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Le moto che hanno fatto grande la SuperBike: 25 anni di corse e leggende a due ruote

Donington, Regno Unito, anno 1988. Scatta il semaforo verde sulla storia della SBK. 25 anni di gare mozzafiato, di moto che “potevano essere comprate dal concessionario” come si ama dire delle protagoniste del mondiale Superbike.

Parlare di corse in moto, all’epoca, significava parlare di Motomondiale, delle classi 125/250/500. Prototipi a due tempi indomabili, leggeri e strabordanti.

Le Superbike, famose da tempo nelle gare continentali negli States ed in Australia, erano le moto degli esordi di gente del calibro di Rainey, Schwantz, Lawson, Doohan, Gardner e riscuotevano grande successo tra gli appassionati. In Europa fu l’intrapendenza e l’intuito dei fratelli Flammini a dare il via ad un campionato che raccogliesse il meglio delle moto sportive di serie per farle correre sulle piste di tutto il mondo. Moto più vicine alla realtà rispetto ai prototipi a due tempi. Gli appassionati avevano così occasione di ammirare la propria sportiva in Tv, in gara, guidata da piloti veri in lotta per il titolo mondiale. 25 anni sono trascorsi da quel primo semaforo verde. 25 anni di sogni, di passione, di adrenalina… di moto!

Ecco le regine che hanno segnato la storia della categoria. Qui elencate le sole moto iridate (a seguire, una piccola Gallery per gustarle una ad una anche in foto)

  • Anno 1988. Il primo titolo (bissato l’anno seguente) è per Fred Merkel e la sua Honda RC30 preparata Rumi. Motore V4 da 750cc Cilindrata come da regolamento dell’epoca
  • Annno 1990. Comincia l’epopea Ducati e del bicilindrico Desmo. Raymond Roche e la Ducati 851 si aggiudicano il Mondiale SBK.
  • Anno 1993. A spezzare il dominio di Borgo Panigale arriva Scott Russel in sella alla Kawasaki ZX-7rr 750. L’unico titolo, fino ad ora, per la “verdona”. Per il motore  4 cilindri in linea è la prima vittoria.
  • Anno 1994. Arriva l’uragano Ducati 916. Titolo per Carl Forgaty. “The King” e le nuova e rivoluzionaria bicilindrica bolgnese strappano il titolo a Scott Russel
  • Anno 1997. Attacco Honda. Kocinski e le RC45 con motore V4 strappano lo scettro alla Ducati
  • Anno 2000. L’era delle 1000.   Ora le case possono schierare quanto di più vicino al mercato di serie. Ma la Honda vuole battare Ducati sul suo terreno. Con la bicilindrica VTR-SP1 e Colin Edward si aggiudicano il titolo. Bissato poi nel 2002 con la SP-2 con una gara da leggenda a Imola contro Bayliss e la 996 all’ultimo round.
  • Anno 2003. Ecco la Ducati 999. Come la 916 fa sua la vittoria Mondiale nella stagione del debutto con Neil Hodgson.
  • Anno 2004. Honda centra il primo alloro con Toseland e la CBR1000 con il 4 cilindri in linea.A riprova di grandissime capacità tecniche: è l’unica casa, ad ora, ad aver vinto con 4 configurazioni di motore diverse. V4, bicilindrico e 4 in linea.
  • Anno 2008. La Ducati 1098 è la nuova arma di Borgo panigale. Raccoglie l’eredità della 999 e vince, ancora al debutto, con l’asso australiano Troy Bayliss.
  • Anno 2009. E’ Yamaha a fare il colpaccio con la R1 Ben Spies. Il “4 in linea” di Iwata con albero a croce beffa Haga e la Ducati. Per la casa dei tre diapason si tratta del primo titolo, dopo averlo sfiorato con la R7 e la leggendaria FZR 750 OW-01 nei primi anni ’90
  • Anno 2010. E’ la volta per un’altra regina Made in Italy. La Rsv4 Aprilia con Max Biaggi trionfa. Si tratta del primo successo di un pilota italiano su moto italiana. IL V4 ritorna al vertice dopo gli anni della Rc45.


7 Comments

  1. Massimo Zappacosta via Facebook

    2012/05/04 at 12:39 PM

    RC30

  2. Pianeta Riders via Facebook

    2012/05/04 at 12:45 PM

    un monumento 😉

  3. Stefano Poddighe via Facebook

    2012/05/04 at 12:48 PM

    VTR SP-1…la mia!! 🙂

  4. Massimo Zappacosta via Facebook

    2012/05/04 at 12:49 PM

    Non credevo al mio sedere quando l’ho guidata….immaginate quanti anni fa

  5. Pianeta Riders via Facebook

    2012/05/04 at 1:06 PM

    complimenti Stefano, gran bel ferro.
    Anche a te Massimo… una delle selle più affascinanti dove poggiare il sedere 🙂

  6. Massimo Randazzo via Facebook

    2012/05/04 at 1:18 PM

    ehi ma manca il 2011 di Ceca-Ducati!…

  7. Pianeta Riders via Facebook

    2012/05/04 at 1:49 PM

    Vero Massimo, ma semplicemente perchè nel pezzo si fa una carrellata delle moto. La moto di Checa è di fatto la moto con cui vinse Bayliss, con qualche modifica al solo motore…! Un po’ come 916 e poi 998…! la “stirpe” è la stessa!

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