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Test Ducati HyperMotard 2013: Base o SP… fatela danzare!

La nuova Hypermotard 2013 sbarca sul Pianeta Riders con un nuovo motore e ben tre versioni: Base, SP ed Hyperstrada. Abbiamo messo alla prova le prime due. Prezzi  da 11.490 euro (la base) a 14.590 euro (la SP). Pregi, difetti e qualità dinamiche.






(Articolo di William Toscani)

A sei anni dall’uscita sul mercato, la Hypermotardfunbike della Casa Bolognese – si ripresenta a tormentare le notti di noi Riders con una veste tutta rinnovata. Via la doppia cilindrata, 1100 e 796, ecco arrivare un unico nuovo motore da 821cc, Testastretta 11° raffreddato ad acqua, da 110 Cv.

Divertente, guduriosa, la Hyper è un mezzo che si nutre prevalentemente di adrenalina, ma senza incutere timore. Le molteplici modalità di regolazione del sistema Riding-Mode permettono a tutti di cucirsela addosso come meglio credono. Prima di saltare in sella, però, studiamola un po’ da vicino.

DESIGN E FILOSOFIA DEL MEZZO

Più motard che naked, ma il dosaggio è quello giusto

A differenza della vecchia versione, la nuova Hypermotard 820 si avvicina maggiormente al concetto motard, soprattutto nell’estetica. Rivista in molte sue parti, la linea si presenta ora più snella e filante, merito senza dubbio della scomparsa del doppio silenziatore sottosella, sostituito da un più razionale scarico singolo laterale, che corre sul lato destro, lasciando in bella vista il nuovo e profilatissimo codino, completamente ridisegnato.

Un “vestito” che fa pendant con la guida, in grado di offrire reattività, e sensazioni in sella, sconosciute in passato. Una moto pensata come il miglior compromesso possibile tra un mezzo votato al divertimento puro e uno sfruttabile e polivalente… col rischio concreto di aggredire ogni rotonda, nel percorso casa-lavoro, come fossero i tornanti del proprio passo preferito.

Becco d’aquila e linee che “acchiappano”

Nella vista anteriore, ritroviamo il classico “becco” della Hyper, leggermente riprofilato rispetto al passato, come anche il faro che ora si avvale di file di led per le luci di posizione. Riviste anche le fiancatine laterali, ora più armoniche nel design, con il risultato di avvicinare la silhouette della moto a quella delle motard pure, ma senza pagare dazio all’eleganza e allo stile, tratto tipico delle moto made in Ducati. Elevata la qualità di plastiche ed accoppiamenti. Pecca solo la mancanza di trasparente sulle decals… qui si poteva fare di più.

Motore: Ok, ci siamo!

La nuova unità da 821cc rappresenta il giusto mix tra le precedenti da 1100 e 749 cm3. Per questo Testastretta 11°, i tecnici dichiarano 110Cv a 9750giri/min, con una coppia motore che si assesta su un bel  9,1Kgm a 7,750 giri\min. A sfamare il bicilindrico desmo, ci pensa una batteria di iniettori con corpo farfallato da 52mm, tenuto a bada da acceleratore con sistema Ride by Wire. Rivisto il sistema di raffreddamento, completamente a liquido, ed interventi anche sulle emissioni, con abduzione d’aria secondaria per abbattere le particelle di gas incombusti. Nuova  frizione, sempre APTC , ma più morbida nell’azionamento (7.1 kgm alla leva). Intervalli di manutenzione a 15.000 km, mentre sono 30.000 i km da precorrere prima di intervenire sul gioco valvole.

Ciclistica: pensata per il divertimento

Il traliccio in tubi d’acciaio è stato ripensato nelle quote al fine di dare maggiore stabilità al mezzo: avancorsa da 25,5°, abbinata ad un passo di 1500mm, donano alla Hyper un bel rigore nel mantenere la traiettoria impostata. Il telaietto posteriore è una fusione di alluminio con pareti a guscio sottile, che assolve egregiamente sia la funzione strutturale, che quella estetica, andando di fatto a soppiantare le plastiche posteriori. Al suo interno troviamo gli alloggiamenti per la componentistica elettrica, protetta da urti e vibrazioni da un guscio in tecnopolimeri di nuova concezione. A livello di sospensioni, la nuova forcella Kayaba, da 43mm,  garantisce un ottimo compromesso tra la voglia di godersi il panorama e il divertirsi, dando fondo alla propria “fantasia” su bei percorsi tortuosi o in pista. Nella versione BASE, non offre possibilità di regolazione… e questa è un po’ una pecca, considerando il lignaggio della moto, sopratutto a causa di fastidiosa propensione a rapidi affondamenti nella prima parte della corsa. In questo frangente, quando si pinza, avremmo preferito un’idraulica più chiusa in compressione, o una molla più rigida. Nulla da segnalare al posteriore, invece, dove lavora molto bene il mono Sachs (regolabile, però, solo in estensione e precarico). PER LA VERSIONE SP, il discorso cambia totalmente, con una poderosa forcella Marzocchi pluriregolabile, anch’essa da 43; mentre al posteriore agisce un efficace quanto grintoso mono Ohlins,  dotato di numerose possibilità di intervento. Sulla SP troviamo anche un gasante scarico Termignoni in titanio con fondello in carbonio (dotato di catalizzatore, quindi perfettamente Street legal).

