiche alla ciclistica, che rimane quindi pressoché invariata. Per quelli che sono i parametri fondamentali, all’anteriore troviamo una forcella a steli rovesciati da 50 mm della Marzocchi, completamente regolabile nel freno idraulico in compressione ed estensione e nel precarico molla e che presenta un rivestimento con riporto antiattrito DLC (Diamond Like Carbon) che la rende di colore nero. Al posteriore rimane il Sachs completamente regolabile con la grossa manopola per regolare il precarico molla. Anche le dimensioni degli pneumatici rimangono quelle tradizionali, con la gomma frontale che misura 120/70 ZR17 e la posteriore con la “tradizionale”, quanto unica, 240/45 ZR17. Per i freni era difficile migliorare e quindi dispone ancora di un impianto Brembo con pinza monoblocco ad attacco radiale a 4 pistoncini e cerchi da 320 mm all’anteriore, pinza a 2 pistoncini e disco da 265 mm al posteriore.

Ducati Safety Pack: a prova di missile!

Nascendo come moto pensata per sfuggire a missili teleguidati, capace di rimanere in piega pure col gas spalancato mentre si cercano di lasciare dietro nemici armati di diversa natura, non poteva non disporre di una serie di dispositivi elettronici che ne ottimizzassero funzionalità e sicurezza in ogni circostanza. Rimangono quindi saldamente al loro posto i Riding Mode ed il Ducati Safety Pack, perfettamente integrati fra loro. Attraverso il comando sul blocchetto sinistro ed il display a colori FTL, si può scegliere tra tre modalità di guida: Urban, Touring e Sport. In Urban si ha una “bassa” potenza del motore, 100 cv, con il traction Control ad un alto livello d’intervento, ossia 5 su 8. In Touring si dispone di tutti e 162 i cavalli, ma con coppia ed erogazione ammorbiditi ed il traction sul livello 3 di 8. In Sport, infine, si ha tutta la potenza, con l’erogazione più immediata e la massima coppia disponibile ed il traction control al livello 1 di 8, per cercare le massime prestazioni della moto. In tutti e tre i riding mode l’ABS è sempre inserito; volendo lo si può disinserire, così come si possono personalizzare a piacimento i Riding Mode, creandosi la perfetta combinazione di potenza, erogazione, traction control ed ABS.

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LA PROVA SU STRADA

Dinamica

Accendiamo il Diavel

Avevamo detto all’inizio che la nuova sella costituisce una vera rivoluzione nel Diavel e se, come noi, aveste la possibilità di scendere dalla vecchia e salire sulla nuova, la trovereste evidente come la differenza tra luce e buio. Più morbida ed accogliente della precedente, uno dei pochi nei del vecchio Diavel, rimane incastonata nella moto, punto di fusione tra mezzo e uomo, ora anche con una conformazione leggermente diversa che non porta a ritrovarsi a ridosso del serbatoio con sporadici fastidi di ordine urologico. Altre due graditissime novità le si notano appena la si accende: innanzitutto la chiave elettronica che si tiene in tasca e che funziona da trasponder, subisce meno interferenze e non capita più di doverla tirare fuori, come più semplice è la procedura d’inserimento del bloccasterzo. Inoltre, quando si è accesa, sul display a colori appare l’immagine del livello carburante, e tra le informazioni del computer ora compare anche l’autonomia residua del serbatoio.

Iniziano le danze

Tiriamo la frizione, dentro la prima, gas e si parte. La prima impressione ce la dà proprio il cambio che, inserendo la prima, lo ritroviamo della stessa durezza della versione precedente, come d’altro canto ci si aspetta dalla moto di un supereroe che, dando una bella pestata, gli fa fare “Ka-Klang”. Nelle mappe Urban e Touring, tanto a districarsi nel traffico, quanto su belle e solitarie strade extraurbane, si nota subito il carattere addolcito che hanno cercato, ed ottenuto, in Ducati. La potenza rimane invariata, ma erogata effettivamente con maggiore dolcezza, cominciando una bella progressione dopo i 3.500 giri. Mettendo la mappa Sport, o nelle altre mappature guidando senza scendere sotto i 4.000 giri, si gode invece del carattere indemoniato del Diavel che spinge veloce e sta sempre pronto a scattare, confermandosi un osso parecchio duro da battere nelle accelerazioni da fermo.

Dicavel_dina2Attenzione: tester professionista su strada chiusa al traffico

Se da una parte si è un po’ sacrificato il gusto dell’indomito, effettivamente si è guadagnata una moto più gestibile e facile, anche per un vasto pubblico, che mantiene invariate le incredibili qualità ciclistiche. A discapito dell’aspetto, rimane infatti una moto che coniuga precisione, stabilità e maneggevolezza a livelli difficilmente riscontrabili. La grossa gomma da 240 consente pieghe quasi infinite, se non fosse per le pedane e l’interasse lungo le dà una grossa stabilità, oltre a far tornare bambini quelli che amano la guida “di traverso”. Frenata potentissima, modulabile e sicura. La qualità della ciclistica le consente tanto di districarsi nel traffico e nello stretto, grazie anche al suo angolo di sterzata totale da 70°, così come di rimanere immobile nella percorrenza di curva, a bassa o alta velocità che sia.

