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Test Aprilia RS4 125 2011: chi ben comincia…

Test Aprilia RS4 125 2011: chi ben comincia…

(Test di William Toscani)

Affascinante, grintosa e sportiva. Sono questi i primi aggettivi che vengono in mente quando ci si trova davanti, per la prima volta, alla nuova ottavo di litro di casa Aprilia.

Parlare di sportive 125 cc è per molti un tuffo al cuore, fatto di sogni e di ricordi. Lo è per i “vecchi” motociclisti, i sedicenni di un tempo, che hanno cominciato la loro avventura su due ruote cavalcando quei microbolidi che erano le 125 anni 80-90, rimanendo folgorati dalle loro prestazioni mozzafiato. Lo è per i sedicenni di oggi che sfogliano le riviste, o spulciano i siti web, con la voglia di iniziare a fare sul serio con le moto: via lo scooter, è il momento di salire in sella a una due ruote che tanto ha in comune con le sorelle più grandi! 
Si comincia così ad usare la frizione, scalare in frenata, scegliere la marcia giusta per affrontare una curva, stare in sella caricando semimanubri e pedane… in altre parole, si comincia a guidare una moto vera.

Aprilia è da sempre grande maestra nell’agitare le notti dei giovani motociclisti, e con questa nuova RS4, di certo non contribuirà a renderle più serene, soprattutto per chi, terminata in modo trionfale l’annata sui libri, è  magari pronto a “riscuotere” il premio delle sue fatiche scolastiche.

Com’è fatta

Partendo dalla linea, risulta subito evidente lo strettissimo legame estetico con la sorella più grande RSV4, la superbike di casa Aprilia. Molte parti della carrozzeria ne riproducono fedelmente le linee, con il bel cupolino dotato di triplo faro e prese d’aria stilizzate che ricorda un po’ la testa di un drago dai lunghi baffi spioventi; stesso discorso per il piccolo codino (bellissimo), dalle linee tese e sfuggenti che punta minaccioso verso l’alto. Lo scarico è nascosto, inglobato perfettamente nelle linee sotto la carenatura, poco visibile. A modesto parere di chi scrive, questo dettaglio è poco azzeccato: uno scarico in bella vista fa sempre il suo bell’effetto.

Strumentazione spiccatamente racing, LCD, molto compatta, anch’essa simile a quella delle RSV4 a sottolinearne ulteriormente lo strettissimo legame. Legame che notiamo anche nella parte ciclistica con il bellissimo telaio doppio trave in alluminio pressofuso con nervature di rinforzo, abbinato ad un forcellone asimmetrico con andamento “a boomerang” sul lato destro, mentre sul lato sinistro troviamo una capriata di rinforzo.

All’avantreno spiccano la forcella a steli rovesciati, ed il poderoso impianto frenante con disco da 300mm e pinza a doppio pistoncino ad attacco radiale… roba seria, per intenderci!

Il motore

La nuova Rs4 Aprilia manda in pensione il glorioso monociclindrico due tempi, e propone una nuova motorizzazione a 4 tempi. Una svolta, se vogliamo, storica.
Aprilia, nel campo delle piccole moto ad elevate prestazioni, è stata indissolubilmente legata al motore 2T. Un grande protagonista sia su strada, che in pista nelle classi 125-250, con cui ha fatto incetta di mondiali grazie a piloti del calibro di Rossi, Biaggi, Capirossi, Melandri e Lorenzo solo per citarne alcuni.

Ma tant’è! Ormai con le norme di omologazione sempre più severe, con le potenze castrate ad appena 11 Kw (15 Cv), continuare sulla strada del due tempi, almeno su un prodotto stradale, non avrebbe più senso. Allora, ben venga un’unità tutta nuova, a 4 tempi, con la stessa potenza ma con emissioni più “favorevoli” e che tutto sommato non toglie troppo a divertimento e piacere di guida.

