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Itinerario Moto Umbria: l’anello dei Borghi, tra Amelia e il lago di Corbara

Itinerario Moto Umbria: l’anello dei Borghi tra Amelia e il lago di Corbara. Racconto con le indicazioni dei luoghi attraversati, le immagini e la mappa per ripercorrere il giro






(articolo di Larth)

Nonostante le previsioni dessero tempesta su tutti i fronti, armati di caparbietà e di irrinunciabile voglia di impugnare un manubrio, siamo partiti. Quella mattina nulla ci avrebbe potuti fermare, avremmo sfidato eroicamente le intemperie e tutti gli elementi della natura (poi – come da copione – non manifestatisi… accidenti ai metereologi allarmisti!).

L’appuntamento è presso un distributore sulla  Braccianese, poco fuori la Capitale. Un veloce rifornimento, le solite quattro chiacchiere prima di partire e via, direzione Anguillara Sabazia. Costeggiando il lago di Bracciano ci dirigiamo verso la SS Cassia che attraverseremo in perpendicolare proseguendo poi per Calcata.

Le umide curve in ombra che si immergono nel Parco della Valle del Treja sono solo un piccolo antipasto di ciò che sarà questa giornata in sella. Rapidamente raggiungiamo la SS Flaminia e, dopo qualche chilometro, ci fermiamo per una tappa di rito presso un noto bar, ritrovo di motociclisti: il mitico Sassacci. Un tripudio di tute sfavillanti, chiacchiere ad alta voce, un locale dove puoi sentire gli avventori raccontare prodezze e storie di moto; ma soprattutto, è la porta verso l’Umbria dove spesso si fermano a “ricaricarsi” incalliti macinachilometri su GT Boxer, attempati viandanti dalla guida zen, moto d’epoca con equipaggio… anch’esso d’epoca.

La via Flaminia che ci porta verso Narni è un tratto di strada molto “allegro”. Si rimane comunque nei limiti da strada statale. Le curve si susseguono in un paesaggio dai colori ormai autunnali. Arrivati nei pressi di Narni svoltiamo per Amelia. Sono 15 i  kilometri per arrivare alla cittadina che da il nome alla valle che giunge sino alle porte di Orvieto. La strada gode di ottimo asfalto che permette un’ andatura spedita. Giunti ad Amelia si viene accolti dall’imponente Porta Romana e  dalle mura ciclopiche erette prima dagli Etruschi e rinforzate dai Romani in seguito.

Esplorata velocemente Amelia (che meriterebbe sicuramente un po’ più d’attenzione) fprendiamo la strada verso Foce. Qui iniziano una serie di percorsi bucolici, con carreggiate non molto larghe ma che invitano a pennellare le curve in modo “manieristico”. Si attraversano una serie di borghi tenuti molto bene – diciamo, “alla maniera umbra”, dove le amministrazioni locali ci tengono a conservare bene ciò che di rurale e potenzialmente turistico è ereditato dal medioevo. Di seguito, tutti i borghi attraversati lungo l’anello di strada che gira intorno al Monte Croce di Serra.

Iniziamo con Castel dell’Aquila. Castel dell’Aquila è una frazione del comune di Montecastrilli. Il paese si trova a 384 m s.l.m. ed è abitato da 482 residenti. Il paese venne edificato da Todi sul Colle Nobile, nel 1294, e fu dotato di un castello da utilizzare come avamposto di difesa posto ai confini del territorio. Il nome proviene dall’aquila di Todi, insegna della città.

Arriviamo poi a Toscolano. Il paese si trova a 567 m s.l.m., 8 km da Avigliano, sulle pendici del monte Croce di Serra (994 m) ed è popolato da 67 abitanti; da esso si gode di un vasto panorama sulla vallata ed i castagneti adiacenti. Il toponimo dovrebbe derivare dal nome della gens romana Toscola. Il borgo nasce attorno ad un castello di origine dugentesca, costruito come avamposto di difesa verso il territorio tuderte, assieme alle vicine Melezzole e Santa Restituta. La fortezza venne poi ristrutturata nel1442; è caratterizzato da una pianta urbana di tipo concentrica e da mura circolari dotate di torrioni.

Poco più avanti per 3 km circa,si arriva a Melezzole, altro borgo arroccato. Il castello di Melezzole è stato costruito nel XII secolo, con pianta circolare. Nel 1495 Melezzole, assieme a Toscolano e Santa Restituta, fu presa in ostaggio dal re di Francia Carlo VIII, che ottenne un riscatto per la restituzione a Todi. Nel 1557 il borgo divenne dominio stabile di Todi, come testimoniato dallo stemma in forma di aquila che si trova sul torrione.

