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Prova Ducati Diavel Strada: ecco come va!

Test, Voto e Super-Gallery. Abbiamo portato il Ducati Diavel Strada a sgranchirsi i cilindri lungo un percorso ad hoc, che sapesse esaltarne pregi, difetti e caratteristiche dinamiche: strade urbane, extraurbane e scorrimenti veloci

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Un modello noto, il Ducati Diavel, che in questo speciale allestimento STRADA aggiunge qualcosa in più, proponendosi come mezzo adatto anche alle gite nel week-end, grazie ad una serie di accessori ad hoc volti ad amplificarne la polivalenza d’uso: borse laterali dedicate, sella supercomfort (con schienalino per il passeggero), manubrio rialzato, parabrezza touring… sono solo alcune delle features di questo allestimento dedicato a chi ama fare strada. Nulla, però, in grado di privare il Diavel della sua natura di roadster muscolosa, pronta a scaricare al suolo badilate di potenza. Marchio di fabbrica, il voluminoso pneumatico posteriore che fornisce sicurezza su ogni percorso. Ma adesso, infilate il casco e scopriamo insieme come va!

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Design e Filosofia del mezzo

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Più bello in versione Strada

Di sicuro, un mezzo che non passa inosservato. Sin dalla sua prima uscita ufficiale, il Diavel ha subito diviso gli appassionati sul piano estetico. Muso schiacciato, anteriore massiccio, coda tronca da sportiva… dopo il periodo necessario a metabolizzarne le linee, ora risulta decisamente più semplice apprezzarne le forme, i giochi di volumi e il forte carattere estetico. Premesso ciò – personalmente trovo che, in modalità STRADA, il Diavel risulti più equilibrato e piacevole alla vista… in poche parole, l’aria da macinachilometri, con le borse, il parabrezza e la sella in modalità “poltrona”, in qualche modo – complessivamente – gli dona!

Pronto a fare chilometri

Come anticipato nell’introduzione, la componentistica “dedicata” consente al Diavel Strada di affrontare con maggiore agio il mototurismo a breve/medio raggio. La sella, davvero comoda (sia per il pilota che per il passeggero), ci ha favorevolmente impressionato, così come il parabrezza e l’ergonomia generale (con il manubrio più alto di 30 mm, per il massimo controllo del mezzo), che invita a percorrere chilometri senza avvertire il desiderio di concedersi soste ritempranti. Solo le borse, dotate di un sistema di aggancio/sgancio di ottima fattura, rapido e funzionale, ci hanno convinto poco per la mancanza di un sistema di chiusura con chiave. Insomma, in ottica “strada” si poteva fare di più di una semplice chiusura lampo.

Motore e ciclistica

Inutile perdersi troppo in chiacchiere sulle caratteristiche tecniche della moto, oramai notissime, che in nulla variano su questa versione strada.  Il motore è il potentissimo bicilindrico testastretta 11° da 1198 cm3, con distribuzione Desmodromica 4 valvole per cilindro, raffreddamento a liquido. Mostruosi i valori di coppia e potenza espressi, con 162 Cv a 9.500 giri/min e 127,5 Nm a 8.000 giri. Ma oltre che su una potenza da incrociatore interstellare (molto ben sfruttabile, grazie alla elettronica a bordo che comprende – tra le altre cose – mappature del motore dedicate e un sofisticato Traction Control) il Diavel Strada può contare su una ciclistica adeguata, in grado di gestirne al meglio l’irruenza, garantendo reazioni del mezzo sempre prevedibili e controllabili. Telaio a traliccio in acciaio, forcella Marzocchi pluriregolabile da 50mm, mono posteriore (anch’esso pluriregolabile), forcellone posteriore in alluminio, freni semiflottanti con pinze Brembo monoblocco ad attacco radiale e ABS (di serie) evoluto, consentono di tenere perfettamente a bada i 245 Kg in ordine di marcia del Diavel Strada. Per il resto vi rimandiamo alla dettagliata scheda tecnica in coda al Test

Gommone esagerato

Tratto caratteristico del Diavel, anche in questa versione strada, è il titanico pneumatico posteriore 240/45, cui va l’indubbio merito di garantire una grande stabilità alla moto, e sicurezza di marcia su ogni tipo di fondo stradale (come si può vedere da una delle immagini in basso). Sbalorditivo come, nonostante certe misure lascino pensare ad un’inerzia notevole nei cambi di direzione, il Diavel si dimostri invece assolutamente a suo agio tra le curve.

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Saltiamo in sella

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Strada sì, ma anche no!

Quel che ci si aspetta, montando in sella ad un Ducati Diavel, è la sensazione di afferrare per le corna un bufalo, che corre libero nella prateria. E in effetti è proprio così, anche se – con pochi accorgimenti – su questa versione STRADA sembra tutto più gestibile, meno “selvaggio” (almeno finché non si decide di smontare le suppellettili, ridurre l’elettronica e spalancare il gas, senza ritegno, per risvegliare la belva).
Il necessario, per un paio di giorni fuori, nelle borse, giubbotto, casco, guanti – se vi va anche il passeggero – e via, il Diavel Strada è pronto ad accompagnarvi praticamente ovunque.

