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Prova MV Agusta Turismo Veloce: il test del moto-viaggiatore

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Una frase che mi sono dovuto ripetere spesso, ancora un po’ incredulo, prima di saltare in sella alla nuova sport-tourer della Casa di Schiranna, in occasione di un avvincente press-test sulle strade francesi. Perché non capita mica tutti i giorni di poter cavalcare una moto, con impresso sul serbatoio il blasone MV Agusta, destinata a macinare chilometri con tanto di borse al seguito.

Anzi, non era proprio mai capitato prima!

La Turismo Veloce è il primo modello touring ad entrare nel listino della Casa veneta. E chi segue Pianeta Riders regolarmente, conosce bene l’importanza che diamo al viaggio in moto. Potete dunque immaginare la curiosità di provare in modalità “moto-viaggiatore” questa inedita MV proposta in 2 versioni: standard (oggetto della prova) e Lusso (con dotazioni supplementari di serie).

TEST MV Agusta Turismo Veloce | il fattore E

C’è un aggettivo che ricorre praticamente sempre, ogni qual volta si parla di una moto di Schiranna. Un aggettivo, che ben si attaglia anche a questa nuova Turismo Veloce: emozionale.
Quel fattore E, in altre parole, che ha reso celebre il marchio italiano nel mondo e a cui non sfugge neanche questo modello. A partire dal design.

Nonostante l’evidente family feeling con le altre declinazioni della famiglia 800 3 cilindri, la Turismo Veloce riesce a percorrere una sua strada concettuale ben precisa: l’elemento estetico dominante rimane sempre il fascinoso silenziatore a 3 uscite, ma i volumi anteriori si rimodellano, aumentano di importanza, proprio come si conviene ad una turistica (basti pensare al capiente serbatoio da ben 22 litri sormontato dal cupolino protettivo). Tutto questo, però, mantenendo linee ugualmente veloci e dinamiche, che ‘fuggono’ all’indietro verso il codino dal layout più aggressivo e filante.
Un carattere estetico, quindi, simile alle altre, con un Fattore ‘E’ del tutto evidente – la vedi e dici, ecco una MV 800 -, eppure profondamente inedito.
Una caratteristica, come vedremo più avanti, che si riscontra, non solo nell’estetica, ma anche e soprattutto nelle sensazioni di guida.

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TEST MV Agusta Turismo Veloce | La dotazione

Velocemente, qualche riferimento a motore e ciclistica, che potrete poi approfondire nella dettagliata scheda tecnica in basso. A spingere la Turismo Veloce troviamo il noto 3 cilindri da 798 cm3, già in forze a Brutale, F3, Rivale, StradaleDragster. Un’unità opportunamente rivista nel carattere per interpretare al meglio l’anima sport-touring del mezzo e riuscire a soddisfare un’ampia fascia di utenza, dal neofita al motociclista di lungo corso: la potenza scende a quota 110 Cv, mentre la coppia massima si rinforza, raggiungendo gli 83 Nm a 8.000 giri. Il risultato è un’erogazione che si irrobustisce ai regimi medio bassi, mantenendo un allungo di tutto rispetto… proprio quel che ci vuole su una moto con velleità turistico-sportive.
La ciclistica si avvale di componentistica di pregio, che attinge a quanto di meglio si possa trovare sul mercato: al telaio con struttura mista “tubi di acciaio/piastre d’alluminio”  è fissato un sofisticatissimo codino con struttura portante, sempre in alluminio, dalle interessantissime caratteristiche che approfondiremo in basso, nel paragrafo “borse dedicate”. La Forcella è una Marzocchi da 43mm, mentre il mono posteriore è firmato Sachs. L’intero comparto sospensioni consente ogni genere di regolazione.
La frenata anteriore è affidata ad un roccioso impianto, dotato di 2 dischi da 320 mm, morsi da pinze a 4 pistoncini ad attacco radiale di casa Brembo. Dietro, invece, troviamo il classico disco singolo da 220 mm.

