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Le medie Naked giapponesi, a partire dall’ultima arrivata Suzuki GSR750, sono noiose, omologate e prive di fascino?


Un quesito che prende spunto dalle parole di Enguerrand Lebec, giornalista di Motorevue, che in un recentissimo articolo apparso sul magazine francese, in sostanza, “accusa” i marchi giapponesi di una endemica mancanza di coraggio stilistico nelle ultime proposte a proposito di medie naked, citando apertamente la Kawasaki Z750, la Yamaha FZ8, la Honda CB1000R e, soprattutto, l’ultima nata Suzuki GSR 750, senza risparmiare una stoccata anche all’ultima Triumph Speed Triple (rea, secondo lui, di aver perso charme e personalità). Di converso, il giornalista francese, conclude la sua riflessione esaltando naked come la Ducati Monster 1100, la Guzzi Griso e la H-D XR1200X (QUI il nostro Test), in grado, a suo dire, di osare con proposte affascinanti e ricche di personalità.

Ma qual è l’accusa diretta rivolta alle naked con gli occhi a mandorla? Essenzialmente, conformismo e mancanza di creatività nella produzione di quelli che definisce “roadster commerciali”. Un design talmente terrorizzato all’idea di proporre qualcosa che vada al di là dell’attuale gusto condiviso, il gusto “manga”, da citarsi continuamente addosso da un marchio all’altro: prendi un faro sfaccettato rivestito come fossero branchie da una maschera tipo Goldrake – dice Lebec –  esibisci un’immagine pseudo-virile, e soprattutto realizza una linea proiettata in avanti sull’anteriore. Avere un posteriore basso è costata la carriera alla Hornet 600. Questo quindi il “copione” seguito dall’attuale produzione giapponese secondo il giornalista francese

Una riflessione che sicuramente nasconde del vero ma che forse generalizza troppo. Proviamo a fare dei distinguo. La Kawasaki Z750 è da considerarsi il precursore di un certo stile oramai affermato, e in quanto tale, in quanto “matrice” (benché essa stessa ispirata alla prima versione della sorella maggiore Z1000), non può essere certo additata e ricompresa nel calderone delle moto che si copiano.  Un po’ come il Ducati Monster, che ha creato un genere, e che da anni somiglia sempre a sé stesso. E per quanto riguarda Honda, poi,  anche i designer dell’ala dorata, ultimamente, in termini di roadster, non hanno difettato di buon gusto dando vita alla bellissima neoretrò CB1100. Qui, piuttosto, non si spiega il perché della mancata commercializzazione in Europa.

Oggettivamente, poi, è vero che l’ultima Suzuki GSR750 ha tratti particolarmente impersonali che rubacchiano stilisticamente un po’ ovunque (constatazione fatta anche da alcuni di voi in alcune discussioni sulla nostra FanPage, anche se altri, QUI, hanno espresso giudizi diametralmente opposti), ma è anche vero che la stessa Suzuki, appena un paio di anni fa, ha proposto la Gladius che, piacciano o meno le linee, di certo non difetta di stile. Stessa cosa potremmo dire a proposito di Yamaha con la XJ6 (soprattutto in versione semicarenata Diversion).

Quindi, un discorso apparentemente condivisibile, quello di Lebec, che però, meglio scandagliato,  offre il fianco a qualche critica per eccesso di generalizzazione. Che poi Monster 1100, Guzzi Griso e H-D XR1200X siano mezzi unici e ricchi di fascino è fuor di dubbio. Come ricca di fascino è la bella illustrazione di Jacques Vivant che accompagna questo post.


1 Comment

  1. Larth Il Ribelle

    2010/10/26 at 4:27 PM

    le naked 4 cilindri jap si assomigliano tutte..poichè sono state sviluppate tutte attorno ai motori delle loro versioni supersportive….è per questo che sono noiose!!meglio un 600-700 bicilindrico che ha abbastanza carattere…..e come dice Nico Cereghini: “poi il 3 cilindri chi lo capisce’!?” :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

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