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Affaire Stoner–Ducati, facciamo il punto: divorzio consenziente


(articolo di Amedeo Roma)

Tutti ormai lo sapevano che il divorzio sarebbe arrivato: Casey Stoner va via; lascia la moto e la squadra che l’hanno reso celebre dal 2007. Ripercorriamo brevemente le tappe di questo lungo matrimonio, felice finché è durato.

L’australiano entra in Ducati alla fine del 2006, anno in cui aveva corso in sella alla Honda-LCR di Lucio Cecchinello, dimostrando sì una grande grinta ma anche una certa propensione a “sdraiarsi” in terra, da cui il soprannome impietoso di “Rolling Stoner”. Ci era arrivato quasi per caso, Casey, alla rossa di Borgo Panigale; e certo nessuno si aspettava da lui la conquista del titolo nel campionato 2007, proprio nell’anno del debutto della nuova classe 800 cc. Grazie alla sua grinta, ad una Desmosedici Gp7 caratterizzata da un motore straordinariamente prestante (che tanto ha fatto imbestialire i suoi avversari… uno a caso?) si arrivò a fine campionato con ben 10 vittorie all’attivo e il Campionato del Mondo in tasca.

Nel 2008 la Ducati continuò ad essere una moto competitiva, ed anche se il Casey la guidò ottimamente. Alla fine, però, si chiuse il campionato col secondo posto dietro a Valentino Rossi Campione del Mondo, ma con la carena tatuata di tanti memorabili scontri all’ultima staccata.

L’anno 2009, invece, verrà sicuramente ricordato come il periodo nero dell’australiano in Rosso. Come tutti ricorderanno, dopo poche gare dall’inizio del campionato, Casey incominciò ad accusare segnali di stanchezza fisica che lo portarono a fermarsi per buona parte della stagione a causa di un oscuro male più di natura psicosomatica che altro. In quel frangente, la Ducati fece scudo intorno al suo pilota di punta. Soprattutto Livio Suppo, all’epoca Team Manager della squadra, fu decisamente rassicurante e protezionista nei confronti del pilota. L’australiano alla fine tornò quando ormai il campionato era perso, giungendo il classifica mondiale in quarta posizione finale.

Ed eccoci arrivare finalmente al 2010. L’anno del divorzio. Quello che, con tutta probabilità, verrà ricordato per le 1000 polemiche e le vicende inaspettate: i rumors (davvero troppo) prematuri sul passaggio di Stoner alla Honda e di Rossi alla Ducati; l’incidente di Valentino stesso che ha portato l’ambiente della MotoGp a confrontarsi con tutta una serie di problematiche latenti (del tipo, che ne sarà del Motomondiale nel dopo Rossi?).

L’anno, il 2010, del passaggio chiave del Team Manager Livio Suppo dalla Ducati alla Honda, che come dichiarò lui stesso al momento dell’ufficializzazione, gli fece una offerta a cui non si poteva rinunciare. In molti a quel tempo dissero: ”dagli tempo qualche mese e poi Casey Stoner passa in Honda”. In effetti era abbastanza facile prevedere che sarebbe andata proprio così. Un connubio, quello Stoner-Suppo (al team manager va l’indiscutibile merito di aver contribuito alla reale ascesa di Casey) apparso da sempre più solido di quello Stoner-Ducati.

Indubbio, comunque, il valore del pilota. Il suo concetto di guida è sempre stato semplice ed unico: la manetta del gas conosce solo una posizione, quella “tutto  aperto”; cosa che ha potuto fare aiutato e supportato da una elettronica che solo lui sa gestire e sfruttare a pieno. Nel campionato in corso, però, qualcosa è successo. Si è avuta la netta sensazione che la mancanza del suo vecchio Team Manager avesse compromesso la sicurezza e la determinazione del pilota; due cadute senza grosse spiegazioni, e successivamente una determinazione nel raggiungere la vittoria che si è decisamente spenta. Da più parti si è data la colpa ad una moto che non permette più quella guida “violenta” così congeniale all’australiano; moto, però, che sta consentendo al secondo pilota di casa Ducati, Nichy Hayden, di risalire verso posizioni importanti, diventando sempre più consistente un Gp dopo l’altro. Alla luce di tutto questo, più che un divorzio, l’addio di Casey ci è sembrato una ricongiunzione “familiare” con Livio Suppo.

