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dicembre 14th, 2011

Test Prova nuovo Yamaha T-Max 2012: l’icona del Maxi Scooter sportivo si rinnova

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Test Yamaha T-Max 2012_10

Volevate una prova in condizioni difficili del nuovo Yamaha T-Max 530? Eccovi accontentati.
In un’alba da lupi mannari, lascio Roma alla volta di Milano per un test in sella all’ultima incarnazione dell’icona contemporanea dei due ruote transgender, ovvero, quegli scooter che ambiscono ad offrire un’esperienza di guida appagante, come quella di una motocicletta, pur mantenendo tutta la praticità e la “facilità” dei mezzi a trasmissione automatica.

Lo scenario della prova è stato a dir poco apocalittico: acqua, fondi viscidi, traffico, strade extraurbane e velocissimi spostamenti in tangenziale… condizioni che hanno consentito di scoprire la più importante tra le novità Yamaha 2012, esplorando tutta la possibile gamma di situazioni in cui può incappare l’acquirente tipo di questo genere di mezzo. Un mezzo destinato a farvi “compagnia” 365 giorni l’anno, con ogni condizione meteo, e su ogni genere di percorso.
Curiosi di sapere come se l’è cavata il T-Max 2012?
Infilate il casco e scopriamolo insieme!

La Forma

Prima di addentrarci nel test vero e proprio giriamogli un po’ attorno. Lontano dall’EICMA (è passato appena un mese dalla presentazione ufficiale nei giorni del Salone) posso finalmente “godermi” il T-Max senza restrizioni di sorta o colleghi con cui fare a turno.
Le linee sono cambiate, ora sono più tonde (o meglio, “bombate”), con un’orizzontalizzazione che si riduce in favore di un posteriore sempre più sparato verso l’alto in pieno stile R Series, con rimandi immediati alle sportive di Casa.

Allure sportiva, però, che non significa rinunciare al confort: imbottitura della sella e seduta sono di ottimo livello, esattamente come l’ergonomia, che consente di scegliere la posizione preferita (ad esempio, gambe più o meno distese) senza perdere nulla in quanto a comodità. Intelligente, in  tal senso, anche la scelta di offrire il cupolino regolabile in altezza di serie; e mi hanno colpito favorevolmente anche alcuni particolari come i vani portaoggetti infulcrati nello scudo anteriore, finalmente dotati di chiusura con chiave.

In generale, la qualità percepita in sella al nuovo T-Max è notevole, con un’evidente attenzione alla cura dei particolari, come è d’obbligo su un mezzo “premium” (e costoso) in cui nulla è lasciato al caso.

La Sostanza

Da un punto di vista tecnico, le direzioni intraprese dagl’ingegneri di Iwata nel rinnovare il T-Max sono state essenzialmente 3: un nuovo motore, grazie al quale incrementare potenza e verve dinamica senza cedere alla tentazione di una cilindrata ipertrofica; mantenere il primato di Maxi-Scooter bicilindrico più leggero della categoria (risultato che con una cilindrata superiore sarebbe stato impossibile); e infine migliorare la trasmissione, offrendo all’utente l’esperienza di una manopola del gas “a presa diretta” con la ruota motrice.

Di fatto, il nuovo bicilindrico da 530 centimetri cubici incrementa la potenza di 3 cavalli rispetto al passato (ora sono 46.5), con un irrobustimento della coppia, che raggiunge il suo valore massimo 1000 giri più in basso. Il tutto per un’erogazione più corposa e meglio spalmata sull’intera scala del contagiri, che garantisce risultati di ripresa e accelerazione di netto superiori (molto superiori!!!) rispetto al modello precedente.

Più potenza, quindi, associata alla ricerca di una leggerezza estrema grazie all’utilizzo di componentistica e materiali raffinati che hanno consentito di mantenere il peso sotto la soglia critica dei 200 Kg, confermando così il maxi-scooter Yamaha come il più leggero della categoria.

Ma il vero punto di svolta del T-max 2012 è probabilmente la nuova trasmissione a cinghia che sostituisce il vecchio sistema a doppia catena. Trasmissione che – oltre a ridurre drasticamente gli interventi di manutenzione – offre un elevatissimo controllo della trazione, in presa diretta col comando del gas, senza dispersioni di potenza. Per non parlare dell’abbattimento delle vibrazioni a garanzia di un aumento non trascurabile del confort.

