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Basta elettrico: il Governo Inglese studia soluzioni a idrogeno per la mobilità, infrastrutture comprese

Batterie troppo pesanti, autonomia limitata, tempi di ricarica improponibili, comunque la si metta, la tanto annunciata rivoluzione della propulsione elettrica fatica a decollare, vuoi perché non supportata dallo sviluppo tecnico sperato , vuoi per evidenti limiti progettuali.

A rendere ancora più macroscopica questa situazione, l’interessantissima iniziativa del governo inglese, illuminato e lungimirante, che – nel porsi seriamente il problema della mobilità, visti i costi sempre più proibitivi del greggio – ha intrapreso uno studio rigoroso sui carburanti a idrogeno. Lo scopo è quello di abbandonare la vecchia strada, costosa e poco pratica, cercando piuttosto di perfezionare una reazione chimica in grado di trasformare l’idrogeno in elettricità e acqua. Una sorta di combustibile tradizionale, ma molto meno costoso, totalmente rispettoso dell’ambiente, e dalle prestazioni in tutto simili alla normale benzina.

Ma il progetto inglese H2Mobility va oltre, decisamente oltre. Lo studio non si limita al solo sviluppo tecnico della propulsione a idrogeno, contemplando anche un piano per le infrastrutture (per intenderci, stazioni di rifornimento) fondamentale all’avvio di una rivoluzione credibile, in grado di portare indotto e nuovi posti di lavoro, oltre al tanto sospirato abbattimento della spesa per i carburanti. Si stanno progettando sistemi che consentano il trasporto e lo stivaggio dell’idrogeno attraverso un’apposita rete nazionale di tubi (come quelli del gas, per intenderci).

I tempi di tutto questo? Secondo il dottor Winand, che sovraintende al progetto UK H2Mobility, si parla del 2014-2015. E lo stesso Winand aggiunge come il progetto potrà stimolare gli investimenti verso il Paese, la crescita del PIL e la creazione di nuovi posti di lavoro.
Ditemi adesso voi se non è questo progresso!

(in foto, uno studio Suzuki sulla propulsione a idrogeno, il Concept CrossCage)


VIA| Visordown 

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