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Prova Honda CB1100: modern-classic in azione!

Test, Voto e Super-Gallery. Siamo saliti in sella alla Honda CB1100, per svelarne pregi, difetti e caratteristiche dinamiche. Scopriamo insieme come va

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Non c’è bisogno di essere un nostalgico degli anni ’70 per stropicciarsi gli occhi davanti alla Honda CB1100. Perché, da qualunque lato la si guardi, eleganza e fascino di questo mezzo parlano un linguaggio universale, fatto di linee pulite e sensazioni motociclistiche che vivono nell’immaginario collettivo da sempre, al di là delle mode e del tempo che scorre. Ma le moto non sono fatte solo per essere guardate. Quindi, infilate il casco, saltiamo in sella e scopriamo insieme come va.

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Design e Filosofia del mezzo

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L’inestinguibile eleganza del faro tondo

Oramai i designer ci hanno abituati ad ogni genere di effetto speciale. Certe volte funziona, altre no. Di sicuro, a funzionare sempre appiccicato ad una moto, è il buon vecchio faro tondo, archetipo motociclistico sin dalla notte dei tempi. E dietro al suo bel faro tondo, il CB1100 si distende, seguendo linee pulitissime, eleganti e fascinose, che hanno l’unico inconveniente di costringere il povero pilota a dover rispondere a mille domande, da parte dei curiosi, ad ogni sosta al semaforo… un vero problema per i più introversi.

Ad aria è meglio

Mr Mitsuyoshi Koyama, capoprogetto del CB1100, fu perentorio al momento di iniziare a lavorare su questo modello: il motore avrebbe dovuto avere rigorosamente il raffreddamento ad aria. E così è stato. A muovere la modern-classic Honda ci pensa un 4 cilindri in linea, bialbero, raffreddato ad aria e olio, da 1.140 cm3. La potenza espressa è di 90 cv a 7.500 giri/min, con una coppia di 93 Nm a 5.000 giri/min. Quanto serve a divertirsi su un mezzo così. A proposito, avete presente i classico ticchettio metallico che si sentiva sulle vecchie CB (e non solo) quando si spegneva il motore? I tecnici Honda sono riusciti a riprodurre lo stesso suono melodioso anche per i motociclisti del XXI secolo… bravi!

Ciclistica razionale

La ciclistica scelta per questo mezzo è quanto di più solido e razionale si possa immaginare. Staccate per un momento la spina da traction control, sistema anti-impennata, telai al carbonio, mappature della centralina settate dalla Nasa e quant’altro. Qui troverete solo tanto, ottimo, acciaio, a partire da un solido “scheletro” a doppia culla di nuova progettazione, due belle molle cromate e una robusta forcella che – senza effetti speciali – svolge più che bene il suo lavoro. Ma di questo parleremo tra un po’. Terminiamo la carrellata con gli pneumatici da 18”, con sezione 110/80 all’anteriore e 140/70 al posteriore (quindi piuttosto stretti), che regalano una bella sensazione di agilità all’azione di guida.

Vintage sì, ma c’è il Combined ABS

Ma stiamo pur sempre parlando di uno dei costruttori più all’avanguardia del pianeta. Soprattutto in termini di ricerca e sicurezza. Sul CB 1100 non poteva mancare il sofisticato sistema ABS combinato, con frenata ripartita, che rende gestibile l’arresto del mezzo su ogni superficie, anche le più difficili. Tutto questo, piace sottolinearlo, è offerto di serie.

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Saltiamo in sella

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Amici subito 

Sembra una frase fatta, ma con certe moto non è necessario farci amicizia. Si è amici subito. Salti su, la sella è bassa, le manovre facili e intuitive, grazie all’ottima leva offerta dal manubrio. Quando ti dicono che la moto pesa 248 Kg (in ordine di marcia), non ci credi e vai a controllare la scheda tecnica. OK, c’è scritto “248 Kg in ordine di marcia” ma tu continui a non crederci. È più forte di te!
La seduta è comoda, anzi, comodissima. Una passeggera esperta, che ne ha provate tante, dice che è una delle più comode mai sperimentate… anche per il passeggero… e c’è da crederle. Nessun affaticamento per le ginocchia, ottima ergonomia, qui la prova è superata a pieni voti.

