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Delirium Test Honda SH 125 2013: una serata di ordinaria follia!

Un dialogo impossibile. Un test delirante in sella al nuovo SH125 portato a fare il suo dovere in mezzo a… va be’, scopritelo da soli. Allacciate il casco, afferrate le redini, anzi no, il manubrio. Ok… si parte!

PROLOGO. Ore 18.00 di un gelido pomeriggio di Dicembre in città. Giornata di lavoro finita, salgo in macchina, in mente ho solo casa. Un caldo abbraccio, un comodo divano, un dolce rifugio, uno spuntino prima di cena… non vedo l’ora! Unico ostacolo tra me e il paradiso, il traffico snervante. Accidenti, dico tra me e me, mirando il semaforo in lontananza mentre attendo in coda. Proprio non se ne può più… e pensare che giusto l’altro ieri avevo messo 20 euro di benzina, e ora la macchina è già in riserva. Basta, cambio vita!

Ore 20.00. Arrivo a casa dopo due ore di follia e caos cittadino. Lei non la prende benissimo. Amore scusami – le dico – il traffico, due ore per fare 10 Km…! E lei: va bene, ma la cena è nel microonde, io ora ho da fare…ciao! Il caldo abbraccio, lo spuntino prima di cena… finito tutto nel forno a microonde, maledetto traffico! Ok, deciso, domani si va in scooter. Al diavolo il freddo e l’influenza.

All’inizio sembra tutto normale

Arrivato in redazione scendo in garage. C’è un SH 125 my 2013 nuovo fiammante che mi aspetta; un mezzo che, nel traffico, si trova decisamente a suo agio… altro che auto! La nuova versione, esteticamente, non si discosta molto dal precedente modello. Stile sobrio, ma allo stesso tempo elegante. I consumi sono da accendino “Zippo”. Parabrezza (di serie) che ripara dalle intemperie, maneggevolezza e stabilità garantita da ruote da 17” e, in caso di pedoni distratti, o frenate d’emergenza, un comodo ABS (di serie anche lui) mette al riparo da attacchi di panico e pedonicidi. Ma soprattutto, tempo stimato per i temibili 10 km d’inferno: 10 minuti, al massimo 15, considerando semafori ed ingorghi.

Non ci penso oltre!

Casco, giubotto, guanti, inforco e via. Dopo una giornata in redazione a scartabellare comunicati, visionare novità su due ruote, telefonate, il pensiero è fisso alla serata in arrivo. Lei è a casa che aspetta, oggi è il giorno del nostro anniversario. Mi preparerà una sorpresa, ha detto. Ore 18.00, via, ci si tuffa nel traffico. Dai gas, frena, schiva, occhio allo specchietto, semaforo.  Tutti, al solito, in coda. Io, invece, stavolta vado via tranquillo. Nel superare agevolmente, me la rido a metà tra un satanasso ed una vecchia befana: appena 5 – dico CINQUE – euro di benzina, e il serbatoio se la ride a pancia piena. E di questi tempi, vuoi mettere?

Poi, tutt’a un tratto, il Delirio

Me ne stavo tranquillo a pensare a cosa avrei passato se fossi stato in auto, quando sento: “Ma dai, non se ne può più, è vita questa??? sempre la stessa storia, sempre in mezzo al traffico…!” Chi è che parla? Sembro io che mi lamento di solito nel traffico. E di nuovo: “Ehi tu, ma ti pare che almeno una volta non possa fare altro?“. Mi guardo intorno, e penso… Ok, è andata, mi sono fritto il cervello!!! Poi ancora:  Ma non dire sciocchezze, sono io… l’esseacca!

Ecco fatto, lo sapevo che prima o poi qualcosa avrebbe cominciato a parlare!  “Ma smettila,” replica la voce con tono pungente “piuttosto conosco una stradina alternativa… andiamo a divertirci!” Guarda che oggi festeggio il primo anniversario. Non posso fare tardi (non ci credo, sto parlando davvero ad uno scooter).

Con me non si può fare tardi!” risponde stavolta con tono sicuro! Proseguiamo ancora per qualche minuto nel traffico. Lui è sempre lo stesso: maneggevole, brillante nel motore, supportato da sospensioni che ben assorbono le “voragini” del manto stradale. Imbambolato dal relax di quella guida sciolta e disinvolta – quasi l’ SH si conducesse da solo – mi rendo conto di essermi rilassato troppo…  Dove diavolo mi trovo? Come ci sono finito in mezzo al bosco?

Proprio come il Sommo Poeta, “mi ritrovai per una selva oscura…”

In principio fu il terrore: mi sa che anche stasera mi aspetta il microonde… e forse il mattarello. Poi di nuovo la vocina dell’SH che rompe il silenzio: “io ti ho portato qui, tu pensa ad uscirne… e fammi divertire!