Il motore della nuova RS4 è un monocilindrico 125 cc, 4T, 4 valvole, a iniezione elettronica e raffreddato a liquido con distribuzione a doppio albero a camme in testa (DOHC), molto fluido e lineare nella erogazione. 
Il cambio è a sei marce, con possibilità di montare un sistema quick-shift: una sofisticata soluzione tecnica direttamente derivata dalla RSV4 APRC e dall’esperienza Aprilia nel mondiale Superbike. Il meccanismo, semplificato, gestisce l’interruzione di coppia per il cambio marcia in funzione della marcia inserita, del grado di apertura del gas, e dei giri del motore (ma per la 125cc il tempo di cambiata è un parametro fisso). Il vantaggio di questo sistema – offerto come accessorio – è che il pilota può agevolmente salire di marcia mantenendo il gas aperto senza utilizzare la frizione, rendendo così più semplice e veloce la cambiata.

Come va

Abbiamo avuto l’occasione di testare la Rs4 sul tracciato di Varano di Vidigulfo, dove l’Aprilia ha organizzato la presentazione della sua piccola supersportiva. Molto compatta e raccolta, all’inizio – lo confesso – ero un po’ scettico sull’abitabilità della moto, ma mi sono subito ricreduto una volta salito in sella (nonostante l’altezza del sottoscritto non sia da pilota “mini” tipica delle 125 da corsa). Ciò dimostra che si tratta di una moto con una impostazione ben studiata, in grado di adattarsi a piloti di ogni “taglia”, anche di statura medio-alta.

Schiacciato il pulsante dello start abbiamo potuto saggiare subito le doti “acustiche” del nuovo propulsore con sonore sgasate, e devo dire che non è stato affatto spiacevole: le note dallo scarico erano tutt’altro che noiose, esprimendosi con una tonalità rauca e importante.

Una volta in pista, il divertimento – nonostante le prestazioni da codice della strada – è stato di ottimo livello. Il merito va dato senza dubbio alle grandi doti della ciclistica ed alla erogazione fluida e corposa del motore fin dai bassi regimi. Parlandoci chiaro, con 11 kw a disposizione le punte velocistiche non sono certo da moto da gran premio, ma vi posso assicurare che nell’affrontare la grande varietà di curve del tracciato scelto per la prova, non ci si è certo annoiati. Sia nelle strette varianti, che nei curvoni veloci o tornantini da gomito a terra, la moto è risultata rigorosa nel mantenere la traiettoria, oltre a fare sfoggio di una maneggevolezza impressionante, coadiuvata ottimamente dalle gomme Pirelli messe a disposizione.

Durante la prova, la bagarre con alcuni dei tester in pista è stata da ultimo giro di una tappa del mondiale. In più di un’occasione, per non perdere terreno, è stato necessario forzare la velocità di ingresso in curva, per cercare di uscirne poi il più veloce possibile. In questa circostanza ci aspettavamo qualche scompenso di assetto, con traiettoria larga e relativa perdita di terreno, ma… nulla, la moto disinvolta scende in piega, con la ciclistica che si prende cura del pilota facendolo sorridere di gran gusto sotto al casco.


About Mr D

alias Diego D’Andrea. Fondatore di Pianeta Riders è un instancabile cacciatore di curve e inesauribile viaggiatore. Appassionato da sempre di moto e scrittura, è l’Autore della guida “Itineriders” dedicata ai percorsi motociclistici più belli del Centro Italia

4 comments

  1. io la mia prima 125, un’Aprilia, la conservo ancora in garage. Sarebbe interessante una comparativa tra questa nuova e le “vecchiette” (anche se incomparabili come prestazioni).
    Bella prova!!!

  2. tutto sommato Aprilia sembra avercela messa tutta per non far rimpiangere i 2T facendo un bel passo in avanti sulla ciclistica. Mettere in mano ad un sedicenne una moto con soluzioni prese direttamente dalla sportiva per i grandi è stata una bella mossa.
    Poi potremmo star qui a fare 10.000 discorsi sulle vecchie 2T, ma quella era un’altra epoca che oggi le normative non consentono più. In finale questa moto mi sembra un’ottima operazione, ed è anche bella da vedere. Davvero niente male

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