In città

Si può tranquillamente buttare via lo scooter. Facile nel traffico – dove si muove bene tra le auto, grazie al baricentro basso, al manubrio largo, e agli pneumatici “stretti” – convince anche sui sampietrini e sui fondi stradali più rovinati, dove le sospensioni digeriscono di tutto senza problemi. Poi la sera, via la cravatta, infili il giubbotto di pelle, un paio di jeans, e te la godi tra una birra con gli amici e i vialoni finalmente liberi dal traffico, dove lasciarti andare a romantiche galoppate in notturna.
In città, dove si utilizzano spesso, si fanno apprezzare cambio e frizione, entrambi morbidissimi e precisi. Non stancano neanche dopo diverse ore di guida. Da lode!

Autostrada

È l’ambiente meno ideale per il CB1100. Vuoi per la mancanza di riparo aerodinamico (d’altronde è una naked), vuoi per le vibrazioni un po’ fastidiose, che si innescano sul manubrio intorno ai 130 Km/h, rovinando in parte il comfort (attenzione, nulla di drammatico, ma ci sono), meglio lasciar stare la noiosa autostrada e lanciarsi alla scoperta di più eccitanti – e motociclisticamente appaganti – statali… possibilmente piene di curve

Tra le curve

Non è una piegatrice estrema, una moto con cui sverniciare la Race Replica o tentare staccate assassine, eppure, una volta prese le misure (soprattutto psicologiche) agli pneumatici stretti, si scopre (o riscopre) il piacere tutto particolare di pennellare le curve, far correre la moto veloce in piega, pelando appena i freni, senza staccate assassine in ingresso di curva. Un piacere ancestrale. Un divertimento che non si esaurisce neanche sul dritto, dove l’erogazione del motore, lineare, mai brusca, sa anche assecondare la voglia improvvisa di un sussulto energico, una bella spinta in avanti, mentre si va tranquillamente al trotto.
Sui lunghi curvoni affrontati a forte velocità, si registra un fisiologico alleggerimento dell’anteriore, visto il tipo di mezzo e la posizione di guida poco carica sull’anteriore, che suggerisce moderazione. Perfetta, invece, la risposta dell’impianto frenante, con ABS dall’azione eccellente, in linea con l’ottima resa verificata sulla maggior parte dei modelli Honda recenetemente testati.

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Conclusioni

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Sceglietela perché è bella. Sceglietela perché è facile e pratica. Sceglietela perché, l’ultima volta che l’avete vista ferma ad un semaforo, avete riempito di domande il poveraccio che la guidava. Sceglietela per riscoprire un tipo di motociclismo che tutti noi, in fondo, ci portiamo dentro. Con gli accessori giusti (leggi, un paio di borse in stile vintage, e basta) personalmente ci viaggerei e ci farei anche tanti chilometri – vista la piacevolezza generale di guida, la capacità di cavarsela su qualunque percorso e la comodità. A patto, però, di stare lontano dalle autostrade (ma chi ci va in autostrada con la moto?) e di voler assaporare il piacere puro di scorrazzare su due ruote, senza patemi, senza fretta. Il prezzo? 10.890 euro.

Non perdetevi, adesso, l’esperienza della nostra  speciale SuperGallery, cliccando il pulsante qui in basso. A seguire, i nostri voti al CB1100, e altre info interessanti.

