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Prova Honda NM4 Vultus: ti distingui dal luogo comune

Una moto, che rompe con i tradizionali canoni estetici delle 2 ruote. Un mezzo, diverso da ogni altro modello in listino.  Test-Prova Honda NM4 Vultus, per chi vuole distinguersi dal luogo comune






Perché mai, vi sarete chiesti la prima volta che ne avete vista una, Honda ha deciso di produrre una moto così inconsueta, fuori dagli schemi e diversa da ogni altro mezzo visto prima in circolazione?

Probabilmente perché, ad una grande Casa motociclistica, spetta anche il compito di sperimentare, innovare, andare alla ricerca di nuove interpretazioni del concetto di moto, che sappiano allargarne i confini, bussando alla porta di un pubblico nuovo, non necessariamente avvezzo alle due ruote in senso classico.
Honda ha così affondato la sua unghia creativa nel profondo delle nuove culture giovanili del Sol Levante, ispirandosi, per dar vita alla Vultus, al mondo Japanimation – Anime e Manga – variegato universo di storie, personaggi e immaginazione, che influenza oramai la società a livello globale, determinando trend, mode e nuove tendenze.

Test Honda Vultus | Tu che puoi diventare un Jeeg

Chi non ha mai sognato – almeno una volta nella vita – di saltare in sella  alla moto di Hiroshi, alias Jeeg Robot d’Acciaio?

Stilisticamente, becco tronco a parte, Honda NM4 Vultus sembra ispirarsi non poco all’affascinante mezzo utilizzato dal protagonista del cenebre cartoon, nato inizialmente come manga, col nome di Kotetsu Jeeg, nel lontano 1975.

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La carenatura futuristica e avvolgente, le linee distese, allungate orizzontalmente, il baricentro basso e la particolare posizione di guida ricevono un ulteriore tocco hi-tech dalle luci full led e dalla sofisticata retroilluminazione del cruscotto che, oltre ad essere liberamente customizzabile in circa 25 combinazioni, cambia colore in base alla modalità di guida selezionata… a voler sottolineare, anche cromaticamente, le diverse sensazioni in sella, come quando ad esempio si opta per le sprintose modalità “Sport” o “Manual trasmission”.

Test Honda Vultus | Dotazione

A spingere la Honda NM4 Vultus è il noto bicilindrico parallelo monoalbero a 8 valvole, raffreddato a liquido, da 745 cc, già in uso su altri modelli della Casa dell’Ala. Un’unità capace di esprimere una potenza massima di 55 CV a 6.250 giri/min, e una coppia di 68 Nm a 4.750 giri/min.  Un motore dall’erogazione robusta sin dai regimi più bassi, che si distingue particolarmente per i bassi consumi, che si assestano attorno ai 28 Km litro.

Altro elemento distintivo della Vultus è il noto cambio sequenziale a doppia frizione DCT (Dual Clutch Transmission). Un sofisticato cambio sequenziale, immancabile su un mezzo avanguardista come questo, che propone due modalità di guida automatiche – Drive (per la città e per andare a passeggio) e Sport (quando si desidera la massima potenza) – oltre alla modalità MT, con selezione manuale dei rapporti attraverso appositi switch al manubrio, che lascia al pilota la scelta sul momento più opportuno per cambiare.
Ma non è tutto. Quando si guida in modalità “D”, il sistema DCT è in grado di rilevare autonomamente particolari condizioni, come ad esempio un’improvvisa richiesta di maggiore potenza in occasione di un sorpasso, e di autoinstallare una mappatura intermedia, dalla risposta più brillante, per poi disinserirla una volta terminata la manovra.

A frenare Honda NM4 Vultus ci pensa un freno a disco anteriore a margherita da 320 mm con pinza a doppio pistoncino, che lavora insieme al freno a disco posteriore da 240 mm con pinza a singolo pistoncino. A garantire la necessaria sicurezza su ogni tipo di fondo stradale, un efficiente sistema ABS a due canali.

Test Honda Vultus | Prova su strada

Gambe distese, busto moderatamente eretto, manubrio largo che “ti viene incontro”.
Prese le iniziali misure alla posizione di guida, ci si ritrova particolarmente sollevati nel constatare il discreto comfort una volta montati in sella. Perché diciamolo – sulle prime, a vederla così – Honda Vultus non sembrerebbe affatto la 5° essenza della comodità ma… bastano davvero pochi istanti per ricredersi: la seduta è morbida il giusto, l’ergonomia è corretta e il sellino posteriore, che quando si guida da soli si può trasformare in schienalino, amplifica ulteriormente la sensazione di “accoglienza”.
Insomma, per essere un mezzo ‘fuori dagli schemi’, tutto sommato ci si sta comodi, mentre si fa apprezzare particolarmente l’inattesa sensazione di controllo.

IN CITTÀ. Il baricentro basso e la facilità di piantare solidamente i piedi a terra durante le soste, rendono godibile la guida di Honda Vultus in ambiente metropolitano. Situazione in cui si fa apprezzare soprattutto il DCT: modalità di guida “drive” e via… zero pensieri. A limitare l’efficacia del mezzo nel traffico congestionato, solo gli ingombri laterali e l’interasse un po’ lungo, che non ne fanno certo l’arma definitiva per esibirsi in fulminee gincane tra le auto in coda.

