Nonostante il difficile periodo economico, ci sono per fortuna piccole realtà italiane che “reggono” e fanno parlare di sé. Realtà fatte di passione, dedizione, ricerca, raffinatezza e stile; tutte qualità che si ritrovano facilmente nel marchio GIMOTO, azienda bergamasca che fa della realizzazione di tute in pelle su misura, personalizzabili, il suo cavallo di battaglia.
Abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Andrea e Daniele Mazzola, responsabili del Marchio, e di visitare lo showroom di Cassano d’Adda, il quartier generale dove prendono forma i capi in pelle della collezione GIMOTO. Un luogo dove tradizione e innovazione si “cuciono” perfettamente e si assapora, con piacere, il vecchio, ma sempre apprezzatissimo, lavoro di sartoria.
Tante le curiosità emerse: dai cenni storici dell’azienda alle novità per il futuro. Si è parlato poi di sicurezza, tema che sta loro tanto a cuore (e per gente che dedica la propria vita a vestire noi motociclisti talvolta sprovveduti non può essere altrimenti), del tragico incidente accorso a Marco Simoncelli, di air bag e e di tanto altro.
Insomma Riders, prendetevi 5 minuti, sedetevi comodi davanti al PC e leggete questa interessante intervista.
- L’azienda nasce nel lontano 1890 come guantificio. Nel 1978 la svolta e GIMOTO diventa uno dei primi produttori nazionali di tute in pelle. Quali sono stati i motivi che vi hanno spinto a lanciarvi su questo tipo di prodotto? Quali le difficoltà incontrate?
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Sì, negli anni 70 ci siamo trasferiti qui a Cassano d’Adda. Penso che per qualsiasi azienda passare da un prodotto all’altro non sia difficoltoso perché c’è molta flessibilità. Al momento c’era qui la richiesta e abbiamo preferito passare dalla produzione di guanti a quella capi in pelle. Difficoltà non ne abbiamo incontrate, pelle e cucitura sono sempre nell’ambito, abbiamo solo cambiato la tipologia di prodotto. Ovviamente se passi da un prodotto completamente opposto allora lì puoi incontrare maggiori difficoltà.
Infatti, in passato, il tessuto veniva tutto prodotto qua in Italia in laboratori specializzati. Con l’evoluzione del mercato, la concorrenza di prezzi, abbiamo dovuto delocalizzarlo all’estero perché non aveva più senso produrlo qui, restando sempre un prodotto controllato, tecnico e sicuro per il motociclista.
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- Luca Scassa è uno dei piloti su cui state puntando molto. E’ fondamentale per l’immagine di GIMOTO la figura di un pilota forte come Luca? Quanto è importante per voi la competizione per lo sviluppo dei vostri capi?
[box_dark]Luca Scassa ha un contratto pluriennale che portiamo avanti come immagine da 4-5 anni. Non cambiamo un pilota all’anno, c’è anche un rapporto di amicizia perché è importante che anche il pilota creda nel prodotta che fai, si fidi e lo sviluppi insieme a noi. E’ importantissimo il suo feedback dalle piste in modo tale che possiamo modificare e apportare miglioramenti sui nostri capi.[/box_dark]
- Dal Supermotard alla Supersport, dal BSB alla Superbike, dal dirt track al mondiale 125. Oramai vestite piloti in quasi tutte le categorie. Tra i vostri prossimi obbiettivi c’è anche la MOTOGP?
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Per entrare nella Moto Gp è facile. Potevamo entrare anche quest’anno, sono scelte aziendali. Tieni conto che entrano in gioco fattori di marketing, di budget pubblicitario e piloti che sono legati con anni ad un’ azienda ed hanno difficoltà ad andarsene da quel contratto.
Abbiamo avuto contatti con tanti piloti, il problema è che sono tutti contatti sporadici. Diciamoci la verità, alcuni riders vanno dove gli regalano più tute. L’immagine secondo noi dev’essere continuativa mentre ci sono alcuni piloti che cambiano tuta da anno ad anno e non ti ritorna niente a livello di immagine.