ELETTRONICA. Sulla Turismo Veloce si può contare su una dotazione di prim’ordine, garantita dal sistema MVICS 2.0 (Motor & Vehicle Integrated Control System) che, tra i vari parametri, gestisce anche il Traction Control, regolabile su 8 livelli e disinseribile all’occorrenza. Quattro le mappe motore selezionabili, che adeguano l’erogazione alle specifiche condizioni di marcia: Touring (con potenza limitata a 90 Cv), Sport (ful-power), Rain (con potenza limitata a 80 Cv) e Custom (interamente personalizzabile, dalla risposta al comando del gas, alla curva di erogazione).
Tra le chicche “on board”, si segnala anche il cambio elettronico  EAS 2.0 di serie, che funziona sia in scalata che a salire (una vera goduria quando si cercano cambiate fulminee). L’ABS, invece, è il noto ed efficace Bosch 9 Plus, oramai diffusissimo su numerosi modelli premium in commercio.
Tramite Bluetooth, Turismo Veloce mette poi in comunicazione pilota, passeggero e veicolo, permettendo la condivisione dell’esperienza di guida tramite APP dedicate, fruibili su device Apple e Android. Non manca, infine, il classico cruise control, sempre più diffuso sulle moto da viaggio.

TURISMO VELOCE LUSSO. Ad impreziosire la versione top di gamma, troviamo il sistema MVCSC (MV Agusta Chassis Stability Control), ovvero sospensioni elettroniche semi-attive in grado di adeguare la risposta idraulica di forcella e mono in tempo reale, al variare delle condizioni di marcia. Completano la dotazione della esclusiva “Lusso” il cavalletto centrale, il sensore GPS integrato (che amplifica in maniera interessante l’esperienza mototuristica, grazie all’acquisizione di informazioni sul percorso, sul consumo di carburante e sull’utilizzo del motore) e le manopole riscaldabili, irrinunciabili per i total-riders, che usano la moto 365 giorni all’anno.

TEST MV Agusta Turismo Veloce | Comfort in sella

È il primo parametro da valutare su un mezzo con velleità touring. O comunque, uno dei più importanti.
Un parametro, che impone domande da cui un moto-viaggiatore – che deve affrontare ogni genere di situazione e centinaia di chilometri al giorno – non può prescindere: la seduta è comoda? Ergonomia? Vibrazioni? Una volta in sella, si tocca con i piedi? Sono facili le manovre da fermo? Il cupolino protegge a dovere? Se la porto con me in viaggio, rischio di perdere la fidanzata?

Proviamo a rispondere. La seduta della Turismo Veloce risulta comoda. La sella (non regolabile) è un po’ alta da terra a dire il vero, ma… per il sottoscritto (che è alto circa 1.78 metri) nessun problema a poggiare solidamente a terra con entrambi i piedi. I meno alti, invece, dovranno prestare un pizzico di attenzione in più nelle soste e nelle manovre a motore spento, sebbene, il raccordo sella/serbatoio piuttosto slim, faciliti notevolmente le operazioni. Sempre a proposito della sella, l’imbottitura cerca il giusto compromesso tra comfort e “sostegno” nell’azione di guida sprint, evitando di risultare quindi cedevole. Equilibrio più o meno raggiunto, anche se – in questo caso – prevale (in parte) l’anima sportiva MV. Discorso analogo per la seduta riservata al passeggero,  ampia, con pedane ben distanziate e supportata da due comode maniglie.
Dopo i 220 Km del test, in ultima analisi, nessun indolenzimento di sorta… merito anche della corretta ergonomia in sella, con busto eretto e manubrio alla giusta distanza.
Nota di merito al cupolino anteriore: regolabile con estrema facilità, ha garantito un’ottima protezione all’aria, anche sulla zona del casco (avendo però cura di regolarlo alla massima altezza). Qualche vibrazione, invece, mai a livelli preoccupanti, arriva puntuale al salire del numero di giri. Molto completo, infine, il quadro strumenti col display TFT a colori da 5”, sebbene un certo affollamento delle informazioni non consenta sempre il classico “colpo d’occhio” al volo, e ne infici un po’ la facilità di consultazione.

