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Test Prova Honda Integra: incontri ravvicinati del terzo tipo

Pochi modelli sono stati in grado di spiazzare e disorientare gli addetti ai lavori come il nuovissimo Honda IntegraMoto, scooter, mezzo transgender?
Forse è stato questo l’errore, perché Integra non andrebbe interpretato secondo canoni consueti, ma  approcciato partendo dal presupposto che si tratta di una categoria a sé – categoria Integra – un mezzo che tenta di farsi largo come terzo genus tra moto e scooter. In questo senso si può parlare di una delle novità più dirompenti del 2012.

Come tutte le cose nuove, divide l’Integra. C’è chi ne va matto, chi lo guarda con sospetto, chi semplicemente fatica a comprenderlo. Dopo averlo testato a spasso tra percorsi urbani ed extraurbani, personalmente sono arrivato a una conclusione… anzi due: 1) è bene farci un giro, prima di rimanere intrappolati in un preconcetto; 2) la cosa incredibile è che – comunque la mettiate – Integra si vende da sé… ma questa ve la racconterò alla fine della prova.
Adesso infilatevi il casco e vediamo come va.

Linea e contenuti

Prima di partire giriamogli un po’ attorno. Le linee sembrano studiate per disorientare ulteriormente chi lo guarda per la prima volta. L’anteriore è di matrice 100% scooteristica, con linee bombante e uno scudo protettivo, dotato di faro multireflecor, sovrastato dall’ampio parabrezza. Il posteriore, invece, parla un linguaggio più schiettamente motociclistico: snello, smilzo e piuttosto filante…
Insomma, a vederlo arrivare diresti “ecco uno scooter”… a vederlo andar via, invece, “è passata una moto”.

Approfondiamo. A completare la “sensazione” scooteristica, concorrono l’ampia pedana per i piedi, la sella extra-large, comoda per pilota e passeggero, e lo spazio sottostante per riporre un casco jet o un demi-jet (Honda ha verificato diversi modelli, di varie marche, ma si potrebbe avere qualche problema con prodotti più voluminosi. Fuori discussione la possibilità di riporvi un casco integrale).

Tutto il resto gode di un’impostazione motociclistica: telaio (una robusta struttura in tubi d’acciaio), forcella (telescopica con steli da 41mm), mono-ammortizzatore posteriore ProLink (regolabile nel precarico), ruote da 17’’ (pneumatico anteriore da  120/70 e posteriore da 160/70) e sistema di frenata C-ABS non fanno rimpiangere la dotazione di una media naked.

Ma è soprattutto la trasmissione il vero leit motiv di questo progetto: niente a che vedere col “solito” sistema a variazione continua (CVT) che si trova di norma sugli scooter! A  rendere Integra qualcosa di differente è un compatto DCT di ultima generazione, un cambio vero e proprio (simile ai sequenziali di derivazione auto) che opera attraverso un meccanismo basato su due alberi concentrici, uno per le marce pari e un altro per le dispari.

Una volta girata la chiave, oltre alla folle, avrete tre possibili opzioni selezionabili attraverso il comodo pulsante sulla parte destra del manubrio: DRIVE (con un’erogazione del motore più dolce per il tran tran urbano), SPORT (per quando la temperatura sale sui percorsi più guidati) e MANUALE, per intervenire autonomamente sulla cambiata grazie agli switch sul lato sinistro (intervento che – sotto la sorveglianza del sofisticato software della centralina “a prova di imbranato”, che gestisce il sistema di cambiata automatica “leggendo” stile e condizione di guida – è possibile effettuare anche nelle modalità “drive” e “sport”).

Tra le soluzioni adottate su Integra che hanno fatto maggiormente discutere, la scelta, da parte di Honda, di prediligere una trasmissione finale a catena al posto della più pratica cinghia (che non necessita di manutenzione). Una scelta che, però, andrebbe letta con uno sguardo più ampio sull’intero progetto di cui Integra fa parte. Progetto che comprende anche la naked NC 700S e il CrossOver NC700X, che condividono con lei gran parte di soluzioni e componentistica… in altre parole, una scelta votata a alla razionalizzazione del processo di produzione con un occhio al contenimento dei costi.

A spingere l’Integra , infine, troviamo il nuovissimo bicilindrico in linea da 670cc, campione di consumi (con un valore dichiarato superiore ai 27 Km/l in modalità “drive”) e rispettoso dell’ambiente (con emissioni di molto inferiori – circa il 50% in meno – ai limiti imposti dalla normativa Euro3).
Caratteristiche, queste, che non mettono in secondo piano le prestazioni: 51,8 Cavalli di potenza a 6.250 giri/min e una coppia motore di 62 Nm a 4.750 giri/min.

