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MotoGP: disastro Marquez a Phillip Island… vittima o “carnefice”?

Due, gli episodi che hanno condizionato negativamente la gara di Phillip Island del Pilota Honda, Marc Marquez: colpa sua o vittima degli eventi?[divider]

Una domenica difficilissima, oggi, sul circuito di Phillip Island. Una domenica disastrosa per Marc Marquez che – a seguito della bandiera nera e relativa espulsione dalla gara – perde quella “sicurezza” in classifica piloti, che lo faceva sentire già col mondiale in tasca… soprattutto alla luce della splendida vittoria dell’avversario Jorge Lorenzo. Ma analizziamo i due episodi che hanno caratterizzato la giornata del pilota HRC per cercare di comprendere le sue reali responsabilità sui fatti

Contatto con Lorenzo all’uscita della corsia dei BOX

Subito dopo il Pit Stop obbligatorio, al momento di tornare in pista, un pericoloso “carena contro carena” tra Marc e Jorge fa saltare le coronarie a tutti. Sulle prime si imputa la colpa a Marquez, poi una dichiarazione di Lorenzo chiarisce che sarebbe stato lui ad aver sbagliato traiettoria finendo un po’ lungo proprio mentre la Honda riprendeva la pista. Il quesito è: d’accordo che la Yamaha M1 è finita (appena un po’) fuori traiettoria, ma chi rientra dovrebbe o no, accertarsi meglio, di avere la pista sgombra?
In questo caso, a nostro avviso, le responsabilità del contatto andrebbero equamente distribuite tra i due.

Giro in più prima del Pit Stop

D’accordo, qui il pilota viene scagionato completamente da Livio Suppo che – in diretta – dichiara che si è trattato di un’errata valutazione del Team in merito ai giri e al passaggio in PitLane. Ma possibile che Marc non avesse il conto dei giri che stava facendo? Possibile che – ammesso che un box intero impazzisca del tutto, dimenticando una regola nota anche ai sassi (ovvero che il passaggio nella corsia dei box viene comunque conteggiata nei giri), anche Marc non abbia valutato questa circostanza nota a chiunque? Aver fatto un giro in più, rispetto al limite massimo dei 10 per la sosta obbligatoria ai box, è stata una leggerezza clamorosa che chi è in lotta per un Mondiale – Team o non Team – non può consentirsi, lasciando il cervello in standby. Anche in questo caso, a nostro avviso, le responsabilità vanno suddivise equamente tra Team e Pilota… con una considerazione finale: due mezze responsabilità, sommate, fanno una responsabilità piena! Per noi, il giovane Marc non può essere ritenuto una semplice vittima degli eventi… in questa domenica da dimenticare!


7 Comments

  1. Alessandro Morandi

    2013/10/20 at 7:41 AM

    Lui è un fenomeno
    Ma se non lo fanno crescere come si deve Honda brucia un altro pilota

  2. Fabio Avossa

    2013/10/20 at 11:22 AM

    Sicuramente Marquez ha la sua parte di responsabilità ma a me sembra che qui si incominci ad attaccare il solito “antipatico” che vince troppo

  3. Mr D

    2013/10/20 at 11:55 AM

    No Fabio, qui Marc ci sta simpaticissimo. E proprio per questo, non si può rischiare l’opposto di quel che dici tu: scusargli tutto per la simpatia.
    L’analisi fatta vale come opinione riferita al singolo caso: la giovane età è di certo un’attenuante, ma oggi poteva metterci più “testa”

  4. luca

    2013/10/20 at 11:55 PM

    Ma se il tuo team insiste per farti entrare alla fine del 10 giro, sei alla Honda ufficiale, leggerezza di Marquez, ma questi sono stati dei dilettanti….O qualcuno gli ha fatto uno scherzetto…In ogni caso leggerezze sui rientri con piloti in corsa per i mondiali in motogp non è proprio una rarezza: io rammento un Biaggi squalificato perché il team gli esposto il rientro per un drive through al terzo giro…Secondo me, opinione personale, non gestendo mai queste situazioni, non le affrontano come affrontano molte altre.

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