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KTM RC8R 1190: rapsodia in orange (Delirium Test)

Prendi una giornata di test in pista su uno dei più belli ed impegativi circuiti del mondo, la voglia di guidare e divertirsi, e in un parco moto da leccarsi i baffi… lei. Ebbene si, tra me e la “kappona” è sbocciato l’amore…

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Ero lì, tranquillo, con i pensieri che “svarionavano” tra i meteoriti in Russia, l’atomica in Corea, e il prezzo esorbitante della benzina, quando arriva la telefonata: “ci vai tu in trasferta a Portimao?“. Tentato dal riempire di baci (ehm) chi era dall’altra parte del telefono, cerco di mantenere uno straccio di contegno e rispondo: “Si, ok, se proprio… si va!“.

Seguono (inutili) giornate di video on board per memorizzare il tracciato, pensieri su che moto avrei testato, quanti “lunghi” avrei fatto… roba così, fino alla partenza. Si arriva in pista, alcuni brevi briefing sulla prova (da lì a poco avremmo messo alla frusta le nuove coperture Michelin) e poi tutti in sella. Il parco moto, come accennato, è roba da far fare salti nel cerchio infuocato: Aprilia RSV4, BMW S1000RR, MV Agusta F3…di quella robetta che tutti vorrebbero nel proprio garage. Mentre faticavo, e non poco, nel mantenere sotto controllo la bava che colava copiosa come dalla bocca di un lupo mannaro davanti alla pastorella impaurita, noto lei…una KTM RC8 R; più la guardavo e più dicevo tra me e me “oh… mi acchiappa proprio!“. Finché una voce amica, da dietro, mi disse “Provala, vedrai… non te ne pentirai!“.

Lei se ne stava lì, quasi distratta, con quel bel sederino all’insù, e il musetto spigoloso tutto caricato sull’anteriore. Mi guardava con quegli occhi strani… vi è mai capitato di andare da qualche parte e sentire un’ irresistibile attrazione per qualcosa, senza un apparente motivo!? Ecco, mi sono sentito così. Accendo, e la voce del bicilindrico sale subito alta. Due sgasate, e mi viene in mente l’urlo delle auto del campionato Nascar, cupo, cattivo, un vero ruggito. ” Ah, però… cominciamo bene!“.

Il “clock” della prima inserita segna l’inizio delle danze. Portimao, come mi aspettavo, si rivela una roba tostissima, un incessante susseguirsi di scollinamenti, curve cieche, curvoni da 5° marcia, e staccate in discesa. Un vero luna park. La RC8 però , si prende cura di me. Mi accompagna in quei giri di giostra. È come invitare una dama a danzare e non conoscere i passi del ballo. Allora interviene lei che, con quel misto di affetto e pazienza, ti accompagna, ti aiuta a superare l’impaccio dei primi passi.

Una volta prese le misure, si comincia a spingere, e lì la “Kappona” tira fuori delle doti ciclistiche e di motore davvero notevoli. Tra i punti del tracciato dell’Algarve che mi avevano sempre incuriosito, vi erano le due discesone che immettono poi in curvoni velocissimi. Li vedevo tosti, quasi folli da percorrere a velocità elevate. Nei primi passaggi  cerco sempre una marcia in più per evitare il volo dell’anteriore, ma prese le misure decido di farli in maniera più cattiva. Con la RC8 è stata una vera goduria: sentivo l’anteriore puntare alto, mentre il motore saliva rapidamente di giri, poi… un tocco al freno posteriore e via a tenerla giù;  e poi… a fionda, con il cuore in mano, entrare cattivo nel successivo curvone da 4° piena. Sento la moto entrare stabile, non si scompone, segue i miei ordini in maniera disinvolta, il rombo è gasante, il biciclindrico emana dei conturbantido di petto“. Tutto è perfetto, mentre vedo scorrere veloci sotto di me le bande bianco-rosse del cordolo interno. Percepisco il mono e la forcella comprimersi, tentando di dare scacco alla forza centrifuga.

