Sul rettilineo d’arrivo, durante la SuperPole, su alcune moto erano evidenti le “fumate” del posteriore con pezzi di battistrada che volavano da tutte le parti. Incuriositi abbiamo chiesto agli uomini Pirelli.
La situazione era quantomeno da cardiopalma. Vedere uno pneumatico sfaldarsi in pieno rettilineo a oltre 330 km\h è una situazione che ogni motociclista, pilota o semplice amatore, non si augura che accada nemmeno nei peggiori incubi.
Scherzi della forza centrifuga? Forcelloni troppo stretti (o gomme troppo larghe)? Atti di sabotaggio da parte di superpotenze nemiche?
No, niente di tutto questo, anche se all’inizio pensavamo potesse essere un problema della carcassa troppo morbida della rain, non in grado di “reggere” la ipervelocità delle SBK a Monza, determinando così un aumento a dismisura del diametro dello pneumatico che si ritrovava poi a strisciare su parafango e\o forcellone.
In realtà, ciò che è successo, è dovuto al fenomeno del “blisteraggio”, quella situazione in cui il battistrada si scolla dalla carcassa a causa delle elevate temperature raggiunte. Il perchè è presto spiegato dagli uomini Pirelli. Abbiamo sentito Matteo Giusti, Racing and Product Communication Manager, che così ha spiegato:” La situazione non era semplice per i piloti, a causa della pista che in alcune parti era asciutta, ma in altre presentava chiazze di umido. Il consiglio di Pirelli era per una intermedia, ma molti hanno optato per la rain. In queste condizioni, date le elevatissime temperature che si registrano soprattutto sul rettilineo d’arrivo, la rain si rivela insufficente a percorrere più giri senza sfaldarsi. Noi cerchiamo di consigliare i piloti in base ai dati in nostro possesso, ma poi sta a loro la libera scelta. Comunque nulla di allarmante, la situazione è perfettamente normale e sotto controllo“.
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Pista appena umida, bagnata solo in alcuni punti, ma i piloti hanno preferito usare comunque la gomma da bagnato, ingnorando o quasi le soluzioni slick o ancora meglio la intermedia, forse la più idonea oggi, pur conoscendo la poca “autonomia” della rain. Come mai? Abbiamo approfondito il discorso con i tecnici in pista del fornitore Pirelli che così hanno commentato:
” Il problema è dovuto al fatto che, dovendo fare il tempo per la pole, molti piloti non hanno voluto rischiare ad hanno utilizzato la gomma da bagnato per avere il massimo del grip, anche se per un solo giro lanciato. La gomma intermedia, non sembra spesso in cima alle preferenze dei piloti “Non si fidano, l’ultimo ad utilizzarla in SBK è stato Frankie Chili” il laconico commento.
Nel mondo delle gare esistono da sempre strategie e fini equilibrismi per avere il massimo dal materiale disponibile, anche a costo di correre dei rischi. Sul rettilineo d’arrivo, oggi, a Monza, la gomma rain “ha raggiunto i 200°“, temperatura che poi ha portato agli evidenti ed inevitabili fenomeni di blisteraggio.
“Se si fosse corso ad Assen, la pista sarebbe asciugata più velocemente ed i piloti avrebbero usato magari la slick” spiegano sempre i tecnici ” il problema è che a Monza ci sono gli alberi e la pista in quei punti faticava ad asciugare“.
Comunque il parere Pirelli è chiaro a riguardo: si potevano usare le intermedie o anche, come ad esempio fatto da Guintolì (che ha stampato oggi la pole) la gomma slick.
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