Connect
To Top

Stop alla produzione del Suzuki Bandit 1250 N: un modello storico che se ne va!

Questo periodo di crisi e recessione pare non voler escludere proprio nessuno, neanche quelle sigle storiche che hanno segnato la storia della produzione motociclistica. Non ti aspetteresti e non vorresti mai che notizie come queste venissero annunciate, neanche per scherzo, ma purtroppo è così: con amarezza vi annunciamo che la casa di Hamamatsu ha deciso di sospendere definitivamente la produzione del Bandit 1250 N.

Sì, avete capito bene, proprio la portentosa naked Suzuki – dopo oltre un decennio di evoluzioni e onorato servizio nei garage di tanti appassionati – è tristemente arrivata al capolinea. Anzi, questa volta, parre abbia preso la via del binario “morto”. Sorte che toccò, l’anno passato, alla mastodontica ed esagerata Suzuki B-King, moto con la quale difficilmente ci si aspettavano numeri di vendita da capogiro, ma neanche un addio così prematuro.

Quali sono stati i motivi che hanno spinto Suzuki a prendere tale decisione?

Difficoltà economiche? Oppure c’è dell’altro? Proviamo a fare il punto. Il Bandit 1200 viene lanciato nel 1995 e ottiene, fin da subito, uno smisurato successo tra gli appassionati. Tra le “braccia” del telaio a culla, alloggiava il corposo quattro cilindri in linea da 1157 cc derivato dall’esuberante GSX-R 1100! Sì, non una libellula tra le curve, ma tanta stabilità e sicurezza, accoppiate a un’infinita coppia che facevano del Bandit una moto unica con cui affrontare anche lunghi tragitti in piena tranquillità.

Ma il tempo passa e la concorrenza avanza: dalla Yamaha FZ1, alla splendida Honda CB1000R, dalla Kawasaki Z1000 alle italianissime Monster, Streetfighter e Brutale. Insomma, c’era poco da scherzare con queste. Suzuki arranca, e nel 2007 apporta piccole modifiche al Bandito che, a causa delle norme anti-inquinamento, passa dal particolare raffreddamento aria misto olio ad un blocco da 1.256 cc ad iniezione elettronica raffreddato a liquido euro 3. Ma l’errore più importante, probabilmente, è stato di tipo stilistico: piuttosto che proseguire nel solco delle modern-classic muscolose e dal taglio aggressivo, con linee classiche, faro tondo, ma atteggiamento grintoso, si è scelto di evolvere il look della moto in una direzione decisamente poco accattivante e priva dell’appeal della primissima produzione. Il resto lo ha fatto una ciclistica rimasta invariata e un po’ “anzianotta.

Nonostante le numerose campagne, gli incentivi e le offerte proposte da Suzuki, il Bandit non ne ha voluto sapere di tornare in vetta alle classifiche di vendita (neanche nei paesi del centro-nord Europa, da sempre più attenti a mezzi razionali e intelligenti al di là delle mode) e non ha potuto far altro che attendere la fine dei suoi giorni. Insomma, crisi economica e scelte non proprio azzeccate da parte di Suzuki, sono le cause della morte di un modello storico nella sua cilindrata maggiore.

Ma non disperiamoci. Chissà, un giorno magari la vedremo ricomparire con un vestito tutto nuovo, con un tocco di grinta e personalità in più, ma con la stessa poderosa coppia a disposizione… proprio come si attiene ad un Bandito che si rispetti!


VIA| Moto-Net

1 Comment

  1. Pingback: Rumors Suzuki: un bicilindrico sportivo per il 2013. Attacco alla Panigale? | Pianeta Riders

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

More in Naked