Tornando in casa Ducati, si aspetta l’arrivo di Valentino Rossi, le trattative sono in corso, o forse sono già concluse, e questa volta senza bisogno di doversi incontrare di notte nascosti dietro i camper, come ci hanno raccontato le cronache dei primi contatti, anni fa, tra l’asso italiano e il Team Manager di casa Yamaha Brivio. La Casa di Borgo Panigale, terminato il rapporto con Casey Stoner, non ha avuto certo molte alternative e ha puntato al Top per il 2011: la prima guida del glorioso blasone italiano al miglior pilota italiano degli ultimi anni. Certo, l’accoppiata fa e farà discutere a lungo, ma rinvigorirà di sicuro una Moto Gp talvolta dannatamente noiosa (ci si perdoni la schiettezza) e povera di contenuti, dove le battaglie tra piloti si spengono ancor prima di vedere la luce verde del semaforo di inizio ostilità.

Ultima nota, infine, sulla vicenda in oggetto, quella Ducati-Stoner; una questione di cui abbiamo già parlato ma che ancora non riusciamo a spiegarci: che senso ha, già alla settima gara su diciotto del campionato, comunicare il divorzio? Insomma forse si poteva aspettare “la fine dei giochi”, visto che non si è neanche raggiunta la boa di ritorno e già sappiamo per certo che i rapporti tra i due sono completamente chiusi. In questo modo, a nostro parere, i tifosi si trovano disorientati e in parte anche delusi, perché chi ama la Rossa è abituato ad avere un rapporto intimo e forte proprio con il pilota che guida e domina la moto. E adesso, invece, avranno tutti un dannato dubbio:” Stoner non sta vincendo perché la moto non gli lo consente o perché non gli interessa rischiare di vincere con una moto che tra qualche mese non sarà più sua?


4 Comments

  1. Marco

    2010/07/13 at 1:06 PM

    l’emorragia di notizie intorno a Stoner e Tossi è stata scandalosa, altrochè. Hanno rovinato una stagione e se fossi uno che tiene alla Ducati sarei il primo ad essere ic@@@@@to nero. A proposito, indovinate qunto cresceranno i tifosi Ducati il prossimo anno? Meglio inziare a costruire nuove tribune 😕

  2. Carlo X

    2010/07/14 at 2:04 AM

    il quesito finale offre la dimensione della MotoGp di oggi… che amarezza 😐

  3. Pingback: Valentino Rossi alla Ducati per vincere e far vendere: ma sarà davvero lui quello giusto? | Pianeta Riders

  4. Peppino

    2010/08/05 at 11:08 AM

    Tutto vero quello che dici Amedeo , solo un piccolo appunto tecnico…..
    Credo abbiate tutti potuto vedere come è “fatta” la Rossa 2010…..motore
    portante con “attaccato”un telaietto in carbonio scatolato che regge l’avantreno e forcellone , pure in carbonio ,imperniato nel carter motore.
    Proviamo ad immaginare una rottura violenta (biella “fuori dal carter….. è già successo diverse volte…)in un posto a caso…Mugello
    rettilineo oltre 300 orari…..cosa ne sarebbe di Casey ?????.
    Morale della storia , perchè la Ducati si ostina a presentare sulla
    Desmosedici soluzioni tecniche (secondo me azzardate…) che altre case
    con molta più disponibilità , sia tecnica che finanziaria , hanno
    già percorso senza successo ??????(Suzuki Heron , Honda Elf…).
    Quello che è mancato a Casey , quest’anno , è la mancanza di fiducia
    veso la sua moto (questo è un mio modestissimo parere….).
    E per il compagno di squadra e i team satellite…..stendiamo un velo pietoso

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