Connect
To Top

Report: nella Tana delle Anvil, moto dal sapore vintage e filosofia di vita

E’ il nostro nome, ma è anche la nostra essenzaUn’essenza che portiamo tatuata sulla pelle, sul nostro petto, vicino al cuore. E’ un tatuaggio che simboleggia il legame che ci unisce l’uno all’altro, ma andando più in profondità, rispecchia perfettamente la nostra filosofia. E’ un’incudine trafitta da una freccia: un utensile indistruttibile, come il nostro legame e una freccia, simbolo di passione. Una passione così forte da superare qualsiasi ostacolo: l’amore per i motori. Ed è proprio questa passione che ci ha spinti ad iniziare a costruire moto, a ricercare una perfezione estetica che plasmiamo artigianalmente, con le nostre mani. Il risultato è un vintage restaurato, con il sapore di moto di altri tempi. Il nostro interesse si sviluppa su moto che hanno cambiato il mondo del motociclismo, interveniamo soprattutto su moto anni 70 e 80. Tutte le Anvil che escono dalla nostra officina sono uniche ed irripetibili. Cerchiamo di captare l’essenza, lo spirito della moto dalla quale partiamo. Ogni intervento che realizziamo è  mirato a valorizzare e risaltare lo spirito unico che ogni moto possiede. Per questo curiamo personalmente ogni minimo dettaglio. Le Anvil hanno un sapore vintage restaurato, con l’anima di moto di altri tempi. Quest’estetica, che cura e valorizza i segni del tempo, è la nostra principale caratteristica distintiva. In ogni nostra moto cerchiamo quindi – là dove l’originale ci concede questo lusso – di mantenere e magnificare questi preziosi segni di vissuto. Tuttavia interveniamo anche artificialmente sugli elementi a nostra disposizione, per garantire un risultato finale completamente affine al nostro stile.” (“San” – Marco Filios – e Alessandro “Phonz” Fontanesi, fondatori di Anvil).

Perché Anvil non è solamente una factory di motociclette, è molto di più, è una fabbrica di idee. Certo, riprendere in mano moto vintage e farne delle splendide special non è sicuramente una novità nel settore. Ma Anvil va oltre tutto questo. Captando l’essenza e lo spirito della moto su cui si va ad intervenire, vengono realizzati modelli che rispecchiano la personalità del cliente. Come se le Anvil fossero un prestigioso abito “cucito su misura”. Una sfida difficile, soprattutto in un periodo di crisi come questo, ma che Marco Filios (un passato in Gimoto) e Alessandro Fontanesi (creatore del brand Phonz Says Black) hanno vinto.

Qualche giorno fa siamo stati all’inaugurazione ufficiale del marchio emiliano. L’evento si è tenuto nello Spazio Factory di via Pasubio a Parma, nell’ex area Manzini, una delle ultime strutture industriali appartenenti alla memoria storica della città. E visto l’animo vintage di queste motociclette, la scelta della location ci è sembrata più che mai azzeccata. Eravamo molto curiosi di scoprire cosa si celasse sotto quei teli. Marco e Alessandro hanno compreso la nostra emozione e subito ci hanno scoperto le loro “creature”.

In realtà, sia la Selvatica che la ajk erano moto già conosciute, ma vederle da vicino e, soprattutto, poterle toccare con mano, è tutta un’altra cosa. La Settemmezzo Selvatica e la  Quattroemmezzo ajk sono anche i gioielli personali di Marco e Alessandro, due moto dall’essenza molto forte. Un po’ café-racer, un po’ scrambler, realizzata sulla base di una Honda CB 750 F del 1981, la Settemmezzo Selvatica è la prima Anvil ad aver visto la luce. Un po’ café-racer e un po’ scrambler, lo è anche la Quattroemmezzo ajk, la seconda Anvil plasmata dalle abili mani di Marco e Alessandro, realizzata partendo da una Honda CB 400 Four del 1973.

Toni più sportivi, invece, per la Mille el-r, bellissimo esempio di come trasformare una tranquilla Moto Guzzi 1000 SP II del 1985 in un’accattivante sportiva retrò.

Stile puramente cafè-racer, invece, per la Settemmezzo Neera (base Suzuki GSX 750 E del 1981) e per la Cinqueventi, ancora in fase di lavorazione (base Honda CB 400 Four SS del 1976), che ricorda molto la Moto Guzzi V7 Café Racer.

Insomma, non esiste un modello che sia uguale ad un altro. Come detto, ogni moto è unica ed irripetibile.

Moto, musica, birra e, soprattutto, voglia di stare insieme e scambiare due chiacchiere. Ecco com’è trascorsa la giornata. In perfetta filosofia Anvil. E a breve speriamo di potervi dire anche come vanno queste moto…


2 Comments

  1. Massimo Randazzo via Facebook

    2012/10/11 at 2:04 PM

    siete sicuri che la quattroemmezzo sia Four?

  2. Ado

    2012/10/11 at 8:04 PM

    Sulla targhetta di presentazione c’era scritto così. Per la certezza puoi chiederlo direttamente ai ragazzi scrivendo a anvilmotociclette@gmail.com
    Ciao

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in Cafe racer