A quanto detto, si somma un importante decremento dei consumi (nonostante il miglioramento delle prestazioni) che renderà meno “dolorose” le soste per il rifornimento di carburante (e banalmente, visti i tempi che corrono, c’è solo da gioirne).

La prova dei fatti: si parte!

Freddo, umidità nell’aria… ben riparato dietro lo scudo del T-Max affronto l’iniziale tratto urbano del test. I primi chilometri li dedico ad indagarne le doti di maneggevolezza “spiccia” e confort: passaggi tra le auto in coda, manovrabilità nello stretto… e non mi perdo una buca, un attraversamento di rotaie o tratti di pavé “assassino”, per verificare la risposta delle sospensioni.

Il risultato è molto buono: il T-Max offre una direzionalità notevole, assecondando con facilità le intenzioni del pilota in spazi di manovra più che ragionevoli in relazione alla stazza. In altre parole, nel traffico caotico non si rimpiangono mezzi più “svelti”: si sfila via nei corridoi tra le auto sfruttando il guizzo del motore per levarsi d’impaccio.

Buona anche la risposta delle sospensioni. Soprattutto quella posteriore che digerisce di tutto pur mantenendo ottime doti di sostegno quando serve (leggasi “quando si esagera un po’”).

Una nota di demerito riguarda, invece, il posizionamento degli specchietti retrovisori che urtano con facilità nei passaggi urbani più stretti. Occorre fare davvero molta attenzione e, nonostante ciò, qualche “toccatina”, di tanto in tanto, è inevitabile.
Ma il T-Max non nasce per un uso schietamente urbano. Vuole fare di più e vuole farlo anche bene.

Fuori dalla soffocante cappa urbana arriva finalmente il momento di sciogliere le briglie ai cavalli. Li lascio scalpitare tutti, fino all’ultimo, costatando un evidente surplus prestazionale rispetto al vecchio modello (che già di suo era tutt’altro che “fermo”).
Decelerazioni e ripartenze, ad ogni regime, ad ogni velocità, offrono sempre una risposta muscolosa e convincente. Personalmente ho trovato il mio range preferito intorno ai 5.000 giri,  con il bicilindrico pronto a farti schizzare via, all’istante, verso l’iperuranio!
Il motore è talmente vivace che consiglio cautela nello spalancare il gas su fondi viscidi, come ad esempio le strisce pedonali, soprattutto in caso di umido (almeno che non siate “capaci” e vi vogliate “divertire” un po’). In ogni caso, niente paura: l’equilibrio ciclistico generale offre un’elevata capacità di controllo del mezzo anche in condizioni critiche, scongiurando possibili reazioni scomposte.

Una menzione d’onore va poi ai freni. Potenti, modulabili, ho atteso il passaggio su un bel tratto di asfalto granulare e drenante per assaggiarli a dovere. Ad ogni pinzata, anche la più decisa, corrispondono decelerazioni sempre gestibili ed efficaci, con ottimi spazi d’arresto. A colpirmi positivamente, soprattutto l’impianto posteriore, con un bel mordente, aggressivo e deciso… occasione di ulteriore divertimento per i più smaliziati (e irrequieti) che non resisteranno alla tentazione di lasciare qualche bella striscia nera sull’asfalto.

Ciò che però rende diverso il T-Max da ogni altro scooter è la capacità di offrire un piacere di guida simile (anche se non proprio uguale) a quello che si può sperimentare in sella ad una moto.
Agilità e precisione di guida ne sono i “sintomi” più evidenti. Col T-Max, soprattutto in questa nuova declinazione 2012, per andar forte si deve guidare con tutto il corpo. Il manubrio è più largo per offrire una “leva” di tipo motociclistico nei cambi di direzione e durante la piega; e i movimenti col corpo, da un lato all’altro, risultano spontanei e naturali: non stupitevi se, a un certo punto, vedrete il ginocchio interno alla curva cedere in automatico al desiderio di scendere giù.

La sensazione “motociclistica” è poi ulteriormente amplificata dalla distribuzione del peso che si sposta ulteriormente verso l’anteriore con una percentuale del 42% rispetto al totale: caratteristica che rende indubbiamente il T-Max un bell’aggeggino da sfruttare tra le curve.