E’ meglio avere un pilota più duraturo come Luca, anche se quest’anno andrà in BSB dove noi, comunque, abbiamo il nostro importatore e siamo già presenti, per noi è solo un gran piacere. E’ logico che abbiamo avuto tanti contatti ma abbiamo detto a tutti di no perché non ci interessava la loro immagine ne presenza sul mercato, è una nostra scelta.
Tieni conto che sono scelte che fanno tutte le aziende che scelgono il loro gruppi di piloti per la stagione – oramai i piloti sono sempre meno; l’anno scorso nel motomondiale c’erano 17 piloti e ci sono 50 aziende che fanno abbigliamento.
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- A proposito di MotoGP. La tragica scomparsa di Marco Simoncelli, una morte inaspettata e dolorosa per il mondo del motociclismo, proprio quando si pensava che la sicurezza avesse raggiunto ottimi livelli. Qual è il vostro pensiero sull’accaduto? Si può fare di più? State sviluppando dei nuovi sistemi di sicurezza?
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Sì, stiamo sviluppando nuovi sistemi. Abbiamo cominciato a dare qualche primo messaggio al pubblico alla fiera di Verona, ma sporadico niente di importante per ora.
Stiamo studiando protezioni per il collo. Ovviamente gli incidenti in pista sono dovuti al caso, c’è chi si può far male anche a 40 km\h. E’ ovvio che se uno si premunisce di determinati sistemi di sicurezza diminuisce il rischio di danni.
Tornando all’incidente di Simoncelli, noi abbiamo dovuto improntare il discorso air bag perché ci sono arrivate richieste da nostri clienti che chiedevano se avevamo qualcosa per proteggere il collo e quindi siamo stati indotti a farlo. Da quel momento in poi la richiesta è sicuramente aumentata; è stato toccante e soprattutto è evidente che il collo è l’unica parte del corpo scoperta, priva di protezione. Nella velocità però è difficile proteggere quella zona perché qualsiasi cosa tu gli metta al collo gli da fastidio. Dev’essere nascosta, comoda e funzionale. Un pilota che non riesce a muoversi diventa pericoloso.
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- Potete illustrarci il vostro sistema di Air Bag ? Come funziona? Pensate che un giorno l’Air Bag sarà di serie su tutti i vostri capi?
Per la velocità stiamo studiando un sistema di Airbag meccanico da poter inserire sopra la tuta di modo che appena c’è il distacco dalla moto questo cavetto meccanico, che funziona al 100%, fa esplodere l’air bag e ti protegge il collo, quindi quella protezione tra casco e tuta che manca a tutti.
Gli airbag che sono sul mercato sono interni al capo e non sono protezioni esterne tra il collo e la tuta. Il nostro è esterna e sarà opzionabile. Un doppio cuscinetto che funzionerà meccanicamente. Nel momento in cui ci si stacca dalla moto, la bomboletta rilascia il gas e gonfia l’air bag. Ora stiamo studiando di inserirlo leggermente nella gobba in modo che si possa mantenerla.
Ad Eicma 2012 presenteremo il prodotto definitivo ma rimane come accessorio. Cosa vuol dire: la tuta in pelle è quella ma tanti si dimenticano la cosa fondamentale. Ora stiamo studiando tutti questi accessori di sicurezza ma nessuno si ricorda che la tuta è al primo posto, ma soprattutto, il su misura è quello che fa la sicurezza. Se il capo è fatto su misura le protezioni, sono al punto giusto e lavorano come si deve. Purtroppo il cliente sottovaluta il discorso tuta e pensa più all’accessorio come l’airbag e magari sono in giro tute della taglia più grande. Il nostro obbiettivo nella comunicazione che stiamo cercando di portare avanti è quello prima cosa della tuta su misura, il nostro cavallo di battaglia, e soprattutto omologata. Siamo l’unica azienda in Italia a proporre una tuta racing (la WAS +) omologata CE EN 13595 livello 2 – purtroppo c’è mancanza di informazione sotto questo punto di vista. Tu vai a comprare una tuta in pelle e credi che sia omologata in realtà l’omologazione è solo nelle protezioni interne mentre noi siamo riusciti a omologarla completamente.
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- Ad Eicma siamo stati incuriositi dal sistema Neck Brace di ORTEMA, il nuovo sistema di protezione del collo, accoppiato ad un vostro capo. E’ nata una collaborazione tra GIMOTO ed ORTEMA?
