Casey Stoner si conferma implacabile schiacciasassi sul circuito americano dove conquista un’importante vittoria grazie alla quale prende il largo in classifica iridata. Una gara condotta dall’inizio alla fine a suon di giri veloci che non lascia scampo agli avversari… alla faccia di tutti coloro che avevano ipotizzato un possibile calo di rendimento col primogenito in arrivo. Insomma, Casey vince e convince, confermandosi il pilota di riferimento nella stagione 2011.
Alle spalle dell’australiano l’altra Honda di Daniel Pedrosa che, nonostante il coltello tra i denti, non riesce a copiare il ritmo del compagno di squadra e si deve accontentare del secondo gradino del podio.
Chi invece avrebbe potuto fare molto di più è l’americano Ben Spies. Veloce, velocissimo, tanto quanto Stoner, Texas Terror paga lo scotto di un pasticcio al via durante il quale rischia persino la collisione con Dovizioso. Impantanatosi nelle retrovie, Ben inizia un lento recupero che culmina con la conquista del terzo posto: un risultato che non soddisfa le aspettative e il talento del Rider Yamaha.
Chi invece paga un conto salato tra i cordoli di Indianapolis è l’altro yamahista, Jorge Lorenzo. Dopo il sorpasso del compagno di squadra, lo spagnolo (quarto sotto la bandiera a scacchi) perde il podio e la possibilità di intascare punti preziosi in chiave mondiale. Stoner si allontana e Jorge lascia gli States con la certezza di un duro lavoro, da qui in avanti, per poter “riacciuffare” l’australiano in fuga: mission impossible?
Andrea Dovizioso giunge quinto nonostante un finale di gara particolarmente convincente che lo porta quasi ad annusare gli scarichi della M1 di Lorenzo, mentre alle sue spalle conclude sesto uno scatenato Bautista su Suzuki.
Giornata da dimenticare, invece, per le Ducati ufficiali e non. In chiara difficoltà, i prototipi di Borgo Panigale faticano enormemente tra i cordoli di Indy, fino ai ritiro di Capirossi e Hayden con la gomma anteriore letteralmente in frantumi. Valentino conclude addirittura decimo, ma solo grazie alla clamorosa caduta di Berbera all’ultima curva che gli consente di guadagnare una posizione. Pessima gara anche per Simoncelli che – dopo essersi difeso per gran parte del tempo – perde colpi con la sua Honda nel finale e conclude dodicesimo sotto la bandiera a scacchi.
Ordine d’arrivo MotoGP Indianapolis – USA- 2011
- STOENR
- PEDROSA
- SPIES
- LORENZO
- DOVIZIOSO
- BAUTISTA
- EDWARDS
- DE PUNIET
- AOYAMA
- ROSSI
- CRUTCHLOW
- SIMONCELLI
- ELIAS
Casey Stoner si conferma implacabile schiacciasassi sul circuito americano dove conquista un’importante vittoria grazie alla quale prende il largo in classifica iridata. Una gara condotta dall’inizio alla fine a suon di giri veloci che non lascia scampo agli avversari… alla faccia di tutti coloro che avevano ipotizzato un possibile calo di rendimento col primogenito in arrivo. Insomma, Casey vince e convince, confermandosi il pilota di riferimento nella stagione 2011.
Alle spalle dell’australiano l’altra Honda di Daniel Pedrosa che, nonostante il coltello tra i denti, non riesce a copiare il ritmo del compagno di squadra e si deve accontentare del secondo gradino del podio.
Chi invece avrebbe potuto fare molto di più è l’americano Ben Spies. Veloce, velocissimo, tanto quanto Stoner, Texas Terror paga lo scotto di un pasticcio al via durante il quale rischia persino la collisione con Dovizioso. Impantanatosi nelle retrovie, Ben inizia un lento recupero che culmina con la conquista del terzo posto: un risultato che non soddisfa le aspettative e il talento del Rider Yamaha.
Chi invece paga un conto salato tra i cordoli di Indianapolis è l’altro yamahista, Jorge Lorenzo. Dopo il sorpasso del compagno di squadra, lo spagnolo (quarto sotto la bandiera a scacchi) perde il podio e la possibilità di intascare punti preziosi in chiave mondiale. Stoner si allontana e Jorge lascia gli States con la certezza di un duro lavoro, da qui in avanti, per poter “riacciuffare” l’australiano in fuga: mission impossible?
Andrea Dovizioso giunge quinto nonostante un finale di gara particolarmente convincente che lo porta quasi ad annusare gli scarichi della M1 di Lorenzo, mentre alle sue spalle conclude sesto uno scatenato Bautista su Suzuki.
Giornata da dimenticare, invece, per le Ducati ufficiali e non. In chiara difficoltà, i prototipi di Borgo Panigale faticano enormemente tra i cordoli di Indy, fino ai ritiro di Capirossi e Hayden con la gomma anteriore letteralmente in frantumi. Valentino conclude addirittura decimo, ma solo grazie alla clamorosa caduta di Berbera all’ultima curva che gli consente di guadagnare una posizione. Pessima gara anche per Simoncelli che – dopo essersi difeso per gran parte del tempo – perde colpi con la sua Honda nel finale e conclude dodicesimo sotto la bandiera a scacchi.
Ordine d’arrivo MotoGP Indianapolis – USA- 2011