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Shakti, la Superbike tutta italiana con l’anima tricilindrica by Sak_Art Design


Shakti è il nuovo progetto dei designer toscani di Sak_Art design che persegue l’intento di proporre una SuperBike “tutta italiana”, che sappia irrompere nell’attuale produzione di mercato con soluzioni non solo estetiche ma anche tecniche del tutto inedite per la produzione nostrana. Come la scelta di utilizzare un motore tricilindrico di cilindrata 1000cc con cui aggredire i cordoli del campionato SBK giocando sulle innumerevoli possibilità di distribuzione dei pesi che tale frazionamento consente rispetto – ad esempio – ad un propulsore quattro cilindri. Di seguito, l’accurato e interessante comunicato che abbiamo ricevuto direttamente dalla fucina Sak_Art in cui vengono minuziosamente spiegati tutti i particolari del progetto.

A proposito, cosa significa Shakti? Il nome è di ispirazione induista (Śakti, «energia», «potenza») e indica l’energia vitale che scaturisce da Shiva e trasforma l’energia potenziale in atto creativo e quindi in materia. Davvero niente male come biglietto da visita per questa concept, buona lettura.

L’uscita dell’Aprilia RSV4 ha creato uno spartiacque nel campo del design motociclistico, sconvolgendo in modo positivo il settore delle maxisportive, influenzando con nuove direttive e canoni, che hanno guidato e inspirato lo studio del nostro progetto, dai primi bozzetti alla renderizzazione finale.

Il nostro iter progettuale, si divide attualmente in 2 fasi, la prima denominata “CONCEPT” che comprende la ricerca (analisi del mercato, ispirazioni e tendenze), primi bozzetti grafici, proposte di stile, definizione delle forme, grafiche applicabili, materiali-colorazioni e industrial design che fa nascere la seconda fase denominata “CAS” (Computer Aided Styling) che comprende tutto l’iter di computer grafica, la modellazione delle superfici esterne, lo studio della fattibilità estetico/funzionale.

La nostra missione è di poter influenzare una casa motociclistica per poter dar vita insieme alla terza fase denominata “Design-Engineering” per trasformare la nostra idea in prototipo.

Ecco perché è nata l’idea del concept SHAKTI, con la volontà di proporre una superbike “tutta italiana”, che ridefinisca il design di una potenziale maxi sportiva tra le marche italiane in attività ad oggi. E’ stato sviluppato per essere un biglietto da visita della sak_art design per il mondo motociclistico. Per cui attualmente sulle carene e sul serbatoio compaiono i nostri loghi,  il nostro sogno è di vederli trasformati in quelli di una grande casa motociclistica.

La scelta del propulsore è caduta in “mezzo” all’attuale situazione italiana; un’unita tre cilindri. Crediamo che sia importante  per il campionato mondiale SBK,  l’eventuale utilizzo di questo frazionamento che permetterebbe, con l’attuale regolamento, una cilindrata di 1000cc. come i 4 cilindri, ma con svariate possibilità progettuali sulla distribuzione dei pesi.

Il motore è il fulcro stilistico della Shakti, in quanto e’ in bella vista e posizionato in piuttosto centralmente . Un “nastro” di carbonio lo avvolge determinando il “mark stilistico” da cui nasce tutto il resto. Il suddetto “nastro” si collega alla semicarena destra inferiore dove sono ospitati tre caratteristici “camini”. Superiormente invece si innesta allo scultoreo telaio, nero opaco, creando così due aperture sull’unita’ motrice sottostante. A questo nucleo “portante” è appesa la sovrastruttura della semicarena superiore che incontra tramite l’arcuato indicatore di direzione con led, il cupolino. Questo è una pensato come l’intersezione di semplici superfici che si incrociano “a becco” nella grande presa d’aria dell’air box ed è impreziosito centralmente da un piccolo “diamante” contente il gruppo ottico.

La semicarena, che ospita il nostro logo, sormonta il telaio per andare a fondersi al serbatoio, creando una continuità cromatica che determina essenzialmente il bicromismo della livrea. Infatti come ormai nel nostro “background” fin dai primi progetti, il gioco cromatico basato su due colori accostati al “black” determina anche tutte le altre livree create.

Il codino riprende le linee tese e filanti del capolino e tramite il bicromismo crea una struttura che  braccia la sella, simile a quella della RSV4, ed i led-indicatori di direzione. La ciclistica ha nel grande forcellone posteriore il punto di forza; il monoammortizzatore posteriore dovrebbe avere una posizione “ribassata” molto simile a quelli montati su alcune ultime MotoGp come Ducati e Yamaha. La Shakti è pensata esclusivamente come “superbike ad uso stradale”, per cui senza alcuna possibilita’ di ospitare un passeggero. Il suo DNA è quello di una creatura da pista dove pensiamo abbia senso divertirsi, in tutta sicurezza, vista la situazione “tragica” delle nostre strade.

La versione “CORSA” comunque è stata prevista, soprattutto in ottica di possibili partecipazioni ai campionati superbike nazionali e mondiali. Sprovvista di gruppi ottici presenta un’aggressiva livrea “italian-style”, con tabella portanumero frontale sul lato sinistro e il codino e sella leggermente modificati per una maggiore scorrevolezza-aderenza del pilota. Inoltre presenta un radiatore maggiorato, cerchi, forcelle e pinze racing nonche’ carene completamente in carbonio.

Dolcis in fundo ci siamo lasciati andare alla nostalgia pura. Prima di tutto la “PASO” una versione italianissima tributo a Renzo Pasolini, pilota che dovrebbe essere “studiato a scuola” da qualsiasi amante delle competizioni motociclistiche. La livrea è basata sui colori del suo celebre casco, il tricolore in accostamento all’oro con la tabella numero “2” sulla semicarena.

Infine le “LEGEND EDITIONS”, tre leggende per tre livree assolutamente uniche. Tre campioni diversissimi tra loro che si sono alternati nel motomondiale tra la fine degli anni ‘70 e gli inizi degli ’80. La “FREDDIE” rispolvera la mitica livrea della HONDA NS 500 nemero 3 di Freddie Spencer campione mondiale del 1983 con la quale sconfisse per 2 punti dopo un campionato indimenticabile ( 6 vittorie a testa) proprio Kenny Roberts. Arriviamo alla “KENNY” che trae spunto dalla  grafica della YZR 500 OW 35 K nemero 2 con la quale “il marziano” nel 1978 (appena arrivato) livello’ per 10 punti (4 vittorie contro 2) un certo Barry Sheene, campione mondiale nei 2 anni precendenti. Proprio la livrea “nera” del ’78, della Suzuki RG 500 numero 7 di Barry Sheene è la protagonista della terza “legend edition”; scelta particolare, in quanto segna la resa di questo indimenticabile pilota ma l’abbiamo preferita alle livree “rossa-giallo-bianco” degli anni precedenti. Tre leggende che hanno incrociato i loro destini in grandissime battaglie, 7 titoli mondiali in 10 anni dal 1976 al 1985.


3 Comments

  1. Diego

    2010/09/01 at 3:02 PM

    Design affascinante, ottimo biglietto da visita!!!!

  2. Sergio

    2010/09/02 at 9:16 AM

    Bravissimi ottimo concept,sono belle e affascinanti…se fossero dai concessionari sarebbero sicuramente tra le mie opzioni, a quando?
    Saluti

  3. Gnagno

    2010/10/26 at 12:28 AM

    😯 Il motore mi sembra di conoscerlo, tre cilindri Benelli! 😉

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