Elettronica: Cuciamocela addosso, grazie al Ducati Safety Pack!

Disponibile di serie sull’intera gamma, il pacchetto elettronico della Hyper si avvale del sistema Riding Mode con ABS e DTC. Il Riding Mode offre la possibilità di scegliere 3 diverse configurazioni: Urban, Touring e Sport (sulla Base, mentre sulla SP troviamo anche la modalità dedicataRace). Con Urban, utile in città o su fondi viscidi, la potenza viene tagliata a 75 Cv, con interventi più marcati del DTC, e ABS in mode 2; mentre con le opzioni Touring e Sport si procede a potenza piena (come anche con la mappatura Race della SP), con valori di DTC e ABS via via meno invasivi, ed erogazioni in linea con l’utilizzo: più aggressive Sport e Race, più sfruttabile la modalità Touring. L’ABS ha tre modalità di intervento, mentre sono 8 quelle del DTC. Infinite le scelte di regolazione, anche in movimento (ma a gas chiuso). Bella e completa, la strumentazione LCD riesce a garantire tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno, tra le quali la possibilità di memorizzare le sessioni in pista, offrendo sempre una buona visibilità, senza contorsionismi.

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SALTIAMO IN SELLA

Su strada: Hypermotard Base… comincia la danza

Per quanto riguarda la posizione di guida, il busto è leggermente caricato sull’anteriore, con il manubrio – dalla giusta larghezza e distanza – che consente di sentirsi subito padroni della situazione. La sella è comoda e ben sagomata, le pedane assicurano una buona posizione alle gambe; nel complesso, un triangolo di seduta ben realizzato: mette subito a proprio agio, e consente di guidare la moto con estrema confidenza, sin dalle prime battute. Una lunga serie di curve e tornanti, ci hanno fatto apprezzare piuttosto bene il gran lavoro svolto dai tecnici di Borgo Panigale, anche sul fronte del peso, che si assesta sui 175Kg: sia che ci si scateni su un toboga infernale in montagna, sia che ci si conceda una passeggiata in totale relax, la Hyper risulta sempre agile e maneggevole. Insomma, su strada si guida bene, ci si diverte… il giusto compromesso tra la guida di una naked stradale e quella di una motard “mangia traversi”, che riesce a coniugare entrambe le filosofie di guida che animano la moto.

In Pista: Hypermotrad SP, la danza diventa un sabba!

Portata tra i cordoli, in versione SP, l’animo Race viene fuori in modo portentoso (QUI potete trovare le mie impressioni a caldo, di pancia, subito dopo essere sceso dalla moto). La sella risulta un po’ più dura di quella che equipaggia la versione Base,  caratteristica, però, che accentua ancora di più la sensazione di padronanza del mezzo. A bordo della SP ci si trova un po’ più “sopra” la moto, ma senza la fastidiosa sensazione di “non sentirla tua”, cosa che si percepiva, talvolta, sulle precedenti versioni.  Sia la forcella Marzocchi, che il mono Ohlins, assecondano perfettamente l’utilizzo in curcuito. Qui la Hyper ci ha letteralemnte stregato per la guida frizzante, e l’elevato limite che riesce a garantire. Trattatela pure male, in pista, vi saprà rispondere sempre in modo impeccabile, con scariche di adrenalina garantite. Un divertimento assicurato dalla poderosa scarica di cavalli di cui è capace il bicilindrico, e dal rigore assoluto nel mantenere la traiettoria. Se siete alla ricerca di sensazioni teppistiche, azzerate pure i controlli del Riding Mode… la Hyper vi regalerà momenti di puro godimento, con il motore che ti spara fuori dalle curve, mentre l’anteriore cabra, facendoti sentire in cielo e parlare con gli angeli, per quanta libidine sa tirare fuori. Sciolta, leggera (171 i Kg di peso dichiarati per la versione SP), e con un telaio che lavora bene, accoppiato alle sospensioni… e poi… il sound sarà pure Legal, ma regala melodie inequivocabilmente racing.