Certo, come invariate risultano le prestazioni, invariata risulta la rigidezza, soprattutto della molla posteriore. Anche agendo sul “pomellone” laterale, prendere una buca col Diavel è roba da supereroi consumati e non per pappemolli qualsiasi. In questo senso, considerando la qualità ed il posizionamento della moto e l’evidente necessità di agire sulle sospensioni, ci saremmo aspettati il DES (Ducati Electronic Suspension), dispositivo che consente la regolazione elettronica delle sospensioni, già adottato su Multistrada e Panigale.

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CONCLUSIONI

ConclusioniAttenzione: tester professionista su strada chiusa al traffico

In realtà, pare che il coinvolgimento di Bruce Wayne nella creazione del Diavel sia stata smentita e che siano stati i tecnici di Borgo Panigale, come al solito, a dar fondo alle proprie conoscenze e visioni, per creare una moto più unica che rara. Che Wolverine l’abbia scelta, quanto meno nella finzione hollywoodiana, è invece fatto ampiamente comprovato.

Ma scherzi a parte (perché quando si pensa di spendere oltre i ventimila euro per una moto, si scherza fino ad un certo punto) sappiamo che alcune domande potrebbero rimanere, domande del tipo: il Diavel che moto è? Qual è il suo utilizzo? Li vale i soldi che costa? Va veramente così bene?

Il Diavel, e specificamente il M.Y. 2015, è una moto unica e di grandissima personalità, con un motore da sportiva ed una guidabilità da maxinaked. Da molti viene vista come una possibile seconda moto, ma secondo noi può essere anche la compagna d’ogni giorno, a patto che vi piacciano le emozioni adrenaliniche, che non dobbiate fare più di 200 chilometri al giorno e che, in definitiva e fuor di metafore sessiste, siate un po’ “maschi”. Se vi danno fastidio i capannelli di gente intorno alla vostra moto e quelli che vi fermano per farvi i complimenti per quant’è bella, allora lasciate perdere: sarà un continuo!

Il costo, in un momento come questo, non è certamente allettante per i più, ma oltre al blasone, all’attuale solidità del marchio, alla cura nella realizzazione, ai materiali scelti e alla tecnologia del prodotto, bisognerebbe farci un giro, provarla. Solo così, infatti, si può capire il divertimento che regala questa moto e che, da solo, giustifica l’idea di possederla e metterla quotidianamente alla prova, lasciarsi prendere dal suo motore e fermarsi solo quando cala il sonno o il serbatoio piange.

A seguire, la speciale Super-Gallery per entrare nella scena e rivivere le emozioni del test (una volta aperto il link, premere F11 per una visualizzazione ottimale), i nostri voti al Ducati Diavel 2015, con la moto in sintesi, la scheda tecnica e altre info interessanti.

[button color=”black” size=”big” link=”http://www.pianetaridersmultimedia.it/gallery/gallery-test-ducati-diavel-2014/” target=”blank” ]Super Gallery Foto[/button] [review] [toggle title=”Scheda Tecnica Ducati Diavel 2015” state=”close” ]

Motore

TipoTestastretta 11°, bicilindrico a L, distribuzione Desmodromica 4 valvole per cilindro, raffreddamento a liquido

Cilindrata1198,4 cc

Alesaggio per Corsa106 x 67,9 mm

Compressione12.5:1

Potenza119 kW (162 CV) @ 9.250 giri/min

Coppia130,5 Nm (13,3 kgm) @ 8.000 giri/min

Alimentazione

Iniezione elettronica, corpi farfallati ellittici con sistema ride-by-wire

ScaricoSilenziatore in acciaio inossidabile, fondelli in alluminio; catalizzatore e 2 sonde lambda

Trasmissione

Cambio6 marce

Trasmissione primariaIngranaggi a denti dritti, Rapporto 1,84:1

Rapporti1=37/15 2=30/17 3=27/20 4=24/22 5=23/24 6=22/25

Trasmissione secondariaCatena; pignone 15, corona 43

FrizioneMultidisco in bagno d’olio con comando idraulico, sistema di asservimento ed antisaltellamento

Telaio e ciclistica

Traliccio in tubi di acciaio

Sospensione anterioreForcella Marzocchi a steli rovesciati da 50 mm completamente regolabile con riporto DLC sugli steli

