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Intervista a Luca Scassa: dall’avventura nella SuperBike inglese 2012 alla nuova Panigale

E’ sicuramente uno dei Riders che ha fatto più rumore in questo periodo. Il suo approdo nella BSB inglese, in sella alla Honda CBR 1000 RR del prestigioso team Padgetts, ha fatto discutere e non sono mancate le opinioni contrastanti. Taluni, infatti, considerano tale “ormeggio” una retrocessione; altri, al contrario, supportano fortemente la scelta e vedono in tutto ciò una opportunità per tornare presto tra i cordoli dei campionati mondiali.

Stiamo ovviamente parlando del giovane e talentuoso Luca Scassa che abbiamo incontrato, in esclusiva, nei locali dell’azienda GIMOTO, marchio che veste da anni il Rider aretino. Tuta tutta nuova per lui, e misure da riprendere. Luca ci rivela che il cambio di preparazione atletica ha modificato un po’ la sua taglia e ora, per affrontare al meglio i serpeggianti circuiti inglesi, necessita di un capo che gli garantisca più libertà di movimento.

[box_dark]1) Prima del tuo approdo in BSB si vociferava di una possibile stagione 2012 in sella ad una MV. Ci puoi spiegare cosa non ha funzionato nel progetto? Pensi che ci siano ancora margini per un futuro con MV?[/box_dark]

Posso dirvi che è tutto vero. Speriamo che parta tutto presto, dovrebbero farlo. Il progetto era nato, ma da quanto ho saputo io, problemi di budget, al momento, hanno fermato i lavori. Posso confermarvi, comunque, che c’è l’intenzione, da entrambe le parti, di fare qualcosa insieme. Vedremo come andrà, tanto di mondiali ce ne sono ancora tanti!”

[box_dark]2) Parliamo della British SuperBike. Passerai da una realtà mondiale ad una realtà locale: per Luca Scassa, retrocessione od opportunità?[/box_dark]

Nel BSB sono stato contattato da parecchi Team. Guarda, nel mondo senza meritocrazia in cui stiamo, non si può parlare di retrocessioni. Se ho corso nel mondiale SBK o Supersport non è stato esclusivamente per meriti sportivi, anche perché ho dovuto trovare dei budget per correre. Ma se non sali anche con merito, è difficile poi tornare.

Quindi, come tanta gente è in SBK non per meriti sportivi ma per motivi di budget, credo che andare a fare il pilota per una squadra come Padgetts – e chi è appassionato sa cosa vuol dire – e farlo come lavoro vero, con delle prospettive buone per il futuro, sempre tenendo aperta questa finestra MV Agusta, non possa essere considerata una retrocessione. Se la prendono come una retrocessione, pazienza. Significa, allora, che posso solo tornare su… in alto, nel mondiale

[box_dark]3) Nel BSB dovrai affrontare i gloriosi ma altrettanto ardui circuiti inglesi, incontrerai delle difficoltà? L’esperienza AMA Superbike pensi ti possa essere d’aiuto?[/box_dark]

Sai, anche Magione, Varano e Binetto aiutano molto! (scherza Luca). A parte tutto, una moto ha due ruote e la pista è delimitata dalle strisce bianche. A Silverstone, Brands Hatch, Donington ho già corso. Magari da imparare Cadwell Park, Oulton Park, Knockhill, ma non me ne faccio un problema, assolutamente.”

[box_dark]4) In Inghilterra, si sa, il meteo non è dei migliori, e la maggior parte dei round si svolge sotto la pioggia. Temi il confronto con i tuoi avversari inglesi,  abituati a correre sul bagnato?[/box_dark]

No, sul bagnato vado forte anch’io. Le poche prove che ho fatto nel mondiale SBK sul bagnato sono andate bene. Mi ricordo con Pedercini, a Misano, ero terzo con la Kawasaki; con Ducati a Imola ho fatto la prima fila nel mondiale, e nei test a Portimao con la Yamaha R6 ero primo. Mi piace correre sul bagnato e ora, senza traction control, c’è da farsi male ma sarà sicuramente divertente!

[box_dark]5) Non possiamo non chiedere un parere, a te che nel 2010 hai corso in sella a una ducati Ducati nella WSBK, sulla nuova Panigale 1199. Le nuove soluzioni adottate ti convincono?[/box_dark]

“Non l’ho provata ma bella, bella moto. Per sviluppare un modello di serie ci vogliono grosso modo 2-3 anni, partendo dal prototipo fino ad arrivare alla moto definitiva. Penso che questo prototipo l’abbiano progettato quando Stoner vinceva in MotoGp, quindi avranno pensato: moto vincente, facciamola anche sulla serie, potrebbe essere il futuro!
Mentre producevano e realizzavano la moto di serie, in MotoGP, con Valentino – ma anche con Melandri potevano capirlo… diciamo che avrebbero potuto intuirlo con tutti gli altri piloti escluso Stoner –  si sono accorti che forse non era la soluzione ideale e sono tornati su un deltabox, da vera giapponese. Ma oramai la produzione della Panigale era avviata e quindi si sono ritrovati con questa moto, e spero per Ducati che vada bene.

[box_dark]6) La Superstok potrà mostrarci qualche dato utile per verificare la validità del progetto?[/box_dark]

“Sai, in Superstok vedi se la moto di serie funziona bene. Essere competitivo in SuperBike è un’altra cosa. Però se va bene in STK significa che la base è buona. Per esempio, l’anno scorso Kawasaki andava bene nel mondiale Superstok ma faticava in SBK; anche l’MV Agusta andava bene in STK ma in SBK non c’era. Da quando hanno accettato il Ride by Wire nel regolamento, Kawasaki e Honda (soprattutto) sono lì davanti.”

[box_dark]7) immagino che ti farà piacere vedere la verdona là davanti…[/box_dark]

“Certo che fa piacere. Sono un po’ Kawasaki dentro, ho vinto l’italiano 600 stock, c’è un pochino di verde in me.”

Insomma, “The Rocker” ci è sembrato carico e pronto a questa nuova avventura, con tanta grinta e voglia di far bene. Siamo certi che esprimerà dell’ottimo Rock and Roll sui difficili tracciati inglesi, a partire dal primo round in programma il 6 aprile a Brand Hatch.
Un grosso in bocca al lupo al nostro Luca per un 2012 da Campione!


1 Comment

  1. Matteo

    2012/02/27 at 1:33 PM

    è assurdo che un pilota come Scassa non corra nel mondiale. Gli auguro di fracassare tutti gli avversari british e tornare presto alle competizioni mondiali……possibilemente su una gloriosa MV, per un binomio italiano da favola!!!!

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