In città

Salto in sella e, per prima cosa, scopro subito un mezzo facile e protettivo, paragonabile, per caratteristiche dinamiche e confort, ad un moderno maxi-scooter. Ma con una differenza non trascurabile: la ciclistica, d’impostazione moto, offre una stabilità e un rigore davvero impressionanti.

Integra si dimostra perfettamente a suo agio nell’attraversare stradine acciottolate, passaggi stretti, traffico e continui stop&go… al semaforo, lo scatto in modalità Drive è più che buono, con la spinta che si  irrobustisce, con decisione, non appena lasciata la parte bassa del contagiri.

Provo a giocare con le varie impostazioni offerte dal DCT. L’opzione MANUALE, nonostante la facilità d’uso, la lascio presto da parte: in città conviene affidarsi  alle magie della centralina che – soprattutto in modalità DRIVE – offre tutto il necessario per affrontare al meglio il percorso casa-ufficio in completo relax, senza doversi preoccupare di altro se non di condurre il mezzo. La modalità SPORT, invece, benché più prestazionale, rende Integra un pelino più “ruvido” nelle manovre a bassa velocità, con una resa generale meno fluida.

Buona la manovrabilità nello stretto nonostante gli ingombri e il peso di 238 Kg (in ordine di marcia). Integra, grazie ad un accurato studio sulla distribuzione delle masse, si muove e si parcheggia con facilità, rendendo le manovre semplici anche a chi non è esattamente un culturista.

L’unico neo riscontrato in ambiente urbano riguarda la forcella, un po’ troppo secca nella risposta su asfalto non omogeneo, come, ad esempio, sul tipico pavé.

Percorsi Extra-Urbani

Se da un lato era prevedibile l’ottima resa in città, stupisce piacevolmente il comportamento sui percorsi fuori porta.

Al di là dell’eccellente protezione offerta sui tratti veloci (il parabrezza elimina completamente la pressione su spalle e casco), dove Integra conferma le solide doti di stabilità (come procedesse su rotaie), piace molto anche il comportamento tra le curve, come quelle tipiche di una bella gita nel finesettimana.

Onde evitare fraintendimenti, però, chiariamolo subito: non è questo il mezzo con cui andare a caccia di pieghe estreme! Ciò non toglie  che, l’equilibrio generale del mezzo, consenta di divertirsi pennellando belle curve con estremo gusto.
Integra entra bene in piega, mantiene la traiettoria con rigore e, in modalità Sport, ci si ritrova sempre nella parte “buona” del contagiri in fase di uscita.  Solo l’agilità, nei pif-paf più repentini, non è immediata: per andare forte occorre guidare col corpo, assecondando l’azione con spostamenti laterali (proprio come si fa con le moto… e come piace fare al sottoscritto).
Quando si esagera con le pieghe (quando si esagera per davvero) può capitare di avvertire qualche lieve “grattatina” circoscritta al lato sinistro, nonostante l’ottima luce a terra.

Da applausi, invece, il sistema di frenata combinato C-ABS di serie, fiore all’occhiello dell’ultima produzione Honda, che si esalta su un mezzo come l’Integra.
Il C-ABS, sistema antibloccaggio e di frenata combinata, consente di agire con la leva destra sul freno anteriore, mentre la sinistra aziona il posteriore e il pistoncino centrale della pinza anteriore. Ho fatto di tutto, durante il Test, per mandarlo in crisi, simulando ogni possibile situazione, dalla frenata d’emergenza su fondo viscido, alla decelerazione “assassina”, passando per la pinzata in piena piega: non c’è stato verso, nulla da fare… promosso con lode!

Lo stesso trattamento, poi, l’ho riservato alla centralina che sovraintende alla cambiata nelle modalità automatiche: nonostante i tentativi di trarre in inganno il sistema, simulando situazioni impreviste, il software ha sempre reagito istantaneamente “decidendo” al meglio sul da farsi.
Talvolta brucia ammetterlo, soprattutto a noi Riders più “romantici” e conservatori, ma certe diavolerie elettroniche non smettono mai di stupire!

Ciò che mi è piaciuto meno, invece, nella guida più “allegra” tra le curve, quando si tende ad avanzare per caricare l’anteriore, è stata la facilità con cui le ginocchia urtano contro lo spigolo dello scudo anteriore, circostanza che potrebbe infastidire chi è più alto di un metro e ottanta (ferma restando la possibilità di assumere una postura con le gambe più distese che di fatto elimina il problema).

A ognuno il suo: io l’Integra me lo gusto così!

