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Questione sicurezza: no a T-shirt e bermuda in moto per combattere il caldo

Finalmente, dopo tanti fine settimana di pioggia, si è potuto riassaporare il piacere di viaggiare su dueruote scortati da uno splendido sole. Ma voi, in sella, ci salite opportunamente protetti?

Tutti noi che girovaghiamo seduti scomodamente su supersportive, naked e supermotard, o perfettamente accomodati su confortevoli Gran Turismo o mastodontiche maxi-enduro, abbiamo un unico obbiettivo: divertirci in piena sicurezza. Durante l’ultimo week-end, come molti di voi, ho inforcato la mia moto e, adeguatamente equipaggiato, mi sono diretto alla volta di Bellagio e delle fantastiche strade panoramiche a strapiombo sul lago di Como (QUI l’itinerario). Il mio equipaggiamento consisteva in: sottotuta traspirante, paraschiena, tuta intera traforata, guanti tecnici e, ovviamente, l’inseparabile casco. Insomma, potevo somigliare a uno dei funamboli delle road race irlandesi o essere scambiato per uno scafato pilota del CIVM (Campionato Italiano Velocità Montagna) ma, in realtà, sotto quella corazza, si nascondeva un semplice motociclista che non riesce a divertirsi, e godere del piacere di andare in moto, se non indossa il suo protettivo “secondo strato di pelle”. Certo, affrontare il caldo tropicale di questi giorni bardato così non entusiasma nessuno, ma una volta ingranata la prima, e raggiunta una certa velocità, tutto torna alla normalità, con le fessure sulla tuta che incanalano l’aria all’interno, offrendo una sensazione di piacevole freschezza.

Ovviamente, le lunghe code del traffico domenicale, le estenuanti pause ai semafori rossi e le soste prolungate dal benzinaio, sono da mettere in conto e sollecitano ulteriormente la sudorazione. Nonostante ciò, proseguo verso la mia meta pennellando curve e tornanti in piena sicurezza, circondato da un panorama da cartolina. Macino chilometri e chilometri supportato dal mio rivestimento protettivo che mi garantisce una guida sciolta e disinvolta.

Più proseguo, però, e più rimango sconvolto dalla quantità spropositata di motociclisti che guidano i propri bolidi da centinaia di Cv indossando semplicemente t-shirt\pantaloncini. Un abbigliamento inadeguato anche per fare della sana mountain bike. Non oso neanche immaginare cosa possa accadere ad un di quei motociclisti se, per fatalità, dovesse venire a contatto con il temutissimo asfalto… “Tanto sto attento”, “Tanto io vado piano”… questo è quello che si sente dire più spesso da chi vuole giustificare questa mancanza.

Chi la strada la conosce bene sa quali sono i pericoli a cui si può andare incontro: chiazze d’olio, superficie sporca, asfalto scivoloso, buche, conducenti distratti o poco rispettosi, animali vaganti. Insomma, tutti siamo consci che per affrontare la strada bisogna corazzarsi adeguatamente. Voi affrontereste mai quel colosso di Mike Tyson senza munirvi almeno di un paradenti? E allora, per lo stesso motivo, affrontereste mai le insidie della strada senza le adeguate protezioni?

Non stiamo certo affermando che sia necessario acquistare una tuta intera; oramai esistono sul mercato capi per qualsiasi esigenza e per ogni tipo di stagione. Pensiamo per esempio ai jeans appositamente studiati per i motociclisti che, oltre a conciliare comfort, stile e protettività, impiegano i migliori materiali e tecnologie degne di un pantalone tecnico.

Per concludere, non centelliniamo sulla nostra sicurezza, sulla nostra vita, per qualche goccia di sudore in più. Se consideriamo che in pista, il luogo più sicuro per un motociclista, è obbligatorio l’uso di tute in pelle e abbigliamento tecnico, a maggior ragione l’utente che impiega la moto su strada dovrebbe coprirsi di più. La tecnologia ha fatto passi da gigante e raggiunto livelli fino a poco tempo fa inarrivabili – ne è un esempio l’air bag o la protezione per il collo per le discipline supermotard e cross. Tra l’altro, esistono capi appositamente studiati per combattere il caldo con sistemi di aerazione molto sofisticati

In giro, sono tantissime le testimonianze di chi, grazie alle dovute precauzioni, può ancora raccontare la propria disavventura. Quindi Riders, in sella solo capi tecnici per motociclisti… il sudore? Quello, una volta arrivati a casa, se ne andrà con una bella doccia fresca!


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