Leggende del Motociclismo

luglio 12th, 2011

Franco Uncini: dalle strade del Conero al trionfo nel Motomondiale

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UNCINI_MOTO

Un casco che vola via e un pilota che rimane a terra privo di sensi, mentre le moto continuano la loro corsa, disturbate solo dallo sventolio delle bandiere gialle. Ecco cosa rimase negli occhi degli spettatori di quel terribile 25 giugno 1983. Ad Assen si correva il Gran Premio d’Olanda. In prima fila, sulla griglia di partenza, erano schierati Kenny Roberts, Freddie Spencer, Katazumi Katayama e Randy Mamola.

Un incrocio di sguardi tra Freddie Spencer e Kenny Roberts e poi via. “Fast Freddie” partì a razzo, mentre “King Kenny” restò attardato, causa un problema di avviamento alla sua Yamaha. Giunto in prossimità della sequenza di esse, Spencer si girò a controllare la situazione alle sue spalle, tutto sembrava tranquillo, ma pochi istanti dopo…
In uscita di curva, la Suzuki di Uncini – che in quel momento occupava la quinta posizione – sbandò, e il pilota marchigiano subì il classico high-side. Con un balzo felino si rialzò e cercò di guadagnare velocemente lo spazio di fuga, ma poco prima di raggiungerlo venne colpito in pieno dalla Honda dell’esordiente australiano Wayne Gardner. Un silenzio agghiacciante calò sugli spalti e nelle case degli italiani che in quel momento stavano seguendo la gara in televisione. Da quel terribile incidente, in cui si fratturò naso, mento, costole e due vertebre, Franco Uncini non si riprese mai completamente e nel 1985 fu costretto a dire addio alle corse.

La fatalità è stata che Gardner fosse alla sua prima gara nel mondiale. Se avesse aspettato a debuttare non avrei avuto l’incidente. E’ dura addossargli la colpa, ma Randy Mamola, Raymond Roche e Kenny Roberts, che mi seguivano, mi hanno evitato. Lui, che era più lontano e con maggiori possibilità di valutare la situazione, mi ha investito. Forse, con un po’ più di esperienza da parte sua non sarebbe successo niente.” E’ con queste parole un po’ “risentite” nei confronti di Wayne Gardner, che Franco Uncini rispose ad un’intervista sul suo incidente rilasciata qualche anno dopo.

E pensare che solo un anno prima, su quella stessa pista, il pilota di Recanati, che per anni fu il privato più veloce del mondo, conquistò la sua terza vittoria stagionale. Una vittoria importante, anzi importantissima, che gli spianò la strada verso il titolo mondiale della 500. Dopo anni di lotte impossibili contro le potenti moto ufficiali, nel 1982 Roberto Gallina gli offrì la possibilità di guidarne una. E poco importa se Marco Lucchinelli, campione del mondo in carica era emigrato alla Honda, se “King Kenny” e la sua Yamaha vivevano tempi difficili, se Freddie Spencer non era che un giovane esordiente… quel titolo, Franco Uncini, se lo meritò tutto, fino in fondo. Con cinque vittorie e due podi chiuse il discorso mondiale con tre gare di anticipo, relegando il secondo, Graeme Crosby, a 27 lunghezze. Una superiorità schiacciante, a volte anche imbarazzante, se si considera che allora il primo raccoglieva 15 punti e il secondo 12. In quel magico 1982, Uncini si divise gli onori della cronaca sportiva con una altro grande personaggio, quel Paolo Rossi eroe di Spagna dell’ Italia “mundial”.

Al suo rientro a Recanati fu festa grande. Ad accoglierlo i suoi tifosi, che lo videro crescere quando, ancora quattordicenne, scorazzava per le strade del Monte Conero in sella al suo Giulietta Peripoli “smarmittato”. E chissà se anche lui, come il suo illustre concittadino Giacomo Leopardi, da ragazzino salì su quell’ermo colle con la speranza, un giorno, di poter realizzare i suoi sogni…


About the Author

Andrea Adorni
Andrea Adorni, per tutti Ado, vive a Parma a pochi chilometri dal Passo della Cisa e dall’autodromo di Varano de’ Melegari, i suoi luoghi di culto. Amante della piega perfetta, non è un caso se il suo motoclub si chiama “InPiega”. Non disdegna le lunghe cavalcate di gruppo e le sfide tra i cordoli. La sua specialità? Raccontare il motociclismo degli anni 80 e 90.




 
 

 
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4 Comments


  1. Complimenti e grazie , da parte mia e dei miei concittadini per averlo ricordato , ma non è che vi ha ispirato il mio avatar??? .Grazie comunque e se potete mandate altri post in merito, anche i piu ‘ giovani devono conoscere…………….


  2. :-)

    Cercheremo di fare il possibile. Il nostro Andrea Adorni è sempre a caccia di storie belle e autentiche da “Tramandare”



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