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Test Prova nuova Honda Hornet 600: city star e misto stretto

Antesignana delle moderne smart naked di media cilindrata, la Hornet giunge alla sua ultima incarnazione dopo un lungo processo di maturazione che l’ha resa una delle due ruote più equilibrate in listino.

Un equilibrio estetico e prestazionale invidiabile, tale da renderla appetibile ad una larghissima schiera di motociclisti, dal neofita al Rider di ritorno, passando per chi è stufo dei semimanubri, per chi è appassionato di mezzi polivalenti, fino al pubblico femminile, che difficilmente potrà resistere all’effetto push-up del bel codino della Hornet sparato all’in su.
Insomma, una sola moto, tanti modi di essere. Scopriamoli insieme.

Brutto anatroccolo a chi…

È opinione globalmente condivisa che la precedente versione 2007/2010 della Hornet – benché abbia rappresentato un’importante svolta da punto di vista tecnico – non fosse esattamente un esempio di stile e design.
Linee poco disinvolte, scarsa dinamicità del posteriore, look complessivo che strideva con la natura propria di una naked agile e filante.
A salvare le sorti della sorella minore, è intervenuto il CB1000R (QUI il nostro test) che, iniettando nuova linfa estetica in famiglia, ha fatto sì che ne beneficiasse anche l’ultima incarnazione del Calabrone. Il bel codino sparato all’in su e il cupolino sono i richiami più evidenti, quanto basta alla Hornet per riscattare l’onore e riappropriarsi di un look efficace che non la fa sfigurare tra le motociclette parcheggiate davanti all’ultimo locale alla moda.

… piuttosto un felino!

Grazie all’ottimo telaio monotrave in lega leggera introdotto nel 2007 e al motore di derivazione CBR600RR, la Hornet propone un mix di potenza e agilità davvero interessante.  Muscoli che amano tendersi e irrobustirsi quando li si fa girare in alto, ben sostenuti da una ciclistica efficace e razionale.
Le sospensioni sono Showa (forcella a steli rovesciati da 41mm all’anteriore, regolabile in freno ed estensione, e mono posteriore regolabile nel precarico e nell’estensione), mentre l’impianto frenante è dotato di due dischi semiflottanti da 296 mm all’anteriore, su cui agiscono pinze flottanti a due pistoncini. Dietro, invece, c’è un disco singolo di  240mm con pinza flottante a pistone singolo.

Il risultato è una moto ben frenata, agile, che non soffre lo sconnesso (fatta eccezione di qualche risposta un po’ secca del mono sul pavé), e che al contempo offre il giusto sostegno nella guida sportiva su strada, quando il 4 cilindri da 600cc di derivazione CBR scioglie le briglie ai 102 cavalli che gli scalpitano dentro.
Ma cerchiamo di approfondire meglio le caratteristiche dinamiche della Hornet.

City Star

Prendere confidenza con la Hornet è davvero un attimo. Monti in sella ed è subito tua. La seduta è comoda, si mettono i piedi a terra con facilità e la manovrabilità, sia nelle operazioni da fermo che in movimento, risulta sempre eccellente. In altre parole, tutto sulla naked Honda sembra essere stato studiato per risultare facile e ben gestibile.

Una volta in movimento, le sensazioni non cambiano: l’ergonomia in sella è perfettamente neutra e si sta ben inseriti nella moto, col busto dritto ma non “seduto”. Una posizione che offre il pieno controllo in ogni frangente, con un bel mix tra relax e posizione d’attacco (quando serve).

Bene, a questo punto siete pronti per tuffarvi nel caos cittadino. Grazie all’erogazione del motore, corposo il giusto ai medi regimi e pronto a irrobustirsi con decisione oltre i 7.000 giri, potrete godervi una risposta equilibrata alle aperture del gas, mentre siete impegnati nello slalom tra le auto in coda, per poi schizzare via con un allungo deciso, oltre metà scala del contagiri, quando arriva il momento di levarsi d’impiccio.

Il cambio, che nel commuting urbano è messo sempre a dura prova, pur non arrivando ai livelli celestiali di quello del CB1000R, offre una resa onesta, con pochi impuntamenti e una discreta precisione.

Una volta tolti gli abiti da lavoro (si va in Hornet anche in giacca e cravatta senza troppa sofferenza) potrete godervela negli spostamenti tra un aperitivo e l’altro, per poi farla rombare di gusto, a notte fonda, lungo i vialoni deserti della vostra città.

Misto stretto

Dottor Jekyll e Mr. Hyde: due anime, una sola moto. Perché, se da un lato la Hornet si rivela una perfetta “cittadina”, l’ideale per gli attraversamenti metropolitani, datele in pasto un percorso tutte curve e  nelle mani giuste la vedrete trasformarsi in un affilatissimo stiletto. E non saranno pochi i Race Replica che, avendovi visto arrivare negli specchietti, si ritroveranno a bocca spalancata sotto al casco dopo aver ingenuamente pensato “vabbè, è solo una Hornet”.