Ruota anterioreLega leggera, 14 razze con lavorazioni a vista, 3,50 x 17

Pneumatico anteriore120/70 ZR 17 Pirelli Diablo Rosso II

Sospensione posterioreProgressiva con monoammortizzatore completamente regolabile. Regolazione remota del precarico molla. Forcellone monobraccio in alluminio

Ruota posterioreLega leggera, 14 razze con lavorazioni a vista, 8,00 x 17

Pneumatico posteriore240/45 ZR17 Pirelli Diablo Rosso II

Escursione ruota anteriore120 mm

Escursione ruota posteriore120 mm

Freno anteriore

2 dischi semiflottanti da 320 mm, pinze Brembo monoblocco ad attacco radiale a 4 pistoncini , ABS di serie

Freno posteriore

Disco da 265 mm, pinza flottante a 2 pistoncini ABS di serie

Cruscotto

Cruscotto sul manubrio con display LCD: velocità, contagiri, orologio, temperatura acqua. Spie di segnalazione: Folle, frecce, proiettore abbagliante, limitatore, DTC, ABS, pressione olio, riserva carburante. Cruscotto sul serbatoio con dispaly a colori TFT: indicatore marcia inserita, temperatura aria, voltaggio batteria, contachilometri trip 1 e 2, km percorsi in riserva, consumo istantaneo e consumo medio, velocità media, durata viaggio, indicatore manutenzione preventiva. Indicatore e pannello di controllo Riding Modes, DTC, RbW e ABS.

Dimensioni e pesi

Peso a secco210 kg

I valori del peso si riferiscono al peso a secco della moto esclusi batteria, lubrificanti e liquidi di raffreddamento per i modelli raffreddati a liquido.

Peso in ordine di marcia 239kg

I pesi in ordine di marcia sono considerati con tutti i liquidi di esercizio e il serbatoio carburante riempito al 90% della capacità utile (norma 93/93/CE).

Altezza sella 770 mm

Interasse 1590 mm

Inclinazione cannotto 28°

Avancorsa 130mm

Capacità serbatoio carburante 17 l

Numero dei posti: Biposto

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8 Comments

  1. MaL

    2014/05/21 at 5:11 PM

    Grandissimo mezzo. Quando uscì la prima versione non mi diceva niente. Poi l’ho provata

    SPETTACOLO

  2. Surfer

    2014/05/21 at 7:06 PM

    cancello

  3. davide

    2014/05/22 at 8:46 AM

    sono un possessore di vmax, l’ho guidato (il diavel, anche se io la chiamo “la” diavel) per 120 km: la diavel è bella, è ducati, le mancano 2 cilindri, e l’estetica anteriore lascia un pò a desiderare ma è molto maneggevole al contrario di qualcuno che è abituato a guidare 125cc, tanto da chiamarla cancello, troppo evidente il punto di riferimento (vmax) quindi poco originali al contrario che col multistrada dove ducati ha innovato. sono contrario però all’elettronica, a parte l’abs, ma chi la giudica “cancello” ha bisogno di 3 mappature personalizzabili e traction control se no come la tiene???
    saluti a tutti

  4. Alex Perri

    2014/05/22 at 1:59 PM

    chi non l’ha guidato non sa di cosa parla.

  5. santo

    2014/07/03 at 10:59 AM

    ho comprato il primo diavel appena usci’ in commercio poi dopo 9 mesi a causa di un incidente l ho dovuta rottamare, nel frattempo per avere fretta di avere una moto, ho comprato il multistrada perchè per il diavel c’era molto da aspettare, l ho tenuto per circa 1 anno e mezzo, ottima moto, comoda maneggevole e con un bel motore ma non la sentivo mia , nel frattempo ho avuto modo di guidare altre moto anche marche diverse tipo bmw yamaha etc. ma appena ho avuto la possibiltà mi sono ricomprato il Diavel perchè credetemi le emozioni che provo anche solo per farmi un giro sono indescrivibili.ù

  6. daniele

    2015/08/07 at 2:12 PM

    no una diavel dal 2012 con 50 mila km. e un sacco di inconvenienti chi non sto ad elencare xche veramente troppi…ormai me la tengo xche con quei km.non vale piu nulla, se cambio, mai piu una ducati…

  7. luca

    2016/04/03 at 1:06 PM

    Ducati per sempre, chi non l ha avuta non puo’ capire e chi non la capisce allora non capisce niente. Diavel è un concentrato di tecnologia e stile, una moto che non ha concorrenti perche non è ne una cruiser ne una nacked ne un dragster etc… un modello unico . ne ho avute 2 e vorrei comprarmi adesso la x diavel ma tenendomi anche la mia carbon 2012.

  8. grazia

    2016/04/03 at 1:10 PM

    DUCATI per sempre, ce l ho dal 2011 e sono contentissima, mi da soddisfazioni che nessun’altra moto mi ha mai dato. Prima avevo una r1 ma non c’è paragone a confronto l r1 h solo piu velocità per il resto zero

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