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Test Honda Transalp ABS 2011: esiste davvero l’enduro stradale? Dipende…

Difficile sintetizzare la stirpe Transalp in poche righe.  Una storia lunga alle spalle per un progetto che si innova negli anni, sempre uguale, sempre diverso. E se un tempo erano le piste africane e  i lunghi Raid transcontinentali l’alone suggestivo che avvolgeva un certo segmento motociclistico, oggi le cose cambiano, i gusti anche, e si aggiusta il tiro: più asfalto e meno polvere. Eppure, sin dall’inizio, il nome “TransALP” parlava chiaro: poca Africa o Deserti nel mirino, e soprattutto tornanti, passi e destinazioni d’oltralpe… con un piccolo plus, la possibilità di attraversamenti “difficili”.

Febbraio, inverno pieno. Le vette alpine sono lontane ma l’Appennino è proprio qui, a portata di mano. È da tempo che desideravo rimettere mano al Transalp, comprenderne meglio gli ultimi aggiornamenti, saggiare la bontà del sistema ABS, insomma, una bella scusa per una gita invernale d’alta quota. E così, un rapido scambio con Honda Italia, ed ecco l’Enduro Stradale della casa alata parcheggiata sorniona in garage (passerò diverso tempo, durante la prova, ad interrogarmi sull’esatta portata dell’espressione “enduro-stadale”. Alla fine vi dirò la mia).

Che questa moto sia perfetta per affrontare il tran tran quotidiano in città, lo sapete già. Esattamente come sapete alla perfezione che se la cava benissimo nei viaggi a medio/lungo raggio, anche a pieno carico, grazie alla buona abitabilità e all’ottimo confort di marcia (incredibile come quel cupolino “striminzito” riesca a proteggere così bene anche in autostrada). Ma visto che la moto non è solo un mezzo da città, e quei viaggi lì, in media, si fanno forse una volta l’anno, la domanda è: quali emozioni può offrire il Transalp nei tipici motogiri del week-end? Sa far divertire alla guida? E se poi, in montagna, l’asfalto finisce e voglio arrivare un po’ più su? Infiliamoci il casco e vediamo che succede!

Dopo aver utilizzato il Transalp quasi esclusivamente per gironzolare tra le vie di Roma e dintorni, arriva finalmente la mattinata giusta. Il calendario dice che siamo appena oltre i temibili giorni della merla, i più freddi dell’anno, ma il meteo promette bene e così si parte di buon ora. L’intenzione è di macinare un bel po’ di chilometri sulle montagne tra Lazio e Abruzzo.

Presto fatto, e in men che non si dica, abbandonate le noiose strade di collegamento, si raggiunge l’Hot Spot, iniziano le curve, e prende il via la prima arrampicata. Sul Transalp c’è da fare subito una prima considerazione: non è la moto con cui pensare di andar dietro agl’amici con cavalcature “Sport”. A proposito, eccone giusto uno. Lo sento in coda, lo guardo dagli specchietti, è un Gixxer 600. Gli rimango avanti per un po’, poi lo lascio passare. Voglio vedere se riesco a stargli dietro. Il misto è molto molto stretto. Nonostante l’asfalto freddo di febbraio imponga molta attenzione il ritmo è buono: il ragazzo ci sa fare. Una piega dopo l’altra non lo mollo, ce l’ho sempre lì, a portata. Il merito va soprattutto all’erogazione del motore, perfetto per assecondare le uscite di curva nei tratti guidati, ma anche alla sezione “stretta” degli pneumatici che, nel toboga infernale di “esse” dove ci siamo infilati, mi consente di anticipare di molto l’azione di guida. L’agilità è buona: col Transalp stacchi, butti giù, rialzi al volo, ed è subito pronto per la contropiega; talvolta tende un po’ ad allargare, ma lo tieni facile, senza grossi problemi. Poi la strada si apre, le curve si fanno veloci, arrivano i rettilinei e il Gixxer se ne va, com’è giusto che sia. Sono comunque soddisfatto, nel  misto stretto mi sono divertito: niente male!

Si prosegue alternando tratti più veloci ad altri più lenti. È proprio nel “guidato” veloce che emerge qualche piccolo limite causato soprattutto dalla ruota da 19’’ nei curvoni affrontati in maniera (un po’ troppo) disinvolta.
Ma ecco un’altra bella arrampicata. Il fondo si presenta più rovinato del previsto e particolarmente sporco. Si vede che qui l’inverno ha picchiato duro. Le sospensioni digeriscono abbastanza bene le sconnessioni e proseguo senza dover rallentare troppo il ritmo. A tranquillizzarmi, in frenata, ci pensa l’ABS.