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TEST MV Agusta Turismo Veloce | Accendiamo i motori

Passiamo, finalmente, alle sensazioni di guida offerte da questa MV Turismo Veloce.
Niente di meglio di un tormentato percorso nel sud della Francia, per soddisfare le mie curiosità. Condizioni di asfalto variabili – dall’asciutto perfetto, all’umido – hanno reso il test ancora più interessante e… ancora più probante per la viaggiatrice di Schiranna.

La prima domanda che mi sono posto alla partenza è stata: meno potenza rispetto alle altre 3 cilindri 800 della Casa, e un carattere assai diverso… la TV sarà in grado di divertire?

Diversamente dalla consuetudine per la quale, i primi chilometri, li guido sempre con mappa non full-power (laddove selezionabili), infilo SPORT senza esitazione e attendo le prime curve. La risposta al comando del gas è decisa, ruoti la manopola e la reazione è immediata. Esattamente il comportamento che ti aspetti da una MV degna di questo nome, ma incredibilmente gestibile, mai brusco.
Le gomme iniziano a scaldarsi e il ritmo sale. L’entrata in curva è veloce, omogenea, anche se una regolazione un pelo più rigida delle sospensioni (soprattutto della forcella) avrebbe giovato (ma a questo, all’occorrenza, si pone rimedio con un paio di veloci click). In uscita di curva, la reattività del motore ti accompagna con una bella castagna fino alla successiva. Il Tre Pistoni MV gonfia i muscoli già dai 3.500/4.000 giri, per esplodere intorno ai 6.000 in una gustosa progressione fino al limitatore.
Le quote ciclistiche azzeccate, con l’interasse lungo il giusto, e la leggerezza complessiva del mezzo (191 Kg a secco), rendono la danza tra una curva e l’altra un vero spasso, anche quando da SPORT, passo a sperimentare Touring e Rain, nelle situazioni di asfalto reso improvvisamente viscido da un veloce acquazzone. In questa occasione,  si sono fatti apprezzare particolarmente il controllo di trazione e l’ABS Bosch, che hanno consentito di mantenere ritmi di guida elevati in piena sicurezza.

L’asfalto torna asciutto e il rombo del 3 cilindri, di nuovo in SPORT mood, prende a fuoriuscire coinvolgente dalle tre canne di fucile sovrapposte. Ok, è una moto sport-touring, potresti passeggiarci tranquillamente e godertela ammirando il paesaggio – situazione in cui la Turismo Veloce sfodera un inatteso equilibrio, senza mai strappi o reazioni brusche, neanche riprendendo dai bassi regimi – ma… perché rinunciare a tanto divertimento? Giù di gas e si prosegue con gusto, alternando curvoni veloci, brevi rettilinei e vorticosi pif-paf, sfruttando anche i cambi marcia fulminei regalati dal cambio elettronico.

Credo sia proprio questo piacevole equilibrio tra prestazioni, divertimento di guida e fruibilità, il punto di forza assoluto di questo mezzo.

Una piccola nota conclusiva per quanto riguarda la frenata anteriore. Forte e incisiva, ben coadiuvata dall’ABS BOSCH, è un po’ del tipo “tutto e subito”. Una maggiore modulabilità, nella prima parte della corsa della leva, non mi sarebbe dispiaciuta.

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TEST MV Agusta Turismo Veloce | Borse dedicate e particolari intelligenti

Nell’approccio alla moto, ho cercato di analizzare anche le borse laterali dedicate offerte in optional, valutando le tipiche esigenze del moto-viaggiatore: capienza, robustezza, ingombri e praticità d’uso.
Solide, dal design equilibrato, offrono una capienza di 30 litri ciascuna: ogni borsa può ospitare un casco integrale, con volumi piuttosto regolari, che facilitano le operazioni di stivaggio rendendo abbastanza sfruttabile tutto lo spazio a disposizione. Grazie al particolare codino e all’ingegnoso sistema di fissaggio, colpisce il dato sugli ingombri laterali con valigie montate, contenuti in appena 810 mm, 90 in meno della larghezza massima del manubrio da parte a parte, pari a 900mm.
L’apertura delle borse, con serratura rivolta verso l’alto, risulta agevole e pratica anche quando le stesse sono montate sulla moto.