AUTOSTRADE E TANGENZIALI. Gambe distese, schienalino sollevato, carreggiata libera, andatura svelta e ti senti come sulle strade della California. La carenatura offre la giusta protezione anche in velocità, sebbene qualche vortice arrivi a innescarsi nella zona del casco. Il motore, reattivo e pronto sin sa subito al comando del gas, toglie velocemente d’impiccio nei sorpassi o quando si ha la necessità di un immediato cambio di ritmo.

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TRA LE CURVE. Diciamolo subito. Mediamente, nonostante l’impostazione “custom”, con la Honda Vultus si va molto più forte che con un custom tradizionale.
Nonostante il peso e le quote ciclistiche, infatti, il piacere di guida si esprime a livelli decisamente buoni, grazie soprattutto alla ciclistica rigorosa, ben supportata dall’ottimo telaio a diamante e dalle sospensioni che digeriscono bene anche una conduzione (quando lo si desidera) aggressiva (nei limiti delle caratteristiche del mezzo). La frenata, nonostante un solo disco singolo all’anteriore, è più che adeguata,  piacevolmente modulabile e assistita da un impianto ABS ai vertici della categoria per resa e scarsa invasività.
Selezionando la modalità “Sport”, la grinta al motore non manca, soprattutto intervenendo manualmente in scalata al momento di tuffarsi in piega (grazie alla possibilità di agire sul cambio in qualunque momento, anche in modalità automatica) e godere così, con un filo di anticipo, di una bella spinta in uscita.

Test Honda Vultus | Conclusioni

Tanto di cappello ad Honda, per il coraggio di osare e di andare alla ricerca di nuovi mondi. Esattamente come avvenuto in passato con il mitico DN-01. L’atteggiamento giusto, secondo chi vi scrive, in una produzione motociclistica come quella attuale, non sempre disposta ad osare quanto dovrebbe.
Peccato, però, che Honda stessa non abbia forse osato fino in fondo: un mezzo così, una moto unica nel suo genere, per aspiranti super-eroi, avrebbe forse meritato una motorizzazione ancora più muscolosa ed emozionale. Avete presente il bel V4 da 1200 cm3 della Casa dell’Ala? Non un’opzione sostitutiva, ma una scelta alternativa da affiancare alla più “accessibile” 750 cm3.

By the way. Vuoi sentirti sempre al centro dell’attenzione, su un mezzo dal carattere estetico forte e inconfondibile, destinato – piaccia o meno – a lasciare una traccia nella storia della produzione motociclistica? Honda NM4 Vultus è la moto che fa per te. Proposta ad 11.600 euro f.c. nella sola colorazione nero opaco.

Test Honda NM4 Vultus | Scheda Tecnica

PROPULSORE

Tipo Bicilindrico parallelo, 8 valvole SOHC, raffreddato a liquido
Cilindrata 745 cc
Alesaggio x corsa 77 x 80 mm
Rapporto di compressione 10,7 : 1
Potenza massima 40.3 kW (55 CV) / 6.250 giri/min
Coppia massima 68 Nm a 4.750 giri/min
Capacità olio 3,9 litri

ALIMENTAZIONE

Tipo Iniezione elettronica PGM-FI
Capacità serbatoio carburante 11,6 litri
Consumi 28,4 km/l (ciclo medio WMTC)

STRUMENTAZIONE E LUCI

Strumentazione LCD, tachimetro numerico, contagiri a barre, orologio, indicatore livello carburante, contachilometri con due parziali, indicatore marcia inserita e modalità cambio, indicatore temperatura esterna, trip computer, spie di servizio.
Sistema di sicurezza HISS
Gruppo ottico anteriore Full LED
Gruppo ottico posteriore Full LED

TRASMISSIONE

Frizione Doppia, multidisco in bagno d’olio
Tipo di cambio Dual Clutch Transmission a 6 rapporti
Trasmissione finale Catena

TELAIO

Configurazione A diamante in tubi di acciaio

CICLISTICA

(LxLxA)Dimensioni 2.380 x 933 x 1170 mm
Interasse 1.645 mm
Inclinazione cannotto di sterzo 33°
Avancorsa 110 mm
Altezza della sella 650 mm
Altezza da terra 130 mm
Peso in ordine di marcia 245 kg con pieno di benzina

SOSPENSIONI

Anteriore Forcella telescopica da 43 mm, escursione 125 mm
Posteriore Forcellone in alluminio, monoammortizzatore con Pro-Link, escursione 100 mm

RUOTE

Anteriore In alluminio pressofuso a 10 razze
Posteriore In alluminio pressofuso a 10 razze

CERCHI

Anteriore 18M/C x MT3.50
Posteriore 17M/C x MT6.25

FRENI

Anteriore Con ABS a 2 canali
Anteriore 120/70 ZR18
Anteriore Disco wave da 320 mm, pinza a 2 pistoncini, pastiglie in metallo sinterizzato
Posteriore 200/50 ZR17
Posteriore Disco wave da 240 mm pinza a pistoncino singolo, pastiglie in resina stampata



4 Comments

  1. Massimo Sepe

    2015/04/13 at 8:04 PM

    Bellissimaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa !!!

  2. Fabrizio Ontano

    2015/04/14 at 3:09 PM

    Andrea quella che abbiamo visto in vetrina..che merda

  3. Andrea Michelizzi

    2015/04/14 at 3:10 PM

    bella come sbattere i coglioni sui cactus

  4. Roberto

    2015/12/22 at 12:20 AM

    E’ uno spettacolo o si ama o si odia nessuna via di mezzo..

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