A proposito dell’impianto ABS di questo Transalp. In genere, lo confesso, non sono un appassionatissimo di impianti di assistenza alla frenata, ma su moto come questa – vista la destinazione d’uso – sono un plus da prendere seriamente in considerazione. Una volta (ri)presa confidenza col loro tipico funzionamento ci si sente molto più sicuri su fondi insidiosi. In generale, l’impianto istallato su questa Honda mi è parso nella media. In altre occasioni ne ho testati di più efficaci (e meno invasivi nelle “sensazioni” di guida, soprattutto in staccata), ma tutto sommato fa il suo lavoro in maniera onesta senza “disturbare” eccessivamente, neanche quando gli animi si scaldano e si cerca una guida più aggressiva. Su una moto da fuoristrada “occasionale” come questa, poi, il fatto che non sia disinseribile non ha davvero alcuna importanza (se non quella di alimentare le chiacchiere al bar… ma si sa come sono fatti i bar, e in fondo ci piace così!)

Dicevamo del fuoristrada ed ecco, ci siamo! Finalmente il luogo dove volevo provare le capacità off-road di questa moto secondo quanto – a mio avviso – le è più consono: strade bianche, qualche pietraia molto blanda, un veloce passaggio nel bosco ed una escursione in “fuoripista” per raggiungere un angolino segreto, che adesso, col sole che è uscito, è lì che mi aspetta per ritemprarmi.

Via l’asfalto, quindi, si parte. Sento che le sospensioni lavorano subito bene, confermando una buona ecletticità d’uso, sebbene la risposta del posteriore appaia un po’ troppo “secca”. Nel tratto più semplice rimango tranquillamente seduto, la moto si controlla bene anche proseguendo di buon ritmo. Poi il percorso si fa impervio e provo a mettermi sulle pedane. Non mi sento esattamente a mio agio, trovo il manubrio un po’ troppo basso e, in generale, si avverte come quest’ultima declinazione del Transalp abbia ceduto ancora qualcosa sul fronte “enduro”. Ad ogni modo procedo, finché, nell’affrontare un dislivello del terreno piuttosto marcato, traspare il limite maggiore in fuoristrada: il Transalp è davvero troppo basso e si rischia di toccare con estrema facilità (vi sconsiglio di testare le capacità di tenuta della protezione del motore). Poco male, rallento, e mi godo la passeggiata in “off” con più tranquillità, in fondo non ho gare da vincere o tempi da battere.

Ed è proprio questo ciò che intendevo prima a proposito dell’esatta dimensione da attribuire al termine “enduro-stradale” a proposito del Transalp: si tratta – né più né meno – che della reale possibilità di ampliare la gittata delle proprie ambizioni esplorative. Con questa Honda, la maggior parte dei luoghi dove non ci si avventurerebbe con una comune stradale, sono invece alla portata. Se volete affrontare le dune del deserto o sporcarvi nel fango come bimbi felici, saranno decisamente altre le cavalcature a cui rivolgersi.

Termina anche il sentiero ed ecco il mio angolino bucolico sbucare in cima alla collina. Proseguo. La ruota posteriore slitta sull’erba bagnata regalando qualche piccola derapata divertente. Gli ultimi metri e finalmente sono in cima. C’è un silenzio meraviglioso. Tutt’attorno solo io, il Transalp, il sole d’inverno, un panorama splendido e la mia panca preferita… cosa volere di più?

QUI trovate qualche altro scatto realizzato durante il test.


15 Comments

  1. Sante

    2011/02/15 at 4:36 PM

    le gomme strette nel misto serio sono micidiali, assolutamente vero.
    Bella prova, e comunque non è un caso che di Transalp continuano a venderne ancora a secchiate. Un amico l’estate scorsa ci ha girato tutto il Marocco senza problemi, e mi sembra che era anche una versione non recentissima

  2. Sangue di Cornovaglia

    2011/02/15 at 6:17 PM

    esclusi un paio di modelli in listino direi che oggi enduro stradale significa tutto e non signfica niente. Senza dire sempre le solite cose, una volta era un altro discorso e le enduro vere che andavano bene anche in strada c’erano e come.
    Forte la foto finale! 😀

  3. Mario76

    2011/02/16 at 10:10 AM

    la mia prima moto, modello precedente a questo, ci ho fatto di tutto, anche le vacanze…….è come il primo ammore, non si scorda mai :mrgreen:

  4. Monia

    2011/02/24 at 8:40 PM

    Vorrei che la prendesse il mio moroso, ma lui dice che vuole il 1200 😯 A me sembra un’esagerazione

  5. paul

    2011/03/13 at 9:13 PM

    Sicuri che con transalp si possono fare solo stradine bianche e poco più? leggendo motoforpeace.com e africasedicimila sembrerebbe che qualcosa di più impegnativo si possa fare, tipo attraversare tutta l’Africa!