TEST-Diavel-Strada-1

Persino in fuoristrada! Durante il nostro long test, ci è capitato di ritrovarci alle prese con alcuni passaggi in terra battuta e brecciolino, anche piuttosto lunghi, per raggiungere alcuni punti panoramici e… non ci crederete, ma sebbene questa moto nasca per tutt’altro utilizzo, incredibile come – merito dell’appoggio dello pneumatico posteriore e della bontà ciclistica – il Diavel Strada si sia lasciato condurre a tutta birra anche in condizioni limite. Ma torniamo alla prova “canonica” e analizziamo il comportamento della moto nelle classiche situazioni d’uso.

In Città 

Non è esattamente il suo terreno di caccia. Interasse lungo, ingombri importanti, peso… eppure, dopo un po’, tutto fila via liscio, anche nel traffico intasato della capitale. Il grosso bicilindrico offre un’ottima elasticità anche ai bassi regimi, senza strappi o reazioni brusche, mentre il baricentro basso e il manubrio ben posizionato rendono facile la gestione del mezzo anche tra le auto in coda. Certo, il raggio di sterzo non è quello di uno scooter 50cc, ma di converso le sospensioni svolgono un ottimo lavoro sul pavè (anche qui, la gomma posteriore over-size aiuta). Piace meno, invece, il pedale del cambio piuttosto duro e ruvido negli innesti.

Autostrada e tangenziale

Parola d’ordine, comfort. Abbiamo guidato lungo tratti veloci, sia da soli che con il passeggero, e in entrambe le occasioni il livello di comfort si è attestato su ottimi livelli (in relazione al tipo di mezzo). Il plexiglass protegge bene fin oltre i 130/140 km/h indicati, il resto lo fa la sella ottimamente imbottita… davvero comoda in ottica touring e ben sagomata, tanto da offrire un buon appoggio anche quando si decide di fare sul serio sui tratti più “guidati”.

Tra le curve

Pesante, gomma posteriore spropositata, impostazione roadster. Sulle prime, fatichi a crederci di poterti divertire nel misto con una moto così. Poi ti infili su un bel percorso “tutte curve” ed ecco che si compie la magia che ha reso celebre questo modello, sin dai primi riscontri su strada: il bisonte si trasforma in libellula e infila pieghe, una dietro l’altra, in maniera davvero piacevole e inaspettata. Nonostante le masse in gioco, Ducati Diavel entra in curva senza scomporsi, neanche quando si pinza forte. La  percorrenza è rigorosa, senza sbavature, fino al momento di aprire il gas, in uscita, dove il traction control fa un gran lavoro nel tenere a bada le badilate di coppia del grosso bicilindrico. Per godersi tutto il temperamento del Diavel, in ogni caso, meglio evitare di andare a cercarsi inutili “spigoli”, prediligendo una guida rotonda e appagante, con passaggi a fionda tra una piega e l’altra.

Da segnalare, l’ottimo rigore direzionale anche sui curvoni veloci affrontati a tutta birra, dove non si avvertono alleggerimenti di sorta all’anteriore che possano pregiudicare il feeling col mezzo. Ottimo anche il comportamento dell’ABS… c’è, ma quasi non te ne accorgi.

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Conclusioni

TEST-Diavel-Strada23

Carattere ed esclusività. Il mezzo ideale per chi ama non passare inosservato. Sarà per questo che viene scelto da molti personaggi dello spettacolo? In questa versione STRADA, il DIAVEL si dimostra molto più polivalente e godibile, al punto che – se l’idea vi stuzzica – il consiglio è di scegliere proprio questa versione (da “spogliare”, eventualmente, quando più vi aggrada)  Il Prezzo? Non per tutti. Per mettersi in garage questa versione della Roadster Bolognese occorrono 19.490 €. 

E adesso, non perdetevi l’esperienza della nostra  speciale SuperGallery cliccando il pulsante qui in basso. A seguire, i nostri voti al Diavel Strada, la scheda tecnica e altre info interessanti.