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Sì, quest’anno abbiamo iniziato una collaborazione con Ortema che ci ha dato la possibilità di poterlo esporre ad EiCMA, accessorio disponibile solo per la disciplina motard.
Noi, già da anni , predisponiamo il collarino esclusivamente per le nostre tute da motard,. Come predisponiamo la gamba – non si vede e nessuno lo sa ma c’è la possibilità – per il tutore del ginocchio. E’ un opzione, il pilota che porta il tutore e il collare ce lo comunica e noi predisponiamo il capo per quel tipo di accessorio.
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- Oramai GIMOTO si è diffusa capillarmente non solo sul territorio nazionale ma anche all’estero – addirittura siete presenti alle Bermuda. Il divenire una realtà sempre più presente ed importante non rischia di “rovinare” l’immagine di produttori artigianali di tute quali siete?
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Abbiamo dei rivenditori che seguono appunto l’ordinazione su misura e la personalizzazione del prodotto nei loro punti vendita, però segnaliamo solo quelli che sono specializzati, quelli che sono in grado di offrire un certo tipo di servizio. Abbiamo altri rivenditori che magari ordinano il singolo accessorio e non sono in grado di fare il su misura. Noi li formiamo, gli insegniamo come prendere le misure, per avere un prodotto finito ottimale. Ognuno ovviamente ha la sua specializzazione: chi nelle tute da motard e minimoto, chi per le tute da velocità, ognuna ha la propria calzata. La tuta da motard, ad esempio, è completamente diversa da una tuta da velocità.
Le tute di velocità sono divise in due categorie Top Livel ed Entry level. Le prime sono ideali per un uso agonistico in pista; quando le indossi sono come un guanto, ti calzano perfettamente, sono preformate per la posizione di guida. C’è la possibilità di farle in bovino e canguro. Il canguro è meno spessorato ma più comodo, leggero pur mantienendo la stessa protezione e resistenza. Tutte le nostre tute hanno protezioni omologate spalle, gomiti, ginocchia all’interno della tuta.
Le tute Entry Level, sempre su misura e personalizzabili, canguro o bovino, hanno una calzata più stradale e morbida. E’ un capo che va bene per uno uso stradale\pistaiolo. Se lo fai su misura e decidi tu il tipo di calzata.
Ancora diverse sono le tute da Motard che addirittura le possiamo realizzare con il tessuto ad alza resistenza frontale oppure completamente in pelle. La calzata è molto più comoda visto che la guida da motard richiede una maggiore libertà di movimento. No è prevista la gobba e le saponette. Anche per le tute da motard vale sempre lo stesso discorso su misura e personalizzabili.
Infine, i capi touring divisibili sono disponibili in due differenti varianti: completamente in pelle e un misto tessuto e pelle. Anche qui potrete sbizzarrirvi con colori, personalizzazioni e ovviamente farvele su misura.
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- Concludiamo con un aneddoto simpatico, un fatto divertente legato alla storia di GIMOTO che non scorderete mai
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Tutti i giorni qui ci arrivano delle richieste assurde. Chi addirittura vuole riportare il proprio tatuaggio sulla tuta.
Oppure ci viene in mente la tuta di Dj Ringo con frange, pistole, cinturone finto. L’abbiamo realizzata per un evento – il Triumph Parkin Go – perché con Ben Bostrom e Di Pillo dovevano fare una scenetta, con Ringo, appunto, vestito da Cowboy. Più che altro queste richieste non hanno programmazione e arrivano sempre all’ultimo momento e noi dobbiamo farla in tempo. Ma comunque questa è anche la nostra forza, avere un rapporto diretto con il nostro cliente. Quando vieni ci siamo noi e parla direttamente con noi.
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Ringraziamo i fratelli Mazzola e tutti i ragazzi GIMOTO per la loro disponibilità.
Un’azienda dalla grande Tradizione, sì, ma arricchita da tanta innovazione. Basta sperimentare il software, molto interessante, disponibile sul loro sito www.gimoto.com dove è possibile scatenarsi e creare la tuta dei propri sogni: colori, loghi, accessori, nome, tipo di pelle e ovviamente le proprie misure.
Pianeta Riders