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Dakar 2014, Honda affila le armi. Goncalves: ”Con la CRF siamo pronti per vincere!”

Intervista a Gonçalves e al Team manager Martino Bianchi. Dopo i trionfi in Marocco, il Team HRC è pronto per la maratona alla Dakar. Saranno 5 i piloti in sella alla nuova CRF 450

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Dopo il grande rientro nel 2012 al Rally del Marocco, non senza qualche errore di gioventù, e dopo aver chiuso nella Top Ten la Dakar 2013, in HRC si sono “chiusi in officina” ed hanno sviluppato enormemente la loro arma tassellata, CRF 450.

Grande lavoro quello svolto dagli uomini Honda, che ha portato  la CRF 450 Rally ai trionfi del Merzouga Rally e, nell’edizione 2013, dell’ OiLibya Marocco Rally, con relativa vittoria di Gonçalves del Mondiale Cross Country.  Una moto ready to win a voler usare le parole di Gonçalves, uno dei piloti ufficiali HRC che difenderà le insegne dell’Ala alla prossima Dakar. Abbiamo scambiato due chiacchiere con lui e con Martino Bianchi, team manager della compagine Honda, per tastare un po’ il polso in vista della prossima edizione della durissima competizione sudamericana.

Honda_CRF

1) La scorsa stagione ha segnato il rientro della squadra HRC ai raid. Qualche problema di gioventù per la moto, ma ora tutto sembra andare per il meglio…

“Si, la moto oggi è un mezzo estremamente valido sotto ogni punto di vista. Io – sottolinea Paulo Gonçalves – ho debuttato con la CRF ad Agosto, e devo dire che la moto mi ha impressionato parecchio, per doti di guida ed affidabilità. Si è sempre ben comportata fin ora, sia su terreni duri e pietraie che su fondi sabbiosi, sul misto stretto quanto sul veloce…”

2) L’affidabilità e la costanza di rendimento del motore sono i punti chiave…

“Ovviamente, come in tutte le corse. Ma nei Raid in modo particolare, le tappe sono lunghe e non puoi permetterti di avere problemi. Interventi sul motore significano penalizzazioni sul tempo con ovvi ritardi poi sulla classifica.”

3) Quale è stato il tuo lavoro sulla CRF, dove si è intervenuto maggiormente?

“Non ho trovato grossi interventi da fare. La moto così come l’ho trovata è già ad un bel livello di sviluppo. Posso dire che è un mezzo con cui siamo pronti per vincere.”

4) In Marocco sono arrivate le vittorie, ma anche una dimostrazione di forza della squadra…

“Si, è stata comunque dura, ma siamo riusciti ad avere la meglio. Ora ci prepariamo alla Dakar, non sarà facile, le altre squadre saranno agguerrite, ma siamo fiduciosi di potercela giocare fino in fondo. “

Infine uno scambio di battute con Martino Bianchi, team manager della squadra (proveniente da Husqvarna), l’uomo che ha portato Goncalves e Barreda in Honda e che su di loro, e sul portoghese Helder Rodriguez, si affida maggiormente per la Dakar.

Martino, una gara dura ed impegnativa la Dakar, gestire 5 piloti non sarà facile…

“Inizialmente il team era composto da 3 piloti con Rodriguez unico pilota di punta. Ma non basta se si vuole far bene una prova dura come la Dakar. Dallo scorso anno, ho voluto con me oltre che Paulo (Goncalves) anche Barreda. Per una corsa così servono più piloti, non solo per le possibilità di vittoria finale, ma anche per avere più indicazioni nello sviluppo della moto.”

Un lavoro che viene ripartito in due squadre:

Di fatto sono due strutture separate, ma sinergiche. Le indicazioni sono di due piloti, che selezionano il setting di base, da loro poi le soluzioni sono scremate e trasferite anche alle altre moto. Due setting di riferimento uno per Gonçalves e Barreda l’altro per Helder Rodriguez.

Il Team Honda HRC sarà al via della Dakar 2014 con Joan Barreda (Spagna, 29 anni), Paulo Gonçalves (Portogallo, 34 anni), Helder Rodrigues (Portogallo, 34 anni), Sam Sunderland (Gran Bretagna, 24 anni) e Javier Pizzolito (Argentina, 33 anni).

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