Diverte tanto, consuma poco e il motore è tutto da godere. Ecco le armi della nuova Duke 690, che dalla sua ha anche un prezzo davvero interessante.
Giunto alla sua quarta generazione, il progetto KTM Duke si propone sul mercato oramai maturo, pronto a soddisfare le esigenze di chi cerca un mezzo comodo e “svelto” in città, in grado di offrire divertimento e prestazioni brillanti anche quando lo si porta a caccia di pieghe su una bella strada di montagna.
Abbiamo testato la pepata monociclindrica austriaca mettendola alla frusta nel caos Capitolino e lungo alcuni dei percorsi extraurbani più accattivanti tra Lazio e Abruzzo… scopriamo insieme com’è andata!
Com’è fatta: stile minimal, si fa apprezzare per la sua compattezza
Gli giriamo un po’ intorno e notiamo subito le misure slim di questa Duke. Non fosse per il decal “690” sul serbatoio, un occhio poco attento farebbe fatica a distinguerla dalla sorella di minor cubatura. Parte dei meriti, per questo risultato, vanno senza dubbio al motore monocilindrico dalle quote compatte, esaltate dal rinnovato design, ora più essenziale e senza troppe “capriole” estetiche. In questa nuova versione si è voluta ripensare interamente la moto, per darle un’immagine più “rassicurante” senza però mortificarne i tratti aggressivi: il nuovo mascherino portafaro richiama le realizzazioni più specialistiche della casa austriaca, mentre l’essenziale codino in pratica è costituito dal solo telaietto reggisella in alluminio pressofuso.
Una volta in sella le sensazioni sono confermate in pieno: leggera come non ti aspetteresti, molto corta, ma nonostante questo con un piano di seduta confortevole e azzeccato nell’ergonomia, che ben si presta ad ospitare anche chi è più alto di statura. Il busto è eretto, le gambe e le braccia alla giusta distanza, mentre il manubrio offre una bella sensazione di padronanza del mezzo.
Unico neo è rappresentato dalla scarsità di vani portaoggetti, come ad esempio quello classico sottosella. Un elemento che molti costruttori oggi sembrano sottovalutare su questa tipologia di mezzi.
Un po’ di tecnica: potenza, consumi ridotti e ciclistica “svelta”
La Duke, in questa nuova versione, gode di molte migliorie rispetto al precedente modello. Il motore ha visto aumentata la potenza massima – 70 cv il dato dichiarato – pur beneficiando di una riduzione nei consumi del 10% rispetto al passato: durante il test, scorrazzando allegramente su tratti cittadini, tangenziali e tortuose strade di montane, abbiamo registrato un dato approssimativo intorno ai 25 Km/l. Un gran bel valore alla luce delle vivaci prestazioni del motore… e con i tempi che corrono!
Il merito è da attribuirsi ad un rivisitato disegno della camera di scoppio, ora con doppia candela, nuovi trattamenti antiattrito DLC per il cambio, una migliorata gestione elettronica (coadiuvata dal gas full ride-by-wire) oltre ad uno scarico riconfigurato, con grintoso silenziatore laterale in luogo del vecchio impianto posizionato in basso, sotto al motore.
Il telaio è un taliccio in acciaio Cr-Mo, che lavora in perfetta sintonia con il comparto sospensioni. Un insieme che garantisce una guida svelta, frizzante, sia in mezzo al traffico tra le auto in coda sia che ci si trovi in piena estasi su qualche bel tratto guidato
Ottimo anche l’impianto dei freni ben assitito dal sistema ABS Bosch a due canali, ora disinseribile se ci si vuole esibire in coreografiche “sbandate” con il posteriore. L’efficacia raggiunta da questo dispositivo, anche in campo moto, ormai è a prova di bomba e per renderci conto della sua efficacia abbiamo voluto esagerare dando una bella pinzata su strada sterrata. Si, avete capito bene! Gomme stradali e sterrato misto ghiaia… nessun bloccaggio e moto ben piantata al terreno.
