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SBK 2010: Ducati moto competitiva, i problemi sono altri


(articolo di Amedeo Roma)

Inutile negarlo, inutile girarci attorno, la Ducati nella WSBK è ancora una moto competitiva che suo malgrado non raccoglie i risultati sperati. La crisi della mitica bicilindrica non è da imputare a prestazioni non in linea con la concorrenza; certo non è la più veloce e in accelerazione forse paga qualcosina ma in compenso garantisce altissime velocità di percorrenza in curva e inserimenti al cardiopalma. Tutto questo è dimostrato dai piloti privati. Guardate Carlos Checa del team Althea (se vi ricordate nello speciale SBK l’avevamo predetto), ma anche gli altri non se ne vanno certo a spasso, con il sorprendente Luca Scassa in netto progresso al suo debutto con la 1098.

Se si osserva bene l’andamento delle gare dall’inizio della stagione, la moto di Borgo Panigale (tra ufficiali e non) è sempre stata nel gruppo di testa ma ha raccolto davvero poco, troppo poco, soprattutto sul versante Xerox con Noriyuki Haga e Michel Fabrizio. La prima Ducati in classifica è infatti quella di Carlos Checa, quarto nel mondiale con 141 punti, ma con ben due stop per problemi tecnici nell’ultima gara di Miller dove dominava a testa bassa. Michel Fabrizio, invece, si ritrova in una ingiustificata (ingiustificabile?) decima posizione nella classifica mondiale, mentre il giapponese Haga è quinto ma con un distacco incolmabile da Max-Biaggi di ben 122 punti. I fatti sembrano parlare chiaro, la moto bolognese – di per sé competitiva – paga lo scotto di avere nel team ufficiale due piloti di altissimo valore ma che nel corso degli anni hanno troppo spesso deluso le aspettative.

Finita l’era di Troy Bayliss, che ancora viene rimpianto, si decise di non portare in squadra Max Biaggi, non troppo amato da Davide Tardozzi che in quel momento era  il team manager. Ed è proprio da questa mossa, forse, che nasce la crisi di oggi, perché se da un lato il pilota romano è un tipo impegnativo sul fronte della gestione, dal punto economico avrebbe garantito un alto ritorno commerciale oltre all’importante lavoro di sviluppo sulla moto grazie all’indiscutibile esperienza. Alla luce degli attuali risultati con Aprilia, in molti, probabilmente si staranno mangiando le mani, pensando alla facilità con la quale avrebbero potuto far passare Max dalla Ducati del team Borciani (nel quale militava) all’ufficiale Xerox al momento dell’addio di Troy. Adesso Max è in testa al mondiale con la RSV4,  e stiamo parlando solo della seconda stagione di gare per la casa di Noale dopo il Debutto in Superbike. Davide Tardozzi nel frattempo è passato in Bmw, e alla casa bolognese sembrano rimasti solo un romano inesploso e un giapponese perdente… anche se un perdente di lusso. Parola d’ordine: rinnovare!


1 Comment

  1. EL VECIO

    2010/06/02 at 9:05 PM

    e subito !!!!! 😉

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