Un mezzo come questo, con così tante opzioni e modalità, offre, a chi lo sceglie, un qualcosa in più: la possibilità di trovare il proprio stile di guida preferito.

A me, ad esempio, è piaciuto molto scatenare l’Integra tra le curve in modalità “Sport” (col motore maggiormente pronto ad assecondare i pruriti del polso destro), sfruttando la possibilità di scalare una marcia manualmente, poco prima dell’ingresso in curva, per godere di una maggiore sensazione motociclistica (con tanto di incremento del freno motore) e di una percorrenza di curva più vivace.
A ognuno il suo Integra…

Conclusioni

A inizio test vi ho accennato a come l’Integra si venda da sé: dal benzinaio, al bar dopo un caffè, durante la sosta al lago per il pranzo, è stato più che palpabile l’interesse di molti appassionati che ci hanno rivelato di essere pronti all’acquisto. Tutta gente mediamente ben preparata sulla tecnica, consapevole del prodotto e in piena “età della ragione”… che Honda abbia azzeccato un nuovo target, maturo e trasversale, desideroso di novità e cambiamento?
Un target di motoscooteristi, anzi meglio, di “Integristi”, ben lieti di godere di un mezzo supertecnologico, dai consumi parchi e allo stesso tempo pratico e divertente?

Scooter, moto, ibrido, non ibrido, mezzo a sé… la sfida è lanciata: Integra ha di fatto inaugurato un nuovo filone di mobilità su due ruote.
Piacerà? Non piacera? Questo è presto per dirlo. Personalmente (calandomi nei panni dell’acquirente tipo) l’ho trovato un progetto convincente… un consiglio? Provate a farci un giro!
Dopo la gallery tutte le risposte ai quesiti sull’Integra che ci avete posto QUI

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I Vostri quesiti

ZAC:  vorrei sapere qualcosa di più a proposito del cambio al manubrio. E’ facile da usare? Ci si impiccia con i guanti? Si fa casino o si riesce a gestire bene?

RISP: Sulle prime ci vuole un minimo di assuefazione, ma gli switch sono ben posizionati e non ho rilevato particolari fastidi. Solo di rado è capitato di suonare per sbaglio il clacson invece di premere il pulsante per scalare. In più, nessuna interferenza con la leva del freno al momento di inserire una marcia in più (visto il posizionamento del pulsante) per il semplice motivo che è un evidente controsenso inserire una marcia più alta quando si frena.

DI BELLA: ho una curiosità anch’io. magari è una cavolata, ma si sente il freno motore o tra le curve è come uno scooter? grazie

RISP: diversamente da uno scooter, il freno motore è unapiacevole presenza su Integra. Lo si apprezza molto bene sul guidato, dove offre un bel feeling di guida già lasciando fare al software della centralina, soprattutto in modalità “Sport”. Poi, se vuoi divertirti ancora di più, infili dentro una marcia manualmente prima della piega e via…

CRISTIAN ROADSMART ARTICO VIA FACEBOOK: ti parlo da motociclista… a me sto integra piace, dovessi poltronizzarmi… prenderei questo…il t max ha rotto;

RAFFAELE NIGLIO VIA FACEBOOK: a me interessa questo motorscooter… mi aspetto una comparazione con le novità maxiscooteristiche tipo bmw, tmax ecc.

RISP: Prima del test volevo cercare di capire proprio certe differenze… ma sono arrivato ad una conclusione un po’ diversa: sarà per la differenza non trascurabile tra il CVT (cambio a variatore automatico) e il DCT di Integra (che invece è un cambio vero e proprio), ma credo che le differenze, tra certi mezzi, siano più profonde di quanto si creda… provate e vedrete!

FABIO V MADDIONA VIA FACEBOOK: anche io lo stavo considerando, mi piaceva soprattutto il cambio e i consumi, ma poi… sottosella piccolissimo, non ci sta nemmeno un integrale : pessima scelta… e allora… t-max

RISP: no Fabio, l’Integrale – te lo confermo – te lo scordi! Però un buon Jet c’entra! Credo che in Honda propongano un interrogativo implicito di questo genere: vuoi le ruote da 17 pollici per una resa di guida maggiormente “motociclistica”? Purtroppo devi rinunciare a qualcosa… a te la scelta!

PAOLO : non capisco il perché della distribuzione a catena e non a cinghia………..mah!!!

RISP: Al di là di una certa maggiore efficienza in termini d consumi, come scritto nella prova, mi sono fatto anche l’idea che – essendo Integra parte di un progetto più ampio che comprende altri due modelli di moto – ci sia alla base anche la necessità di contenere i costi e razionalizzare i processi di produzione.