Come va: una gazzella nel traffico, un felino sui tornanti
Giro di chiave, check della strumentazione e via, si parte. Il Motore esprime un carattere forte. Racing negli acuti, ma anche nelle prestazioni: pastoso e ricco di coppia come deve essere un monocilindrico, con insospettabili doti di allungo (benché, occhio ragazzi, si tratti sempre di un mono). Ai bassi regimi, sotto i 3500giri\min, si avverte qualche strappo, “pistonata” tipica dei monocilindrici, ma una volta saliti di giri, l’unità LC4 si mostra fluida nell’erogazione e senza sobbalzi. Verso i 6000 giri , poi, cambia voce con un crescendo che porta – in un attimo – sopra quota 8000giri/min dove il limitatore avverte che è ora di passare a miglior fortuna. Le vibrazioni non si fanno sentire molto. Solo ai regimi più elevati, intorno agli 8000, qualcosa viene fuori a livello di manubrio ma, considerando anche il tipo di motore, è tutto ampiamente nei limiti del fastidio. Il cambio è ben spaziato, con una rapportatura che tende al lungo per addolcire il carattere del propulsore. Un po’ dura da azionare la leva.
Motore brillante, quindi, dal forte carattere… ma ciò che ci è piaciuto di più, su questa nuova Duke 690, è stata soprattutto la grande manegevolezza. “Tenerla” è un gioco da gragazzi. Sella ribassata di 30mm rispetto alla vecchia versione, peso di soli 150kg, ed ampio manubrio fanno di questa moto un mezzo facile alla portata di tutti, adatto anche ad un pubblico femminile. La si può usare in ogni situazione, anche in coppia il comfort si mantiene su buoni livelli, anche grazie ad una sella ben imbottita e sagomata e ad un serbatoio piacevolmente rastremato nella zona degli incavi.
Con una moto così, svicolare nel traffico diventa un vero scherzo, mentre, su strade di montagna, la guida si fa gasante, con ingressi in curva fulminei e qualche gustosa derapata in uscita, dove, un leggero colpo di gas è sufficente a farla balzare fuori dal tornante. In frenata è solida, rigorosa, merito anche di un ben tarato sistema antisaltellamento. Nei cambi di direzione non occorre spingerla, un accenno del capo e la butti giù.
Le sospensioni sono un pelo rigide nella taratura di serie (soprattutto la forcella… qualche “click” per scaricarla un po’, su strada non dispiacerebbe). Il mono, invece, lavora bene, dimostrandosi all’altezza anche con passeggero a bordo. Una taratura di base volta più al divertimento che al comfort assoluto, in linea con le aspettative del mezzo, ma comunque non da “spaccaschiena”.
Conclusioni
Vera Fun-Bike, agile, scattante, dotata di motore grintosissimo all’occorrenza, ma anche trattabile se fatto frullare tra i 3000 ed i 6000 gir\min. Leggera e maneggevole, sa regalare belle emozioni quando la si vuole portare al limite. Parca nei consumi, quanto nella gestione (con intervalli di manutenzione portati a 10.000 km, in luogo dei 7500 precedenti… un dato notevole considerando che stiamo parlando di un mezzo equipaggiato con un’unita, la LC4, che fino a poco tempo era ad esclusivo appannaggio degli spietati ed esigenti campi delle competizioni off-road e motard).
Una Moto, quindi, dalla doppia anima: Amorevole ma – quando serve – indiavolata… quel che ci vuole per far perdere la testa a noi Riders!
La 690 Duke costa 7.190 euro chiavi in mano (500 euro in più la versione con ABS). I colori disponibili sono il nero e il bianco. Disponibile, allo stesso prezzo, anche la versione depotenziata a 25 kW.
KTM 690 DUKE in sintesi
PIACE
- Maneggevolezza
- Carattere del motore
- Consumi
- Piacere di guida
NON PIACE
- Leva cambio dura
- Sospensioni non regolabili
Abbigliamento tecnico della Prova
- CASCO: Scorpion Exo-1000 air
- GIACCA: Alpinestars T-Gp Plus
- GUANTI: Spidi G-Flash
- SCARPE: TCX
foto| Giorgio Muscetta
Pianeta Riders

















Beeeello il Duke. Una moto fighissima. Non pensavo consumasse anche così poco, da farci un pensierino B-)
veramente niente male!
Peccato le sospensioni nn regolabili:(
Gran ficata che vorrei provare…
la linea fa ca….. meglio il vecchio modello