[button color=”red” size=”medium” link=”http://www.pianetaridersmultimedia.it/gallery/gallery-test-ducati-diavel-strada/” target=”blank” ]SUPER GALLERY FOTO[/button] [review] [toggle title=”Scheda Tecnica Ducati Diavel Strada” state=”close” ]

Motore

Tipo
Testastretta 11°, bicilindrico a L, distribuzione Desmodromica 4 valvole per cilindro, raffreddamento a liquido
Cilindrata
1198,4 cc
Alesaggio per Corsa
106 x 67,9 mm
Compressione
11,5:1
Potenza
119 kW (162 CV) @ 9.500 giri/min
Coppia
127,5 Nm (13 kgm) @ 8.000 giri/min
I dati tecnici relativi a potenza e coppia sono stati rilevati al banco inerziale presso Ducati.
Alimentazione
Iniezione elettronica, corpi farfallati ellittici con sistema ride-by-wire
Scarico
Silenziatore in acciaio inossidabile, terminali e fondello in alluminio; catalizzatore e 2 sonde lambda

Trasmissione

Cambio
6 marce
Trasmissione primaria
Ingranaggi a denti dritti, Rapporto 1,84:1
Rapporti
1=37/15 2=30/17 3=27/20 4=24/22 5=23/24 6=22/25
Trasmissione secondaria
Catena 5.25″; pignone 15, corona 43
Frizione
Multidisco in bagno d’olio con comando idraulico, sistema di asservimento ed antisaltellamento

Veicolo

Telaio
Traliccio in tubi di acciaio
Sospensione anteriore
Forcella Marzocchi a steli rovesciati da 50 mm completamente regolabile
Ruota anteriore
Lega leggera, 14 razze con lavorazioni a vista, 3,50 x 17
Pneumatico anteriore
120/70 ZR 17 Pirelli Diablo Rosso II
Sospensione posteriore
Progressiva con monoammortizzatore completamente regolabile. Regolazione remota del precarico molla. Forcellone monobraccio in alluminio
Ruota posteriore
Lega leggera, 14 razze con lavorazioni a vista, 8,00 x 17
Pneumatico posteriore
240/45 ZR17 Pirelli Diablo Rosso II
Escursione ruota anteriore
120 mm
Escursione ruota posteriore
120 mm
Freno anteriore
2 dischi semiflottanti da 320 mm, pinze Brembo monoblocco ad attacco radiale a 4 pistoncini , ABS di serie
Freno posteriore
Disco da 265 mm, pinza flottante a 2 pistoncini con ABS
Cruscotto
Cruscotto sul manubrio con display LCD: velocità, contagiri, orologio, temperatura acqua. Spie di segnalazione: Folle, frecce, proiettore abbagliante, limitatore, DTC, ABS, pressione olio, riserva carburante. Cruscotto sul serbatoio con dispaly a colori TFT: indicatore marcia inserita, temperatura aria, voltaggio batteria, contachilometri trip 1 e 2, km percorsi in riserva, consumo istantaneo e consumo medio, velocità media, durata viaggio, indicatore manutenzione preventiva. Indicatore e pannello di controllo Riding Modes, DTC, RbW e ABS.

Dimensioni e pesi

Peso a secco
216kg
I valori del peso si riferiscono al peso a secco della moto esclusi batteria, lubrificanti e liquidi di raffreddamento per i modelli raffreddati a liquido.
Peso in ordine di marcia
245kg
I pesi in ordine di marcia sono considerati con tutti i liquidi di esercizio e il serbatoio carburante riempito al 90% della capacità utile (norma 93/93/CE).
Altezza sella
770 mm
Interasse
1590 mm
Inclinazione cannotto
28°
Avancorsa
130mm
Capacità serbatoio carburante
17 l
Numero dei posti
Biposto

Equipaggiamento

Dotazioni a corredo
Riding modes, Power Modes, Ducati Safety Pack (ABS + DTC), RbW. Borse laterali da 41 lt, sella tourer, parabrezza touring, schienale passeggero, manopole riscaldate, due prese di corrente da 12V, manubrio: rialzato +15 mm e arretrato + 60 mm

Garanzia

Garanzia
24 mesi chilometraggio illimitato
Intervalli di manutenzione
12.000km/ 12 mesi
Controllo gioco valvole
24,000km

Emissioni e consumi

Standard
Euro 3
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Abbigliamento Tecnico della Prova

  • GIUBBOTTO: DAINESE G-Tourage Pelle (Capo in morbidissima pelle, di utilizzo polivalente, perfetto per lo stile Crusier, grazie al piacevole look vintage e all’elevata vestibilità che lo rendono bello e confortevole anche giù dalla sella);
  • CASCO: MOMODesign Cruiser (pratico, elegante e leggero, Cruiser è quel che serve per distinguersi in città e nelle “passeggiate” disimpegnate. Linee senza tempo e grande qualità costruttiva);
  • GUANTI: DAINESE Carbon Cover S-ST (guanto corto in pelle bovina, con inserti brevettati Microelastic, ed ergonomia studiata per la guida anche sportiva. Molto confortevole e protettivo, garantisce un’ottima sensibilità durante l’azione di guida.
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4 Comments

  1. Clemente Cresta Gatti

    2013/10/18 at 2:23 PM

    Piercarlo Bonanno

  2. Pingback: Special: Roland Sands propone il Ducati Diavel KH9

  3. Pingback: Il Principe William "testa" le Ducati al Motorcycle Live di Birmingham

  4. Pingback: Video: un Ducati Diavel protagonista di "Jack Ryan: Shadow Recruit"

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