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CONCLUSIONI

Con la versione base ci si diverte. Quote ciclistiche, telaio e distribuzione dei pesi sono davvero azzeccati, mentre il motore rappresenta il giusto compromesso, tanto nella cilindrata quanto nella cavalleria. La forcella nel complesso lavora bene, ma poterla regolare secondo il proprio stile di guida sarebbe stato meglio. All’interno del segmento d’appartenenza, la Hyper base è una vera  scelta polivalente… l’ideale per trascorrere lunghe giornate in sella, a spasso tra città e percorsi guidati, in totale divertimento (senza rinunciare ad una puntatina in pista, di tanto in tanto).

La SP rappresenta quello step racing in più che può stuzzicare i Riders più smaliziati, pronti a sgranocchiare cordoli non appena gli impegni glielo consentano. Le sospensioni sofisticate, infatti, e l’impostazione generale, rendono sicuramente maggior merito all’utilizzo allegro cui la Hyper è votata. Su strada forse potrebbe risultare fin troppo rigida (anche per la diversa consistenza della sella), ma una veloce ritoccatina al setting mette tutto al suo posto, e il divertimento è assicurato.

AGGGIORNAMENTO: adesso anche in video!

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Ducati HyperMotard 820 2013 in sintesi

PIACE

  • Guida frizzante
  • Posizione in sella
  • Erogazione motore
  • Uso polivalente (per il segmento d’appartenenza)

NON PIACE

  • Forcella non regolabile sulla versione “base”
  • ci vorrebbe un po’ di “trasparente” sulle decals serbatoio
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Abbigliamento Tecnico della Prova

  • TUTA: IXON Pulsar air (pelle bovina, morbida e confortevole sin dal primo utilizzo, la indossi e non la senti addosso. Stupice! Ottimo prodotto… consigliatissimo)
  • GIUBBOTTO: DAINESE G-Xantum D-Dray (perfetto compagno di viaggio, e su percorsi di tutti i giorni, offre comfort, sicurezza ed un ottimo isolamento dalle intemperie, in inverno, e aerazione efficace, d’estate)
  • GUANTI: KNOX Handorid (confort garantito dalla pregevole pelle in canguro. Offrono il plus delle protezioni alle nocche garantite dal sistema Android)
  • STIVALI: ALPINESTARS SM-X 5 (stivale versatile per prestazioni. Ottimo su strada, va bene anche in pista. Buona la sensibilità al piede e, al tempo stesso, si garantiscono sicurezza e prevenzione da urti o pericolose torsioni della caviglia).
  • CASCO: SHARK Speed R (comodo nella calzata, con un buon isolamento dai rumori esterni).
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Scheda Tecnica (tra parentesi i dati della versione SP)

Motore

  • Testastretta 11°, distribuzione Desmodromica 4 valvole per cilindro, raffreddamento a liquido
  • Cilindrata 821 cc
  • Alesaggio x Corsa 88 x 67.5mm
  • Rapporto di compressione 12.8:1
  • Potenza 110cv (80,9kW) @ 9250 rpm
  • Coppia 9.1kgm (89,2Nm) @ 7750 rpm
  • Iniezione elettronica Magneti Marelli, corpo farfallato 52mm,  ride-by-wire
  • Scarico Impianto di scarico ‘2 in 1’ alleggerito, con catalizzatore e doppia sonda lambda. Omologazioni Euro 3
  • Frizione APTC multidisco a bagno d’olio con comando a cavo APTC multidisco a bagno d’olio con cavo di comando
Ciclistica
  • Telaio Traliccio in tubi di acciaio Traliccio in tubi di acciaio
  • Interasse 1500mm
  • Inclinazione cannotto 25.5°
  • Avancorsa 104mm
  • Sospensione anteriore Forcella Kayaba a steli rovesciati da 43mm (Forcella Marzocchi pressurizzata). Escursione ruota anteriore 170mm (185mm)
  • Sospensione posteriore Progressiva con monoammortizzatore Sachs regolabile (Öhlins completamente regolabile).
  • Freno anteriore 2 dischi semiflottanti da 305mm, pinze Brembo monoblocco  M4-32 ad attacco radiale a 4 pistoncini e 2 pastiglie con ABS
  • Freno posteriore Disco da 245mm, pinza a 2 pistoncini con ABS
Dimensioni
  • Capacità serbatoio benzina 16l
  • Peso a secco 175kg (171kg) *In ordine di marcia 198kg (194kg)
  • Altezza sella 870mm (890mm)
  • Garanzia 2 anni chilometraggio illimitato