È forse questa la migliore caratteristica della media Honda, capace all’occorrenza di trasformarsi in una piccola peste irriverente, e dare belle soddisfazioni sui percorsi più guidati.
Il motore, per un’azione efficace, deve girare alto, con l’accortezza di entrare in piega col rapporto giusto per poter poi schizzare via forte in uscita di curva.

La ciclistica – agile e spigliata – digerisce bene anche la guida più decisa e spigolosa, grazie al buon lavoro delle sospensioni ben coadiuvate dal telaio rigido al punto giusto, pur offrendo il meglio con uno stile rotondo che lasci correre forte la moto in curva.

Se nel misto stretto, però, il perfetto mix di potenza e agilità rendono la Hornet un potenziale osso duro (pur rimanendo godibile e divertente anche a ritmi tranquilli), le cose cambiano sul veloce, dove emergono i limiti di una ciclistica non perfettamente a suo agio sui curvoni affrontati a gas aperto, dove si evidenzia qualche ondeggiamento di troppo che invita alla moderazione (comportamento, tra l’altro, tipico della maggior parte delle naked in questa fascia di mercato).

In Coppia

Pur non essendo una poltrona per due, la Hornet non è un mezzo inospitale per il passeggero, che trova un alloggiamento decoroso sull’appuntito codino e pedane ad altezza umana. Le maniglie ricavate nella carena aiutano a sostenersi offrendo un buon appiglio, soprattutto nelle frenate più decise.
Nel complesso, non sarà colpa della Hornet se, dopo la prima uscita in moto, la vostra nuova conquista non vorrà più vedervi!
In sintesi, via libera in città, e per un classico giro di 200/300 Km. Evitate, piuttosto, di andarci in due a Capo Nord. Giudizio finale: buono!

Conclusioni

Quando una motocicletta raggiunge un grado di maturazione come quello raggiunto dal progetto Hornet è  difficile rimanerne delusi dopo l’acquisto, a patto di sapere bene cosa si compra: un mezzo polivalente, facile, brioso, sportivo ma non esagerato…  l’ideale in città e per divertirsi tra le curve del week-end in maniera disimpegnata.

Il mezzo giusto per chi deve imparare, senza correre il rischio di stufarsi in fretta, per il motociclista smaliziato, che desidera divertirsi con qualcosa di poco impegnativo, ma anche una due ruote particolarmente adatta all’utenza femminile.

Detto ciò, è chiaro che la componentistica, benché di ottimo livello, sia commisurata alla “missione” della moto.  Chi desidera una moto più prestazionale, o con soluzioni più sofisticate (ma anche più costose), dovrà cercare altrove nel listino. La Hornet è disponibile in concessionaria a 7.655 euro f.c., mentre per la versione ABS sono necessari 8.260 euro.

A seguire la Gallery (trovate QUI la ricca fotogallery completa del test),  “Pregi e Difetti” in sintesi, e scheda tecnica.

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Durante la prova abbiamo indossato:

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PREGI

  • Equilibrio generale
  • Indole eclettica
  • Posizione di guida
  • Motore (in grado di non far rimpiangere troppo una delle concorrenti da 750cc e oltre)

DIFETTI

  • Sospensioni poco adatte alla guida sportiva (molto sportiva) sul veloce
  • Quadro strumenti non sempre immediato

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SCHEDA TECNICA Honda Hornet 2011-2012

MOTORE

  • Configurazione 4 cilindri in linea, 4 tempi, 4 valvole per cilindro DOHC
  • Cilindrata 599 cm3
  • Alesaggio x corsa 67 ´ 42,5 mm
  • Rapporto di compressione 12 : 1
  • Potenza max 75 kW / 12.000 min-1 (95/1/EC)
  • Coppia max 63,5 Nm / 10.500 min-1 (95/1/EC)
  • Regime del minimo 1.350 min-1
  • Capacità totale olio 3,5 litri

ALIMENTAZIONE

  • Carburazione Iniezione elettronica PGM-FI
  • Diametro corpi farfallati 36 mm
  • Filtro dell’aria A secco, del tipo a cartuccia
  • Capacità serbatoio 19 litri (inclusi 4 litri di riserva, con indicatore LCD)

IMPIANTO ELETTRICO

  • Accensione Digitale transistorizzata a controllo computerizzato,con anticipo elettronico
  • Anticipo d’accensione 10° BTDC (minimo) ~ 60° BTDC (13.500 min-1)
  • Candela CR9EH-9 (NGK); U27FER-9 (ND)
  • Avviamento Elettrico
  • Capacità batteria 12V/8.6AH
  • Alternatore 316W
  • Faro anteriore 12V 55W ´ 1 (anabbagliante) / 55W ´ 1 (abbagliante)