Spettacolo! Eccomi al lungo curvone che immette sul rettilineo d’arrivo. Qui si spalanca a mano piena, ammesso di conoscere bene la traiettoria. Ma guarda un po’, prima della curva… si scollina. Mi ci butto, sperando di aver azzeccato la linea, apro tutto : “Oddio! Ho sbagliato alla grande!“. Traiettoria completamente fallata, e via di fuga che mi viene incontro. Mi fermo sul ghiaione, riprendo fiato e poi… riparto. Rettilineo, con i 150 Cv del bicilindrico che si scatenano, staccatona a 280 (!!) tripla – curva di 4°-3° a chiudere che immette su una salita (ma guarda un po’!). La Rc8 corre su un binario. Bellissima, si guida come un 600, agile, facile da inserire, mi permette di capire la traiettoria migliore. In uscita dalla terza della “tripla”, do gas, e mi ritrovo sulla cima del colle, lì  una semicurva a sinistra che immette su un rettilineo. Apro e sento il posteriore derapare, tolgo leggermente gas e l’anteriore mi indica vie celesti “Wow! Ma dove sono i fotografi??

Il sound sale alto, vedo la spia del fuorigiri lampeggiare… che sensazioni, che moto! Un gioco bellissimo, non vorrei avesse fine, ma…”un bel gioco dura poco!” disse uno che a sadismo la sapeva lunga. Arriva la bandiera a scacchi, tutto finito. Peccato. Altre moto mi aspettano, ma chissà… se e quando avrò possibilità di guidarla ancora. Chissà se mai vedrò una RC8 di nuovo in pista: “sentito voi dalle parti di Mattighofen ? Che aspettate!?”



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Abbigliamento Tecnico della Prova

  • TUTA: IXON Pulsar air (pelle bovina, morbida e confortevole sin dal primo utilizzo, la indossi e non la senti addosso. Stupice! Ottimo prodotto… consigliatissimo)
  • GUANTI:  ALPINESTARS SP-1 (comfort elevatissimo, grazie al disegno anatomico e alla morbidissima pelle, si tratta di un prodotto “premium” di grande qualità e capacità protettiva. L’ideale su moto sportive e naked di ultima generazione )
  • STIVALI: ALPINESTARS SM-X 5 (stivale versatile per prestazioni. Ottimo su strada, va bene anche in pista. Buona la sensibilità al piede e, al tempo stesso, si garantiscono sicurezza e prevenzione da urti o pericolose torsioni della caviglia).
  • CASCO: SHARK Speed R (comodo nella calzata, con un buon isolamento dai rumori esterni).
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Marca KTM
Modello RC8 R
Anno 2011
Motore 2 cilindri a V a 75º 4 Tempi Liquid Cooled DOHC 8 Valvole
Cilindrate 1.195 cc
Alesaggio per corsa 105 x 69 mm x 2
Compressione 13,5:1
Potenza 175 CV
Coppia 13 kgm
Alimentazione Iniezione elettronica Keinhin, ugello da 52 mm
Accensione Electronica digitale CDI
   
   
   
   
Tipo telaio Multitubulare in acciaio al CrMo, sottotelaio d’alluminio
Forcellone Doppio braccio d’alluminio
Inclinazione canotto e avancorsa 23,3º  97 mm
Sospensione anteriore Forcella inversa WP con barre da 43/120 mm, multi regolabile
Sospensione posteriore Ammortizzatore WP con sistema di pedane, aggiustabile a tre vie, velocità di compressione alta e bassa e lunghezza
Freno anteriore 2 dischi da 320 mm, pinze radiali Brembo Monoblock da 4 pistoni
Freno posteriore 1 disco de 220 mm, pinza Brembo con 2 pistones opposti
Ruote/pneumatici 120/70 ZR 17 y 190/55 ZR 17
Peso a secco 184 kg
Interasse 1.425 mm
Altezza sella 805 mm
Capacità serbatoio l. 16.5 l
Garanzia 2 anni
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4 Comments

  1. Giorgio Pignatosi via Facebook

    2013/04/11 at 11:36 AM

    Bellissimo articolo! Bravo!!

  2. Pianeta Riders via Facebook

    2013/04/11 at 11:43 AM

    Grazie Giorgio 😉

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