Un’ultima considerazione riguarda il “fattore protettività”: il nuovo layout della carena, unito al cupolino regolabile in altezza, convince in quanto a confort e riparo dall’aria. Nessuna turbolenza fastidiosa anche a velocità elevate, ma non solo: nonostante la pioggia, a tratti copiosa, le gambe ne sono uscite pressoché asciutte… davvero niente male!

Conclusioni

Il T-Max convince e saprà certamente invogliare chi, dopo un periodo sulle moto vere, vuole tornare all’automatico senza troppi rimpianti. Ma anche gli scooteristi “convinti”, pronti al salto prestazionale, ne saranno irrimediabilmente attratti.
Insomma, nonostante una concorrenza che incombe, il Maxi Sportivo Yamaha sembra ancora perfettamente in grado di dire la sua e mantenere lo status quo raggiunto in tanti anni di successi: il tutto, senza stravolgere la propria filosofia di scooter “transgender”, in bilico tra praticità ed emozionalità motociclistica.

Il prezzo, per tutto questo, non è cosa da poco: 10.290 Euro per la versione “standard”; 10.790 per quella con ABS. Un prezzo che però, a ben guardare, non muta rispetto allo scorso anno nonostante il deciso salto in avanti…

Qualcuno di voi ci sta forse facendo un pensierino? E allora sappiate che, con un’aggiunta di circa 360 Euro, Yamaha ha già allestito 2 kit (sport e touring) per rendere ancora più completa la dotazione standard (allestimenti di cui vi parleremo a breve in un post dedicato).

Durante la prova abbiamo utilizzato

 


 

Yamaha T-Max 2012 in sintesi

PREGI

  • Erogazione motore
  • Agilità
  • Qualità percepita
  • Confort generale

DIFETTI

  • Posizione specchietti, facili all’urto nei passaggi più stretti

About the Author

Mr D
alias Diego D’Andrea. Fondatore di Pianeta Riders è un instancabile cacciatore di percorsi tutte curve e inesauribile viaggiatore. Appassionato da sempre di moto e scrittura, è l’Autore della guida “Itineriders” dedicata ai percorsi motociclistici più belli del Centro Italia




 
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18 Comments


  1. Francesco Biondo

    ci sono salito sopra alla fiera di Milano. Non è che ci ho capito molto, troppo poco tempo, ma non mi dispiace.
    Poi non capisco chi se la prende coi Tmaxisti…..è chiaro che è uno scooter e non una moto, ma che ci possono fare se con lui riescono ad andare davvero forte?

    Volevo sapere qualcosa sulla capacità di carico del sottosella……a eicma non me l’hanno fatto apire :-(


  2. Sante

    Scusa Francesco, ma senza voler offendere nessuno, tutti quelli col TMax che vedo in giro sanno andare forte solo da semaforo a semaforo. Guidare una moto è PROPRIO una’ltra cosa!!!!!!!


  3. Manuele

    CHE FIGATAAAAAA….LO VOGLIO NERO COSÌ, TROOOOPPO AGGRESSIVO!!!


  4. @Francesco

    In merito alla capacità del sottosella, considerando che il T-Max non punta sullo “stivaggio”, la situazione non mi è sembrata male. Io ci ho infilato dentro un po’ di attrezzatura antipioggia, ma ci sta tranquillamente uno zaino o la classica borsa porta PC grazie alla forma piuttosto regolare.

    Saluti D


  5. Lillo

    Quando arriveranno i primi test della concorrenza BMW e Aprilia, i Tmaxisti (si chiamano così?) dovranno solo andarsi a nascondere, dopo aver fatto gli sboroni per tutti questi anni!!!!! Muahahah :-D


  6. Guerra

    BELLO!!!!!


  7. Sandro

    Si si Lillo,come quando arrivo’ il GP 800……quanti ne hanno venduti?2000…. piantatela di sparare merda sul tmax che non capite un cazzo!!!!!!!


  8. Sandro

    ha,,,,dimenticavo,quando aprilia 850 bmw gp800 e honda venderanno 200000 mezzi allora ne riparleremo!!!!te salude!!!!!!!!!!


  9. Max

    Indiscutibilmente il Tmax e’ una spanna sopra qualsiasi altro motoscooter, e’ inutile discuterlo sia per potenza,meccanica,confort e sicurezza-prestazioni.Yamaha Tmax forever .


  10. Mark

    Ciao a tutti ! Posseggo un Majesty 400. Non ne capiro niente ma il nuovo TMAX Sport per me è una bomba.



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