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Due ruote a Roma: palme come fossimo a Beverly Hills e buche come per le vie di Kandahar


 

La capitale, come noto, detiene il record europeo di mobilità su due ruote. Moto e scooter rappresentano un’inderogabile necessità per i romani alle prese con un’area urbana estesa e dislocata, perennemente intasata di traffico, e con un sistema di servizi pubblici quanto meno discutibile. Aggiungiamo, un sistema di servizi pubblici nettamente “arretrato” rispetto agli attuali standard europei.

Ma c’è di più. A rendere drammatica la situazione, la condizione disperata in cui versano moltissime strade il cui asfalto si direbbe bombardato ogni giorno di fresco. Per non parlare dei sampietrini, autentica tradizione capitolina che, apprezzatissima tra i viottoli del centro storico, difficilmente si riesce a comprendere su direttrici importanti e trafficate; come ad esempio via Nazionale tra Piazza Esedra a Piazza Venezia. Un lungo vialone pronto a trasformarsi in una trappola micidiale per le due ruote alle prime gocce di pioggia. Potremmo aggiungere nel novero delle “trappole” urbane anche i cordoli delle corsie preferenziali (benché, in effetti, un intervento in tal senso sia già stato attuato, anche se… vogliamo parlare dei risultati?).

Insomma, l’amministrazione capitolina, da sempre pronta a promettere interventi (persino all’ultimo MotoDays) di  fatto latita. Ad esempio, proprio di recente è stato rattoppato un tratto di Salaria tra la tangenziale e villa Ada. Benissimo, ma poi? Subito dopo ci si ritrova costretti a pericolosissimi slalom tra buche, asfalto rialzato dalle radici degli alberi, e quant’altro. E questo è solo un piccolo esempio di una situazione che si ripropone identica più o meno in ogni circoscrizione. Il sistema viario di Roma appare dove più dove meno un percorso a ostacoli. Trappole su trappole che mietono vittime, come dimostra la cronaca incidentistica quotidiana: un autentico bollettino di guerra.

Ed è alla luce di tutto questo che allora si fa fatica a comprendere certe iniziative.
Roma, periferia nord, zona residenziale “Porta di Roma”. Operai al lavoro istallano palme tra una carreggiata e l’altra di un lungo vialone. Mi dicono stia capitando qualcosa di simile anche altrove.
D’accordo, il decoro urbano è importante e di sicuro anche i vivaisti dovranno campare. Ma alla luce di una situazione disastrosa e insostenibile, era poi così necessario investire soldi (i nostri soldi) in questo modo? Non era meglio dirottare le risorse per tamponare la situazione sulle strade? Insomma, palme come fossimo a Beverly Hills… e buche, come per le vie di Kandahar!

2 Comments

  1. Carlo X

    2010/04/23 at 9:24 AM

    Condivido in pieno questo post e aggiungo (visto che è stata citata Roma Nord), fatevi una passeggiata a Roma Sud e rabbrividite. Però non ci venite in moto che rischiate di finire in qualche voragine

  2. Pingback: Nanni Moretti investito in Vespa... a quasi vent'anni da Caro Diario | Pianeta Riders

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