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TEST MV Agusta Turismo Veloce | Conclusioni

Sui risultati che intende raggiungere con la Turismo Veloce, la Casa veneta è stata piuttosto chiara: un target di pubblico alla ricerca di una sport-touring (non esattamente un crossover, secondo chi vi scrive, vista la scarsa attitudine alle strade non asfaltate) di fascia alta.
Un prodotto premium, con componentistica al TOP, design raffinato e blasone, che non teme di competere – a partire dal prezzo di acquisto elevato – con concorrenti europee di più alta cilindrata, Ducati Multistrada e BMW S1000XR in primis. Alla maggiore potenza messa in campo da queste ultime,  MV Agusta Turismo Veloce risponde con una maggiore leggerezza, che enfatizza il piacere di guida, offrendo al contempo maggiore fruibilità, equilibrio e ‘facilità’ d’uso.

Un’operazione che ci ha convinti? Di sicuro i 220 Km percorsi lungo le spire della costa azzurra e della Route Napoléon ci hanno raccontato un mezzo divertente ed efficace, dal quale, una volta in sella, non si ha poi tanta voglia di scendere. La Turismo Veloce è offerta al prezzo di 15.990 euro F.C., nelle colorazioni rosso/argento e argento/grigio Avio. Per la più esclusiva Turismo veloce Lusso, invece, occorrono 17.790 euro F.C. Colorazioni previste: bianco perla/grigio avio e Rosso/argento.

MV Agusta Turismo Veloce | SCHEDA TECNICA

MOTORE

Tipo Tre cilindri, 4 tempi, 12 valvole
Distribuzione Doppio albero a camme in testa con tenditore idraulico
Cilindrata totale 798 cm3
Rapporto di compressione 12,2:1
Avviamento Elettrico
Alesaggio per corsa 79 mm x 54,3 mm
Potenza max. a giri/min (all’albero)** 81 kW (110 CV CEE) a 10.000 giri/min

Coppia massima giri/min 83 Nm a 8.000 giri/min
Raffreddamento A liquido e olio con radiatori separati
Accensione – Iniezione Sistema integrato di accensione-iniezione
MVICS 2.0 (Motor & Vehicle Integrated Control System) con tre iniettori.
Centralina di controllo motore Eldor EM2.0; corpo farfallato full drive by wire Mikuni; bobine pencil-coil dotate di tecnologia “ion-sensing”, controllo della detonazione e misfire. Controllo di coppia con 4 mappeTraction Control ad 8 livelli di intervento con sensore di inclinazione Sistema cambio elettronico MV EAS 2.0 (Electronically Assisted Shift) Frizione Idraulica, multidisco in bagno d’olio con dispositivo antisaltellamento meccanico Cambio velocità Estraibile a sei velocità con ingranaggi sempre in presa.

IMPIANTO ELETTRICO

Tensione impianto 12 V
Alternatore 450 W a 5000 giri/min
Batteria 12 V – 11 Ah

DIMENSIONI E PESO

Interasse 1460 mm
Lunghezza totale 2137 mm
Larghezza max. 900 mm
Altezza sella 850 mm
Altezza min. da terra 140 mm
Avancorsa 108 mm
Peso a secco 191 kg
Capacità serbatoio carburante 22 l

PRESTAZIONI

Velocità max.* 230,0 km/h

TELAIO

Tipo Tubolare a traliccio in acciaio ALS
Materiale piastre fulcro forcellone Lega di alluminio

SOSPENSIONE ANTERIORE

Tipo Forcella Marzocchi oleodinamica a steli rovesciati con sistema di regolazione esterno e separato del freno in estensione, in compressione e del precarico molla Ø Steli 43 mm
Corsa sull’asse gambe 160 mm