TRASMISSIONE

  • Frizione Lubrificata, multidisco con molle
  • Funzionamento frizione Meccanico con attuazione a cavo
  • Tipo di cambio a 6 rapporti
  • Riduzione primaria 2,111 (76/36)
  • Riduzione finale 2,688 (43/16)
  • Trasmissione finale Catena sigillato con O-Ring, #525

TELAIO

  • Configurazione Monotrave in alluminio a sezione rettangolare, con realizzazione GDC

CICLISTICA

  • Dimensioni (L´L´A) 2.150 x 740 x 1.075 mm
  • Interasse 1.435 mm
  • Inclinazione cannotto di sterzo 25°
  • Avancorsa 99 mm
  • Altezza della sella 800 mm
  • Altezza da terra 135 mm
  • Peso in ordine di marcia 200,4 kg (A: 100,2 kg; P: 100,2 kg)
  • Massima capacità di carico 188 kg
  • Massa max ammissibile 388,4 kg

SOSPENSIONI

  • Tipo Anteriore Forcella telescopica rovesciata HMAS a cartuccia da 41mm regolabile nel ritorno, escursione 120 mm
  • Posteriore Monoammortizzatore regolabile nel precarico (7 posizioni) e nel ritorno, escursione 128 mm

RUOTE

  • Tipo Anteriore A sezione alveolare a 5 razze in alluminio pressofuso
  • Posteriore A sezione alveolare a 5 razze in alluminio pressofuso
  • Rim Size Anteriore 17M/C ´ MT3.5
  • Posteriore 17M/C ´ MT5.5
  • Pneumatici Anteriore 120/70 ZR17M/C (58W)
  • Posteriore 180/55 ZR17M/C (73W)
  • Pressione Anteriore 250 kPa
  • Posteriore 290 kPa

FRENI

  • Tipo Anteriore Due dischi idraulici da 296 x 4,5 mm con pinze a due pistoncini (*tre pistoncini versione ABS), rotori flottanti (*ABS) e pastiglie in metallo sinterizzato
  • Posteriore Disco idraulico da 240 × 5 mm con pinza a singolo pistoncino (*ABS), e pastiglie in metallo sinterizzato

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14 Comments

  1. Corrado

    2011/11/02 at 3:09 PM

    Confermo le impressioni del test. La Hornet fa tutto e bene.
    Per le sospensioni, se proprio se ne sente il bisogno, un piccolo intervento “aftermarket” e si ottiene una bella motina pronta a bastonarne tanti, ma proprio tanti, quando si sale in montagna…….non sempre i centimetri cubici in più contano 😉

  2. Luca D.M.

    2011/11/02 at 3:30 PM

    Avevo il modello precedente, meccanicamente del tutto simile, e l’ho venduto per passare a una sportiva con cui vado anche in pista.
    Niente da dire sul Calabrone, fa tutto e bene. Ci sono stato anche in Grecia e a fare i miei primi turni tra i cordoli. Ottima per chi vuole imparare e per chi non ha la necessità di passare a qualcosa di più performante per la pista.
    Per inciso, prima andavo all’università con la Hornet, ora con la nuova moto preferisco usare un vecchio scooter :-/

  3. rick

    2011/11/02 at 7:29 PM

    Non sò come si faccia a scrivere che è una moto city star da misto stretto, perchè in città ai bassi è ferma e vi passa uno scooter, mentre nel misto stretto sei sempre in seconda se vuoi uscire decentemente dai tornanti, considerando che a 6000 giri in 2a si è ai 70 è completamente inadatta al misto stretto, visto che incomincia ad andare forte dai 7000 in su.

  4. Mr D

    2011/11/02 at 8:36 PM

    ciao Rick,
    ognuno può avere le sue opinioni, ti rispondo giusto per chiarire le mie.
    Tra l’altro, paradossalmente, molti dei tuoi dubbi trovano risposta nelle tue stesse affermazioni.
    By the way, è vero che la Hornet “esplode” oltre i 7.000 (come è specificato anche nel test) ma non è assolutamente vero che sotto risulti essere “vuota” come sostieni tu, tutt’altro. Considerando che si tratta di un 4 cilindri da 600cc, la verve ai medi non le manca, e questo consente di filare via in città lisci come l’olio consapevoli di una bella riserva di “birra”, sempre a disposizione, da tirare fuori quando serve (stai andando a lavoro, mica a correre la 24h di Le Mans). A rendere la Hornet ottima in città sono anche le doti dinamiche, agilità, manovrabilità e confort che la rendono “facile” e poco stressante nel commuting…
    e io, sinceramente, non ho avuto alcun problema a “misurarmi” con gli scooter.
    Ciò detto, l’errore è sempre quello di considerare una moto come un motore con le ruote appiccicate. A fare andare forte (e bene) un mezzo contribuisce anche “altro”… e non poco 😉

    Passando al misto, premesso che vale anche qui quanto detto sopra, è chiaro che per andare forte (come specificato nel test) occorre esperienza, ma tutto sommato neanche tanta, e dopo un po’ ci si trova a “giocare” oltre la soglia dei 7.000 – anche nel misto guidato – con estrema facilità!