  6. Mr D

    2011/03/14 at 10:15 AM

    Ciao Paul,
    in effetti credo che il discorso vada impostato in maniera differente. A ben vedere tutto si può fare con tutto. Il buon Giorgio Bettinelli, grande globetrotter purtroppo scomparso qualche anno fa, ha attraversato il mondo, Africa compresa, in sella ad una “semplice” Vespa, senza disdegnare percorsi impervi e disastrati.
    Questo per dire che quando si descrive una moto la si giudica tenendo conto della sua natura e destinazione d’uso cercando di evidenziare il suo utilizzo “ideale”. Poi nessuno vieta – durante un viaggio – di farsi un giro col Transalp sul vecchio Nurburgring (aperto al pubblico per numerosi giorni all’anno), la moto concluderà perfettamente il percorso, ma a nessuno verrebbe mai in mente di dire che il Transalp è una moto da pista. Tutto qui.

  7. Elica

    2011/03/17 at 11:10 PM

    La prova mi è molto piaciuta e ha messo bene in risalto lo spirito di questa enduro stradale. Con la mia TA 700 ho già percorso 8000km al 90 % asfalto. Credo che il rapporto prestazioni affidabilità e prezzo siano i punti di forza di questo modello.
    Sono contentissimo dell’acquisto, piano piano la sto accessoriando e il prossimo anno mi faccio un bel giro (5-6 nazioni).
    Questa moto ha un eredità importante e la versione 700 è la degna erede del mitico nome che porta

  8. Shakey

    2011/03/19 at 4:45 PM

    bella questo prova, D! E anche photo… Yea 😀

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  10. ShamonRa

    2011/07/06 at 4:33 PM

    Ho una Transalp anche io, modello 2011 e ho fatto 2.000 km.
    Per anni avrei scommesso che non avrei mai preso una Transalp, invece quando mi sono trovate a scegliere cosa prendere non ho avuto dubbi; forse perchè ho girato l’italia con uno scooter 250 e mi sono appassionato al motociclismo turistico e d’avventura.

    Dal mio punto di vista la Transalp va benissimo, tranne che ai bassi regimi in cui strappa abbastanza. Buona la ripresa a qualsiasi marcia e a qualsiasi regime. La frenata è eccellente, anche senza ABS. Pesa parecchio e m’è già caduta da fermo, ma devo dire che passando da uno scooter ad una moto di dimestichezza non ne ho molta.
    Discreta sul fuori strada, le restano proibitivi i percorsi infangati: CONSIGLIO VIVAMENTE A TUTTI DI NON CACCIARSI NEL FANGO PER NON RISCHIARE DI NON VENIRNE PIU’ FUORI.
    Ottima su strada.

    A mio avviso il modo migliore per piegare è in piega “inversa” dove si butta la moto in piega ma con il corpo ci si sposta dall’altra. Ho notato che altrimenti scende in piega troppo veloce e ho il timore di finire per terra…

  11. Recalom

    2011/08/22 at 1:14 AM

    @ Sangue di Cornovaglia:
    Sono daccordissimo con te…io ho un Transalp 700 del 2009, ho fatto 11000 Km e ancora mi chiedo perchè diavolo le gomme da 17 e 19! queste ultime infatti rendono la moto bassa (ho toccato almeno 15 volte) oltre ad aumentare il rischio di perdere facilmente l’anteriore. Attenzione, grazie alla sua versatilità è un’ottima moto, ed io sono contento di averla acquistata…se solo non fosse per quelle dannate gomme…L’alternativa? L’unica, sola e reale Enduro stradale rimasta? la KTM 990! l’inconveniente? costa il doppio!!! Queste, semmai, e ci metto anche la BMW GS 1200! le possiamo definire moto STRADALI enduro!!!

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  14. Massimo Ossani

    2015/02/04 at 12:53 PM

    Salve,
    leggo solo ora questa bellissima prova della mia splendida moto,Transalp 700.
    Condivido tutte le opinioni espresse dal valido Tester.
    Globalmente una Gran Moto.
    Poca elettronica (zero problemi e richiami della casa….) e tanta ma tanta sostanza!!!
    Avrei una domanda da porre:
    Possibile conoscere l’itinerario esatto della prova? Soprattutto il tratto OFF
    Vorrei stendermi anch’io su quella panca….
    Grazie mille e scusate ilritardo!
    Max TA

  15. Diego D'Andrea

    2015/02/04 at 3:11 PM

    Salve Massimo,
    gran parte dei nostri test – come in questo caso – sono realizzati lungo le strade descritte nelle nostre guide ItineRiders… puoi scaricare – almeno per il momento – gratuitamente il VOL 2 a questo link.

    http://www.pianetariders.it/10-itineriders-vol-2

    Saluti,

    D

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