Segue Montecchio. La leggenda farebbe derivare il toponimo da Mons Herculis; in alcuni atti medievali è nominato come Castro Monticoli. Si hanno notizie certe già dal 1275, ed un’altra lettura sull’origine del toponimo è quella che lo fa discendere da munticulus, ovvero monticello. Montecchio è un borgo rurale fortificato, edificato attorno al XII secolo, con l’abitato che si sviluppa ad anelli attorno al centro storico.

Subito dopo vi è una frazione di Montecchio che sicuramente merita una sosta, Tenaglie. Il paese si trova a 370 m s.l.m. ed è occupato da 93 abitanti. In Tenaglie si annoverano il 70% dei beni culturali complessivi di tutto il territorio comunale. Il toponimo Tenaglie sembra derivare da Gens Tenilia, una famiglia venuta con la colonia fondata al tempo dei Romani. In alcuni documenti medievali veniva chiamato Castrum Tenaglia e Castro Tenallia. Da visitare assolutamente l’Antiquarium. Le specialità eno-gastronomiche principali sono l’olio extravergine di oliva, il vino rosso, i maccheroni dolci, i salumi, i prosciutti e le specialità di cacciagione.

A metà del nostro itinerario ad anello siamo già con il manubrio verso la strada di casa, scendendo verso Guardea, la cui particolarità del nome è dovuta con pochi dubbi alla singolare morfologia del territorio, che costituiva un posto di guardia efficiente, svettando – soprattutto dall’antica sede collinare del paese, oggi detta “Guardea vecchia” – sulla valle teverina. È d’obbligo fare una sosta all’area attrezzata dall’Istituto Agrario di Terni che permette una vista sul Lago di Corbara: qui lecci, querce, bucci e castagni sono affidati alle cure degli studenti ed è  facile trovare anche qualche fungo.

Si prosegue in discesa verso Alviano dove, prima di entrare in paese, è possibile osservare come l’architettura in stile medievale sia adattata al territorio. Nel punto più alto della collina si trova il rione “Valle”, che sormonta dall’alto la vallata; apprezzabile per il suo verde e le sue aree attrezzate il rione “Pietraia”. Scendendo lungo la collina è possibile trovare “Alviano Vecchio“: antico borgo medievale.

Altre belle curve immerse nel verde con asfalto perfetto ci portano velocemente ad Amelia dove,con grande rammarico, finisce l’anello dei borghi. Da qui si può scegliere se tornare per la E45 o proseguire per Narni percorrendo l’inizio dell’itinerario a ritroso fino a Roma. E’ d’obbligo ricordare che in questa giornata il meteo annunciato dai meteorologi, tempestoso, è stato clemente, anche se qualche goccia si è fatta sentire. Ma chi se ne importa… è stata comunque una grande giornata, una giornata on the road!

A seguire, la mappa dettagliatra del giro.


Visualizzazione ingrandita della mappa

7 Comments

  1. Mirko

    2010/11/11 at 1:11 PM

    bello il giro, un classico intramontabile. Fa venire una gran voglia che torni il bel tempo. Almeno qui la centro dove in moto ci possiamo andare veramente tutto l’anno :mrgreen:

  2. Mattew

    2010/11/11 at 6:37 PM

    da quelle parti c’è anche la mitica 1000curve 😈

  3. Lemmy

    2010/11/11 at 8:58 PM

    Mattew Ha Scritto:

    da quelle parti c’è anche la mitica 1000curve

    Mattew Ha Scritto:

    da quelle parti c’è anche la mitica 1000curve

    si ma l’asfalto è buono fino ad 1/3 del percorso…poi un disastro!!a Colonnetta di Prodo c’è il bar dove tutti si fermano..poi tornano indietro…non per smanettoni…. :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  4. Mattew

    2010/11/12 at 12:28 AM

    Insomma. La 1000 curve la faccio spessissimo. Ultima volta a fine settembre e il lato todese è sì un po’ più rovinato di quello orvietano, ma ci si diverte un sacco lo stesso, anche guidando un po’ spinti. Basta fare solo attenzione in alcuni punti, per il resto 😈 😈 😈

  5. Lemmy

    2010/11/12 at 6:14 PM

    Mattew Ha Scritto:

    Insomma. La 1000 curve la faccio spessissimo. Ultima volta a fine settembre e il lato todese è sì un po’ più rovinato di quello orvietano, ma ci si diverte un sacco lo stesso, anche guidando un po’ spinti. Basta fare solo attenzione in alcuni punti, per il resto

    diciamo che un pò come un cocktail…..1/3 allegrotta 2/3 turistica…..

    ma il mio nome è Bond….mescolato,non agitato!! 😆 😆 😆

  6. Mario

    2010/11/13 at 12:52 AM

    Confermo che la mille curve non è messa troppo male

  7. mcpaolo

    2011/05/16 at 12:05 PM

    Belle soprattutto le foto.

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