Prezzo:11.490 Euro (14.590)

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27 Comments

  1. Pingback: Primo Contatto: Ducati HyperMotard SP 2013 | Pianeta Riders

  2. Fabrizio Risso via Facebook

    2013/02/23 at 5:46 PM

    la prima versione era decisamente più emozionante (da vedere) e innovativa (quando uscì)…

  3. Wolf

    2013/02/23 at 6:31 PM

    Ducati come sempre un passo avanti

  4. Pianeta Riders via Facebook

    2013/02/23 at 6:56 PM

    Fabrizio, eppure dal vivo – sopratutto la SP – effascina. Poi chiaramente sono gusti 🙂
    “Sull’innovativo”, invece, dipende da cosa intendi… la 2013 – oltre al nuovo motore veramente interessante, è soprattutto un’evoluzione, col plus di mettere a posto un anche po’ di cosette che sulla prima convincevano poco. Una su tutte, banalmente, la posizione di guida: ora dà molto più feeling.
    (poi qualche piccolo appunto, come hai potuto leggere, non manca. Comunque speriamo di poterla avere ancora tra le mani, più in là, per un bel long test. Sarà interessante stressarla un po’ nel day-by-day 😉 )

  5. Fabrizio Risso via Facebook

    2013/02/23 at 8:09 PM

    si si l’ho vista a EICMA … cmnq dal vivo le moto sono tutte più belle… è sicuro che vada meglio, sarebbe poco furbo il contrario, sebbene la “follia” della vecchia evo sp con le sue bordate di coppia e ZERO ELETTRONICA i suoi difetti stile ducati la rendevano una moto sicuramente più “epocale” rispetto a quella che vedo (parere mio, ovviamente). Ho come l’impressione però che certi nuovi modelli siano concepiti a tavolino per rimpiazzare i precedenti anche se in effetti (forse) non sarebbe neanche così necessario… certo: business rulez.

  6. Fabrizio Risso via Facebook

    2013/02/23 at 8:11 PM

    PS: io nn sono un talebano di quelli “nuovo = merda” sia chiaro, certe moto necessitano di un upgrade, ad esempio la 1198 DOVEVA essere rimpiazzata.

  7. Fabrizio Risso via Facebook

    2013/02/23 at 8:12 PM

    PS2: non sono un ducatista, non ne ho mai posseduta una, quindi nn ne faccio una questione di campanilismo 😉

  8. Pianeta Riders via Facebook

    2013/02/23 at 8:38 PM

    Fabrizio, anche se fossi talebano e/o ducatista campanilista, farebbe lo stesso, leggeremmo comunque con interesse la tua opinione. Ci piace chiacchierare di moto con voi 🙂

  9. Luca D'Orazi

    2013/02/23 at 10:42 PM

    ma la faranno provare in qualche Demo Ride in giro per l’italia? Sarei molto interessato

  10. Mr D

    2013/02/24 at 9:43 PM

    Ciao Luca, al momento non abbiamo notizie in merito. Proveremo ad informarci al più presto

  11. Costa

    2013/02/25 at 8:07 PM

    Questa è una moto da rizze!! Williaaaaaaaaaaaammmm non te ce mando più!!!

  12. Claudio

    2013/02/27 at 9:12 AM

    bella bella bella……credo che darò indietro la vecchia e mi faccio la SP col termignoni. Me la sogno la notte da EICMA e i test che sto leggendo mi stanno facendo troppo gasare… aaaaaarrrgh

  13. William

    2013/02/27 at 10:51 AM

    Ti capiamo Claudio. Questo modello rappresenta un bel salto in avanti rispetto alla vecchia Hyper. Da farci un pensierino assolutamente!

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  15. Cosimo

    2013/03/04 at 2:42 PM

    esteticamente preferivo la prima nonostante i tanto criticati specchietti sporgenti che urtavano nel traffico

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  17. DecaMan

    2013/03/08 at 8:02 PM

    Micidiale, bellissima, strepitosa……LA VOGLIOOOOOOOOOO

  18. Pingback: MV Rivale 800: Beccata! | Pianeta Riders

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  20. Alessandro

    2013/04/26 at 10:01 PM

    Ciao! che pista è quella nel video? grazie!

  21. William

    2013/04/26 at 10:45 PM

    Ciao Alessandro,
    La pista è l ‘Ascari Race a Ronda, Spagna 😉

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  27. Daniele

    2015/02/14 at 1:31 AM

    Ragazzi, però il Termignoni alto non è street legal!

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