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BMW G 650 GS Sertao: Test Itinerario-moto tra il Lago del Salto e il Piano di Rascino

Con l’enduro monocilindrica BMW GS Sertao, lungo un affascinante percorso “on-off” tra Lazio e Abruzzo perfetto per questo genere di moto

BMW rivisita la più piccola delle GS, la nota monocilindrica G 650 GS, proponendola in chiave “Adventure” come mezzo entry level e di facile gestione per tutti coloro che hanno l’avventura nel sangue ma cercano anche una moto pratica, ben rifinita e parca nei consumi. L’ideale per affrontare al meglio anche il tragitto casa lavoro.

Dopo qualche giorno a zonzo per le vie della Capitale, durante i quali ho potuto saggiarne le ottime doti “antitraffico”, decido di portare la Sertao nel suo ambiente naturale: ne è uscito fuori un interessante itinerario attraverso le suggestive atmosfere del lago del Salto, in provincia di Rieti, e le remote altitudini del Piano di Rascino, solcato da una lunga e spettacolare strada bianca, ideale per approfondire le doti off-road della G 650 GS Sertao.

Allacciate il casco e seguitemi in questa galoppata alla scoperta dell’enduro stradale bavarese e di questi luoghi affascinanti, fuori dalle rotte abituali.

Via dalla Città: da Roma a Rieti

Lascio Roma in un’assolata mattina di maggio, di buon’ora, per un rapido trasferimento lungo la SS4 Salaria fino a Rieti. Si tratta della classica strada extra urbana a scorrimento veloce da percorrere a velocità costante. Una settantina di chilometri che mettono in luce le ottime doti da “passista” della Sertao: qualche vibrazione (più marcata da metà scala del contagiri in poi), ma anche tanto comfort grazie ad una posizione in sella molto comoda, ben protetti dall’unghia di plexiglass che devia efficacemente le turbolenze dal busto del pilota. E se la Sertao è risultata mediamente molto poco assetata di carburante, i consumi, in questo frangente, si fanno davvero interessanti, sfiorando numeri da scooter (oltre 30 Km/l)

In questo primo tratto – superata Passo Corese – non perdete le belle vedute col suggestivo Castello Orsini di Nerola a impreziosire il panorama. Dopodiché, si prosegue in relax fino a Rieti, dove si giunge in circa 30/40 minuti, con un occhio ai limiti di velocità, visti i numerosi controlli che interessano la SS4.

Rieti – Lago del Salto: il vero itinerario inizia da qui

Giunti nei pressi del Capoluogo della Sabina, si seguono le indicazioni per Petrella Salto e, subito dopo, quelle per il Lago del Salto, sempre ben segnalato lungo il percorso.

Il primo tratto lungo la SS579, caratterizzato da un bel misto veloce, consente di apprezzare la discrete doti di stabilità della moto nell’affrontare i curvoni a ritmo spedito, nonostante la ruota da 21’’ e l’impostazione più spiccatamente off-road avrebbero lasciato intendere il contrario. La Sertao “naviga” disinvolta da una curva all’altra, ben supportata dal monocilindrico 650cc: non un mostro di potenza, ma dotato di una buona spinta già dai regimi medio/bassi.

Superata Grotti, giunti nei pressi del lago, si lascia la SS579 e si seguono le indicazioni per la Diga del Salto. L’itinerario, a questo punto, entra nel vivo, con il nastro d’asfalto che si raggomitola vorticosamente andando a disegnare i frastagliati contorni del bacino artificiale creato nel 1940.

Curve, passaggi stretti con asfalto non sempre perfetto, panorami, natura allo stato brado ed una vista sulla diga da togliere il respiro, sono gli ingredienti con cui il Salto accoglie i Riders avventurosi che si spingono fin qui. Luoghi, come dicevamo, che esaltano le doti di una moderna enduro stradale.

La Sertao si muove agile nello stretto – molto più di quanto l’impostazione ciclistica, il baricentro alto e l’effetto giroscopico della ruota anteriore  lascerebbero intendere – con le sospensioni che digeriscono, senza troppi problemi, le sconnessioni dell’asfalto. Il merito va ad un equilibrio generale invidiabile e ad una ottima sensazione di controllo del mezzo. Solo nei cambi di direzione più spinti (decisamente spinti) si avverte una certa inerzia che mi ricorda – saggiamente – di non essere su una moto nata per affrontare le curve col coltello tra i denti.

Un sentiero sterrato in riva al lago, poi, offre la prima possibilità di saggiare le doti fuoristradistiche della Sertao. Seduto, o in piedi sulle pedane, la moto si lascia condurre con estrema facilità. E se si vuole esagerare, via l’ABS (presente sull’esemplare in prova) tramite il comodo switch, e la Sertao si lascia timonare dalla ruota anteriore, mentre il posteriore “uncina” il terreno derapando alle aperture più decide del gas. Il tutto, in grande sicurezza, e rammentando che non si tratta di una enduro specialistica con cui aggredire le mulattiere più impervie, ma di un mezzo adatto ad affrontare anche passaggi off-road durante viaggi avventurosi.

Dal Lago del Salto al Piano di Rascino

Ritorno con le ruote sull’asfalto e proseguo lungo la strada tortuosa, che prende ad arrampicarsi con bellissime vedute sullo specchio d’acqua subito dopo aver lasciato il lago all’altezza di Fiumata in direzione Fiamignano.