LIPPI STEFANO VIA FACEBOOK: o moto o scooter…….l’ibrido nn sa di nulla

FABIO V MADDIONA VIA FACEBOOK: eppure è proprio l’ibrido ciò che è più ricercato…

RISP: ragazzi, credo che nel vostro scambio dialettico ci sia il senso profondo – e forse non ancora esattamente percepito nella sua esatta dimensione – dell’innovatività di questo modello.

ORAZIO:  a livello di prestazioni come se la cava l’integra? in un’uscita con altre moto si riesce a stare dietro agli amici con le varie z750, hornet, e simili???

RISP: se intendi una normale uscita tra amici, senza l’idea di partecipare ad una cronoscalata in salita col coltello tra i denti, assolutamente nessun problema. Con Integra vai tanto quanto una media naked (tipo, ad esempio, CBF 600 per rimanere in casa Honda)

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Integra in sintesi

PREGI

  • Qualità dinamiche;
  • confort e praticità;
  • contenuti tecnologici;
  • consumi da record

DIFETTI

  • Abitabilità per i più alti (le ginocchia – nella guida più spinta – possono urtare con lo scudo anteriore);
  • forcella un po’ secca nella risposta sul pavé;
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20 Comments

  1. massimo

    2012/01/16 at 10:56 PM

    Senti ma la velocità Max ?????????

  2. Mr D

    2012/01/17 at 12:23 AM

    grazie ad una velocisssima puntata sulle Autobahn tedesche ho potuto appurare che il tachimetro supera abbondantemente i 160 Km/h indicati dallo strumento 😉

  3. Domenico

    2012/01/17 at 10:27 AM

    bellissimo bianco!!!
    La prova è interessante e non mi stupisce che molti facciano domande su questa moto. Molti che avevano il TMAX lo prenderanno per non sentirsi più dire che sono scooteristi, ne sono sicuro!!!!!! uahahahah : -DDDDD

  4. Boris

    2012/01/17 at 11:10 AM

    Complimenti per il test, ben fatto.
    Una curiosità, dove sono state scattate le foto? E’ un posto stupendo.
    Mi sembra di aver capito che è un lago, ma non riesco a individuarlo.
    Grazie

  5. Mr D

    2012/01/17 at 12:00 PM

    Ciao Boris, si tratta del lago Albano, nella zona dei Castelli Romani

  6. massimo

    2012/01/17 at 3:58 PM

    Comprato a scatola chiusa un mese fa circa, rosso HONDA il colore……aspetto con trepidazione fine Gennaio per poterlo cavalcare e dirvi come va.
    Complimenti x l’ottima recensione Mr D.

  7. Munz

    2012/01/18 at 12:21 PM

    Niente male, spero solo che chi lo acquisterà non avrà la pretesa di farsi chiamare MOTOCICLISTA

  8. Basile

    2012/01/23 at 12:41 PM

    bella, ma costa troppo!!!

  9. Arnaldo

    2012/01/28 at 7:53 PM

    mezzo interessante

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  11. massimo

    2012/02/02 at 2:54 PM

    Eccolo !!!! Arrivato Blu !!! Prossima settimana sarà dentro il mio garage !!!!

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  13. alessio

    2012/03/06 at 7:48 PM

    Ciao a tutti, ho provato Honda Integra , lo scorso week-end (4 marzo us) nello speciale
    Honda In the City nulla un bel motore.L’ho provato nella modalita’ sport automatica, vivace un po’ brusco nel passare da una marcia all’altra. Unico neo surriscaldamento delle pedane dei piedi e della sella !!!!!
    ps non montava l’optional che volendo su puo’ avere sui nuovi scooters BMW!!
    a presto

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  19. 1x2

    2012/07/27 at 12:59 AM

    e’ interessante, ma il mio timore e’ che sia un po troppo fiacca per i lunghi viaggi in due con bagagli.. insomma, se devo muovere un unico appunto alla mia kawa versys e’ proprio che in due, carichi di bagagli, in montagna si siede un po troppo. Sta integra ha quasi 15 cv di meno e pesa quasi 40kg in piu.. mmmmhhh, ottimi consumi, prezzo basso ma mi dibatto con il nuovo scooter c650gt. Io giro l’europa, e senza scherzi in germania i 160 e rotti di punta dell’integra, da solo e senza valigie sono pochi.. col freno aerodinamico delle valigie e il passeggero mi sa che la punta e’ 150, il che significa una crociera MASSIMA di 140, e per 9000 euro non e’ esattamente il massimo della vita.. boh

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