SOSPENSIONE POSTERIORE

Tipo Progressiva, monoammortizzatore Sachs regolabile in estensione, in compressione e nel precarico molla
Materiale forcellone oscillante monobraccio Lega di alluminio
Corsa ruota 165 mm

FRENI

Anteriore A doppio disco flottante (Ø 320 mm)
con fascia frenante e flangia in acciaio
Pinza freno anteriore Radiale Brembo a 4 pistoncini (Ø 32 mm)
Posteriore A disco in acciaio (Ø 220 mm)
Pinza freno posteriore Brembo a 2 pistoncini (Ø 34 mm)
Sistema ABS Bosch 9 Plus con RLM (Rear wheel Lift-up Mitigation)

CERCHI

Anteriore: Materiale / dimensioni Lega di alluminio 3,50” x 17”
Posteriore: Materiale / dimensioni Lega di alluminio 6,00” x 17”

PNEUMATICI

Anteriore 120/70 – ZR 17 M/C (58 W)
Posteriore 190/55 – ZR 17 M/C (75 W)

CARROZZERIA

Materiali Termoplastici

EQUIPAGGIAMENTO

Accessori di serie Immobilizer – Collegamento Bluetooth
Cruise control – Parabrezza regolabile

OPTIONAL

Borse* (30 l cad.) – Manopole riscaldate
Cavalletto centrale

Abbigliamento tecnico utilizzato

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8 Comments

  1. Massimo Dellapena

    2015/04/21 at 7:11 PM

    Varenne che tira una botticella…… non se pò vedè!!

  2. Pianeta Riders

    2015/04/21 at 7:18 PM

    Massimo, invece andrebbe provata. In quel segmento può fare molto bene.
    Poi se proprio non piace in concetto di una MV turistica, e con le borse, ok… è un altro paio di maniche 😉

  3. Massimo Dellapena

    2015/04/21 at 7:22 PM

    infatti non mi piace una MV turistica……..sopratutto non mi convince ……. mi sembra una forzatura…… poi sicuramente a qualcuno piacerà……. andrei in altre direzioni per ampliare la gamma

  4. Marco Bottaro

    2015/04/21 at 10:23 PM

    Non hai parlato dei consumi. Che autonomia ti hanno dato i 22litri?

  5. Pianeta Riders

    2015/04/22 at 6:35 AM

    @Marco Bottaro, purtroppo non ho avuto modo di verificare in maniera precisissima e/o strumentale i consumi della Turismo Veloce, quindi il dato che sto per fornirti è valutativo (ma a mio avviso plausibile). Tenendo un ritmo piuttosto elevato, tra extraurbano e urbano (il trafficato lungomare di Nizza) direi una media intorno ai 16 km/l.
    Un buon risultato, coerente, quindi, con quanto dichiarato dalla casa per questo modello, ovvero circa il 20% in meno di consumi rispetto alle altre MV 800 3 cilindri.
    D

  6. Marco Bottaro

    2015/04/22 at 6:37 AM

    Grazie! 🙂

  7. Dino

    2015/06/19 at 8:36 AM

    Ho seguito molto le prove di questa moto. Mi piace molto. Forse la trovo un filino compatta. Ma per touring non estremi misto ad uso cittadino quotidiano la trovo mooolto interessante. Ho un solo “?”
    Ho letto del cambio utilizzato su questa, ed altre MV
    Io scendo da una Integra 750 dopo alcuni maxi scooter… A parte le logiche ovvie, ma in pratica è un cambio automatico tipo DCT o cosa è come è ??????
    Grazie.

  8. alessio

    2015/06/19 at 5:11 PM

    @Dino: il cambio elettronico consente di non toccare la leva della frizione se non vuoi farlo (o meglio, se vuoi cambiare più velocemente)ma che io sappia non ha nulla a che vedere col DCT Honda.
    Una “chicca”: se non sbaglio, in scalata, l’EAS simula anche la doppietta, dando automaticamente un colpo di gas.

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