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Prova, Suzuki Burgman 125-200 ABS: urban smart

Suzuki rinnova i piccoli della famiglia Burgman. Nuovo design, maggiore attenzione alle esigenze per l’utilizzo quotidiano e ABS di serie. Prova, giudizio, Voti e prezzi: 4.190 f.c per il 125 e 4.390 f.c. per il 200.

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Nei suoi 15 anni di onorata carriera, il Burgman si è saputo far apprezzare tanto per l’estrema versatilità, quanto per le doti di ergonomia, comfort e qualità costruttiva. Caratteristiche che si ritrovano indistinte in tutta la gamma Burgman. Dal 125 cm3, fino al poderoso 650 Executive.

Sullo slancio di un rinnovamento avviato lo scorso anno, i tecnici di Hamamatsu hanno deciso di evolvere i piccoli della famiglia, abbinando a mirate migliorie, anche un rivisitato design, in linea con i tratti stilistici che caratterizzano le versioni 400 e 650.

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DESIGN E FILOSOFIA DEL MEZZO

Elegante e sportivo

Rispetto al passato, la linea dei Burgman 125-200 risulta ora più snella e filante. Il lavoro ha interessato ogni singola parte della carrozzeria, con l’intento di creare un mezzo più filante ed aggressivo, oltre che seguire il family feeling dei fratelli di maggior cubatura. Il faro anteriore, così come gli stop, ora risulta più deciso e filante nella linea, donando un’immagine sportiva, ma allo stesso tempo raffinata ed elegante. Nella parte anteriore, troviamo, oltre a nuovi indicatori di direzione (ora spostati sotto il faro ed integrati nello scudo), anche un rinnovato parabrezza, riprofilato, e 11cm più alto. Rivista anche la zona di seduta: la sella è ora più bassa (730mm) e di nuova ergonomia, mentre la pedana, rastremata nella zona centrale, riesce ad offrire un miglior appoggio a terra nelle soste.

Nuova anche la strumentazione: di stampo automobilistico, con due grossi quadranti con al centro il display multifunzione; si fa apprezzare sia per l’immediatezza nella lettura, che per la completezza di informazioni. Una novità è la presenza della spia “Eco Drive” che, quando accesa, segnala un utilizzo del motore in un favorevole rapporto consumo/prestazioni, da noi rilevato in un range compreso tra i 5000 ed i 6000 giri\min.

Anche in questa nuova versione, resta notevole la capacità di carico: il vano portacasco, di ben 41 litri (dotato tra l’altro di luce di cortesia), consente di stipare due integrali. Pratici e funzionali i portaoggetti, con uno sportello centrale, che può ospitare una bottiglia da 0,5 litri, e due piccoli vani posti ai lati dello scudo, con quello di destra maggiorato nelle dimensioni e nella inclinazione, per evitare incidentali fuoriuscite degli oggetti riposti. È presente, di serie, anche la presa di alimentazione da 12V, che permette il caricamento di dispositivi elettrici

Tecnica: arriva l’ABS di serie

Le due motorizzazioni, da 125 e 200, si avvalgono entrambe di monocilindrico a 4 tempi, abbinato ad iniezione elettronica e trasmissione CVT. Per queste unità, Suzuki dichiara un consumo su ciclo misto di 34,5 km\l per il 125 e 30,1km\l per il 200. In media, considerando un serbatoio da 10,5 l, per entrambi i modelli è possibile percorrere oltre 300 km con un pieno.

Per il 2014, Suzuki offre di serie anche il sistema ABS, che lavora monitorando 50 letture per giro ruota, in abbinamento a dischi da 240mm, sia per l’anteriore che posteriore, abbinati a pinze flottanti a due pistoncini.

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LA PROVA SU STRADA

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facile e disinvolto, ma la sella…

A spasso nel caotico e multiforme habitat urbano, i nuovi Burgman hanno da subito offerto quel feeling e quella immediatezza nella guida che ci si aspetta di trovare a bordo di mezzi di questa impostazione. Facili da gestire in ogni situazione, sia che si viaggi su tratti veloci, sia quando si affrontano pavé o sconnessioni, soprattutto grazie al bel lavoro svolto dalle sospensioni. La risposta del motore è elettrica, fluida, godibile, dalla buona reattività al comando del gas. La protezione offerta del plexiglass è degna di lode, offrendo un buon riparo dalle intemperie: anche a velocità sostenute non registriamo fastidiosi vortici su spalle o casco. Da rivedere, invece, la distanza tra sella e pedana: troppo ridotta, penalizza i più alti di statura che si ritrovano con le ginocchia troppo sollevate; il che, porta necessariamente a dover utilizzare la seduta a gambe stese, comoda, ma meno redditizia quando ci si trova a guizzare in mezzo al traffico.

Tra le due motorizzazioni, abbiamo apprezzato maggiormente la versione da 200cc, che ha messo in mostra un bello spunto da fermo, ed un comportamento soddisfacente ad ogni nostra “richiesta”. Da rivedere, invece, secondo noi, l’erogazione del 125, che presenta una zona fiacca ai regimi medio bassi, il che penalizza un po’ il richiamo del gas quando si viaggia a basse andature. Ineccepibile il comportamento dell’ABS, che interviene al momento giusto ed in caso di effettiva necessità.

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CONCLUSIONI

Con i nuovi Burgman 125 e 200, Suzuki completa l’opera di rinnovamento della sua celebre famiglia di scooter. Mezzi pratici, confortevoli e sfruttabili al meglio nell’utilizzo quotidiano. Considerando la differenza di prezzo (appena 200 euro in più), e la maggior fruibilità su raccordi e tangenziali, la versione da 200 cc sembra avere dalla sua più carte da giocare (almeno sul mercato italiano).

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