Qualche giorno fa pensavo ad una frase che spesso mi sento rivolgere dall’eterno indeciso desideroso di acquistare la sua prima motocicletta: “Mi piacerebbe ma sai, mi manca la compagnia, nessuno dei miei amici ha la moto…”
E dov’è il problema? mi chiedo io. Anch’io quando acquistai la mia prima vera moto, una Suzuki RGV 250, nell’ormai lontano 1994, ero il solo dei miei amici ad averla, ma non per questo lasciai perdere. E se è vero che la mia non era, come del resto lo è ancora oggi, una semplice passione, ma una vera malattia, allora spero di non guarire mai.
Ed è per questo che all’eterno aspirante centauro suggerirei di non preoccuparsi troppo del fatto che i suoi amici non possiedano una moto perché, se l’appetito vien mangiando, è altrettanto vero che la compagnia vien viaggiando. Infatti in moto non si è mai soli. Perché oltre a lei, la moto, inseparabile compagna di mille avventure e con la quale, inevitabilmente, si finisce per stringere una morbosa relazione, lungo il cammino qualsiasi centauro che vi incontrerà vi saluterà come se vi conoscesse da anni. Perché la moto, a differenza dell’auto, unisce, e rende tutti amici.
Quando nell’ottobre del 1994 salii per la prima volta sulla Cisa non avevo nessun compagno di viaggio perché, come vi dicevo, ero l’unico della compagnia a possedere una moto. Ma mio”vagabondare” in solitaria durò solo poche curve. Infatti fui raggiunto presto da due Honda CBR, una 600 e una 900 che, senza la minima difficoltà, mi sorpassarono. E probabilmente compresero subito che ero un novellino della Cisa. Si voltarono a salutarmi e nel giro di qualche curva si dissolsero come fanno le nubi in cielo dopo la tempesta. Passò poco tempo e il tuonare dei Termignoni di una Ducati 888 mi diede un’ ulteriore scrollatina. E il copione fu lo stesso di qualche curva prima, un saluto e poi via. Finalmente, curva dopo curva, raggiunsi una tranquilla FZR 600, alla quale mi accodai fino alla meta del mio viaggio. Giunto sul passo salutai i miei veloci compagni di qualche curva che subito contraccambiarono il saluto. Dieci minuti dopo il mio arrivo sul passo avevo già trovato i miei primi tre amici motociclisti. E in questi diciotto anni su e giù per la Cisa, ho continuato a stringere sempre nuove amicizie, e alcune di queste le conservo tuttora.
Ma, soprattutto, vorrei ricordarvi che non è importante che voi siate a cavallo di una fiammante supersportiva di ultima generazione o di una vecchia enduro anni ottanta, l’importante è che ci siate. E se ancora nutrite dubbi in proposito, lasciate stare, evidentemente il mondo “Riders” non vi appartiene.
Pianeta Riders