Il tracciato alle porte di Barcellona rappresenta un test severo sia per le gomme che per i freni delle potenti MotoGp. Alcuni dati per avere le idee più chiare
Le gomme
A differenza di Le Mans, sede dell’ultimo round, la pista di Catalogna è un tracciato veloce che si snoda su una sequenza di curve a destra da percorrere a velocità elevata e ampie curve in piega: di conseguenza, rispetto a qualsiasi altra gara in calendario, sottoporrà la spalla destra dello pneumatico posteriore a carichi più pesanti.
Considerate le intense sollecitazioni generate dal circuito, in questa gara Bridgestone ha selezionato, per il posteriore, uno pneumatico slick con mescola asimmetrica, di due gradazioni più duro nella spalla destra rispetto alla sinistra. Considerate le violente frenate, Bridgestone porterà una nuova slick anteriore di nuova specifica con mescola dura. La gara di questo week-end sarà l’ultima a prevedere una fornitura limitata di questa tipologia di gomme, in quanto, a partire dalla prossima tappa di Silverstone, la nuova specifica di pneumatici slick diverrà l’opzione standard, andando a coprire l’intera offerta di anteriori da asciutto. Shinji Aoki responsabile dello sviluppo Bridgestone
“Generalmente, su questo tracciato, le curve a destra sono veloci e creano temperature molto elevate sulla spalla destra dei pneumatici posteriori, mentre le curve a sinistra sono lente, causando uno squilibrio di forze notevole sul pneumatico posteriore.
Per questo motivo sul Circuito di Catalogna i pneumatici posteriori asimmetrici sono un must e la mescola utilizzata nella spalla di destra è più dura di due gradazioni rispetto a quella della spalla sinistra. Inoltre, questo circuito presenta numerosi punti di frenate brusche – in particolare alla fine dei due rettilinei – sottoponendo anche i pneumatici anteriori a notevoli sollecitazioni. Nel complesso, il particolare layout del circuito di Catalogna lo rende uno degli appuntamenti più impegnativi in calendario dal punto di vista dei pneumatici”.
Capitolo Freni
Il Montmelò è un tracciato da staccate “assassine”. Una su tutte, è la frenata alla fine del lungo rettilineo d’arrivo dove la decelerazione passa da 340 ai 120 Km\h nello spazio di 5.9 secondi. Questo rende meglio l’idea del lavoro che spetta ai freni ma, soprattutto, ai piloti che si sorbiscono ad ogni giro un carico di G negativi pari a 1,6 volte il loro peso.
Un altro punto critico è rappresentato dalla staccata alla curva “Caixa” dove si scala di ben 183 km/h in 5 secondi, passando dai 287 ai 104. il carico medio esercitato dal pilota sulla leva è di circa 5 Kg.. Ad aggiungere rogne all’impianto frenante sono i limitati tempi di raffreddamento. Ciò è dovuto al fatto che, dopo le staccate più violente, seguono poi tratti di circuito dalle velocità relativamente basse. Ciò comporta difficoltà per i dischi di raffreddarsi.
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Pianeta Riders