    Ciao D

  5. rick

    2011/11/03 at 1:30 PM

    Io possiedo il modello di hornet precedente, la uso tutto l’anno per andare a lavoro far commesse,con pioggia ecc, non ho l’auto, ma per divertirmi nel week sui passi mi tocca usare la seconda moto un bicilindrico.
    Faccio i complimenti se riesci a giocare oltre 80 km/h a quel regime tra i passi nel “misto stretto” che allora misto stretto non è! Sempre in monomarcia cioè la seconda, il divertimento non c’è, perchè con la terza non riprende in uscita, e la birra a 6000 giri è poca perchè alla ruota arrivano 35 cv, ed il rischio aumenta cosa che su strada è meglio evitare.
    Sicuramente ha i suoi pregi nell’uso cittadino perchè non mette mai in difficoltà, nemmeno l’utente non smaliziato, un motore affidabilissimo e parco in manutenzione, buoni i consumi, che mantiene valore nell’usato, l’ho presa per questo.
    Ma riguardo all’erogazione è più votata ad uso pistaiolo che stradale, se la si deve usare in città e nel misto stretto quello vero, c’è di meglio in giro.

  6. Tiziano C.

    2011/11/03 at 2:32 PM

    @ rick:

    Io ho la tua stessa moto, Hornet 2010, e nel misto stretto (quello da 2a 3a marcia) mi diverto abbastanza. In terza entro in curva a 5.500/6000 giri, a metà percorrenza spalanco ed esco tranquillamente a oltre 7.000 (forse esco un po’ forte, ma non facciamo gli ipocriti 😉 )
    Credo che sia anche un fatto di stile di guida 😉

  7. Tiziano C.

    2011/11/03 at 2:35 PM

    a proposito, non concordo con l’autore del test quando dice che il modello di Hornet precedente è brutto. Però questo è un po’ meglio, vero! 😀

  8. Wolf

    2011/11/03 at 2:49 PM

    Quoto, fatevi un bel bicilindrico e lasciate perdere sta roba
    rick Ha Scritto:

    Io possiedo il modello di hornet precedente, la uso tutto l’anno per andare a lavoro far commesse,con pioggia ecc, non ho l’auto, ma per divertirmi nel week sui passi mi tocca usare la seconda moto un bicilindrico.
    Faccio i complimenti se riesci a giocare oltre 80 km/h a quel regime tra i passi nel “misto stretto” che allora misto stretto non è! Sempre in monomarcia cioè la seconda, il divertimento non c’è, perchè con la terza non riprende in uscita, e la birra a 6000 giri è poca perchè alla ruota arrivano 35 cv, ed il rischio aumenta cosa che su strada è meglio evitare.
    Sicuramente ha i suoi pregi nell’uso cittadino perchè non mette mai in difficoltà, nemmeno l’utente non smaliziato, un motore affidabilissimo e parco in manutenzione, buoni i consumi, che mantiene valore nell’usato, l’ho presa per questo.
    Ma riguardo all’erogazione è più votata ad uso pistaiolo che stradale, se la si deve usare in città e nel misto stretto quello vero, c’è di meglio in giro.

  9. Alessio

    2011/11/06 at 12:53 PM

    Bel test! Devo acquistare la mia prima moto e penso proprio che sarà una Hornet. È perfetta per le mie esigenze e mi piace molto come linea
    Ho una domanda… come se la cava in fatto di consumi? Beve molto?

  10. Zazzà

    2011/11/17 at 10:13 AM

    @ Alessio:

    vai tranquillo Alessio, consumi perfettamente sotto controllo 😉
    chiaramente però se gli dai il gas e la tieni sempre su di giri bevicchia… come ogni altra moto!

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  13. Casper

    2013/02/22 at 12:13 PM

    Consigliato da un mio amico sto pensando di prendere una Hornet usata invece della bicilindrica (sempre Honda). E questo test è stato il colpo di grazia. Penso proprio che andrò di Hornet 🙂

  14. Pasquale D'abrosca via Facebook

    2013/02/22 at 3:22 PM

    Hornet…. molto meglio hornet… qui c’è tutto per chi vorrà sapere molte informazioni: http://www.hornet.it

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