Silenzio e buio totale, il bosco sembra ingoiare ogni rumore. Per non farsi mancare nulla, arriva anche la nebbia. Imbocco un sentiero che spero mi porti fuori di lì. No, qui è tutto sbarrato. Inversione, la ruota posteriore slitta modello enduro, proviamo di là… vedo luci in lontananza. Niente, solo un vecchio casale e qualche rudere. Sembra un film dell’orrore.

Nel mentre, l’SH sembra non soffrire troppo le stradine malandate. Le sospensioni fanno il loro dovere anche qui, le ruote alte danno la giusta stabilità e sicurezza anche sul  fondo accidentato, e il motore “frulla” regolare e senza tentennamenti. Nonostante le buche, poi, non si avvertono rumori dalla carrozzeria.

L’ABS si dimostra all’altezza della situazione anche quando mi trovo davanti un lupo mann… ehmmm… una radice sul sentiero, nascosta dalla notte, che mi obbliga a frenare di colpo. Intanto, l’esseacca urla invasato: “e cosa credevi, che volessi passare tutta la vita nel traffico? Anche io ho voglia di avventura

Ma tutte a me capitano??? Continuo a districarmi tra stradine sterrate, freddo e umidità. Stranissimo trovarsi con un mezzo “utilitario” in un posto fuori dal  mondo. Però è divertente. Una collinetta, un passaggio in mezzo all’erba, la ruota posteriore perde aderenza quando si dà il gas. Ma tutto è sotto controllo. La scooter è leggero, la sella è bassa… si tocca facile, e tutto procede nel migliore dei modi. Alla fine, da lontano, scorgo  finalmente i lampioni.

L’esseacca ed io siamo fatti apposta per dividerci tanta pace, mi dico, citando vagamente Emily Bronte in “Cime Tempestose“. Poi, Civiltà, urlo soddisfatto. “Contento tu!” risponde l’esseacca. Intanto butto uno sguardo sulla strumentazione in cerca dell’orologio. Le 19.10, pensavo peggio. Forse mi risparmio mattarello!

Conclusioni

Abbiamo voluto giocare un po’… ma lo scopo reale di questo stravagante test era quello di mettere alla frusta un mezzo urbano per definizione, come il nuovo SH125 i ABS, in ambienti più severi, evidenziandone le doti di robustezza, sicurezza, praticità e, quando occorre, divertimento. Il ruote alte Honda ha superato l’esame a pieni voti, dimostrandosi uno scooter pronto a tutto… e anche oltre. Con in più, il plus di consumi davvero irrisori.

QUI la prova “tradizionale” di Honda SH 2013 (anche in versione 150), con la Gallery e la Scheda Tecnica.

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Abbigliamento Tecnico della Prova

  • CASCO: SCORPION EXO 1000 Air Vintage (ideale per l’utilizzo ad ampio raggio, si contraddistingue per la bella grafica e l’efficace sistema AirFit che consente di regolare la calzata al meglio)
  • GIUBBOTTO: IXON Lithium (giubbotto di pelle dal taglio sportivo e look tecnico, ideale in inverno – grazie all’imbottitura staccabile – e nelle mezze stagioni, durante le quali si beneficia dell’efficace sistema di ventilazione. Impermeabile e traspirante, è dotato di ottima vestibilità grazie alle parti in strech che favoriscono l’aderenza al corpo)
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4 Comments

  1. Riccardo Sonsini via Facebook

    2013/01/08 at 2:05 PM

    Io ho sempre sostenuto che l’sh150 e’ il miglior scooter in assoluto. Va il giusto, costa poco, dura in eterno. Con le gomme giuste piego anche come il pazzo.

  2. Pianeta Riders via Facebook

    2013/01/08 at 2:07 PM

    Riccardo, verrebbe da dire che gli manca solo la parola… ops!!! 🙂

  3. Riccardo Sonsini via Facebook

    2013/01/08 at 2:12 PM

    Eh eh, forse io sono un po’ esagerato, ma nonostante sia amante delle moto “vere”, e nonostante io abbia provato a sostituirlo con un px150, non ce n’è… L’sh vince su tutto. Purtroppo non ho ancora guidato il modello nuovo, ma solo il 2004 (comprato nuovo e poi perso causa furto) e il 2006 attuale… Un giorno vorrei provarlo in val trebbia! 😀

  4. Giuseppe

    2013/01/08 at 10:50 PM

    Articolo emozionante complimenti!!! Ma non nego che mi piacerebbe vedere anche una prova strumentale e magari un paragone con il vecchio Sh. È da un po che cerco una prova simile…la farete mai? Spero di si. Un saluto e ancora complimenti.

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