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Test gomme: Conti Sport Attack 2  e Conti Race Attack Comp Endurance, nuova specie

Test gomme: Conti Sport Attack 2 e Conti Race Attack Comp Endurance, nuova specie

Continental ci ha portato sul circuito di San Martino del lago per la prova dei nuovi pneumatici moto Conti Sport Attack2 e Conti Race Attack Comp Endurance. Ecco com’è andata!

In occasione del lancio della nuova linea di pneumatici sportivi Conti Sport Attack2 e Conti Race Attack Comp Endurance, Continental ha organizzato, per la prima volta in Italia, un evento stampa “dedicato”. La location scelta dal colosso di Hannover è stato il nuovo circuito di San Martino del Lago, in provincia di Cremona. Una ghiotta occasione per testare a fondo queste nuove coperture stradali dall’indole decisamente sportiva su diverse tipologie di motociclette Kawasaki e Suzuki.

Ma partiamo dalle caratteristiche tecniche di questa nuova generazione di pneumatici della famiglia Attack. Carcassa radiale con cintura in acciaio a 0° per garantire un’alta resa chilometrica. Mescola Black-Chili, ovvero, utilizzo di resine particolari per migliorare l’elasticità dello pneumatico e l’interazione con l’asfalto, che tradotto in termini più semplici significa migliore accelerazione e migliore frenata. Inoltre, l’utilizzo di polverino di carbonio da competizione consente di aumentare la rigidità dinamica alle alte temperature e di accorciare i tempi di warm-up. Come per le più stradali Road Attack2, anche le Sport Attack2 e le Race Attack Comp Endurance vengono sottoposte al trattamento Traction Skin. In pratica, la superficie dello pneumatico presenta delle micro rugosità che dovrebbero ottimizzare il grip meccanico con l’asfalto. La monomescola, infine, evita che si verifichi lo sgradito effetto scalino, tipico delle coperture bimescola.

Le Sport Attack2 hanno una vocazione prettamente stradale, ma con circa 51° di inclinazione massima possono soddisfare anche l’utente che di tanto in tanto vuole farsi un giretto in pista. Le Race Attack Comp Endurance prediligono, invece, l’utilizzo tra i cordoli.

Scopriamo come si comportano

Delle moto messe a disposizione da Kawasaki e Suzuki, alcune erano equipaggiate con le Sport Attack2  e altre con le Race Attack Comp Endurance. Sulle più piccole Suzuki Gladius, Kawasaki ER-6N, ZX-6R e Z 750R erano montate le Sport Attack2. Per maggiore chiarezza diciamo subito che nessuna delle moto riservate ai giornalisti era munita di termocoperte.

In un solo giro di riscaldamento  le Sport Attack2 sono già in grado di offrire il massimo grip. Purtroppo, sulle due nude di casa Kawasaki il limite delle pedane arriva prima di quello delle coperture, ma è proprio su queste due moto che le Sport Attack2 hanno fornito il loro maggiore contributo, limitando in parte quel fastidioso ondeggiamento, dovuto alle sospensioni un po’troppo morbide,  che si innesca ogni qualvolta si cerca di entrare in curva in modo allegro. Ma è stato sulla Gladius (equipaggiata come da Trofeo, quindi con sospensioni completamente diverse) e sulla ZX-6R che finalmente abbiamo potuto assaggiare il vero limite delle Sport Attack2. E possiamo confermarvi che sono veramente eccezionali. L’anteriore scende in piega molto velocemente e conduce rapidamente verso il punto di corda. Solo in uscita, quando il motore inizia a spingere forte, il posteriore tende leggermente ad allargare la traiettoria, senza comunque mettere in crisi la ciclistica e il pilota. Anche in frenata si comportano molto bene.

Diversamente dalle Sport Attack2, le Race Attack Comp Endurance, con cui erano equipaggiate le due potenti 1000 (la GSX-R e la ZX-10R), traggono origine dalle competizioni, e si vede. Il grip che sono in grado di offrire, soprattutto nelle curve al limite è ottimo. La sensazione, rispetto alle Sport Attack2, è che le Race non siano così fulminee nello scendere in piega, privilegiando la stabilità alle alte velocità. Quello che “pagano” in ingresso, in ogni caso, le Race se lo riprendono in uscita. Infatti, nonostante l’imponente cavalleria delle due “millone”, la gomma posteriore sembra incollata all’asfalto. E anche dopo molti giri,  senza mai risparmiarsi, il grip resta comunque molto elevato

Entrambe le coperture, sia le Sport Attack2 che le Race Attack Comp Endurance, trasmettono al pilota un ottimo feeling.

Chiudiamo spendendo due parole sulla resa chilometrica, che è una voce molto importante quando si parla di pneumatici moto. Per le Sport Attack2 i tecnici Continental dichiarano una percorrenza di circa 6.000 km, mentre per le più performanti Race Attack Comp Endurance si parla di circa 3.000 km. Ovviamente riferiti ad un normale utilizzo stradale.


About Andrea Adorni

Andrea Adorni, per tutti Ado, vive a Parma a pochi chilometri dal Passo della Cisa e dall’autodromo di Varano de’ Melegari, i suoi luoghi di culto. Amante della piega perfetta, non è un caso se il suo motoclub si chiami “InPiega”. Non disdegna le lunghe cavalcate di gruppo e le sfide tra i cordoli. La sua specialità? Raccontare il motociclismo degli anni 80 e 90.

6 comments

  1. le vecchie Sport Attack erano ottime gomme, montate fino all’anno scorso. Poi sono passato a Pirelli. Diciamo che non ho trovato grossissime differenze. Forse un po’ più agili le Conti e un po’ più equilibrate le Rosso2.
    Mi piacerebbe provare anche queste nuove Sattack… ma penso se ne parli a settembre/ottobre. vedremo!!!!!! :-)

  2. Luigi Peraldo via Facebook

    già! infatti credo che finchè c’ è tela c’ è speranza! :D

  3. però occhio alle tele, che chi di speranza vive… ;-)

  4. Luigi Peraldo via Facebook

    toccatina, và!! :D

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