Da qui parte un suggestivo e avventuroso percorso “aggrappato” alla montagna che esprime al meglio lo spirito “enduro-stradale” della moto che cavalco. L’asfalto non sempre perfetto, la possibilità di incontrare improvvisamente dello sporco sotto le ruote, l’ambiente selvaggio e “fuori dal mondo”, con animali allo stato brado e la totale assenza di tracce di civiltà, mi fanno sentire nel bel mezzo di un Raid ai confini del mondo. In questo frangente, l’ottimo lavoro di sospensioni e freni (utilissimo l’ABS) mi facilitano non poco il compito, consentendomi di godere il tutto senza troppi patemi: la Sertao obbedisce docilmente ai comandi, e persino a qualche “strapazzo”, senza sbavature!

Salgo di quota continuando a seguire le indicazioni per il Piano di Rascino (ben segnalato). Tutt’a un  tratto l’asfalto finisce e mi ritrovo davanti ad una visione paradisiaca: un altipiano che non teme il confronto con la ben più nota località di Castelluccio di Norcia, e una meravigliosa strada bianca, lunghissima, che lo taglia in tutta la sua estensione, come una cicatrice sul manto verde e fiorito. Impossibile resistere!!!

In piedi sulle pedane sciolgo le briglie alla Sertao che mi lascia di stucco per la facilità con cui affronta questo tratto off-road anche a velocità sostenuta. Il che mi fa intendere che questa moto non avrebbe problemi lungo le tipiche piste nel deserto che si incontrano in Tunisia o in Marocco.

Dal Piano di Rascino all’altro versante del Lago

Soddisfatto per la bella galloppata nella polvere, dopo una sosta panoramica per ammirare il piccolo lago sull’altipiano, che brilla come una gemma trasparente nel verde, proseguo, riscendendo a valle, fino a Santa Lucia, per poi ritornare nuovamente a lambire il bacino del Salto nei pressi di Fiumata. Da qui, continuo sulla strada del lungo lago percorrendo il versante opposto a quello dell’andata. L’arrivo alla diga, dopo una serie infinita di curve (roba da mal di mare), segna anche la fine dell’itinerario, che si conclude percorrendo a ritroso la strada fino a Rieti, per poi rientrare a Roma lungo un perso alternativo alla solita Salaria. Un percorso semisconosciuto, ben più eccitante, curvoso e con ottimo asfalto. Ma questa è un’altra Storia… (che se volete potete scoprire su ItineRiders, percorso N.2A tutta Piega lontano dalle rotte abituali:  tra Terni e Rieti fino alle porte della Capitale”)

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BMW G 650 GS Sertao in sintesi

La Sertao si è rivelata una compagna perfetta nelle tipiche avventure Enduro-Turistiche. Equilibrata su asfalto, dove si lascia condurre con estrema facilità su ogni tipo di percorso, ha mostrato ottime doti di Comfort (sella morbida e triangolazione sella, manubrio, pedane azzeccata) oltre a consumi davvero bassi che incrementano l’autonomia, nonostante il serbatoio non proprio “big size” di soli 14 litri.

In off road, a patto di non aspettarsi performance da enduro specialistica, non si rimane troppo delusi. Sospensioni dedicate, dalla lunga escursione, e possibilità di disinserire l’ABS (raccomandatissimo su una moto così) incrementano il piacere di guida in fuoristrada, cui contribuisce la ruota da 21’’, perfetta per timonare la moto e gestirla al meglio durante le perdite di aderenza del posteriore.

L’erogazione del monocilindrico, regolare sin dai 2.000 giri, è perfetta in città, dove non costringe ad un eccessivo utilizzo del cambio, e corposa quanto basta per danzare con brio tra le curve, o effettuare un sorpasso autostradale in surplace.

La BMW G 650 GS Sertao è disponibile al prezzo di 7.750 euro c.i.m (incluso primo tagliando).

PIACE

  • Facilità di guida
  • Polivalenza di utilizzo
  • Comfort e Consumi
  • Frenata con ABS (modulabile e potente il giusto)

NON PIACE

  • Vibrazioni
  • Serbatoio un po’ troppo piccolo (un limite nei Raid più impegnativi)
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Abbigliamento Tecnico utilizzato

  • CASCO: Scorpion Exo 750 Air Vintage (ideale per l’utilizzo ad ampio raggio, si contraddistingue per la bella grafica e l’efficace sistema AirFit che consente di regolare la calzata al meglio)
  • GIUBBOTTO: Ixon Oxygen (un “quattro stagioni” per ogni occasione dall’ottima vestibilità e leggerezza. Una volta eliminata l’imbottitura interna è perfetto per affrontare anche il caldo torrido grazie all’efficacissimo sistema di ventilazione interna)
  • STIVALI: SIDI
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8 Comments

  1. Cultura Piacere via Facebook

    2012/06/07 at 3:35 PM

    prenderò in considerazione per un prossimo giretto

  2. Pianeta Riders via Facebook

    2012/06/07 at 3:55 PM

    vedrai, ne vale la pena 😉

  3. Cultura Piacere via Facebook

    2012/06/07 at 3:55 PM

    ne sono sicurissimo

  4. Valentina Cofini via Facebook

    2012/06/07 at 4:00 PM

    il percorso del Santo Patrono…

  5. Brad

    2012/06/07 at 5:33 PM

    una moto intelligente che fa 30 al litro e va dovunque. Peccato che BMW non abbia voluto osare un po’ di più rimanendo troppo ancorata ad un vecchio progetto. La conocorrnza (TENERE) ho la sensazione che stia avanti

  6. Michele

    2012/06/07 at 6:43 PM

    Bello l’itinerario, che figata!!!

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