[button color=”black” size=”medium” link=”http://www.pianetaridersmultimedia.it/gallery/gallery-test-honda-cb1100-prova-foto2/” target=”blank” ]Super Gallery Foto[/button] [review] [box type=”shadow” ]

Abbigliamento Tecnico della Prova

  • GIUBBOTTO: DAINESE G-Tourage Pelle (Capo in morbidissima pelle, di utilizzo polivalente, perfetto per lo stile Crusier, grazie al piacevole look vintage e all’elevata vestibilità che lo rendono bello e confortevole anche giù dalla sella);
  • CASCO: MOMODesign Cruiser (pratico, elegante e leggero, Cruiser è quel che serve per distinguersi in città e nelle “passeggiate” disimpegnate. Linee senza tempo e grande qualità costruttiva);
  • GUANTI: DAINESE Carbon Cover S-ST (guanto corto in pelle bovina, con inserti brevettati Microelastic, ed ergonomia studiata per la guida anche sportiva. Molto confortevole e protettivo, garantisce un’ottima sensibilità durante l’azione di guida.
  • STIVALI: DAINESE Giro ST (stivale dal taglio Sport-Touring, molto confortevole e protettivo. In occasione di un paio di acquazzoni, ci ha favorevolmente colpito l’ottima impermeabilità)
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12 Comments

  1. Ulisse

    2013/10/29 at 1:06 AM

    Bellissima *__*

  2. Pingback: Honda CB1100 EX 2014: la vedremo ad EICMA?

  3. Luigi

    2013/10/29 at 10:16 AM

    Possedendo una Moto Guzzi V7 posso dirmi appassionato di questo genere di motociclette; questa Honda è bella, davvero, ma le uniche parti che non mi piacciono sono i cerchioni e lo scarico.

  4. Massimo Stinco

    2013/10/31 at 12:27 AM

    Bellissima moto. Mi piacerebbe provarla

  5. Pingback: » Prova Honda CB1100: modern-classic in azione! – Pianeta Riders blog

  6. Francesco

    2013/11/08 at 11:15 PM

    Provata per un ora una settimana fa’, premetto di aver in box una Fj 1200 del 90 e una Cb 900f2 bol d’or. Uso ora Moto Classiche ora ho una Triumph Scrambler.
    La Cb 1100 e’la miglio interpretazione del Vintage Honda, Motore Trasmissione e Frenata ai massimi livelli,fluidità motore gradevole e mai rabbiosa,comoda e bassa,sembra di guidare una bici e non un 1100 che ha solo 90 cv e dicono che è limitata a 180 km/h e Vi chiedo conferma a tutti voi. Mi piace che oggi possano tutti cavalcare una moto Vera anni 80, unico neo, avrei preferito i Raggi.Ciao a Tutti

  7. Mr D

    2013/11/09 at 4:12 PM

    Francesco, torna a trovarci… a fine mese potrebbe esserci qualche novità interessante… proprio sulle ruote a raggi 😉

  8. Francesco

    2013/11/09 at 4:36 PM

    Grazie mister D, dimmi magare anche dove è ci sarò sicuramente, io sono della provincia Est Milano ma ho in questo periodo un raggio di azione di 200 km Ciao

  9. Marco

    2013/11/10 at 11:22 PM

    Il 1 maggio di quest’anno,anticipando di 7 giorni il mio compleanno mi sono regalato un Cb 1100.
    A distanza di più di 6 mesi sono innamorato come il primo giorno che il conc.Honda mi ha fatto salire sopra quell’autentica “ARMONIA ALLO STATO PURO”.
    Settimana scorsa,tempo splendido,temperature tardo estive,parto per Roma e percorro oltre 320 km a/r in autostrada finalmente solo. Spalanco la meccanica e …il limitatore interviene sovente,implacabile. Ma che sincera goduria.Forse dopo 4000 km,penso sia più divertente dopo i 150 kmh. Confermo comunque che ad ogni semaforo o fermata ad aree di servizio e soste in città ,per cortesia ed educazione ,dovevo dilungarmi in risposte e descrizioni varie da parte di curiosi ,motociclisti,scooteristi e persino di un vigile urbano della capitale che con “autorità” mi ha fatto accostare solo per riempirmi di domande e complimenti. Non voglio poi dimenticare quella splendida ragazza con un Tmax che quest’estate all’Elba mi ha riempito di complimenti.(Per la moto s’intende,purtroppo!!!)
    Difetti:::?? Due sicuri: la sesta che cerchi sempre disperatamente,e le vibrazioni anche sotto i 130 kmh.
    Poi che consuma poco,è una balla spaziale. Beve,beve….più di me ,senza meno.

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